Le pietre perdute del Nakhichevan e il pericolo per il patrimonio dell’Artsakh. Il genocidio armeno infinito

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[Korazym.org/Blog dell’Editore, 22.01.2024 – Vik van Brantegem] – Segnaliamo che domani, martedì 23 gennaio 2024 alle ore 19.00, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati in via della Missione 4 a Roma, verrà presentato il libro a cura di Aldo Ferrari e Antonia Arslan Un genocidio culturale dei nostri giorni. Nakhichevan: la distruzione della cultura e della storia armena (Guerini e Associati 2023, 224 pagine [QUI]).


Interverranno i curatori del libro, Antonia Arslan e Aldo Ferrari; l’On. Giulio Centemero, Presidente del Gruppo Parlamentare di Amicizia Italia Armenia; Marco Pizzo, Direttore del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Sarà possibile assistere alla presentazione anche online [QUI].
Il Nakhichevan ha avuto a lungo un ruolo molto importante nella storia e nella cultura dell’Armenia. Però, la millenaria presenza armena è stata completamente cancellata in questa regione che costituisce una repubblica autonoma dell’Azerbajgian. Non solo, gli Armeni hanno cessato completamente di vivere nel Nakhichevan, ma il loro imponente patrimonio artistico – in particolare le celebri croci di pietra (khachkar) di Giulfa, ma anche le numerose chiese – è stato completamente distrutto dalle autorità azere negli ultimi decenni.

Questo libro nel contempo è un chiaro monito per ciò che, purtroppo, sta accadendo in Artsakh, ormai anch’esso privo della sua popolazione armena, con il pericolo per l’importante patrimonio culturale e architettonico ora sotto controllo azero.

Antonia Arslan ha insegnato Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Padova. Ha dedicato a temi letterari più di una ventina di libri e moltissimi saggi, fra cui: Dino Buzzati bricoleur e cronista visionario; Dame, droga e galline. Il romanzo popolare italiano fra ’800 e ’900; Dame, galline e regine. La scrittura femminile italiana fra ’800 e ’900. Ha tradotto Il canto del pane del poeta armeno Daniel Varujan e ha successivamente curato molte altre opere sul genocidio armeno. La sua grande notorietà come scrittrice è legata in primo luogo alla straordinaria potenza narrativa di La masseria delle allodole (2004) e del seguito, La strada di Smirne (2009). Seguono diversi altri romanzi, fra cui Il libro di Mush (2012) e, ultimo, Il destino di Aghavnì (2022).

Aldo Ferrari insegna Lingua e Letteratura Armena, Storia dell’Eurasia e Storia del Caucaso e dell’Asia Centrale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Per l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) di Milano dirige il Programma di Ricerca su Russia, Caucaso e Asia Centrale. È presidente dell’Associazione per lo Studio in Italia dell’Asia centrale e del Caucaso (ASIAC). Tra le sue recenti pubblicazioni: Quando il Caucaso incontrò la Russia (2015); Armenia. Una cristianità di frontiera (2016); L’Armenia perduta. Viaggio nella memoria di un popolo (2019); Storia degli armeni (con Giusto Traina, 2020); Storia della Crimea dall’antichità a oggi (2022).

Il Coordinamento delle Associazioni e Organizzazioni armene in Italia, salutando con soddisfazione la pubblicazione di questa opera di testimonianza su quanto accaduto in Nakhichevan, ritiene doveroso sottolineare ancora una volta il rischio che la Nazione armena e il suo popolo stanno correndo a causa delle ricorrenti minacce dell’Azerbajgian il cui Presidente, nonostante la conquista del Nagorno-Karabakh (Artsakh), continua a rivendicare territori armeni e dà vita a fantasiose ricostruzioni “storiche”.

Il Coordinamento

  • riafferma con fermezza la necessità che media e istituzioni politiche italiane comprendano l’importanza di preservare l’identità armena nel Caucaso come elemento fondamentale per la salvaguardia della nostra stessa Europa;
  • condanna le interessate lobby italiane pro-Azerbajgian che non hanno alcuna remora nel difendere una delle peggiori dittature al mondo avendo a cuore unicamente i propri interessi;
  • ringrazia tutti coloro che sostengono disinteressatamente la causa armena in questi difficili momenti che vedono il riacutizzarsi di tensioni e conflitti internazionali.