Papa Francesco: la crisi è momento di crescita

Papa Francesco ha presieduto la messa a Casa Santa Marta nel sabato della terza settimana di Pasqua, pregando per i governanti, che hanno la responsabilità di prendersi cura dei popoli, ed ha rivolto un saluto ai gruppi di preghiera:

“Preghiamo oggi per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi: capi di Stato, presidenti di governo, legislatori, sindaci, presidenti di regioni… Perché il Signore li aiuti e dia loro forza, perché il loro lavoro non è facile. E che quando ci siano differenze tra loro, capiscano che, nei momenti di crisi, devono essere molto uniti per il bene del popolo, perché l’unità è superiore al conflitto.

Oggi, sabato 2 maggio, si uniscono a noi in preghiera 300 gruppi di preghiera che si chiamano i ‘madrugadores’, in spagnolo, cioè i mattinieri: quelli che si alzano presto per pregare, fanno una levataccia proprio, per la preghiera. Loro si uniscono oggi, in questo momento, a noi”.

Nell’omelia il papa ha commentato le letture odierne, a partire dal passo degli Atti degli Apostoli che riferisce come la prima comunità cristiana si consolidava e, con il conforto dello Spirito Santo, cresceva di numero: “Tempo di pace. E la Chiesa cresce. La Chiesa è tranquilla, ha il conforto dello Spirito Santo, è in consolazione. I tempi belli… Segue la guarigione di Enea, poi Pietro risuscita Gazzella, Tabità… cose che si fanno in pace.

Ma ci sono dei tempi non di pace, nella Chiesa primitiva: tempi di persecuzioni, tempi difficili, tempi che mettono in crisi i credenti. Tempi di crisi. E un tempo di crisi è quello che ci racconta oggi il Vangelo di Giovanni. Questo passo del Vangelo è la fine di tutta una sequela che incominciò con la moltiplicazione dei pani, quando volevano fare re Gesù, Gesù va a pregare, loro il giorno dopo non lo trovano, vanno a cercarlo, e Gesù li rimprovera che lo cercano perché dia da mangiare e non per le parole di vita eterna… E tutta quella storia finisce qui. Loro dicono: ‘Dacci di questo pane’, e Gesù spiega che il pane che darà è il proprio corpo e il proprio sangue”.

Il papa ha messo in risalto che la parola di Gesù è dura: “Gesù aveva detto che chi non avesse mangiato il suo corpo e il suo sangue non avrebbe avuto la vita eterna. Gesù, diceva anche: ‘Se voi mangiate il mio corpo e il mio sangue, risusciterete nell’ultimo giorno’… Riprende a parlare di quell’essere attirati dal Padre: il Padre ci attira a Gesù. E questo è come si risolve la crisi”.

La crisi comporta una scelta: “Un momento di crisi è un momento di scelta, è un momento che ci mette davanti alle decisioni che dobbiamo prendere. Tutti, nella vita, abbiamo avuto e avremo momenti di crisi: crisi familiari, crisi matrimoniali, crisi sociali, crisi nel lavoro, tante crisi…  Anche questa pandemia è un momento di crisi sociale”.

Quindi il papa ha invitato a reagire al momento di crisi: “Prendete una decisione. E Pietro fa la seconda confessione… Pietro confessa, a nome dei Dodici, che Gesù è il Santo di Dio, il Figlio di Dio. La prima confessione (‘Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivo’) e subito dopo, quando Gesù incominciò a spiegare la passione che sarebbe venuta, lui lo ferma: ‘No, no, Signore, questo no!’, e Gesù lo rimprovera. Ma Pietro è maturato un po’ e qui non rimprovera. Non capisce quello che Gesù dice, questo ‘mangiare la carne, bere il sangue’, non capisce, ma si fida del Maestro. Si fida”.

Infine il papa ha sottolineato che nella crisi occorre essere fermi nella fede: “Questo aiuta, tutti noi, a vivere i momenti di crisi… Nei momenti di crisi, essere molto fermi nella convinzione della fede… Nel momento di crisi c’è la perseveranza, il silenzio; rimanere dove siamo, fermi.

Non è il momento di fare dei cambiamenti. E’ il momento della fedeltà, della fedeltà a Dio, della fedeltà alle cose (decisioni) che noi abbiamo preso da prima. E’ anche il momento della conversione, perché questa fedeltà sì, ci ispirerà qualche cambiamento per il bene, non per allontanarci dal bene”.

Quindi i cristiani debbono imparare a ‘gestire’ questi momenti: “Momenti di pace e momenti di crisi. Noi cristiani dobbiamo imparare a gestire ambedue. Ambedue. Qualche padre spirituale dice che il momento di crisi è come passare per il fuoco per diventare forti.

Che il Signore ci invii lo Spirito Santo per saper resistere alle tentazioni nei momenti di crisi, per sapere essere fedeli alle prime parole, con la speranza di vivere dopo i momenti di pace. Pensiamo alle nostre crisi: le crisi di famiglia, le crisi del quartiere, le crisi nel lavoro, le crisi sociali del mondo, del Paese… Tante crisi, tante crisi”.

Al termine della celebrazione eucaristica ha invitato quanti non si possono comunicare a fare la Comunione spirituale con questa preghiera: “Gesù mio, credo che sei realmente presente nel Santissimo Sacramento dell’altare.

Ti amo sopra ogni cosa e ti desidero nell’anima mia. Poiché ora non posso riceverti sacramentalmente, vieni almeno spiritualmente nel mio cuore. Come già venuto, io ti abbraccio e tutto mi unisco a Te. Non permettere che mi abbia mai a separare da Te”.

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