Dichiarazione ‘Fiducia supplicans’: meditazioni giuridico-teologiche sullo stupore suscitato in tutto il mondo

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PER AMORE DELLA VERITA’ RIVELATA SONO  IN COSTANTE  CONTATTO CON I MEMBRI DEL MIO GRUPPO FACEBOOK (TEOLOGIA E GIURISPRUDENZA) ED ANCHE SU WHATSAPP CON MOLTI SACERDOTI, COLLEGHI, AMICI CANONISTI E TEOLOGI, CHIERICI E LAICI, OPERATORI PASTORALI, NEUROLOGI, BIOLOGI ED EX DISCENTI DI TUTTI I CONTINENTI DEL MONDO ( DA NOI VISITATO PER 300 GIORNI) CHE HO INTERVISTATO “DA REMOTO” LE CUI RISPOSTE RITENGO MORALMENTE DOVEROSO ESPORRE IN FORMA ANONIMA PER CONOSCERE LE LORO OPINIONI ANCHE SULLE SEGUENTI REPLICHE APPROVATIVE E CONTRARIE AL CITATO DOCUMENTO “FIDUCIA SUPPLICANS” (cfr. i chiarimenti del Papa riportati nella sua Allocuzione al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede specificata nella parte conclusiva di questa mia disamina, nonché, la  catechesi di Padre Livio del 16/1/2024 riguardante l’intervista televisiva del Papa del 15/1/24. Approvo i giudizi positivi espressi sul documento nell’ottica dell’accoglienza condizionata alla volontà ferma e continuativa della conversione “graduale”, ma costante; cfr. le precedenti parti di questo mio articolo, nonchè, l’ Esortazione apostolica post sinodale del Pontefice “Amoris Laetitia” del 19/3/2016) che sono qui illustrate.

 Prima di esporre il pensiero di un sacerdote molto noto nel mondo cattolico e non (in “Radio Maria” l’intervista TV a Papa Francesco del  15 Gennaio 2024, Tratto da Editoriali di Padre Livio) preferisco enunciare alcuni principi fondamentali conseguenziali  in ordine alla possibile  misericordia x Grazia di Dio ed al perdono di Gesù Cristo alle coppie di unioni civili o di conviventi, ai singoli  fedeli (nel senso teologico del termine) se accolgono la conversione con cuore sincero, ispirandosi ed applicando le virtù il cui significato ed i cui effetti spirituali redassi in 1 tesina  mentre seguivo il corso di Teologia, che qui sintetizzo.            

Premesso che il compimento di atti buoni costituisce la condizione indispensabile e la via per la beatitudine eterna, per cui  per il cristiano  hanno un valore normativo i “Comandamenti ed il Discorso sulla Montagna riguardante le Beatitudini (MT 5,1-7,23), esempio “la regola d’oro” (MT 7,12).

Pertanto la moralità è costituita dall’ordinazione (mezzo) dell’atto umano al bene  nella sua verità e dal perseguimento volontario (fine) di questo bene , conosciuto dalla ragione, per cui se l’oggetto dell’azione concreta non è in sintonia con il bene vero, la sua scelta rende la nostra volontà e noi stessi, moralmente cattivi, mettendoci in contrasto con il nostro fine ultimo (Dio)

Conseguentemente la teologia distingue  “norme trascendentali  e norme categoriali”: 1) le prime riguardano il rapporto con Dio attuato nelle virtù teologali (fede, speranza, carità).

2)le secondehanno il loro centro d’interesse nella giustezza dell’agire esterno il quale nonesclude un margine di giudizio effettuato dall’uomo inconsapevolmente. (prudenza, giustizia, fortezza,temperanza)

Per superare la pseudo autonomia della scelta morale, con il rischio di separare la fede dalla morale, occorre valutarla nel contesto della fede cristiana la quale aiuta a ricostruire i principi metaetici ed a percepire sempre più chiaramente e concretamente le norme morali; tale precisazione si rinviene nella “Legge della gradualità” (Esort. Apost. Familiaris Consortio)

 per la quale l’uomo, in ultima analisi, è un essere storico che si costruisce giorno dopo giorno, amando il bene e compiendo buone azioni secondo le proprie tappe di crescita, (p. 341) considerando un comando del Signore quello di superare le difficoltà.

Quindi il principio interiore della esistenza cristiana è fondato sull’azione dello Spirito Santo perché con i suoi doni (Testo STB p. 356) impregna tutto l’agire del credente ( impegno apostolico, comportamento morale, esercizio della carità, finalità escatologica, libertà dal peccato, dalla morteeterna, dai desideri della carne, trasformazione in un essere che vive della stessa vita di Dio).

 Lo Spirito è presente nella vita dei Battezzati, la sua legge che dà vita in Cristo ci ha liberato dalla legge del peccato (RM 8,2), questo ruolo il Paraclito (soccorritore) lo svolge accrescendo la fede del credente e guidandolo nella lettura delle Scritture per fargli scoprire la funzione di Gesù innovativa in ordine alla salvezza, per cui l’uomo raccoglierà quello che avrà seminato, egli vive nella continua tensionedel già”(1GV 3,1-2:”Noi abbiamo già la vita eterna a condizione dicredere in Cristo”), “ma non ancora” (RM 8,18:”Il cristiano ha già lo Spirito, è già figlio di Dio, ma è ancora nella carne, intesa come resistenza allo Spirito, attende la redenzione e la spiritualizzazione del corpo, come fu per Gesù).

