Giovanni Paolo II: famiglia bene della società

“Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei amore e vita, fa che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, ‘nato da donna’, e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell’amore per le generazioni che sempre si rinnovano. Fa’ che la tua grazia guidi i pensieri e le opere dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo. Fa’ che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell’amore”.

Prendo spunto da questa preghiera per affrontare, a 100 anni dalla nascita, l’amore di san Giovanni Paolo II per la famiglia, manifestatosi fin dalla giovinezza nel capolavoro teatrale de ‘La bottega dell’orefice’, pubblicata nel 1960 sul numero 78 della rivista mensile ‘Znak’, in cui mette in bocca a Teresa queste parole: “Andrea ha scelto me e ha chiesto la mia mano. E’ accaduto stasera tra le cinque e le sei. Non ricordo di preciso, non mi è venuto di guardare l’orologio né di notare l’ora sulla torre del vecchio municipio.

In attimi come questi non si bada all’ora, sono momenti che sovrastano il tempo dentro di noi. Ma anche se mi fossi ricordata di guardare la torre non avrei potuto farlo perché avrei dovuto alzare lo sguardo sopra la testa di Andrea”.

Al riguardo Andrea ha risposto: “Sono arrivato a Teresa per vie assai lunghe, non l’ho trovata subito. Non mi ricordo nemmeno se il nostro primo incontro fu accompagnato da un presentimento o qualcosa di simile. Forse non so neanche cosa voglia dire ‘l’amore a prima vista’. Passato qualche tempo mi sono accorto che non usciva più dal cerchio della mia attenzione, questo vuol dire che fui costretto a interessarmi a lei, e che non mi sono opposto a questa costrizione.

Sì, avrei potuto comportarmi diversamente però mi pareva che sarebbe stato privo di senso. Evidentemente Teresa aveva qualcosa che concordava con la mia personalità”.

Il rapporto del papa santo con la famiglia è speciale come quello con i giovani, tantoché anche per le famiglie ‘inventò’ sullo stile di quelle dei giovani, le giornate mondiali, iniziate nel 1994 con il messaggio della pace dedicata alla famiglia: “Nucleo originario della società, la famiglia ha diritto a tutto il sostegno dello Stato per svolgere appieno la propria peculiare missione. Le leggi statali, pertanto, debbono essere orientate a promuoverne il benessere, aiutandola a realizzare i compiti che le spettano.

Di fronte alla tendenza oggi sempre più incalzante a legittimare, quali surrogati dell’unione coniugale, forme di unione che per loro intrinseca natura o per la loro intenzionale transitorietà non possono in alcun modo esprimere il senso e assicurare il bene della famiglia, è dovere dello Stato incoraggiare e proteggere l’autentica istituzione familiare, rispettandone la naturale fisionomia e i diritti innati ed inalienabili.

Tra questi, fondamentale è il diritto dei genitori a decidere liberamente e responsabilmente, in base alle loro convinzioni morali e religiose e alla loro coscienza adeguatamente formata, quando dare vita ad un figlio, per poi educarlo conformemente a tali convinzioni”.

Ed ad ottobre di quell’anno inizia anche per le famiglie l’ ‘avventura’ delle giornate mondiali a Roma: “La comunione dell’uomo e della donna nel matrimonio, voi lo sapete, risponde alle esigenze proprie della natura umana, ed è insieme un riflesso della bontà divina, che si fa paternità e maternità.

La grazia sacramentale, del Battesimo e della Cresima prima, del Matrimonio poi, ha immesso un’onda fresca e possente di amore soprannaturale nei vostri cuori. E’ amore che scaturisce dal seno della Trinità, di cui la famiglia umana è immagine eloquente e viva. E’ una realtà soprannaturale che vi aiuta a santificare le gioie, ad affrontare le difficoltà e le sofferenze, a superare le crisi e i momenti di stanchezza; in una parola, è per voi sorgente di santificazione e forza di donazione. Essa cresce con l’orazione costante e soprattutto con la partecipazione ai Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia”.

Nel 1997 a Rio De Janeiro il papa ha sottolineato il ruolo della famiglia: “Infatti, la famiglia è la particolare e, allo stesso tempo fondamentale comunità di amore e di vita, sulla quale si fondano tutte le altre comunità e società… Di fatto, attraverso la famiglia, tutta l’esistenza umana è orientata al futuro. In essa l’uomo viene al mondo, cresce e matura.

In essa diventa un cittadino sempre più responsabile del suo Paese e un membro sempre più consapevole della Chiesa. La famiglia è anche il primo e fondamentale ambiente dove ogni uomo individua e realizza la propria vocazione umana e cristiana. Infine, la famiglia costituisce una comunità che non può essere sostituita da nessun’altra. E’ questo che si intravede nelle letture della liturgia odierna”.

Nel 2000 le famiglie ritornano a Roma per incontrarsi con papa Giovanni Paolo II nell’anno giubilare con l’invito ad aprirsi alla vita: “Il vostro Giubileo, carissime famiglie, è canto di lode per questa benedizione originaria. Essa si è posata su di voi, coniugi cristiani, quando, celebrando il vostro matrimonio, vi siete giurati amore perenne davanti a Dio.

La riceveranno oggi le otto coppie di varie parti del mondo, venute a celebrare il loro matrimonio nella cornice solenne di questo rito giubilare. Sì, vi benedica il Signore, fonte della vita! Apritevi al flusso sempre nuovo di questa benedizione. Essa porta in sé una forza creatrice, rigenerante, capace di eliminare ogni stanchezza e di assicurare perenne freschezza al vostro dono”.

Nel 2003 a Rijeka si svolge l’incontro europeo ed il papa ha offerto il suo ultimo contributo al valore della famiglia nel giorno della Pentecoste: “Guardando a Maria e Giuseppe, che presentano il Bambino al Tempio o che vanno in pellegrinaggio a Gerusalemme, i genitori cristiani possono riconoscersi mentre con i loro figli partecipano all’Eucaristia domenicale o si raccolgono in preghiera nelle loro case… 

La famiglia richiede oggi, anche in Croazia, un’attenzione privilegiata e provvedimenti concreti che ne favoriscano e tutelino la costituzione, lo sviluppo e la stabilità. Penso, tra l’altro, al grave problema dell’abitazione e a quello dell’occupazione. Non si dimentichi che aiutando la famiglia si contribuisce anche alla soluzione di altri gravi problemi, quali per esempio l’assistenza ai malati ed agli anziani, il freno al dilagare della criminalità, un rimedio al ricorso alla droga”.

Tali incontri possono essere incorniciati all’interno dell’esortazione apostolica, pubblicata nel 1981, ‘Familiaris Consortio’, che afferma i compiti della famiglia cristiana nella società: “Il compito sociale della famiglia non può certo fermarsi all’opera procreativa ed educativa, anche se trova in essa la sua prima ed insostituibile forma di espressione.

Le famiglie, sia singole che associate, possono e devono pertanto dedicarsi a molteplici opere di servizio sociale, specialmente a vantaggio dei poveri, e comunque di tutte quelle persone e situazioni che l’organizzazione previdenziale ed assistenziale delle pubbliche autorità non riesce a raggiungere…

In particolare è da rilevare l’importanza sempre più grande che nella nostra società assume l’ospitalità, in tutte le sue forme, dall’aprire la porta della propria casa e ancor più del proprio cuore alle richieste dei fratelli, all’impegno concreto di assicurare ad ogni famiglia la sua casa, come ambiente naturale che la conserva e la fa crescere”.

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