Papa Leone XIV sollecita ad una più accurata formazione biblica

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“La proposta formativa a cui partecipate corrisponde alla duplice missione del Pontificio Istituto Liturgico. Come auspicava il Santo Padre Benedetto XVI, esso prosegue con slancio il suo servizio alla Chiesa, nella piena fedeltà alla tradizione liturgica e alla riforma voluta dal Concilio Vaticano II, secondo le linee maestre della ‘Sacrosanctum Concilium’ e dei pronunciamenti del Magistero. Dall’altra parte, iniziative come questa danno attuazione ai compiti formativi enunciati nella Costituzione apostolica ‘Veritatis gaudium’, come quello di formare ministri e fedeli per prepararli al loro servizio nella pastorale e nella liturgia”: inizio settimana intenso per papa Leone XIV, che oggi ha incontrato la Federazione Biblica Cattolica, esortando a diventare ‘lettera vivente scritta non con inchiostro’ ma con lo Spirito di Dio, dando così testimonianza in un mondo in cui il Vangelo spesso non viene contemplato.

Ed ha sottolineato la necessità di una formazione biblica: “In effetti, nelle diocesi e nelle parrocchie c’è bisogno di tale formazione ed è importante, laddove non vi siano, iniziare percorsi biblici e liturgici. Il Pontificio Istituto Liturgico potrebbe qualificarli, per aiutare le Chiese particolari e le comunità parrocchiali a lasciarsi formare dalla Parola di Dio, spiegando i testi del Lezionario feriale e festivo, e anche per proseguire una iniziazione cristiana e liturgica che aiuti i fedeli a comprendere, per mezzo dei riti, delle preghiere e dei segni sensibili, il mistero di fede che si celebra”.

Formazione soprattutto per chi ha il compito di proclamare le letture: “A proposito della formazione biblica unita a quella liturgica, raccomando alla cura dei direttori degli uffici di pastorale liturgica la particolare attenzione verso coloro che proclamano la Parola di Dio. Assicurate una preparazione approfondita dei lettori istituiti e di quanti leggono le Scritture in modo stabile nelle celebrazioni. Le competenze bibliche di base, una dizione chiara, la capacità di cantare il salmo responsoriale, come pure di comporre le preghiere dei fedeli per la comunità sono aspetti importanti che attuano la riforma liturgica e fanno crescere il cammino del Popolo di Dio”.

Infatti la formazione liturgica è molto importante e non può essere trascurata: “Sappiamo bene che la formazione liturgica è uno dei temi principali di tutto il percorso conciliare e post-conciliare. Si sono compiuti tanti passi in avanti, ma c’è ancora molta strada da percorrere. Non ci stanchiamo: riprendiamo con slancio le buone iniziative suscitate dalla riforma e al tempo stesso ricerchiamo nuove vie e nuovi metodi.

L’ufficio per la pastorale liturgica è responsabile in ogni diocesi della formazione liturgica permanente del clero e dei fedeli, della preparazione ai ministeri, della cura dei gruppi liturgici parrocchiali, dei ministranti, dei lettori, dei cantori. Si tratta di favorire una fruttuosa partecipazione del Popolo di Dio, come pure una liturgia decorosa, attenta alle diverse sensibilità e sobria nella sua solennità”.

Inoltre il papa ha invitato a non trascurare i momenti di preghiera a cui la Chiesa richiama sempre: “Tra gli aspetti legati al vostro servizio di direttori, desidero richiamare la promozione della Liturgia delle Ore, la cura per la pietà popolare, l’attenzione alla dimensione celebrativa nella costruzione delle nuove chiese e nell’adeguamento di quelle già esistenti. Sono temi che affronterete durante il corso e con cui vi cimentate ogni giorno”.

