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Ciclone Harry e frana di Niscemi: la Chiesa al fianco delle comunità colpite
Il passaggio del ciclone mediterraneo Harry e il grave evento franoso che ha interessato il territorio di Niscemi hanno prodotto, tra il 19 e il 26 gennaio, una situazione di emergenza diffusa in diverse aree del Sud Italia, con un impatto significativo sulla sicurezza delle persone, sull’abitabilità dei territori e sulla tenuta delle comunità locali. Sicilia, Calabria e Sardegna risultano tra le regioni maggiormente colpite da piogge intense, frane, allagamenti, mareggiate e danni alle infrastrutture.
Particolarmente critica è la situazione di Niscemi, dove la frana che ha interessato il versante ovest del centro abitato ha comportato l’evacuazione di oltre 1.500 persone, costrette a lasciare le proprie abitazioni. Una condizione che, oltre all’emergenza immediata, apre interrogativi e bisogni legati al medio periodo, dall’accompagnamento delle famiglie sfollate alla tenuta dei legami sociali e comunitari.
Fin dalle prime ore dell’emergenza, Caritas Italiana, attraverso il Servizio Emergenze, ha attivato un costante raccordo con le Delegazioni regionali e le Caritas diocesane dei territori coinvolti, garantendo un monitoraggio continuo della situazione e una lettura condivisa dei bisogni emergenti.
La rete Caritas locale ha segnalato criticità diffuse che riguardano non solo i danni materiali ad abitazioni, strutture comunitarie e servizi, ma anche le ricadute sociali ed economiche sugli abitanti, in particolare sulle persone più fragili, sugli anziani e sui nuclei familiari costretti allo sfollamento.
In questo contesto, l’azione di Caritas si concentra sull’ascolto delle comunità colpite, sull’accompagnamento delle Caritas diocesane e sulla costruzione di percorsi di prossimità capaci di andare oltre la sola fase emergenziale. Alla luce del quadro emerso e delle esigenze raccolte sul territorio, Caritas Italiana ha deciso di attivare una raccolta fondi per sostenere gli interventi di emergenza e accompagnare le comunità colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi.
Le risorse raccolte serviranno a supportare le Caritas diocesane coinvolte, a rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili e a contribuire a percorsi di sostegno sociale e comunitario nel medio periodo. Caritas Italiana continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, in stretto raccordo con la rete territoriale, fornendo aggiornamenti e mantenendo viva l’attenzione sulle comunità ferite da questa emergenza.
Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, continuando a restare in contatto con le Chiese locali, ha sottolineato la necessità della cura: “Esprimiamo solidarietà e prossimità, ricordando che la questione ambientale è inscindibile da quella sociale: per avere a cuore la società dobbiamo prenderci a cuore il creato, che non è un semplice scenario, ma il frutto di una interazione tra l’uomo e la natura”.
Anche la diocesi di Roma ha espresso vicinanza concreta alla comunità di Niscemi, duramente colpita dai gravi eventi franosi degli ultimi giorni, che stanno mettendo a dura prova molte famiglie e l’intero territorio. Il card. Baldo Reina, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha manifestato profonda solidarietà alla popolazione colpita, assicurando la partecipazione della Chiesa di Roma, ‘chiamata a presiedere nella carità’, ad un impegno condiviso di sostegno e prossimità verso chi sta vivendo ore di grande difficoltà.
E’ stata inoltre attivata una raccolta fondi per sostenere le prime necessità e accompagnare le comunità nel tempo, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Un gesto di carità che diventa segno tangibile di una Chiesa che non resta a guardare, ma si fa prossima nelle ferite dell’umanità e della storia.
Anche la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV ha espresso grande vicinanza e sincera partecipazione alle popolazioni colpite dal passaggio del ciclone Harry, che ha duramente segnato ampie aree dell’Italia, come ha sottolineato Paola Da Ros, presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli: “La Società di San Vincenzo De Paoli è da sempre vicina a chi sperimenta la fragilità e desidera far giungere alle popolazioni colpite un messaggio di autentica solidarietà. I nostri soci e volontari, presenti in tutte le regioni interessate dal ciclone, si sono attivati fin dalle primissime ore per intercettare i bisogni più urgenti.
