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L’Artsakh era, è e sarà sempre armeno

Artsakh sempre armeno

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 13.03.2026 – Vik van Brantegem] – Nessun tentativo di riscrivere la sua storia o ridefinire la sua identità nazionale può cambiare questa verità. Oggi, mentre il Primo Ministro dell’Armenia, Nikol Vovayi Pashinyan, parla di abbandonare la logica della Dichiarazione d’Indipendenza e di prendere le distanze dal movimento per l’Artsakh, molti Armeni capiscono perfettamente cosa significhi: cercare di cancellare le fondamenta della lotta per l’Artsakh e convincere il mondo che questa lotta è conclusa.

Sumgait, memoria e giustizia: la dichiarazione congiunta delle fazioni dell’Assemblea Nazionale dell’Artsakh

Noi siamo nostre montagne

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 28.02.2026 – Vik van Brantegem] – Il 28 febbraio 2026, in occasione dell’anniversario dei pogrom di Sumgait e della Giornata della Memoria per le vittime dei massacri organizzati dall’Azerbajgian, le fazioni rappresentate nell’Assemblea Nazionale della Repubblica di Artsakh/Nagorno-Karabakh hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, riaffermando la necessità di verità, giustizia e tutela dei diritti della popolazione armena sfollata con la forza dall’Artsakh nel 2023.

Artsakh/Nagorno-Karabakh. 1988 – 20 febbraio – 2026

Monumento di Stepanakert

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 20.02.2026 – Vik van Brantegem] – Il 20 febbraio 1988, 38 anni fa, la 20ª sessione straordinaria del Consiglio dei Deputati del Popolo del Nagorno-Karabakh votò per chiedere il trasferimento della Regione autonoma del Nagorno-Karabakh dalla Repubblica Socialista Sovietica Azera alla Repubblica Socialista Sovietica Armena, invocando il diritto all’autodeterminazione. Questa decisione storica, basata su mezzi pacifici, segnò l’inizio del Movimento Karabakh durante la perestrojka sovietica. Il voto sfruttava le riforme della perestrojka per cercare una soluzione legale e politica alla questione territoriale, che durava dal 1921, quando Stalin assegnò la regione a maggioranza armena all’Azerbajgian. La richiesta pacifica provocò tensioni crescenti, che si trasformarono in un violento conflitto armato con la dissoluzione dell’Unione Sovietica. Il voto ha posto le basi per le successive dichiarazioni di indipendenza, portando alla formazione della Repubblica di Artsakh/Nagorno-Karabakh nel settembre 1991.

Un indecente doppio standard. Per gli ostaggi Armeni dell’Artsakh nelle carceri dell’Azerbajgian neanche un po’ della giustizia di Sharm

Papa Leone XIV e Mehriban Aliyeva

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 15.11.2025 – Renato Farina] – A Sharm el Sheik, in Egitto, davanti a un mare favoloso, i leader massimi di 22 Stati hanno firmato, o meglio controfirmato, apporto il loro sigillo di benedizione, all’accordo di pace per Gaza tra Israele e Hamas di fatto imposto da Donald Trump alle parti atrocemente confliggenti dal 7 ottobre 2023. Intanto, quel lunedì 13 ottobre 2025 (data completa come si conviene quando si avverte lo scalpiccio di cavalli della storia che passa) si è realizzata una “tregua”. Fine bombardamenti, ostaggi liberati, inizio della restituzione dei corpi morti alle famiglie.

Stiamo con la Chiesa Apostolica Armena e con gli Armeni cacciati dall’Artsakh

Etchmiadzin

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 23.10.2025 – Vik van Brantegem] – Il Catholicos della Grande Casa di Cilicia della Chiesa Apostolica Armena, Sua Santità Aram I, ha parlato a Toronto per celebrare il 30° anniversario del suo incarico di Catholicos. Davanti al clero, ai rappresentanti della comunità e a centinaia di fedeli provenienti da tutto il Nord America, Aram I ha colto l’occasione non per celebrare, ma per affrontare la realtà che la nazione armena si trova ad affrontare. Ha avvertito che l’Armenia sta entrando in un ambito pericoloso, descrivendo una nazione a rischio di perdere la sua forza, unità e fondamento morale. Sia la patria che la diaspora, ha affermato, affrontano una crisi di identità e di sopravvivenza.

