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Banca Etica misura gli impatti del credito: nel 2025 creati 1700 posti di lavoro ed evitate 22.000 tonnellate di CO2

Misurare scientificamente e rendere conto pubblicamente l’impatto sociale e ambientale del risparmio e degli investimenti: con questo obiettivo Banca Etica presenta il suo settimo Report di Impatto, che rendiconta gli effetti dei crediti erogati lo scorso anno, ed annuncia i nuovi traguardi per l’anno in corso definiti nell’Impact Appetite Framework (IAF), uno strumento di pianificazione unico nel panorama bancario italiano, che ogni anno viene adottato dal CdA per definire (accanto agli obiettivi economici e di rischio) quali impatti sociali e ambientali la Banca si impegna a perseguire.

Pianificazione e rendicontazione integrano la policy del credito di Banca Etica, che si differenzia rispetto agli attori finanziari tradizionali non solo per i settori esclusi dal credito e dagli investimenti (armi, fossili, tabacco, allevamenti intensivi…), ma anche perché ogni richiesta di finanziamento è sottoposta a un’accurata Valutazione Sociale e Ambientale (VSA).

Mentre la finanza tradizionale destina ancora quote marginali del proprio business alla sostenibilità, il modello di Banca Etica mostra una coerenza assoluta: il 91% del credito erogato lo scorso anno (pari a 485,1 milioni di euro di nuovi impieghi) ha generato un impatto positivo misurabile. Ecco alcuni dei dati misurati:

Lavoro e occupazione: i crediti erogati da banca Etica lo scorso anno hanno generato direttamente 1.786 nuovi posti di lavoro e salvato 2.103 posizioni grazie ai Workers BuyOut (le imprese rilevate dai dipendenti finanziate da Banca Etica con € 8.400.000).

Inclusione e parità: Il 26,3% delle organizzazioni finanziate è a guida femminile (€ 77.400.000), a fronte di una media nazionale del 22,3%.

Ambiente e Transizione ecologica: nel 2025 Banca Etica ha erogato 143 milioni di crediti destinati a questa area permettendo di installare 33,2 MW di impianti da fonti rinnovabili, evitando l’emissione di 22.482 tonnellate di CO2; preservare 47.000 ettari di territorio; riciclare 21.000 tonnellate di rifiuti.

Sociale e Sanità: € 128.400.000 sono stati destinati a progetti di assistenza sociale, che hanno garantito supporto ad oltre 39.000 persone fragili.

Diritto alla casa: € 81.000.000 di crediti erogati a progetti di housing sociale hanno permesso di rendere disponibili 690 alloggi accogliendo 1.700 persone e di erogare € 384.000.000 di mutui agevolati per la prima casa.

Integrazione: € 52.000.000 di crediti erogati hanno permesso l’accoglienza di 8000 migranti e attività di integrazione sociale per quasi 10.000 migranti.

Leva sociale del capitale: Ogni euro di capitale sociale versato dai soci si traduce in un moltiplicatore di credito disponibile per l’economia civile, il Terzo Settore e le imprese sociali di oltre € 15.

Nel 2025, in collaborazione con Etica Sgr, il Gruppo inoltre ha esteso la misurazione della propria Carbon Footprint adottando le linee guida internazionali PCAF. L’elemento di rottura sta nell’inclusione sistematica delle emissioni Scope 3: il Gruppo Banca Etica non calcola solo l’impatto dei propri uffici, ma si assume la responsabilità delle emissioni generate indirettamente dall’intera catena del valore delle realtà che finanzia e dagli investimenti di Etica Sgr.

Per il 2026 Banca Etica si è data nuovi obiettivi concreti per aumentare i propri impatti sociali e ambientali: ecco alcuni dei principali.

Crisi climatica ed economia circolare: € +90.800.000 di nuovi impieghi, per una crescita netta del 7,5% del credito indirizzato a questo settore.

Diritto alla casa: € 66.400.000 di nuovi impieghi per favorire l’accesso abitativo a fasce sociali vulnerabili (+10,8%).

Terzo Settore: finanziamenti pianificati per € 136.400.000 a supporto del non-profit (+3,4%).

Accoglienza migranti: € 43.400.000 per progetti e strutture di accoglienza, con una variazione attesa dello stock utilizzato pari al +12,5%.

Imprese femminili: target di € 65.900.000 di affidamenti per promuovere l’inclusione finanziaria di genere (+13,2% del credito utilizzato nel comparto).

Impronta carbonica interna: impegno a ridurre del 7% all’anno l’intensità energetica propria.

“Banca Etica dimostra che è possibile governare una banca misurando gli indicatori sociali e ambientali con lo stesso rigore che riserviamo ai parametri finanziari e patrimoniali – ha dichiarato Nazzareno Gabrielli, direttore generale di Banca Etica –. In un momento in cui strategie comunicative improntate al greenwashing rischiano di svuotare di senso l’acronimo ESG, la finanza etica fa un passo oltre: IAF e Report di impatto non sono documenti accessori, ma una mappa d’identità che ha radici nei valori e ne moltiplica l’impatto.

Investire risorse nell’inclusione e nella transizione ecologica è un dovere etico e un pilastro su cui edificare un benessere solido, condiviso e di pace. Cifre alla mano, ogni cliente e socio di Banca Etica può dirsi protagonista della realizzazione di una finanza che rende migliore il mondo e l’economia del Paese, e il Report di Impatto ne rappresenta la misura per il 2025”.

L’assemblea dei soci e delle socie di Banca Etica approva il bilancio e rinnova il Comitato Etico

Sabato 16 maggio i soci e le socie di Banca Etica si sono riuniti in assemblea ad Ancona, a Vigo (Spagna) e online in diretta streaming per votare il bilancio e rinnovare il comitato etico. L’assemblea ha approvato il bilancio 2025 che fotografa il buon andamento della crescita di Banca Etica: i crediti a persone, famiglie, imprese e organizzazioni sono cresciuti dell’8,3 rispetto all’anno precedente, nove volte più della media del sistema bancario; la fiducia dei risparmiatori verso la finanza etica continua a consolidarsi: la raccolta diretta ha raggiunto € 2.812.000.000 (+7,8% sul 2024, contro il +2% del sistema).

Il Gruppo Banca Etica ha chiuso l’esercizio con un utile netto consolidato di € 12.200.000 (€ 10.500.000 per la sola capogruppo). Continua a crescere il capitale sociale, che ad oggi ha superato il significativo traguardo di € 100.000.000, permettendo a Banca Etica di migliorare gli indici di solidità patrimoniale con il TCR Ratio al 24,78% e il CET 1 Ratio al 20,96%.