Ma il nostro operato non si esaurisce nell’aiuto materiale immediato. Accanto alle persone colpite scegliamo l’ascolto, la prossimità e un accompagnamento che guarda al futuro. Offriamo conforto, sostegno e presenza costante, con l’obiettivo di aiutare ciascuno a ritrovare fiducia e a intraprendere un percorso di uscita dalla condizione di disagio. E’ uno stare accanto che incoraggia e sostiene, senza sostituirsi, ma camminando insieme”.
Inoltre potrebbero essere 1000 le persone disperse in mare durante i giorni del ciclone Harry, secondo l’aggiornamento della Mediterranea Saving Humans, sulla base di nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, come ha denunciato la presidente Laura Marmorale: “Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito”.
(Foto: Caritas)
Progetto B.A.S.E.: una rete concreta contro le fragilità tra salute, lavoro e autonomia
Sarà presentato venerdì 12 dicembre presso l’Università di Milano-Bicocca il Progetto B.A.S.E. – Benessere, Autonomia, Sostegno, Empowerment, promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Milano e di Monza e Brianza, in collaborazione con LILT Milano – Monza Brianza e Associazione San Martino.
Il progetto è nato dal Bando Terzo Settore 2023–2025 di Regione Lombardia; tale presentazione si svolge con il patrocinio del Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, che ha inoltre contribuito con un importante supporto scientifico alle attività di ricerca e valutazione dell’impatto.
Un progetto che ha scelto di affrontare in modo integrato e strutturato le diverse forme di povertà – economica, abitativa, lavorativa, sanitaria e relazionale – attraverso la creazione di una rete tra enti, volontari e realtà del Terzo Settore, capace di dare risposte concrete alle persone in situazione di fragilità.
B.A.S.E. ha coinvolto oltre 80 Conferenze della Società di San Vincenzo De Paoli, più di 700 soci e decine di volontari sui territori di Milano e Monza Brianza, con un’impostazione volta a superare l’autoreferenzialità e a rafforzare la collaborazione tra soggetti diversi.
Un importante contributo alla misurazione dell’impatto del progetto è stato fornito dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Milano-Bicocca, che ha condotto un’indagine sui beneficiari e sui volontari.
Dai 253 questionari somministrati agli utenti emerge una forte fragilità sanitaria: oltre il 40% ha dovuto rinunciare a visite specialistiche e oltre il 30% all’acquisto di farmaci. Dall’analisi dei 176 questionari raccolti tra i volontari, il problema percepito come più urgente è quello della salute mentale, seguito dalle malattie croniche e dalle difficoltà di accesso a un’alimentazione adeguata.
Parallelamente, grazie al lavoro dell’Associazione San Martino, orientata all’inserimento e reinserimento lavorativo di persone fragili, il progetto ha raggiunto risultati concreti: 105 persone segnalate; 80 persone incontrate: 31 persone che hanno trovato un impiego nel corso del progetto.
Un ruolo fondamentale nel rafforzare il lavoro di rete e le competenze dei volontari è stato svolto dalla psicologa Rosanna Maurizio, che ha accompagnato le Conferenze in percorsi di ascolto, consapevolezza e lettura dei nuovi bisogni emergenti.
All’evento sarà presente anche Anna Maria, la cui storia rappresenta uno dei volti simbolo del Progetto B.A.S.E. Dopo la diagnosi di tumore nel 2021 e la perdita del lavoro e della casa, ha trovato sostegno grazie alla Società di San Vincenzo De Paoli e alla rete del progetto:
“Ho toccato il fondo dopo la scoperta della malattia. La mia vita è precipitata e ho perso tutto. La Società di San Vincenzo De Paoli ha saputo guardare oltre il mio silenzio, quando ero restia a parlare. Mi ha restituito dignità e speranza; mi ha accolto in un alloggio di housing sociale, mi ha inserita in un percorso di reinserimento lavorativo e mi ha garantito, grazie al contatto con LILT, il giusto supporto psicologico” racconta.