Il diritto di ritorno in Artsakh degli Armeni sfollati con la forza dall’Azerbajgian, negato anche dal governo dell’Armenia

Bandiera e stemma Artsakh

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 18.10.2025 – Vik van Brantegem] – Oggi, sabato 18 ottobre 2025, il neonato movimento Mer Dzevov ha radunato migliaia di persone in piazza della Libertà a Yerevan, dichiarando l’inizio di quello che gli organizzatori hanno definito “la fine del periodo difficile dell’Armenia e l’inizio di una nuova fase di ricostruzione”. Intervenendo alla manifestazione, il Coordinatore del movimento, Narek Karapetyan, ha affermato che piazza della Libertà è stata storicamente il luogo di nascita di importanti movimenti nazionali, tra cui il Movimento per Artsakh e quello per l’Indipendenza, entrambi, ha osservato, “condotti alla vittoria dai nostri padri”. Ha proseguito: “Noi, membri e volontari del movimento Mer Dzevov, stiamo lanciando il terzo movimento: il movimento per porre fine al periodo difficile dell’Armenia e iniziare un periodo di ricostruzione”, delineando una sequenza di passi volti a quello che ha descritto come un “cambio pacifico del potere”.

Primo anniversario dell’attacco militare dell’Azerbajgian che ha provocato lo sfollamento forzato dell’intera popolazione dell’Artsakh

Monumento di Stepanakert

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 19.09.2024 – Vik van Brantegem] – Un anno fa, il 19 settembre, a seguito dell’attacco militare dell’Azerbaijan, l’intera popolazione autoctona dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh, più di 115.000 Armeni, ha dovuto abbandonare le proprie case nel giro di pochi giorni. Questo sfollamento forzato, che è stato l’ultima fase della politica di pulizia etnica dell’Azerbajgian, ha avuto luogo durante la sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, quando l’intera comunità internazionale si è riunita ancora una volta per discutere dell’imperativo della risoluzione pacifica dei conflitti, dell’istituzione della stabilità e dello sviluppo, condannando l’uso della forza, la violazione delle norme internazionali e dei diritti umani in diverse parti del mondo.

Perché in Artsakh/Nagorno-Karabakh non ci sono più Armeni?

Sfollati con la forza dall'Artsakh

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 02.07.2024 – Vik van Brantegem] – Il rapporto speciale di Freedom House Perché non ci sono più Armeni nel Nagorno-Karabakh documenta come gli Armeni dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh siano stati intenzionalmente sottoposti ad attacchi regolari, intimidazioni, privazione dei diritti fondamentali e di condizioni di vita adeguate e sfollamenti forzati da parte dello Stato azerbajgiano. La missione d’inchiesta di Freedom House insieme a diverse organizzazioni internazionali identifica numerose e gravi violazioni del diritto internazionale da parte del governo azerbajgiano nella sua campagna pluriennale contro il territorio dell’Artsakh/Nagorno-Karabakh.

Il rimedio potente contro ogni male. La storia di Maria dall’Artsakh- Il Battesimo di 75 bambini e di Artur

Bambini dell'Artsakh

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 16.05.2024 – Teresa Mkhitaryan] – Durante le vacanze, vado sempre in Armenia e in questi ultimi 3-4 anni, tutte le volte che vado, ho la sensazione che non tornerò più dall’Armenia. Ci sono costanti minacce di attacco turco. Si sa che succederà di sicuro, ma non sai il giorno e l’ora. E quando torno dall’Armenia (anche questa volta sono tornata) e l’aereo decolla, ho una sensazione simile a quando lasci un bambino con 39 di febbre a casa, perché hai una cosa urgente da fare. Lo lasci con qualcuno, ma lo lasci.

La Russia si è ritirata dall’Artsakh, sconfitta nel Caucaso meridionale

Armenia + Artsakh

[Korazym.org/Blog dell’Editore, 17.04.2024 – Vik van Brantegem] – Il contingente di mantenimento della pace russo ha lasciato l’Artsakh (Nagorno-Karabakh). Il filmato della partenza del personale e delle attrezzature del contingente è stato pubblicato oggi dall’agenzia di stampa Svezda del Ministero della Difesa della Federazione Russa. L’informazione sul ritiro delle forze di mantenimento della pace russe dall’Artsakh è stata confermata dal portavoce del Presidente russo, Dmitry Peskov.

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