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All’Abbadia di Fiastra le testimonianze di chi aiuta la popolazione in Ucraina

“Chi fa la guerra dimentica l’umanità. Non parte dalla gente, non guarda alla vita concreta delle persone, ma mette davanti a tutto interessi di parte e di potere. Si affida alla logica diabolica e perversa delle armi, che è la più lontana dalla volontà di Dio… Con il cuore straziato per quanto accade in Ucraina (e non dimentichiamo le guerre in altre parti del mondo, come nello Yemen, in Siria, in Etiopia…), ripeto: tacciano le armi! Dio sta con gli operatori di pace, non con chi usa la violenza”.

Appelli ed azioni per la pace: solidarietà al popolo ucraino

Martedì scorso papa Francesco ha fatto una telefonata al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, che ha raccontato brevemente ai parlamentari italiani di aver spiegato al papa che quella in corso è una guerra di un esercito contro un popolo armato per difendersi:

Aiuto alla Chiesa che Soffre racconta la situazione in Ucraina

Una crisi di rifugiati fuggiti dall’Ucraina, soprattutto di bambini ucraini, che dall’inizio della guerra sono stati costretti a scappare, a volte con i genitori a volte anche senza, per sfuggire alle bombe, come ha scritto su twitter James Elder, portavoce di Unicef: “Un milione di bambini sono scappati dall’Ucraina, in meno di due settimane… Non avevamo mai affrontato una crisi di rifugiati di questa velocità e di questa portata”.

In Ucraina la guerra continua

“Gloria a Gesù Cristo! Saluti dalla Kyiv ucraina, dalla nostra capitale storica. Oggi è il primo giorno di un nuovo periodo: oggi entriamo nella seconda settimana di questa terribile guerra. Da otto giorni l’Ucraina resiste. Da otto giorni di guerra, l’Ucraina sta combattendo. Oggi cominciamo a sentire, e a scoprire in modo speciale, il ruolo e il posto di Kyiv nella vita della nostra Chiesa, nella vita del nostro popolo, nella vita dello Stato ucraino”: questo videomessaggio è stato lanciato da Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, ricordando al mondo che in Ucraina si sta combattendo una guerra di invasione.

Mario Marazziti racconta l’accoglienza in Italia

Venerdì 5 novembre sono atterrati a Fiumicino, con un volo proveniente da Beirut, 44 rifugiati siriani (tra cui 15 bambini) che vivevano da tempo nei campi profughi del Libano e che negli ultimi mesi hanno sofferto un peggioramento delle loro condizioni di vita non solo a causa della pandemia, ma anche della gravissima crisi politica, economica e sociale che sta attraversando questo il Libano.

Afghanistan: non abbandoniamo i cittadini

“Seguo con grande preoccupazione la situazione in Afghanistan, e partecipo alla sofferenza di quanti piangono per le persone che hanno perso la vita negli attacchi suicidi avvenuti giovedì scorso, e di coloro che cercano aiuto e protezione. Affido alla misericordia di Dio Onnipotente i defunti e ringrazio chi si sta adoperando per aiutare quella popolazione così provata, in particolare le donne e i bambini. Chiedo a tutti di continuare ad assistere i bisognosi e a pregare perché il dialogo e la solidarietà portino a stabilire una convivenza pacifica e fraterna e offrano speranza per il futuro del Paese. In momenti storici come questo non possiamo rimanere indifferenti, la storia della Chiesa ce lo insegna. Come cristiani questa situazione ci impegna”.

Naufragi nel Mediterraneo: l’ospitalità è grazia

“Vi confesso che sono molto addolorato per la tragedia che ancora una volta si è consumata nei giorni scorsi nel Mediterraneo. Centotrenta migranti sono morti in mare. Sono persone, sono vite umane, che per due giorni interi hanno implorato invano aiuto, un aiuto che non è arrivato. Fratelli e sorelle, interroghiamoci tutti su questa ennesima tragedia. E’ il momento della vergogna. Preghiamo per questi fratelli e sorelle, e per tanti che continuano a morire in questi drammatici viaggi. Preghiamo anche per coloro che possono aiutare ma preferiscono guardare da un’altra parte. Preghiamo in silenzio per loro”.

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