A conclusione del progetto, i ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca hanno realizzato una valutazione dell’impatto sulle competenze e sull’esperienza dei volontari, confrontando chi ha preso parte alle attività formative con chi non ha partecipato al percorso. Un’analisi utile a orientare le azioni future e a rafforzare il lavoro di rete già avviato, aprendo alla possibilità di proseguire e ampliare la collaborazione tra la Società di San Vincenzo De Paoli, l’Associazione San Martino e LILT, per dare risposte sempre più efficaci alle nuove povertà e alle fragilità emergenti.
Continuità e specializzazione: la proposta di legge del CNEL per l’insegnamento di sostegno di qualità nella scuola italiana
Giovedì 23 ottobre, l’Assemblea del CNEL ha approvato una proposta di legge, presentata da Vincenzo Falabella presidente della FISH e consigliere del CNEL, per rafforzare l’inclusione scolastica, focalizzandosi su due pilastri: continuità didattica per gli alunni con disabilità e formazione specializzata per gli insegnanti.
Il PDL mira a superare la precarietà, anticipando il periodo di svolgimento delle procedure di nomina, limitando il turnover dei docenti di sostegno e investendo in modo strutturale nella loro formazione (iniziale e in servizio), estendendola anche a tutti i docenti curriculari. La proposta di legge prevede, inoltre, incentivi per rendere più stabile e attrattiva la carriera del docente di sostegno, incluso un periodo minimo obbligatorio di permanenza nella scuola di appartenenza, e misure per contenere la mobilità verso il posto comune, garantendo così pari opportunità formative a tutti gli studenti e a tutte le studentesse. Si prevede, infine, l’istituzione delle scuole di specializzazioni per il sostegno.
L’iniziativa legislativa nasce dall’urgenza di colmare il divario tra i diritti degli studenti con disabilità e la loro effettiva garanzia nel sistema scolastico. Le statistiche Istat rivelano l’entità del problema: un allarmante 29,6% di insegnanti di sostegno non specializzati (con il 38,2% al Nord). Il 68% degli alunni, inoltre, cambia docente di sostegno annualmente, e quasi metà degli studenti con disabilità intellettive vive interruzioni del supporto anche in corso d’anno. Questo non è solo un problema organizzativo ma umano di “vite spezzettate” in cui il legame fiduciario e didattico viene continuamente reciso, impedendo un apprendimento sereno e minando la stabilità emotiva dei bambini e delle bambine e delle loro famiglie.
“La proposta di legge approvata dall’Assemblea del CNEL rappresenta un passo importante verso una reale inclusione scolastica. I dati ISTAT delineano una situazione preoccupante: quasi un terzo degli insegnanti di sostegno non possiede la specializzazione necessaria e il 68% degli studenti con disabilità è costretto ogni anno a cambiare docente. Questa continua instabilità compromette la continuità didattica e priva gli studenti del diritto a un percorso educativo coerente e di qualità. Come FISH, ribadiamo il nostro impegno affinché vengano garantite la stabilità e la competenza del personale docente, nel pieno rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione”, così Vincenzo Falabella, presidente della FISH e consigliere del CNEL.
Per questo la FISH, Fondazione Roma, Istituto Santa Chiara e Clinica Parioli annunciano la sottoscrizione del nuovo Protocollo d’Intesa denominato ‘Nessuno rimane indietro – Progetto pilota per interventi di chirurgia maxillo-facciale e chirurgia orale in favore delle fasce vulnerabili’.
“Per FISH, la difesa dei diritti significa accesso equo alla salute. Il Protocollo d’Intesa ‘Nessuno rimane indietro’ è la nostra risposta concreta per colmare un vuoto assistenziale: l’accesso a cure di chirurgia maxillo-facciale e orale per le fasce più vulnerabili. Il nostro ruolo è cruciale: attraverso la nostra rete associativa, ci assumiamo la responsabilità di garantire che il sostegno arrivi a chi ne ha più bisogno, in particolare persone con disabilità con elevata necessità di supporto e anziani in stato di fragilità economica”, sottolinea il presidente della FISH Vincenzo Falabella.