I soci e le socie hanno votato per il rinnovo del Comitato Etico, l’organo indipendente e volontario che vigila affinché l’attività della banca rispetti i principi della finanza etica. Aiuta a risolvere i quesiti etici ed a garantire che i finanziamenti e gli investimenti supportino progetti sociali, ambientali e di cooperazione, promuovendo l’inclusione finanziaria. Il nuovo Comitato Etico di Banca Etica in carica per i prossimi tre anni è composto da: Barbieri Roberto Enrico, Feruglio Francesca, Guarascio Carmela, Martinez Contreras Francisco Javier, Peliti Giuditta, Sanchez Gonzalez Ana Delia, Villano Francesco.

Ospite d’eccezione dell’assemblea di Banca Etica, che si è aperta con un minuto di silenzio in solidarietà con le troppe vittime delle guerre in corso, è stato mons. César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini, che ha portato la sua testimonianza sulla drammatica crisi in Libano, sulle prospettive di pace e il bisogno di una finanza disarmata:

“Dopo 51 anni di guerre, crisi socioeconomiche, distruzioni e soprattutto morti, è ora (malgrado la guerra in corso) di gridare ‘Basta!’ Non vogliamo più accompagnare la sopravvivenza. Dobbiamo rendere possibile la vita perché abbiamo visto persone rialzarsi, abbiamo visto la speranza riaccendersi. Ma oggi la domanda non è più soltanto cosa possiamo fare: è cosa vogliamo davvero cambiare”.

In conclusione il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi, ha dichiarato la scelta non ‘guerriera’ della banca: “Il bilancio che abbiamo presentato ai soci e alle socie è solido e in piena linea con i nostri obiettivi strategici, ma i numeri raccontano solo una parte della crescita di Banca Etica. Nel 2025 abbiamo registrato una straordinaria fiducia, in particolare da parte dei giovani: un terzo dei nuovi correntisti è under 35, a dimostrazione che la finanza etica non è solo una scelta economica, ma una precisa posizione politica in favore della pace e della giustizia climatica.

In uno scenario internazionale segnato da conflitti e crisi energetiche, noi scegliamo di schierarci con atti concreti: non finanziamo le armi, sosteniamo la transizione ecologica e continuiamo a dare credito a quell’economia sociale che spesso non trova ascolto altrove. La nostra forza risiede in un modello democratico e partecipato, costruito insieme ai soci, per dimostrare che un’alternativa di valore al modello di sviluppo attuale non solo è possibile, ma è già una realtà in crescita”.

(Foto: Luca Gallo)

Accordo tra Banca Etica e il Coordinamento CERS a sostegno delle comunità energetiche di Roma e del Lazio

Banca Etica annuncia la definizione di un protocollo di intesa con il Coordinamento CERS Roma e Lazio, elaborato in collaborazione con l’Ufficio Clima di Roma Capitale, finalizzato al sostegno economico e finanziario delle comunità energetiche rinnovabili e solidali attive nel territorio regionale. L’accordo nasce dalla volontà condivisa di rafforzare un modello energetico democratico, partecipato e sostenibile, capace di coniugare transizione ecologica, coesione territoriale e contrasto alle disuguaglianze. Le CERS rappresentano infatti uno strumento strategico per ampliare l’accesso all’energia pulita e redistribuire valore economico sui territori.

Attraverso il protocollo, Banca Etica metterà a disposizione delle CERS aderenti al Coordinamento strumenti finanziari dedicati e condizioni agevolate per sostenere la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili, l’anticipazione di contributi pubblici e il finanziamento degli investimenti necessari allo sviluppo dei progetti. L’intesa prevede inoltre la possibilità di attivare strumenti mutualistici di garanzia e soluzioni coerenti con i principi della finanza etica, rafforzando l’autonomia economica delle comunità energetiche e costruendo un’alleanza strutturale tra società civile organizzata e finanza responsabile.

“Questo accordo rappresenta un passaggio strategico per consolidare e far crescere le Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali nel Lazio – dichiara il Coordinamento CERS Roma e Lazio –. L’accesso al credito è uno snodo decisivo per trasformare le esperienze civiche in infrastrutture energetiche reali, in energia condivisa e in benefici concreti per i territori, con particolare attenzione alle famiglie in condizione di vulnerabilità energetica. Con Banca Etica rafforziamo un’alleanza che mette la finanza al servizio della transizione ecologica e del bene comune”.

“L’accordo si inquadra nel più ampio impegno di Banca Etica per la transizione e il contrasto al cambiamento climatico. Le CERS, oltre a contribuire in modo determinante alla sostenibilità ambientale e al contrasto alla povertà energetica, sono uno straordinario strumento per dare impulso alla costruzione di comunità in epoca di frammentazione sociale, prevedendo che i benefici economici abbiano ricaduta sociale sul territorio. Imprescindibile il ruolo di Roma capitale come propulsore di questi approcci, con la messa a disposizione di superfici pubbliche ed il generale sostegno al progetto”, ha detto Riccardo Dugini, vicedirettore generale di Banca Etica.

Il Protocollo avrà validità fino al 31 dicembre 2027, con possibilità di rinnovo, e prevede momenti annuali di verifica dei risultati raggiunti e delle operazioni attivate. L’accordo è stato annunciato il 18 febbraio 2026 nel corso della seconda Conferenza delle comunità energetiche rinnovabili, promossa da Roma Capitale e tenutasi in Campidoglio.

Nella stessa occasione il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha annunciato lo stanziamento di circa € 800.000 – risorse provenienti dal ministero dell’Ambiente nell’ambito del Climate City Contract – e la prossima pubblicazione di un bando dedicato per affiancare alla messa a disposizione delle superfici pubbliche un sostegno economico diretto alle comunità energetiche rinnovabili e solidali.

Per il Coordinamento CERS Roma e Lazio si tratta di un passaggio significativo: senza strumenti finanziari adeguati, il diritto delle comunità locali a produrre e condividere energia rischia di rimanere solo formale. Le risorse annunciate potranno contribuire a rafforzare e rendere pienamente operativi diversi progetti promossi dalle CERS romane aderenti al Coordinamento. Particolarmente rilevante è l’approvazione del Piano di Fattibilità Tecnica ed Economica per la realizzazione di impianti solari in 15 scuole di Roma Capitale, che potrà consentire l’attivazione di ulteriori comunità energetiche nei municipi romani, consolidando il legame tra patrimonio pubblico e beni comuni energetici.

