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Papa Francesco: la missione nel popolo sia alimentata dalla preghiera

Giornate intense di incontri per papa Francesco con gli Istituti religiosi, che a Roma stanno svolgendo i propri capitoli, con l’invito ad intensificare la preghiera, senza dimenticare la loro presenza nel mondo secondo la propria vocazione, come ha riferito ai delegati dell’Assemblea Generale della Conferenza Mondiale degli Istituti Secolari (CMIS):

Ortodossia: Natale divinizza l’uomo

Il Patriarca di Mosca e di tutta la Rus’, Kirill, alla fine della celebrazione del Natale ortodosso nella cattedrale di Cristo Salvatore della capitale russa, ha detto che papa Francesco ha inviato un messaggio tramite il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici della Russia, mons. Paolo Pezzi:

Il Battesimo di Gesù

Il battesimo di Gesù al Giordano è la terza Epifania di Gesù, prima di dare inizio alla sua vita pubblica. La prima si era avuta quando Gesù si volle manifestare al popolo ebreo nella persona dei pastori a Betlemme; allora furono gli Angeli a dare l’annuncio ai pastori: ‘Non temete, pastori, è per voi un  lieto annuncio: è nato per voi il Salvatore’.

2^ domenica di Natale: il Verbo si fece carne!

La Liturgia oggi ci invita a ripensare il Natale attraverso la lettura del prologo del Vangelo di Giovanni. Una descrizione con linguaggio altamente filosofico e teologico che fa gustare la grandezza del mistero della nascita di Gesù, vero Dio e vero uomo. 

Papa Francesco al Te Deum invita allo stupore del Natale

Nell’ultimo giorno dell’anno papa Francesco ha celebrato i Primi Vespri, presieduti dal card. Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio.  nella recita del Te Deum della Solennità della Vergine Maria, Madre di Dio, che invita a scoprire lo stupore:

L’esarca p. Nin invita a vivere Natale

“…Tu che sei saggio, vieni a vedere il neonato avvolto nei panni, rifletti come tutta la creazione è sottomessa ai suoi ordini, meravigliati di vederlo in una mangiatoia… lui che col suo Padre regge cielo e terra. Guarda Colui che siede sul carro nei cieli, e la Vergine lo porta nel suo grembo, Lui davanti a cui si prostrano le schiere di Gabriele, e quelli della casa di Giuseppe lo portano nelle loro braccia…. Il cielo è troppo stretto se lui vi si poggia, ma il grembo di Maria è assai vasto per contenerlo… Che i figli di Adamo facciano salire con tutto il cuore il ringraziamento; che il cielo e la terra ed il mare innalzino la lode al giorno della tua nascita che ha loro ringiovanito”.

Dalla diocesi di Sora un cammino sinodale con la famiglia

Il cammino sinodale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo inizia dalla frontiera della famiglia con la lettera pastorale, ‘Famiglia, frontiera dell’essere Chiesa’, che il vescovo, mons. Gerardo Antonazzo, ha scritto e che farà da guida ai lavori sinodali della diocesi laziale, inseriti in quelli della Chiesa italiana e universale: una ‘frontiera’ che la famiglia sta conoscendo ma che può e deve superare grazie anche ad una spiritualità intensa, capace di non far esaurire la celebrazione eucaristica, come è scritto nella lettera:

La Santissima Trinità è Dio Amore

Oggi siamo chiamati a celebrare la grande festa della Santissima Trinità. La tradizione ha insegnato a relazionarci con un Dio che, essendo Amore, non può risolversi in uno sterile solipsismo, ma necessita di essere relazione. Relazione interpersonale: Padre, Figlio e Spirito Santo.

Il mistero dell’Ascensione

«Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per riempire tutte le cose (Ef 4,10)».

Alessandro Zaccuri: la letteratura sollievo nel tempo del coronavirus

“Era in quel giorno morta di peste, tra gli altri, un’intera famiglia. Nell’ora del maggior concorso, in mezzo alle carrozze, i cadaveri di quella famiglia furono, d’ordine della Sanità, condotti al cimitero suddetto, sur un carro, ignudi, affinché la folla potesse vedere in essi il marchio manifesto della pestilenza. Un grido di ribrezzo, di terrore, s’alzava per tutto dove passava il carro; un lungo mormorìo regnava dove era passato; un altro mormorìo lo precorreva. La peste fu più creduta: ma del resto andava acquistandosi fede da sé, ogni giorno di più; e quella riunione medesima non dové servir poco a propagarla…”.

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