Papa Leone XIV: la resurrezione è fonte di speranza davanti alla morte
Stamattina ho ricevuto la triste notizia di un tuo compagno che viaggia con te in pellegrinaggio, il tuo compagno pellegrino, tua sorella che è morta inaspettatamente ieri sera credo. E, naturalmente, la tristezza che la morte porta a tutti noi è qualcosa di molto umano e molto comprensibile, soprattutto essendo così lontani da casa e in un’occasione come questa quando ci riuniamo davvero per celebrare la nostra fede con gioia. E poi all’improvviso, ci viene ricordato in modo molto potente, che la nostra vita non è superficiale, né abbiamo il controllo sulla nostra vita, né sappiamo come dice Gesù stesso, né il giorno né l’ora in cui per qualche ragione la nostra vita terrena finisce.
Ma mentre impariamo anche nel Vangelo, ciò che Marta e Maria scoprirono quando il loro fratello Lazzaro era morto, e quando Gesù non era con loro all’inizio, ma poi venne diversi giorni dopo la sua morte, e la loro comprensione era che Gesù è la vita e la risurrezione”: con queste parole papa Leone XIV ha incontrato i pellegrini compagni di viaggio della giovane egiziana Pascale Rafic, morta la notte scorsa mentre partecipava al Giubileo dei Giovani.
Disposti in cerchio i giovani hanno ascoltato il papa che ha accanto mons. Jean-Marie Chami, titolare di Tarso e ausiliare della Chiesa Patriarcale di Antiochia dei Greco-Melkiti per l’Egitto, il Sudan e il Sud Sudan, che guida il loro pellegrinaggio, il significato della fede: “E così in un certo modo, mentre celebriamo questo anno giubilare di speranza, ci viene ricordato in modo molto potente quanto la nostra fede in Gesù Cristo abbia bisogno di essere parte di ciò che siamo, di come viviamo, di come ci rendiamo conto l’un l’altro, e specialmente di come continuiamo ad andare avanti nonostante tali esperienze così dolorose.
Sant’Agostino ci dice che quando qualcuno muore, naturalmente, è molto umano e molto naturale piangere, sentire quel dolore, sentire la perdita di qualcuno che ci è caro, eppure dice anche, non piangete come fanno i pagani, perché anche noi abbiamo visto Gesù Cristo morire sulla croce e risorgere dai morti”.
Per questo sant’Agostino invita ad avere speranza nella resurrezione: “Ed è la nostra speranza nella risurrezione, che è la fonte ultima della nostra speranza, e parliamo di un Anno Giubilare della Speranza, la nostra speranza è in Gesù Cristo che è risorto. E chiama tutti noi a rinnovare la nostra fede, chiama tutti noi ad essere amici, fratelli e sorelle gli uni degli altri, a sostenerci gli uni gli altri, e dice che anche voi dovete essere testimoni di quel messaggio evangelico. E per tutti voi ha toccato la vostra vita in modo molto personale e diretto oggi”.
Però la preghiera può essere un modo per rafforzare la fede: “Così, abbiamo pensato almeno, in mezzo a questo dolore, che tutti voi sperimentate per la perdita della vostra amica, che almeno per avere questa opportunità di riunirci per pregare, rinnovare la nostra fede, e di chiedere a Dio sia il riposo eterno di nostra sorella ma anche per il rafforzamento e la consolazione, il rafforzamento della nostra fede e di essere rinnovati nella speranza e come Chiesa, come fratelli e sorelle, ci siamo quindi riuniti per questo motivo”.
Ed ecco la preghiera conclusiva come richiesta per la presenza del Signore: “Perciò chiediamo al Signore di essere con noi, di essere con tutti voi, mentre vivete questi giorni del pellegrinaggio dell’Anno Giubilare della Speranza e che sarete tutti protetti anche con l’amore di Dio e la grazia di Dio. Il Signore sia con voi. Possa la benedizione di Dio onnipotente venire su tutti voi nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. Che Dio sia con voi e donate la pace ai vostri cuori”.
In precedenza aveva incontrato gli artisti che animeranno la serata di questa sera a Tor Vergata: “Ho voluto avere questo piccolo incontro, diciamo famigliare, con voi proprio questa mattina, sapendo della bellezza, dell’arte, della musica, di tutti i vostri talenti che offrite a questo grande pubblico che abbiamo a Roma in questi giorni. Più di mezzo milione, dicono, forse un milione di giovani che sono venuti da tanti Paesi del mondo”.
Tale incontro con i giovani è stato definito dal papa un privilegio: “Per me è un privilegio, è una benedizione poter partecipare in questa missione, in questo servizio, come Vescovo di Roma, come Santo Padre, conoscendo soprattutto la fede, l’entusiasmo e la gioia che condividiamo e che dà voce a quello che abbiamo nel nostro cuore, e che è soprattutto il desiderio di trovare la felicità, la gioia, l’amore; di sperimentare la fede anche con i doni che il Signore ci ha dato: la musica, il ballo e tante forme artistiche che voi condividerete questo pomeriggio con i giovani.
E’ veramente un dono per noi tutti e per tutta la Chiesa, e vi ringrazio sinceramente. Grazie a voi per questo momento e chiedo a Dio che vi benedica e vi aiuti ad accompagnare questi giovani che hanno anche tanto bisogno di trovare la vera gioia, la vera felicità che troviamo tutti in Gesù Cristo”.
(Foto: Santa Sede)




























