Papa Francesco invita a custodire la memoria per immagini

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Nel messaggio alla Fondazione ‘Memorie Audiovisive del Cattolicesimo’ papa Francesco ha insistito sull’importanza della custodia della memoria per immagini. Dopo aver già affrontato il tema in una intervista con don Dario Viganò, concessa per il libro ‘Lo sguardo porta del cuore’, papa Francesco è tornato sull’argomento in un messaggio inviato alla neonata Fondazione italiana MAC – Memorie Audiovisive del Cattolicesimo, presieduta dallo stesso Viganò, istituita “per rispondere all’urgenza culturale del recupero, della preservazione e della valorizzazione del patrimonio storico audiovisivo e di quello documentale ad esso collegato, relativo al cattolicesimo”.

Questa mattina il comitato scientifico della Fondazione si è riunito presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e mons. Angelo Vincenzo Zani, archivista, bibliotecario di Santa Romana Chiesa e membro del comitato scientifico, ha letto le parole del papa: “Gli obiettivi che la vostra Fondazione intende perseguire rispondono ad una reale urgenza culturale per tutta la Chiesa”.

Ed ricordato che nell’intervista concessa a mons. Dario Viganò nel volume ‘Lo sguardo porta del cuore’, ha espresso un maggior impegno della comunità ecclesiale per custodire la ‘memoria per immagini’: “Le fonti audiovisive sono, del resto, divenute tracce storiche centrali del nostro recente passato…

Allo stesso tempo, sottolineavo quanto, pur essendo un patrimonio recente, le fonti sono un patrimonio fragile, che necessita di costanti cure: la Chiesa cattolica ha già purtroppo perso molta parte della documentazione audiovisiva che racconta la sua storia otto-novecentesca, a causa dell’incuria e della mancanza di risorse e di competenze”.

Nel messaggio il papa ha accolto con favore questa Fondazione: “Per questi motivi accolgo con grande favore la nascita di una Fondazione come la vostra, che si pone come scopo principale il recupero, la preservazione e la valorizzazione del patrimonio storico audiovisivo e di quello documentale ad esso collegato, relativo al cattolicesimo.

Mi sembra significativo che la vostra istituzione, grazie al coinvolgimento delle più importanti istituzioni archivistiche, cinetecarie ed accademiche, proponga una visione ed un metodo fondati sulla condivisione del patrimonio e delle più alte competenze e risorse al servizio della trasmissione della memoria audiovisiva del cattolicesimo. Tale orizzonte può indicare una direzione per tutta la Chiesa”.

Ed ha ricordato i “i sessant’anni dall’approvazione del Decreto conciliare ‘Inter Mirifica’, che annovera tra i meravigliosi doni di Dio gli strumenti della comunicazione sociale, compresi, dunque, anche i mezzi audiovisivi: le parole dei Padri Conciliari ci appaiono profetiche; essi sottolineavano giustamente come sia importante l’uso di questi mezzi, in modo che come sale e luce fecondino e illuminino il mondo, portando la luce di Gesù Cristo e contribuendo al progresso di tutta l’umanità”.

Ecco la necessità di custodire questa ‘memoria’: “Da allora, la tecnologia dei mezzi audiovisivi ha viaggiato a grande velocità, creando una quantità fino a pochi anni fa inimmaginabile di suoni e di immagini, che documentano la storia del mondo e della Chiesa. Oggi, dunque, è anche il tempo di fermarsi a raccogliere e custodire questo enorme patrimonio audiovisivo per avviare un nuovo grande processo di costruzione di una memoria collettiva”.

Nell’intervento, mons. Zani ha ricordato che “la recente Costituzione apostolica ‘Praedicate Evangelium’, assegna alla Biblioteca Apostolica Vaticana il compito ‘di raccogliere e conservare un patrimonio ricchissimo di scienza e di arte e di metterlo a disposizione degli studiosi che ricercano la verità’ ed in questo ambito è da inquadrare anche l’orizzonte di attività della Fondazione”.

Infatti nel 2021 in un’intervista sul cinema contenuta nel libro ‘Lo sguardo: porta del cuore. Il neorealismo tra memoria e attualità’ di mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze e delle Scienze Sociali della Santa Sede papa Francesco sosteneva la necessità di pensare ad “un’istituzione che funzioni da Archivio Centrale per la conservazione permanente e ordinata secondo i criteri scientifici, dei fondi storici audiovisivi degli organismi della Santa Sede e della Chiesa universale”, con gli obiettivi della “raccolta e della custodia del patrimonio di fonti storiche audiovisive di alto livello religioso, artistico e umano”.

Gianluca della Maggiore, direttore di Cast, membro del comitato scientifico di Mac, ha illustrato alcuni obiettivi: “Stiamo lavorando a un portale, una digital library tematica, che attraverso un unico punto di accesso online consenta la connessione del patrimonio storico audiovisivo del cattolicesimo, oggi disseminato nelle collezioni dei più svariati soggetti conservatori.

La sfida è quella di accogliere sul portale documenti storici di varia tipologia (audiovisivi, fotografie, carte, opuscoli, manifesti) connettendo le realtà eterogenee che li conservano e valorizzando i loro patrimoni. Un grande archivio digitale e un portale di studi e documentazione a disposizione di tutti”.

Mentre mons. Dario Edoardo Viganò ha spiegato la genesi del progetto: “L’idea della Fondazione inizia a prendere forma nel 2021, quando il Santo Padre, in occasione di un’intervista sul cinema ribadì ancora una volta, il ritardo accumulato dalle istituzioni ecclesiastiche per la salvaguardia del patrimonio audiovisivo della Chiesa cattolica, a fronte delle iniziative già da tempo intraprese ‘da istituzioni statali e organismi internazionali specializzati a livello globale’.

In quel contesto lanciò la sfida dell’istituzione della Mediateca Apostolica Vaticana e la Fondazione MAC di fatto è un primo passo nella direzione auspicata da Francesco. Il nostro punto di forza è la condivisione e l’eccellenza; infatti già dalla sua costituzione, MAC unisce realtà leader nel campo dello studio e conservazione dell’audiovisivo.

Cogliamo tutta la forza del digitale e pensiamo di poter attrarre interesse pubblico e privato per avviare progetti che favoriscano un lavoro di rete tra università, enti di ricerca, cineteche, archivi e istituti di conservazione. Ci vediamo come una struttura ponte che costruisce ponti e reti con altre realtà”.

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