Papa Leone XIV: con la Pasqua avviene la conversione ecologica

“Dopodomani, 21 novembre, memoria liturgica della Presentazione della Beata Vergine Maria, si celebrerà in tutta l’Italia la Giornata ‘Pro Orantibus’. Non manchi a tutti i fratelli e le sorelle di vita contemplativa la concreta solidarietà e l’aiuto efficace della comunità ecclesiale per assicurare ad essi la sopravvivenza e la continuità del loro silenzioso, fecondo e insostituibile apostolato”: a conclusione dell’udienza generale odierna papa Leone XIV ha ricordato questa importante giornata per la vita della Chiesa.

Sempre in questo venerdì si celebra la giornata mondiale per la pesca, mentre nel prossimo settembre la Giornata mondiale dei Bambini: “Desidero ricordare i pescatori, in occasione della Giornata Mondiale della Pesca, che ricorrerà venerdì prossimo: Maria, Stella del mare, protegga i pescatori e le loro famiglie. Il mio pensiero va anche ai Bambini, che avrò la gioia di incontrare nella Giornata loro dedicata in programma dal 25 al 27 settembre 2026”.

Ed al termine dell’udienza, il piccolo Majd Bernard, di 7 anni proveniente da Gaza, e padre Enzo Fortunato hanno presentato al papa la bandiera con il logo ufficiale della prossima edizione della Giornata Mondiale dei Bambini, che il papa ha benedetto e firmato, tantoché il prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, card. Kevin Farrell, ha sottolineato: “Nella prossima Giornata Mondiale dei Bambini la Chiesa vuole prestare di nuovo un’attenzione particolare al mondo dell’infanzia e all’ambiente naturale nel quale i bambini vivono e crescono, cioè la famiglia…

Ai bambini va mostrata la bellezza della pace, la pace vissuta anzitutto nelle loro famiglie, negli ambienti che frequentano e nel mondo intero. I bambini capiscono bene il valore della pace e soffrono molto quando percepiscono tensioni e conflitti attorno a loro, a partire dai genitori o nell’ambiente circostante. Ci auguriamo, quindi, che la prossima GMB sia una bella occasione perché la Chiesa si mostri vicina ai bambini e alle loro famiglie, dando loro speranza e gioia”.

Mentre nell’udienza generale il papa ha evidenziato che la speranza cristiana non può essere slegata dalla spiritualità di un’ecologia integrale, ricordando l’invito di papa Francesco nell’enciclica ‘Laudato sì’ ad avere uno ‘sguardo contemplativo’ di fronte al creato: “Stiamo riflettendo, in questo Anno giubilare dedicato alla speranza, sul rapporto fra la Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale, ossia le nostre sfide. Talvolta anche a noi Gesù, il Vivente, vuole chiedere: ‘Perché piangi? Chi cerchi?’

Le sfide, infatti, non si possono affrontare da soli e le lacrime sono un dono di vita quando purificano i nostri occhi e liberano il nostro sguardo. L’evangelista Giovanni suggerisce alla nostra attenzione un dettaglio che non troviamo negli altri Vangeli: piangendo vicino alla tomba vuota, la Maddalena non riconobbe subito Gesù risorto, ma pensò che fosse il custode del giardino”.

Riprendendo il passo giovanneo il papa ha evidenziato la conclusione del racconto evangelico: “Termina così, nella pace del sabato e nella bellezza di un giardino, la drammatica lotta fra tenebre e luce scatenatasi col tradimento, l’arresto, l’abbandono, la condanna, l’umiliazione e l’uccisione del Figlio, che ‘avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine’. Coltivare e custodire il giardino è il compito originario che Gesù ha portato a compimento. La sua ultima parola sulla croce (‘E’ compiuto’) invita ciascuno a ritrovare lo stesso compito, il suo compito”.

Ecco il significato dell’incontro con il ‘custode del giardino’, come è stato indicato da papa Francesco: “Cari fratelli e sorelle, Maria Maddalena, allora, non sbagliò del tutto, credendo di incontrare il custode del giardino! Doveva, in effetti, riascoltare il proprio nome e comprendere il proprio compito dall’Uomo nuovo, quello che in un altro testo giovanneo dice: ‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose’.

Papa Francesco, con l’enciclica ‘Laudato sì’, ci ha indicato l’estrema necessità di uno sguardo contemplativo: se non è custode del giardino, l’essere umano ne diventa devastatore. La speranza cristiana, dunque, risponde alle sfide cui oggi l’intera umanità è esposta sostando nel giardino in cui il Crocifisso è stato deposto come un seme, per risorgere e portare molto frutto”.

Il Paradiso può essere ‘ritrovato’ solo se ci sarà una conversione ecologica: “Il Paradiso non è perduto, ma ritrovato. La morte e la risurrezione di Gesù, così, sono fondamento di una spiritualità dell’ecologia integrale, fuori dalla quale le parole della fede restano senza presa sulla realtà e le parole delle scienze rimangono fuori dal cuore”.

Tale conversione ecologica si realizzerà con la Pasqua: “Per questo, parliamo di una conversione ecologica, che i cristiani non possono separare da quell’inversione di rotta che seguire Gesù richiede loro. Ne è segno il voltarsi di Maria, in quel mattino di Pasqua: solo di conversione in conversione passiamo da questa valle di lacrime alla Gerusalemme nuova. Tale passaggio, che inizia nel cuore ed è spirituale, modifica la storia, ci impegna pubblicamente, attiva solidarietà che fin d’ora proteggono persone e creature dalle brame dei lupi, nel nome e in forza dell’Agnello Pastore”.

In questo modo è possibile incontrare persone che amano i poveri: “Così, i figli e le figlie della Chiesa possono oggi incontrare milioni di giovani e di altri uomini e donne di buona volontà che hanno ascoltato il grido dei poveri e della terra lasciandosene toccare il cuore. Sono molte anche le persone che desiderano, attraverso un più diretto rapporto col creato, una nuova armonia che le porti oltre tante lacerazioni…

Lo Spirito ci dia la capacità di ascoltare la voce di chi non ha voce. Vedremo, allora, ciò che ancora gli occhi non vedono: quel giardino, o Paradiso, cui andiamo incontro soltanto accogliendo e portando a compimento ciascuno il proprio compito”.

