Padre Cavalcoli (OP) su aborto e omotransfobia: “Lo Stato faccia leggi non in contrasto con la morale naturale”

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In un’esclusiva per Korazym.org, Padre Giovanni Cavalcoli, filosofo e teologo domenicano, risponde a quesiti di pressante attualità: aborto farmacologico, norme sulla omotrasfobia, persecuzioni dei cristiani nel mondo.  Temi caldi, che stanno animando il dibattito politico e sociale.

Ravennate classe 1941, una laurea in filosofia, prima di entrare nell’ordine dei Domenicani nel 1971. È la storia di Padre Calvalcoli, ordinato sacerdote cinque anni dopo, che in seguito ha insegnato teologia e psicologia metafisica. Ha conseguito la licenza in filosofia nel 1981 e il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica Pontificia “S. Tommaso d’Aquino” di Roma nel l984, con una tesi dal titolo “Il giudizio per affinità nel dono della sapienza”. Socio della Pontificia Accademia Teologica Romana, dal 2011 è docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna.


Padre Cavalcoli, il ddl Zan – Scalfarotto  sulla omotransfobia non rischia di limitare le libertà della Chiesa in osservanza al Magistero?

Lo Stato ha il diritto di fare le sue leggi e la Chiesa le sue. Il cattolico come cittadino è leale nei confronti delle leggi civili, a patto che non siano in contrasto con la morale naturale, insegnata dalla Chiesa cattolica, che pone le condizioni morali per la promozione e per la salvaguardia della dignità della persona, valore imprescindibile che evidentemente interessa anche allo Stato. Una legge che recasse pregiudizio a questi princìpi, perderebbe il valore di legge e quindi verrebbe meno l’obbligo di metterla in pratica.

Il Governo ha pubblicato le nuove linee guida sull’aborto farmacologico, estendendolo fino alle 9 settimane di gravidanza. Non è un ulteriore attacco alla sacralità della vita?

Quello che in questa fattispecie oggi alcuni ipocritamente chiamano “farmaco”, Ippocrate giustamente lo chiama veleno.

Anche gli organi di stampa vaticani e la CEI hanno espresso il proprio disappunto sulle novità della pratica dell’aborto, al contrario di Papa Francesco che ancora non si è pronunciato. Come giudica il silenzio?

Il Papa non ha parlato perchè hanno parlato i suoi rappresentanti. La CEI rappresenta il Papa per l’italia. Compito precipuo del Papa, in linea di massima, è parlare alla Chiesa universale, non alle singole nazioni, benchè nulla gli impedisce di intervenire a sua discrezione. Comunque conosciamo bene il suo pensiero, in linea con la tradizione della Chiesa.

Omotransfobia, aborto, persecuzioni contro i cristiani sempre più in aumento: che futuro attende la Chiesa in un tempo in cui se difendi i principi naturali della vita sei soggetto alla gogna mediatica?

Il cristiano è abituato a scontrarsi col mondo, ma non teme, perchè confida nelle parole di Cristo che gli garantisce: “fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Gv 16,33).

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