Il credente deve camminare secondo lo Spirito, anche se non sarà facile per la lotta che vivrà nella sua interiorità fra “la tendenza al dire piuttosto che al fare”, deve essere realizzatore dellaParola”, non solo uditore di essa, la sua lotta è contro spiriti del male che abitano nelle regionicelesti (EF 6,11-12).

Tuttavia è la “virtù” checonsente alla persona di compiere atti buoni, ma anche di dare ilmeglio disé in quanto è “ una disposizione abituale e ferma a fare il bene (Testo STB p. 358), è espressione della padronanza di sé, disponibilità ad assecondare con spontaneità il bello, il buono, il vero e la comunione con gli altri.

Il fine primario della virtù è teologale, cioè adesione convinta alla benevolenza di Dio, è ubbidienza allo Spirito, è imitazione di Cristo, la dottrina della chiesa, come già anticipato , distingue due gruppi di virtù: quelle cardinali (o umane) e quelle teologali.

Le virtù cardinali sono attitudini ferme, perfezioni abituali dell’intelligenza e della volontà che regolano i nostri atti, ordinano le nostre passioni e guidano la nostra condotta secondo la ragione ela fede,  sono i frutti e i germi di atti moralmente buoni (CCC 1806 e ss.):

1-Prudenza(disposizione al discernimento del nostro vero bene ed alla scelta di mezzi idonei per compierlo, guida il giudizio di coscienza, applicando i principi morali ai casi particolari)

2Giustizia (costante e ferma volontà di dare a Dio ed al prossimo ciò che è loro dovuto, cioè, da un lato, la propria disposizione a rispettare i diritti soggettivi altrui, stabilendo nelle relazioni umane l’armonia che promuove l’equità verso le persone ed il “bene comune”, dall’altro, essendo denominata “virtù di religione”, si esprime preminentemente con l’adorazione,  riconoscendolo  Creatore, Salvatore,Signore e Padrone di tutto, essa libera l’uomo dalla schiavitù del peccato).

3-Fortezza (assicura la fermezza e la costanza, durante le nostre difficoltà, nella ricerca del bene, rafforzando la decisione di resistere alle tentazioni e di superare gli ostacoli nella vita morale).

4-Temperanza (modera l’attrattiva dei desideri, mantenendoli entro limiti onesti, rende capaci di equilibrio nell’uso dei beni creati, assicura il dominio di volontà su istinti e una sana discrezione).

 Tali virtù si radicano nelle 3 virtù teologali le quali si riferiscono direttamente a Dio, ci dispongono  a vivere in relazione con la Trinità, hanno come origine, causa ed oggetto Dio Uno e Trino.

1-Fede (dono per il quale noi crediamo in Dio ed a tutto ciò che Egli ci ha detto e rivelato e che la Chiesa (presieduta dal Papa, Vicario di Cristo) ci propone da credere e rimane in chi non ha peccato contro essa, non deve essere soltanto custodita, ma occorre professarla e testimoniarla con franchezza e diffonderla, cfr. LG 42).

2-Speranza (desiderio del Regno dei cieli e della vita eterna come nostra felicità, il fondamento teologico è la Scrittura che ci presenta il Dio della speranza e Gesù Cristo nostra speranza, Benedetto XVI indica i luoghi di esercizio della speranza: preghiera come scuola, l’agire come attività, il soffrire come terapia, giudizio di Dio come speranza nella Sua giustizia).

3-Carità (fondata sull’amore di Dio sopra ogni cosa ed il nostro prossimo come noi stessi,essa purifica la nostra capacità di amare, è paziente, benigna, non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, si compiace della verità, tutto copre, crede, spera, sopporta

 (cfr 1Cor. 13,4-7).

La tradizione antropologica cristiana unisce alle virtù teologali i” Doni dello Spirito Santo”, perché la grazia di Dio consente la personale comunione di fede, la speranza ed amore con Lui,  anche gli interventi che lo Spirito attua ne qualificano il dinamismo ed orientano le nostre relazioni:

Sapienza-Intelletto-Consiglio-Fortezza-Scienza-Pietà-Timor di Dio.

Quindi il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (GAL 5,22), se il cristiano sarà grato a Dio per questi doni si potrà impegnare ad aiutare il prossimo con amore ed a realizzare con l’ispirazione della carità le opere della giustizia, cfr. una delle 4 Costituzioni  Conciliari del 1965 GS n. 72b  (insegnamenti confermati, cfr.  https://radiomaria.it/video/padre-livio-legge-lintervista-a-papa-francesco-16-gennaio-2024-2/?fbclid=IwAR22zsrcrp63qzeBhjuink-zlC8s7-nNWDAc6KeKI2dYM2zuKdhOs1t0gzE#download   da Papa Francesco in TV:

 “Le benedizioni a coppie gay? Ospite del giornalista TV Fabio Fazio il 15/1/2024 a Che tempo che fa sul Nove, Papa Francesco risponde in pubblico alle polemiche scaturite dal recente documento del dicastero per la Dottrina della fede, Fiducia supplicans, sulle benedizioni alle coppie irregolari e dello stesso sesso. Benedizioni che difende anche se, ammette, “quando prendi una decisione, c’e’ un prezzo di solitudine che tu devi pagare”). Tuttavia, esistono dialetticamente  anche alcune  opinioni contrarie che adesso specificherò.

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