(Foto: Santa Sede)

A Roma il giubileo dell’educazione per rilanciare il Patto Educativo Globale

“Il Giubileo del Mondo Educativo, celebrato dal 27 ottobre al 1° novembre, riunirà a Roma più di ventimila persone, in rappresentanza delle comunità educative cattoliche di tutto il mondo, impegnate nella scuola e nell’università, nella formazione tecnica e professionale, e che sono studenti, docenti e personale amministrativo, nonché referenti delle principali federazioni e reti educative o organizzazioni internazionali del settore. Ad oggi, si sono registrati pellegrini di 124 Paesi, con particolare attenzione a Italia, Spagna, Stati Uniti, Francia e Brasile. E’ anche motivo di gioia sapere che abbiamo la partecipazione di oltre 200 pellegrini con disabilità, a testimonianza del fatto che il Giubileo è una proposta per tutti”: con queste parole ieri il card. José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la cultura e l’educazione, ha presentato il Giubileo del Mondo Educativo, che si svolge dal al 27 ottobre al 1° novembre.

Durante la conferenza stampa il prefetto del dicastero per la cultura e l’educazione  ha ricordato che in quei giorni ricorre “il 60° anniversario della Dichiarazione conciliare ‘Gravissimum Educationis’, che celebreremo il 28 ottobre. Si tratta di un documento fondamentale, con un forte impatto sulla visione contemporanea dell’educazione, che ha svolto un ruolo fondamentale, dentro e fuori la Chiesa, che deve essere riconosciuto. Sottolineo in particolare l’affermazione del diritto universale all’istruzione e un cambiamento di linguaggio (cioè di mentalità) per parlare di scuola non tanto in termini di istituzione, bensì di comunità educative”.

Ed ha anticipato qualche riga dal documento che papa Leone XIV pubblicherà: “E martedì prossimo, 28 ottobre, verrà pubblicato un documento di Papa Leone XIV per commemorare il 60° anniversario della ‘Gravissimum Educationis’ e per riflettere sull’attualità della Dichiarazione conciliare e sulle sfide che l’educazione deve affrontare oggi, in particolare per le scuole e le università cattoliche”.

Tale dichiarazione sarà il filo conduttore delle giornate giubilari: “Possiamo, pertanto, affermare che la Dichiarazione ‘Gravissimum educationis’ farà da sfondo alla celebrazione del Giubileo dell’educazione e che il Santo Padre, papa Leone XIV, dedicherà una particolare attenzione pastorale al mondo dell’educazione in queste storiche giornate: sia attraverso la pubblicazione di questo documento, sia nei discorsi che rivolgerà a studenti e educatori durante le due udienze previste, sia nelle omelie di apertura e di chiusura di questo giubileo”.

Il giubileo sarà anche l’occasione per rilanciare il ‘Patto Educativo Globale’: “Inoltre, il Papa Leone XIV approfitterà del Giubileo dell’educazione per rilanciare il Patto Educativo Globale, un’iniziativa di papa Francesco che ha acquisito una straordinaria risonanza in tante regioni del mondo. E’ vero che la Chiesa celebra ed è grata per una feconda storia educativa, ma si trova anche di fronte all’imperativo di aggiornare la sua proposta alla luce della ‘Rerum novarum’ del nostro tempo. Padre Ezio Bono interverrà su questo importantissimo rinnovamento del Patto Educativo”.

Inoltre ci sarà la dichiarazione a Dottore della Chiesa di san Newman: “Ed, infine, il Santo Padre ha deciso di associare il Giubileo dell’educazione alla figura di un educatore straordinario e grande ispiratore della filosofia dell’educazione: san John Henry Newman. Sappiamo che sarà dichiarato Dottore della Chiesa nella celebrazione del 1° novembre, Santa Messa conclusiva del Giubileo del Mondo dell’Educazione. Ma non è tutto. Nel documento che pubblicherà martedì prossimo, papa Leone XIV afferma che, nel contesto di questo Giubileo, avrà la grande gioia di nominare san John Henry Newman co-patrono della missione educativa della Chiesa, insieme a san Tommaso d’Aquino”.

Quindi questo Giubileo sarà anche un’ occasione per rilanciare e arricchire il Patto educativo globale, un’iniziativa voluta da Papa Francesco. Su questo tema, nel corso della conferenza, è intervenuto il referente del Patto, padre Ezio Lorenzo Bono, sottolineando che ai sette obiettivi già previsti ne saranno aggiunti tre che riguarderanno l’intelligenza artificiale, la pace disarmata e disarmante, l’educazione alla vita interiore.

Tra gli appuntamenti previsti (come ha illustrato mons. Carlo Maria Polvani, segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione) avranno uno spazio anche alcune attività presentate dal card. Peter Turkson, cancelliere della Pontificia accademia delle Scienze e della Pontificia accademia delle Scienze Sociali che è intervenuto per parlare del Giubileo della conoscenza. Tale evento si terrà all’interno di quello del mondo educativo e rifletterà sul tema dell’ecologia.

Il Giubileo del mondo educativo si aprirà con la Santa Messa presieduta da papa Leone XIV lunedì 27 ottobre. Il giorno successivo si celebrerà l’anniversario della ‘Gravissimum educationis’. mercoledì 29 ottobre sarà inaugurata la mostra ‘Vivere, credere, guardare questo cielo di Tommaso Spazzini Villa’. Giovedì 30 ottobre il papa incontrerà gli studenti nell’aula Paolo VI, mentre all’Auditorium della conciliazione si terrà il congresso internazionale intitolato ‘Costellazioni educative – Un patto con il futuro’. E ancora, giovedì 30 e venerdì 31 ‘La scuola del cuore’, nella Chiesa di San Lorenzo in Piscibus, e le ‘Costellazioni delle Reti Educative’ nella Sala San Pio X. venerdì 31 ottobre il Pontefice incontrerà gli educatori.

Infine un dettagliato resoconto dello stato dell’educazione cattolica nel mondo è stato presentato dalla prof.ssa Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e presidente della Federazione delle Università Cattoliche Europee – Fuce: in base ai dati dell’Ufficio Centrale di Statistica della Chiesa Cattolica presso la Santa Sede, si vede che questo tessuto comprende oltre 231.000 istituzioni scolastiche e universitarie, attive in 171 Paesi: “Quello cattolico è il più grande network educativo al mondo – ha esordito la professoressa Beccalli -. Attraverso la propria rete, la Chiesa è vicina ai giovani di ogni continente, impegnati nella costruzione del proprio progetto di vita a servizio del bene comune. Ovunque le scuole e le università cattoliche sono luoghi aperti al dialogo, promuovendo accoglienza, giustizia, sviluppo integrale e pace”.