Eppoi i gruppi liturgici parrocchiali devono avere un consenso da parte della diocesi: “In molte parrocchie, poi, sono anche presenti i gruppi liturgici, che devono lavorare in sinergia con la commissione diocesana. L’esperienza di un gruppo, anche piccolo ma ben motivato, che si occupa della preparazione della liturgia è espressione di una comunità che cura le sue celebrazioni, le prepara, le vive in pienezza, in accordo con il parroco. In questo modo si evita di delegare a lui tutto e di lasciare solo a pochi la responsabilità del canto, della proclamazione della Parola, dell’ornamento della chiesa”.

Quindi ha invitato a rendere di nuovo ‘attraente’ la liturgia: “Col tempo, purtroppo, alcuni di questi gruppi si sono assottigliati fino a sparire, quasi avessero smarrito la loro identità; occorre allora impegnarsi perché questo ambito della vita della Chiesa torni a essere attraente, capace di coinvolgere persone competenti o almeno inclini a questo tipo di servizio”.

Mentre alla Federazione Biblica Cattolica il papa ha ripreso la Costituzione Dogmatica sulla Divina Rivelazione, ‘Dei Verbum’, di cui ricorre il 60^ anniversario: “In questi giorni di riflessione, vi incoraggio a riesaminare la vostra fedeltà personale ed ecclesiale a questo mandato, che non è altro che la proclamazione del kerygma, il mistero salvifico di nostro Signore Gesù Cristo. Infatti, la vostra missione e la vostra visione dovrebbero sempre essere ispirate dalla convinzione che la Chiesa non trae vita da se stessa, ma dal Vangelo…

Allo stesso tempo, è essenziale garantire un facile accesso alla Sacra Scrittura a tutti i fedeli, affinché tutti possano incontrare il Dio che parla, condivide il suo amore e ci introduce nella pienezza della vita. A questo proposito, le traduzioni delle Scritture rimangono indispensabili e vi ringrazio per il vostro impegno nel promuovere la lectio divina e ogni iniziativa che incoraggi la lettura frequente della Bibbia”.

Inoltre è necessario comprendere il modo di comunicare la Parola di Dio alle nuove generazioni: “Tuttavia, oggi le nuove generazioni vivono in nuovi ambienti digitali dove la Parola di Dio viene facilmente messa in ombra. Le nuove comunità si trovano spesso in spazi culturali in cui il Vangelo è sconosciuto o distorto da interessi particolari. Dobbiamo quindi chiederci: cosa significa ‘facile accesso alla Sacra Scrittura’ nel nostro tempo? Come possiamo facilitare questo incontro per coloro che non hanno mai ascoltato la Parola di Dio o le cui culture rimangono estranee al Vangelo?..

In definitiva, la vostra missione è quella di diventare ‘lettere vive… scritte non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente’, testimoniando il primato della Parola di Dio sulle molteplici voci che riempiono il nostro mondo”.

Infine ai partecipanti al seminario di etica nella gestione sanitaria, organizzata dalla Pontificia Accademia per la Vita, il papa ha messo in guardia dalle manipolazioni: “Strumenti efficaci come l’intelligenza artificiale possono essere manipolati, addestrati e diretti in modo tale che, per ragioni di opportunità o di interesse personale (siano essi economici, politici o di altro tipo) si generi un pregiudizio, a volte impercettibile, nell’informazione, nella gestione e nel modo in cui ci presentiamo o ci approcciamo agli altri”.

Quindi l’esortazione è quella di cambiare la prospettiva di veduta: “Le persone cadranno così in una manipolazione perversa che le classificherà in base alle cure di cui hanno bisogno e al loro costo, alla natura delle loro malattie, trasformandole in oggetti, dati, statistiche. Credo che il modo per evitare questo stia nel cambiare prospettiva, nel percepire il valore del bene con una visione ampia, nel vedere, se vogliamo, come vede Dio, per non concentrarci sul profitto immediato, ma su ciò che sarà meglio per tutti, sapendo essere pazienti, generosi e solidali, creando legami e costruendo ponti, lavorando in modo collaborativo, ottimizzando le risorse, affinché tutti possano sentirsi protagonisti e beneficiari dell’opera comune”.

(Foto: Santa Sede)  

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