Andrà tutto bene: la Chiesa sostiene il popolo da secoli

‘All shall be well – Tutto andrà bene’: è la frase che in queste lunghe settimane ‘casalinghe’ campeggia sui balconi e nelle vie di tutti le città italiane al tempo del coronavirus; ma è una espressione che usò Giuliana di Norwich, (1342 – 1416), mistica inglese, santa della Chiesa anglicana e beata dalla Chiesa cattolica.

La frase, forse pensata come novità, era un incoraggiamento anche in quei secoli difficili in terre devastate dalla miseria, dalla guerra e dalle pestilenze, ma per un rinnovamento dell’umanità ed un ‘ritorno’ a Dio, come lei stessa scrive al capitolo 27 delle ‘Rivelazioni del Divino Amore’:

“E’ stato necessario che esistesse il peccato; ma tutto sarà bene, e tutto sarà bene, ed ogni sorta di cosa sarà bene… L’amore che l’Altissimo nutre per la nostra anima è talmente grande da superare ogni nostra capacità di comprensione. Nessun essere creato è in grado di capire quanto e con quale dolcezza e tenerezza egli ci ami.

La nostra volontà tende naturalmente verso Dio e desidera possederlo e la Santa volontà del Signore è tesa a possedere la sua creatura. Non c’è pace per la nostra volontà e per il nostro desiderio fin quando non riusciamo a conoscere il Signore nella pienezza della gioia. Solo allora il nostro desiderio si acquieta. Lui desidera che il nostro tempo sia speso impegnandoci a conoscerlo e amarlo fino a diventare un’unità con lui in cielo.

La nostra vita è radicata nella fede nella speranza e nell’amore… Sono certa che Dio è tutto ciò che è buono, ha creato tutto ciò che esiste, e ama tutto ciò che ha fatto. Così colui che ama tutti i suoi fratelli in Cristo per amore di Dio, ama tutto ciò che è stato creato… Chi ricerca con fede, speranza e amore piace a nostro Signore e i risultati piacciono all’anima e la riempiono di gioia”.

Nella sua opera Giuliana espresse una originale teoria della visione: l’uomo è cieco poiché è peccatore. Deve quindi imparare a vedere Dio in tutte le manifestazioni del creato. E l’amore di Dio, in quanto essenza di ogni cosa, ha il potere di mutare in bene ogni male.

La ‘peste dei piccoli’ le portò via i due bambini ed il marito; si rifugiò allora nell’Abbazia benedettina di Carrow situata a Norwich, a circa 100 miglia a nord est di Londra, dove nel venerdì santo del 1373 fu colpita da una gravissima malattia durante la quale ebbe le visioni della Passione di Cristo.

La citazione è spiegata dal vescovo di Alghero-Bosa, mons. Mauro Maria Morfino, a Vatican News: “Mi ha colpito molto e mi colpisce lo slogan che vediamo apparire in tutte le strade d’Italia. E’ il Signore stesso a pronunciare queste parole dopo una lunga esperienza di visione che Giuliana ha della passione del Signore.

Giuliana afferma che con un’estrema dolcezza il Signore le dice queste parole ‘si il peccato è una tragedia perché vi fa un male incredibile’ e aggiunge con una tenerezza infinita ‘ma tutto andrà bene. Tutto finirà bene’. Se questa parola che appare su tutti i nostri cornicioni, su tutti i terrazzi, in tutti i toni, in tutti i colori, pensiamo che viene davvero dal Signore; ecco questo ci deve consolare…

Parole che da allora, in qualche modo, riassumono il messaggio che Giuliana porta al mondo: un ottimismo fondato sull’esperienza profonda dell’amore di Dio pur nella consapevolezza della presenza inevitabile del peccato e della sofferenza”.

Per la santa inglese, che usava il volgare per raggiungere con il suo messaggio anche le persone semplici,  Dio è ‘nostra Madre tenerissima e carissima’, come è stata ricordata da papa Francesco durante l’udienza generale del 23 marzo 2016, dedicata al Triduo Pasquale, durante il giubileo della Misericordia: “E’ tutto un grande mistero d’amore e di misericordia.

Le nostre parole sono povere e insufficienti per esprimerlo in pienezza. Ci può venire in aiuto l’esperienza di una ragazza, non molto conosciuta, che ha scritto pagine sublimi sull’amore di Cristo. Si chiamava Giuliana di Norwich; era analfabeta, questa ragazza che ebbe delle visioni della passione di Gesù e che poi, divenuta una reclusa, ha descritto, con linguaggio semplice, ma profondo ed intenso, il senso dell’amore misericordioso…

Ci permettono di capire davvero l’amore immenso e senza confini che il Signore ha per ognuno di noi. Lasciamoci avvolgere da questa misericordia che ci viene incontro; e in questi giorni, mentre teniamo fisso lo sguardo sulla passione e la morte del Signore, accogliamo nel nostro cuore la grandezza del suo amore e, come la Madonna il Sabato, in silenzio, nell’attesa della Risurrezione”.

Addirittura papa Benedetto XVI le dedicò l’intera udienza generale del 1° dicembre 2010: “Le donne e gli uomini che si ritirano per vivere in compagnia di Dio, proprio grazie a questa loro scelta, acquisiscono un grande senso di compassione per le pene e le debolezze degli altri. Amiche ed amici di Dio, dispongono di una sapienza che il mondo, da cui si allontanano, non possiede e, con amabilità, la condividono con coloro che bussano alla loro porta…

Il tema dell’amore divino ritorna spesso nelle visioni di Giuliana di Norwich che, con una certa audacia, non esita a paragonarlo anche all’amore materno. E’ questo uno dei messaggi più caratteristici della sua teologia mistica.

La tenerezza, la sollecitudine e la dolcezza della bontà di Dio verso di noi sono così grandi che, a noi pellegrini sulla terra, evocano l’amore di una madre per i propri figli… Giuliana di Norwich ha compreso il messaggio centrale per la vita spirituale: Dio è amore e solo quando ci si apre, totalmente e con fiducia totale, a questo amore e si lascia che esso diventi l’unica guida dell’esistenza, tutto viene trasfigurato, si trovano la vera pace e la vera gioia e si è capaci di diffonderle intorno a sé”.

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