. La professoressa ha sottolineato che ben 72.000.000 di studenti frequentano le scuole e le università cattoliche. Tra i continenti quello africano è il cuore pulsante della proposta educativa, con il maggior numero di iscritti: “E’ il continente che accoglie il maggior numero di studenti iscritti nelle istituzioni cattoliche (il 43% del totale, pari a quasi 31.000.000, ma è anche quello che ospita la più ampia rete di scuole e università cattoliche. Questo dato non è soltanto quantitativo: rivela la portata strategica e pastorale dell’impegno educativo della Chiesa nel continente africano”, ha concluso la rettrice.  

(Foto: Vatican Media)

Papa Leone XIV: ascoltare il grido dei poveri per la conversione ecologica

“Prima di proseguire con alcuni interventi preparati, vorrei ringraziare i due relatori che mi hanno preceduto. E vorrei aggiungere che c’è davvero un eroe d’azione con noi questo pomeriggio: siete tutti voi, che state lavorando insieme per fare la differenza”: oggi pomeriggio intervenendo al Centro Mariapoli del Movimento dei Focolarini a Castel Gandolfo, nell’ambito della conferenza ‘Raising Hope on Climate Change’, papa Leone XIV ha ricordato l’impatto dell’enciclica ‘Laudato sì’ giunta al decimo anniversario.

Nell’intervento il papa ha ricordato l’importanza dell’enciclica di papa Francesco: “Questa Enciclica ha profondamente ispirato la Chiesa cattolica e molte persone di buona volontà. Si è dimostrata fonte di dialogo. Ha dato vita a gruppi di riflessione, programmi accademici in scuole e università, nonché a partnership e progetti di vario tipo in ogni continente.

Molte diocesi e istituti religiosi si sono sentiti spinti ad agire per prendersi cura della nostra casa comune, contribuendo ancora una volta a dare priorità ai poveri e agli emarginati. Il suo impatto si è esteso anche a vertici internazionali, al dialogo ecumenico e interreligioso, agli ambienti economici e imprenditoriali, nonché agli studi teologici e bioetici. L’espressione ‘cura della nostra casa comune’ è stata inclusa anche in discorsi e interventi accademici, scientifici e politici”.

L’enciclica è stata apprezzata per le raccomandazioni formulate: “Le preoccupazioni e le raccomandazioni di Papa Francesco sono state apprezzate e accolte non solo dai cattolici, ma anche da molte persone esterne alla Chiesa che si sentono comprese, rappresentate e sostenute in questo specifico momento della nostra storia. La sua analisi della situazione, la proposta del paradigma dell’ecologia integrale, l’insistente invito al dialogo e l’appello ad affrontare le cause profonde dei problemi ed a ‘unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale’ hanno suscitato un vasto interesse”.

Per questo dono ha ringraziato Dio: “Rendiamo grazie al Padre celeste per questo dono che abbiamo ereditato da Papa Francesco! Le sfide individuate nella ‘Laudato Sì’ sono infatti ancora più attuali oggi di quanto non lo fossero dieci anni fa. Queste sfide sono di natura sociale e politica, ma prima di tutto di natura spirituale: richiedono conversione”.

Ma celebrare un anniversario significa non solo ricordare, ma anche ascoltare senza la derisione:  “Come in ogni anniversario di questo tipo, ricordiamo il passato con gratitudine, ma ci chiediamo anche cosa ci sia ancora da fare. Nel corso degli anni, siamo passati dalla comprensione e dallo studio dell’Enciclica alla sua messa in pratica. Cosa bisogna fare ora per garantire che la cura della nostra casa comune e l’ascolto del grido della terra e dei poveri non appaiano come semplici tendenze passeggere o, peggio ancora, che siano percepiti e percepiti come questioni divisive?

In linea con la ‘Laudato Sì’, l’Esortazione Apostolica ‘Laudate Deum’, pubblicata due anni fa, osservava che ‘alcuni hanno scelto di deridere’ i segni sempre più evidenti del cambiamento climatico, di ‘ridicolizzare coloro che parlano di riscaldamento globale’ e persino di incolpare i poveri proprio per ciò che li colpisce di più”.

Quindi le encicliche di papa Francesco non ‘tradiscono’ la Sacra Scrittura, cuore del pensiero del papa: “Nella Scrittura, il cuore non è solo il centro dei sentimenti e delle emozioni, ma il luogo della libertà. Sebbene il cuore includa la ragione, la trascende e la trasforma, influenzando e integrando tutti gli aspetti della persona e delle sue relazioni fondamentali. Il cuore è il luogo in cui la realtà esterna ha il maggiore impatto, dove avviene la ricerca più profonda, dove si scoprono i desideri più autentici, dove si trova la propria identità ultima e dove si formano le decisioni”.

Il discorso di papa Leone XIV è un invito as una conversione ecologica: “E’ solo tornando al cuore che può avvenire una vera conversione ecologica. Dobbiamo passare dalla raccolta di dati alla cura; e dal discorso ambientale a una conversione ecologica che trasformi gli stili di vita personali e comunitari. Per i credenti, questa conversione non è infatti diversa da quella che ci orienta verso il Dio vivente. Non possiamo amare Dio, che non possiamo vedere, mentre disprezziamo le sue creature. Né possiamo dirci discepoli di Gesù Cristo senza partecipare al suo sguardo sul creato e alla sua cura per tutto ciò che è fragile e ferito”.

E’ stato un invito ad essere ‘portatori’ di speranza come san Francesco: “Cari amici, lasciate che la vostra fede vi ispiri a essere portatori della speranza che nasce dal riconoscere la presenza di Dio già all’opera nella storia. Ricordiamo come papa Francesco ha descritto san Francesco d’Assisi… Che ciascuno di noi cresca in queste quattro relazioni – con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso – attraverso un costante atteggiamento di conversione. L’ecologia integrale prospera su tutte queste relazioni. Attraverso il nostro impegno in esse, possiamo crescere nella speranza vivendo l’approccio interdisciplinare della Laudato si’ e la chiamata all’unità ed alla collaborazione che ne deriva”.

E’ un invito a prendersi cura del creato, in quanto unica famiglia: “Siamo un’unica famiglia, con un solo Padre, che fa sorgere il sole e manda la pioggia su tutti. Abitiamo sullo stesso pianeta e dobbiamo prendercene cura insieme. Rinnovo pertanto il mio forte appello all’unità attorno all’ecologia integrale e alla pace! E’ incoraggiante vedere la varietà di organizzazioni rappresentate a questa conferenza, così come l’ampia gamma di organizzazioni che hanno aderito al Movimento ‘Laudato Sì’ e alla Piattaforma d’azione”.

