L’Italia cambia marcia economica sulla famiglia?

“La Camera ha appena approvato all’unanimità l’assegno unico e universale. E’ davvero un momento storico per il Paese e lo è per la politica, che con un voto trasversale rimarca l’assunzione di una responsabilità piena e importante, di tutti, per le famiglie. Un segnale bello da questo parlamento. La politica che si mette tutta a servizio di tutti, a servizio del Paese. Il Family Act è nato come un sogno alla Leopolda ma è qualcosa di molto concreto, abbiamo voluto che partisse al più presto per rispondere subito alle attese che le famiglie hanno da anni. Primo atto è l’assegno, frutto di un percorso condiviso con le associazioni familiari a cui siamo grati per le sollecitazioni e il costante contributo costruttivo. Abbiamo voluto che fosse universale, per tutti i bambini. Unico, perché occorre più semplificazione. Stabile, ogni mese fino ai 21 anni, perché i ragazzi sono il nostro futuro da proteggere e accompagnare”.

Così la Ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, ha commentato l’approvazione alla Camera dei deputati della proposta di legge ‘Delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale’.

L’assegno unico e universale è un bonus a favore dei figli a carico, erogabile dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni compiuti di età o senza limiti temporali per figli disabili, che dovrebbe partire dal 2021. Assegno universale perché è un sostegno rivolto a tutte le famiglie, partite IVA e incapienti. Assegno unico perché andrà a riordinare e sostituire con un unico bonus l’intero corpus di agevolazioni per famiglie con figli a carico attualmente in vigore.

Fra le varie misure che il Family act prevede a sostegno delle famiglie con figli a carico e alle nuove generazioni prossime agli studi universitari e alla vita al di fuori dell’ambito familiare, l’assegno universale è fra quelle che forse destano maggiore interesse e che proprio in queste settimane è in fase di approvazione.

L’assegno unico 2021 va letto come un rinnovamento radicale della moltitudine di agevolazioni per le famiglie con figli a carico, spesso lente e difficili da raggiungere per il cittadino. Questa unica misura andrà sostenere in maniera lineare e semplice la famiglia e la sua funzione sociale e educativa, riconoscendo il valore essenziale della genitorialità e al contempo contrastando la denatalità.

L’assegno unico universale andrà a eliminare e sostituire come unica misura di sostegno, dalla nascita fino alla maggiore età dei figli (o per tutta la vita nel caso di disabilità), tutte le agevolazioni attualmente vigenti a favore delle famiglie con figli a carico: assegni familiari, Bonus bebè, Premio alla nascita e detrazioni figli a carico.

L’assegno universale e unico 2021 spetterà a tutti i nuclei familiari con figlie e figli a carico, indipendentemente dal tipo di lavoro svolto dai genitori. Da qui, secondo la Ministra Elena Bonetti, l’aspetto della universalità che caratterizza la misura, equa e certa. Sarà previsto un importo minimo a cui tutte le famiglie potranno accedere.

Quote ulteriori andranno ad aggiungersi, modulate per scaglioni in base all’indicatore Isee in corso di validità. Inoltre è riconosciuto un assegno per figlio e figlia a partire dal settimo mese di gravidanza fino al raggiungimento dei 21 anni di età. Per le famiglie con più di due figli l’importo dell’assegno sarà maggiorato.

Per i figli con disabilità non è previsto un limite di tempo per la fruibilità dell’assegno. Verrà loro riconosciuto per tutta la vita, con una maggiorazione (ancora allo studio) compresa fra il 30% e il 50%.

Il presidente del Forum delle Famiglie, Gigi De Palo, ha mostrato la soddisfazione delle associazioni italiane:

“Siamo soddisfatti perché si allarga la platea a giovani e partite IVA, cioè a chi fa i figli oggi. Ma ribadiamo che nessuno dovrà prendere un centesimo di meno rispetto a quanto prende ora. L’Assegno Unico-Universale sono le fondamenta su cui costruire il Family Act e una politica seria per la natalità.

E’ la prima parte della riforma fiscale che proverà a mettere fine alla discriminazione fiscale delle famiglie italiane. Dietro questo risultato ci sono due anni di lavoro: c’è il Patto per la natalità, che ha visto la firma nel gennaio 2018 di tutti i leader dei partiti politici italiani. C’è l’evento dello scorso anno in cui mettemmo attorno a un tavolo tutte le forze politiche. C’è soprattutto un lavoro silenzioso di tessitura dietro le quinte da parte del Forum delle associazioni familiari”.

Ma allo stesso tempo ha chiesto di non ‘abbassare’ la guardia: “Ora la sfida si sposta sul terreno più minato: il reperimento dei fondi. C’è l’Europa che ci indica una strada e c’è il Recovery fund che libererà risorse.

Ora la sfida entra nel vivo e l’assegno unico- universale è solo la base di partenza. Sono le fondamenta di una casa grande sulle quali si può, anzi si deve, costruire il resto: il family act, una politica seria per la natalità e una vera riforma fiscale che dovrà mettere fine ad anni di discriminazione verso le famiglie italiane”.

Anche Domenico Delle Foglie, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), ha commentato positivamente l’approvazione dell’assegno unico per i figli: “Una grande vittoria per chi crede che il futuro del Paese sia nelle mani dei nostri figli e dei nostri nipoti… Si tratta di un investimento della politica che finalmente premia le famiglie, la genitorialità e la responsabilità sociale.

Non è un caso che il voto all’unanimità sia maturato in questa stagione difficilissima. Forse tutta la politica italiana ha potuto apprezzare il grande sforzo messo in campo dalle famiglie non solo in tutti questi anni ma, soprattutto, in occasione della pandemia. Dunque non è mai troppo tardi per fare giustizia sociale. Ora ci aspettiamo solo passi in avanti, a partire dal voto in Senato, perché i giovani possano tornare a fare famiglia e ad accogliere i figli”.

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