Il papa richiama all’unità dello Spirito Santo

 Nell’attesa di una ripresa delle celebrazioni eucaristiche con la presenza del popolo papa Francesco continua a celebrare la messa da Santa Marta in streaming ed in questo lunedì della quarta settimana di Pasqua ha pregato per le famiglie . Nell’introduzione, Francesco ha rivolto il suo pensiero alle famiglie, perché continuino ad avere creatività in questo particolare momento:

“Preghiamo oggi per le famiglie: in questo tempo di quarantena, la famiglia, chiusa a casa, cerca di fare tante cose nuove, tanta creatività con i bambini, con tutti, per andare avanti. E anche c’è l’altra cosa, che alle volte c’è la violenza domestica. Preghiamo per le famiglie, perché continuino in pace con creatività e pazienza, in questa quarantena”.

Nell’omelia il papa ha commentato il passo odierno degli Atti degli Apostoli,  in cui Pietro, rimproverato dai fratelli ancora legati alle norme mosaiche di aver mangiato in una casa di pagani, racconta come lo Spirito Santo sia disceso anche su di essi. Ma nella Chiesa, secondo papa Francesco, c’è sempre questo ritenere sé stessi giusti e gli altri peccatori:

“Quando Pietro salì a Gerusalemme, i fedeli lo rimproveravano. Lo rimproveravano perché era entrato in casa di uomini non circoncisi e mangiato insieme con loro, con i pagani: quello non si poteva, era un peccato. La purezza della legge non permetteva questo.

Ma Pietro lo aveva fatto perché era stato lo Spirito a portarlo lì. Sempre c’è nella Chiesa (nella Chiesa primitiva tanto, perché non era chiara la cosa) questo spirito di ‘noi siamo i giusti, gli altri i peccatori’… E questa è una malattia della Chiesa, una malattia che nasce dalle ideologie o dai partiti religiosi”.

Ciò accade perché la religione diventa un’idea, creando divisioni: “Pensare che al tempo di Gesù, almeno erano quattro i partiti religiosi: il partito dei farisei, il partito dei sadducei, il partito degli zeloti e il partito degli esseni, e ognuno interpretava ‘l’idea’ che aveva della legge. E questa idea è una scuola fuori-legge quando è un modo di pensare, di sentire mondano che si fa interprete della legge.

Pure Gesù veniva rimproverato perché entrava in casa dei pubblicani (che erano peccatori, secondo loro) e a mangiare con loro, con i peccatori, perché la purezza della legge non lo permetteva; e non si lavava le mani prima del pranzo … Ma sempre quel rimprovero che fa divisione: questo è l’importante, che io vorrei sottolineare”.

Invece la Chiesa è un fiume che accoglie: “Ci sono delle idee, delle posizioni che fanno divisione, al punto che è più importante la divisione che l’unità. E’ più importante la mia idea che lo Spirito Santo che ci guida… Questa è l’unità della Chiesa. Nessuno fuori, tutto dentro. Poi, con le peculiarità: questo non divide, non è ideologia, è lecito. Ma perché la Chiesa ha questa ampiezza di fiume? E’ perché il Signore così lo vuole”.

Infine ha ricordato la capacità costruttiva della Chiesa: “Abbiamo un solo Redentore, una sola unità: Cristo è morto per tutti. Invece la tentazione … anche Paolo l’ha sofferta: ‘Io sono di Paolo, io sono di Apollo, io sono di questo, io sono dell’altro…’.

E pensiamo a noi, cinquant’anni fa, al dopo-Concilio: le cose, le divisioni che ha sofferto la Chiesa. ‘Io sono di questa parte, io la penso così, tu così…’. Si, è lecito pensarla così, ma nell’unità della Chiesa, sotto il Pastore Gesù… E’ la preghiera per l’unità di tutti gli uomini, perché tutti gli uomini e le donne … tutti abbiamo un unico Pastore: Gesù”.

Infine il papa ha invitato a fare la Comunione spirituale con questa preghiera: “Ai tuoi piedi, o mio Gesù, mi prostro e ti offro il pentimento del mio cuore contrito che si abissa nel suo nulla e nella tua santa presenza. Ti adoro nel sacramento del tuo amore, l’ineffabile Eucaristia.

Desidero riceverti nella povera dimora che ti offre il mio cuore; in attesa della felicità della comunione sacramentale voglio possederti in spirito. Vieni a me, o mio Gesù, che io vengo da Te. Possa il tuo amore infiammare tutto il mio essere per la vita e per la morte. Credo in Te, spero in Te, ti amo”.​

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