Riprendendo il pensiero di papa Francesco il papa ha invitato ad esercitare ‘pressione’ sui governi: “Tutti nella società, attraverso organizzazioni non governative e gruppi di pressione, devono fare pressione sui governi affinché sviluppino e attuino normative, procedure e controlli più rigorosi. I cittadini devono assumere un ruolo attivo nel processo decisionale politico a livello nazionale, regionale e locale. Solo allora sarà possibile mitigare i danni arrecati all’ambiente. Anche la legislazione locale sarà più efficace se le comunità vicine sosterranno le stesse politiche ambientali”.

Ed il pensiero va alla prossima Cop30: “Auspico che i prossimi vertici internazionali delle Nazioni Unite (la Conferenza sui cambiamenti climatici del 2025, la 53ª Sessione plenaria del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale e la Conferenza sull’acqua del 2026) ascoltino il grido della Terra e il grido dei poveri, delle famiglie, dei popoli indigeni, dei migranti involontari e dei credenti in tutto il mondo. Allo stesso tempo, incoraggio tutti, in particolare i giovani, i genitori e quanti lavorano nelle amministrazioni e nelle istituzioni locali e nazionali, a fare la loro parte per trovare soluzioni alle ‘sfide culturali, spirituali ed educative’, impegnandosi sempre con tenacia per il bene comune. Non c’è spazio per l’indifferenza o la rassegnazione”.

Mentre questa è stata la conclusione: “Vorrei concludere con una domanda che riguarda ciascuno di noi. Dio ci chiederà se abbiamo coltivato e curato il mondo che ha creato, a beneficio di tutti e delle generazioni future, e se ci siamo presi cura dei nostri fratelli e sorelle. Quale sarà la nostra risposta?”

(Foto: Santa Sede)

Ad Amelia al via  la quarta edizione del Festival dell’Ecologia Integrale: ‘Stupirsi ancora’

Torna ad Amelia, nelle suggestive sale del Convento della Santissima Annunziata, l’atteso appuntamento con il Festival dell’Ecologia Integrale ‘Madre Terra Sorelle Stelle’, giunto alla sua quarta edizione. Due giornate – sabato 27 e domenica 28 settembre 2025 – dedicate al dialogo tra scienza, spiritualità, arte e cultura, con l’obiettivo di riscoprire il legame profondo tra l’uomo, il creato e le stelle.

Il Festival nasce per far dialogare la ricerca accademica, scientifica e imprenditoriale in un’ottica di ecologia integrale: concerti, momenti conviviali, osservazioni astronomiche e passeggiate spirituali diventano così occasioni di incontro e di crescita. Nel solco del messaggio di san Francesco d’Assisi, il percorso proposto intende promuovere una conversione ecologica inclusiva e fraterna, dove ognuno possa sentirsi parte di una comunità aperta e accogliente.

Sabato 27 settembre il Festival si aprirà alle ore 18.00 con il Concerto al tramonto di Fra Alessandro Brustenghi e Fra Davide Boldrini, seguito da un’apericena conviviale dal titolo ‘Fratello Pane e Sorella Allegria’. A partire dalle ore 21.30 il cielo sarà protagonista con l’apertura del planetario e l’osservazione astronomica guidata da telescopi, accompagnata da videoproiezioni a cura di Grazia Genovese e Paul Harden.

Domenica 28 settembre l’appuntamento è alle ore 8.30 con la passeggiata ‘Il Cantico delle Creature’, un itinerario immerso nella natura per aprirsi allo stupore e alla contemplazione del creato. Seguiranno la Santa Messa (ore 12.00) e un pranzo comunitario sotto i tigli (ore 13.00).

Il Festival dell’Ecologia Integrale non è solo un evento, ma una vera e propria esperienza per riscoprire la bellezza del creato, il valore della fraternità e la possibilità di uno sguardo nuovo sul futuro. Tutte le iniziative sono su prenotazione: info@madreterrasorellestelle.org; tel. 392 3170428.

Infine, la casa d’accoglienza della Santissima Annunziata, in occasione del festival “Stupirsi ancora”, mette a disposizione posti letto e servizio di prima colazione per i partecipanti all’evento, per facilitare l’esperienza e vivere tutte le varie iniziative comodamente, riposando in un luogo di estrema pace e familiarità. ​Per maggiori informazioni e prenotazioni, contattare il numero: 3480932459 o inviare una mail a: info@casaannunziata.org

Il Cantico delle creature tra poesia e ecologia

La prossima festa di san Francesco introdurrà nell’ottavo centenario della sua morte e quindi l’anno dedicato al Cantico delle creature si avvia alla sua conclusione, significativamente celebrando dal 1° settembre al 4 ottobre il ‘Tempo del Creato’. Lo stesso papa Leone XIV ha evidenziato l’importanza di tale iniziativa ecumenica nel suo Messaggio per la X Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato che si è celebret il 1° settembre scorso.

Negli incontri, pubblicazioni, mostre e convegni che in questi mesi hanno ricordato e celebrato la suddetta lauda dell’Assisiate giustamente più di uno ha affermato che considerare tale scritto di Francesco come un manifesto ecologico è un vero e proprio anacronismo. In vari interventi e scritti il poeta Davide Rondoni, anche in veste di presidente del Comitato Nazionale all’Ottavo centenario della morte del Patrono d’Italia, ha richiamato da tali letture ideologiche fuorvianti rispetto alla lode indirizzata a colui che è riconosciuto quale ‘Altissimu, onnipotente, bon Signore’.

Infatti – come ha ben evidenziato Carlo Paolazzi nei suoi studi – il sole, la luna, le stelle, la terra e le altre creature menzionate dall’Assisiate non sono la causa della lode ma il mezzo con cui Francesco vuole magnificare l’Altissimo (Laudato si’ mi’ Signore).

L’attenzione verso la vita e scritti dell’Assisiate dopo otto secoli non è scontata e mostra quindi che san Francesco ha avuto una posterità giunta fino a noi. Infatti lungo gli anni e le traversie della storia la sua esperienza cristiana è stata studiata, approfondita e vissuta non quale reperto archeologico o delle ceneri da custodire, ma come realtà capace trovare risposte adeguate all’attualità.

E la sua esperienza cristiana espressa nei suoi scritti ha avuto come effetto nell’ultimo secolo che il suo nome è associato all’ecologia. Fu l’americano Lynn White (1907-1987) in un suo articolo del 1967 inerente alle radici storiche della crisi ecologica a indicare l’Assisiate quale modello esemplare di cura dell’ambiente; questo non fu l’ultimo motivo che spinse Giovanni Paolo II a proclamare nel 1979 san Francesco patrono dei cultori dell’ecologia.

Quindi, per onestà intellettuale e igiene mentale, c’è da riconoscere in modo perentorio che il Cantico delle creature e il suo autore, ossia frate Francesco, in sé stessi non hanno nulla a che fare con l’ecologia, tuttavia, lungo i secoli la loro posterità ha avuto come effetto quello di considerare l’Assisiate esempio di una visione ecologica della realtà. E proprio nella capacità indicata da Leone XIV di cogliere e tenere assieme ciò che è stato e quello che è diventato, cioè la dimensione pasquale e quella ecologica, permette di scoprire e vivere la ricchezza di tale lauda nonché di goderne i suoi frutti.

(Tratto da Assisi ofm: Foto: Vetrata del Monastero Ss. Annunziata di Terni; opera di Marcello Ercole 1993)

Da Banca Etica un appello ai parlamentari europei: UE non torni indietro sulla sostenibilità e il Green Deal

Nei giorni scorsi Banca Etica ha scritto agli europarlamentari italiani per chiedere che apportino sostanziali correzioni al cosiddetto ‘pacchetto Omnibus’ proposto dalla Commissione UE e che ora deve essere approvato dal Parlamento Europeo che è chiamato a un primo voto già oggi.

Il pacchetto Omnibus è un insieme di proposte legislative della Commissione Europea per semplificare le norme sulla sostenibilità aziendale. Il pacchetto è stato presentato il 26 febbraio 2025 con gli obiettivi dichiarati di ridurre gli oneri amministrativi per le imprese, migliorare la competitività dell’Unione Europea, coniugare semplificazione normativa e transizione ecologica.

Banca Etica riconosce che ci sia una necessità di semplificare le complesse normative europee in materia di sostenibilità e rendicontazione ambientale, ma ritiene che la proposta della Commissione UE denominata ‘pacchetto Omnibus’ usi la semplificazione come alibi per smantellare tutto l’impianto normativo faticosamente costruito dalle istituzioni europee negli ultimi 10 anni.

“Il pacchetto Omnibus si traduce in una deregolamentazione eccessiva – spiega la presidente di Banca Etica, Anna Fasano -. Se venisse confermato questo impianto, il risultato porterebbe a una minore responsabilità delle imprese, meno trasparenza su tutti i dati legati alla sostenibilità, minore disponibilità di informazioni per gli investitori, i risparmiatori e il pubblico, svuotando di senso l’idea stessa di finanza sostenibile e allontanando l’Unione Europea dagli obiettivi che essa stessa si è data in materia di cambiamenti climatici o di tutela dei diritti.

Con la proposta Omnibus è l’insieme del Green Deal europeo a subire una pesante battuta d’arresto. In particolare, si rischia di privare gli intermediari finanziari di dati robusti e comparabili, indispensabili per poter strutturare fondi d’investimento realmente sostenibili ai sensi della normativa europea SFDR sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari, ampliando possibili situazioni di greenwashing; e di limitare la capacità delle banche di valutare i rischi derivanti dai fattori ESG, oramai integrati negli strumenti di analisi anche a seguito delle sollecitazioni in questo senso della Vigilanza”.

Nel documento inviato da Banca Etica agli europarlamentari si denuncia inoltre come cambiamenti così radicali in normative che, come nel caso della direttiva CSDDD sul dovere di diligenza per le imprese ai fini della sostenibilità, non erano ancora pienamente entrate in vigore creano confusione sia nel pubblico sia nel mondo delle imprese. Vengono penalizzate le aziende che si sono mosse per tempo e si sono già impegnate in un percorso verso la transizione e la sostenibilità, e vengono premiate quelle che si limitano a dichiarare tale impegno senza prendere misure concrete.

“Banca Etica, insieme alla Federazione delle Banche Etiche Europee (Febea) ha seguito con attenzione il percorso legislativo che ha portato l’Unione Europea a varare negli ultimi anni corpose normative in materia di transizione ecologica e finanza sostenibile. Spesso le normative approvate sono state deludenti rispetto alle aspettative di chi fa finanza etica, come quando l’Europa ha deciso di includere anche il gas e il nucleare tra gli investimenti sostenibili.

Ma mai ci saremmo aspettati una tale repentina marcia indietro dettata dalla necessità di rendere l’Europa più competitiva. Abbiamo scritto agli eurodeputati italiani per chiedere che si impegnino a migliorare il pacchetto Omnibus. La competitività non può essere una corsa al ribasso sull’ambiente e sui diritti: l’Europa vincerà la sfida anche sui mercati se punterà sull’eccellenza cercando di offrire prodotti e servizi che possano meglio rispondere alle richieste dei consumatori, che vogliono prodotti di qualità realizzati senza sacrificare ulteriormente la vivibilità sul pianeta o i diritti dei lavoratori e delle persone tutte.

Come attori di finanza etica continueremo a essere in prima fila per lavorare in questa direzione, sia facendo sentire la nostra voce, sia mostrando con il nostro impegno e la nostra operatività quotidiana che una sostenibilità definita in maniera trasparente e rigorosa è prima di tutto una necessità, e in secondo luogo un fattore decisivo della competitività e del modello ambientale, sociale ed economico che vogliamo promuovere”, conclude Fasano.

I vescovi spronano l’Europa all pace

“L’Europa deve recuperare la sua storica vocazione alla pace, investendo sulla diplomazia ‘a tutti i costi’, non sul riarmo. E dato che pace ed Europa sono due temi cari da sempre alla Chiesa, occorre lavorare per il dialogo con tutti, ‘per la diplomazia paziente’, al contrario la retorica del riarmo è invece la logica dello scontro:  così ha esordito ieri nella conferenza stampa a conclusione del Consiglio permanente  della Cei, il segretario generale, mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, che ha spiegato il motivo per cui il ‘tema dell’Europa ci sta a cuore e non da oggi’, spiegando la posizione della Chiesa sulla manifestazione di piazza di sabato prossimo a Roma:

“Non abbiamo preso posizione, c’è una libertà legittima delle nostre organizzazioni, associazioni e singoli fedeli. Alcuni hanno aderito, altri no: fa parte del legittimo pluralismo che la Chiesa riconosce alle parti politiche, quando riguardano cose non essenziali”.

Mentre nel comunicato conclusivo i vescovi hanno rinnovato la loro vicinanza al papa “in questo momento particolare di prova e di malattia, manifestandogli l’affetto filiale delle Chiese in Italia e assicurandogli la loro preghiera costante e corale. I lavori si sono aperti con l’Adorazione Eucaristica durante la quale si è pregato per la salute del Papa: i Presuli si sono così uniti alle invocazioni che, da giorni, le comunità italiane e del mondo stanno rivolgendo al Signore affinché egli trovi sollievo nel corpo e consolazione nello spirito”.

Ed hanno volto lo sguardo al cammino giubilare con l’invito a vivere con pienezza questa esperienza di vita: “E’ fondamentale ‘vivere’ il Giubileo come un tempo di rinnovamento delle relazioni, improntato al rispetto della dignità di ciascuno, alla pratica della giustizia sociale, alla ricerca della pace giusta, alla cura della Terra”. Si tratta di osare scelte coraggiose che permettano di rimettere i debiti, ridare respiro alle situazioni di vita asfittiche, condividere i beni con il povero.

I Vescovi hanno ribadito l’importanza di proseguire nella rotta dell’ecologia integrale, che chiede stili di vita più sobri e solidali da parte di singoli e comunità. Al debito ecologico è strettamente collegata la questione del debito economico dei Paesi poveri, contratto non solo con altri Paesi benestanti, ma anche con privati: “E’ inaccettabile che gli interessi siano talmente oppressivi da costringere a rinunciare a investimenti nella sanità, nell’istruzione e nel welfare”.

In riferimento all’Anno Santo, il Consiglio Permanente ha rilanciato l’appello del papa a promuovere iniziative concrete per lenire le sofferenze dei detenuti, attraverso ‘forme di amnistia o di condono della pena’ per favorire pene alternative e per attivare occasioni di giustizia riparativa, che responsabilizzano tra l’altro i colpevoli nei confronti delle vittime innocenti.

Inoltre nell’ottica del rinnovamento, cardine del Giubileo, si muovono i passi del Cammino sinodale, perché le chiese in Italia si preparano a vivere la Seconda Assemblea nazionale, che si terrà a Roma dal 31 marzo al 3 aprile 2025, e che “sarà un’esperienza di Chiesa e di comunione. Raccogliendo la ricchezza dei vari contributi, il Consiglio Permanente ha affidato alla Presidenza della CEI, allargata ai Vescovi che fanno parte della Presidenza del Comitato nazionale del Cammino sinodale, l’approvazione della redazione finale del Documento che contiene le proposte da sottoporre all’Assemblea sinodale”.

Queste sono il frutto del discernimento ecclesiale nel cammino comune di questi anni, esplicitando le tre dimensioni della conversione pastorale secondo la struttura indicata dai Lineamenti e dello Strumento di Lavoro: il rinnovamento missionario della mentalità ecclesiale e delle prassi pastorali; la formazione missionaria dei battezzati alla fede e alla vita; la corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità.

Le proposte, che verranno portate sotto forma di Proposizioni all’Assemblea sinodale per la necessaria approvazione, saranno poi consegnate ai Vescovi perché possano indicare gli orientamenti per le scelte da compiere innanzitutto nelle Chiese locali, ma anche negli Organi e nei Servizi della CEI, proprio per sostenere e coordinare la conversione sinodale e missionaria delle diverse realtà ecclesiali in Italia.

Inoltre i vescovi hanno rivolto il loro sguardo alla situazione internazionale, auspicando che “il primo segno di speranza si traduca in pace per il mondo, che ancora una volta si trova immerso nella tragedia della guerra”. Per questo, hanno espresso dolore per le violenze che insanguinano diversi angoli del Pianeta mettendo a rischio il futuro di tutti.

Preoccupati per lo scenario globale, i vescovi si sono soffermati sulle tensioni crescenti e sul linguaggio della politica internazionale sempre più aggressivo, violento e divisivo. Da qui l’impegno, richiesto a tutti, per una maggiore cura del linguaggio, evitando la retorica bellicistica per tornare a parlare di pace, insieme alla riscoperta dell’importanza di iniziative multilaterali e del valore della diplomazia.

In tal senso si muove anche l’appello rivolto più volte da papa Francesco a ridurre le spese militari: “Occorre individuare modalità nuove per favorire il dialogo e per innervare la società con quella cultura che nasce dal Vangelo e con una testimonianza autentica. La guerra, spesso alimentata da nazionalismi antiumani, che è tornata a insanguinare l’Europa e che segna l’esistenza di tanti popoli, richiede decise iniziative politiche e diplomatiche per la pace. La Chiesa italiana, da parte sua, continuerà a sostenere lo slancio umanitario verso le vittime dei conflitti”.

Hanno, anche, ricordato le origini storiche e la vocazione alla pace dell’Europa comunitaria. “Un’Europa che ha bisogno di recuperare i suoi valori fondativi (pace, libertà, democrazia, diritti, giustizia sociale) facendo risuonare la propria voce di pace. In un momento storico in cui si insiste sui temi della sicurezza e della difesa, è fondamentale che tali preoccupazioni non diventino tamburi di guerra”. I vescovi hanno ricordato l’urgenza che gli investimenti pubblici siano indirizzati primariamente a sostenere le persone bisognose, le famiglie povere, le fasce sociali più deboli, ad assicurare a tutti adeguati servizi educativi e sanitari, a contrastare il cambiamento climatico. In quest’ottica, sarebbe opportuno riportare il tema dello sviluppo sostenibile al centro delle scelte politiche degli Stati e delle Organizzazioni internazionali, tra cui l’Unione Europea.

Infine i vescovi si sono confrontati sull’altissima vocazione della politica e sull’importanza di quegli spazi di riflessione, di dialogo, dove i cattolici possono riconoscersi e grazie ai quali si possono formare personalità capaci di stare nell’agone politico con dignità e coerenza. “Il coinvolgimento registrato alla Settimana Sociale di Trieste e le varie iniziative che da quell’esperienza hanno preso vita o forza dimostrano l’interesse di molti esponenti delle istituzioni nazionali e delle amministrazioni locali ad un agire politico animato dalla Dottrina sociale della Chiesa”.

Per i Vescovi, si tratta di un segnale positivo, soprattutto rispetto alla disaffezione dei cittadini alla partecipazione alla vita politica e all’astensionismo crescente. Per questo, è stato rinnovato l’invito a promuovere la partecipazione alla vita democratica attraverso le Scuole di formazione all’impegno socio-politico; a favorire la formazione alla Dottrina sociale della Chiesa; a sostenere la pastorale sociale nelle Chiese locali.

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