Questo Protocollo d’Intesa, grazie al sostegno economico della Fondazione Roma e alle competenze della Clinica Parioli e dell’Istituto Santa Chiara, coinvolge la rete associativa della Federazione e risponde in modo immediato e tangibile a un bisogno molto diffuso: l’accesso a cure tempestive e di qualità, specialmente in ambito di chirurgia maxillo-facciale e odontoiatrica, per persone con disabilità o che vivono una condizione di fragilità economica e sociale.
Inclusione scolastica: FISH chiede continuità didattica e formazione obbligatoria per gli insegnanti
Si è svolta nei giorni scorsi l’audizione della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH) presso la VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera dei deputati. I relatori per la FISH Vincenzo Falabella, presidente e Roberto Speziale, vicepresidente vicario hanno presentato la Memoria della Federazione nell’ambito dell’esame della proposta di legge C. 2303, recante l’introduzione della qualifica di ‘docente per l’inclusione’.
A oltre quarant’anni dall’introduzione, con la Legge 104 del 1992, dell’insegnante specializzato per il sostegno, il sistema italiano presenta criticità strutturali che compromettono gravemente la realizzazione effettiva del diritto all’inclusione scolastica. In particolare, ad oggi circa il 43% degli insegnanti di sostegno è privo di specializzazione specifica, e quindi non ha seguito percorsi formativi abilitanti e professionalizzanti per rispondere ai bisogni educativi degli alunni con disabilità, come ha dichiarato il presidente Falabella:
“Questa percentuale inaccettabile compromette seriamente la qualità dell’istruzione offerta ai nostri studenti e alle nostre studentesse con disabilità, L’introduzione di una figura professionale dedicata all’insegnamento di sostegno non può e non deve essere un contentino o un provvedimento spot, ma l’occasione per sanare le disfunzioni sistemiche che riguardano formazione, continuità e stabilità del personale”.
La Federazione, da decenni impegnata per un’istruzione di qualità, ha presentato una propria Proposta di Legge per la Continuità Didattica e la Formazione Specializzata sul Sostegno, che prevede in particolare l’istituzione di specifiche classi di concorso per il sostegno didattico; il riconoscimento della continuità didattica come elemento strutturale dell’inclusione; i criteri chiari e qualificanti per la nomina dei docenti specializzati; l’obbligo di formazione specifica in materia di inclusione anche per i docenti curricolari; la definizione chiara di ruolo e competenze degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione (ASACOM), figure essenziali per l’effettiva partecipazione scolastica, secondo l’affermazione di Roberto Speziale, vicepresidente vicario della FISH:
“Concordo pienamente con quanto dichiarato dal presidente Falabella, l’inclusione scolastica deve essere, prima di tutto e soprattutto una questione di qualità e non solo di quantità. Al centro ci devono essere sempre gli interessi delle bambine/i, alunne/i, studenti/esse con disabilità. Il primo soggetto che deve essere responsabilizzato è l’insegnante curriculare ma è anche necessario valorizzare ulteriormente la figura del docente specializzato sul sostegno e dell’assistente all’autonomia e comunicazione, se si vuole realmente che l’inclusione scolastica non rimanga un mero enunciato normativo”. “L’auspicio è che al più presto si approvi la proposta della FISH in ordine all’istituzione di specifiche classi di sostegno”.
Per questo la FISH esprime perplessità in merito agli emendamenti, presentati agli articoli 6 e 7 del Decreto-Legge 71/2024, i quali prevedono lo slittamento del termine dei corsi di specializzazione per insegnanti di sostegno erogati dall’INDIRE (Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa) fino a dicembre 2026.
Il Decreto 71/2024 stabilisce che fino al 31 dicembre 2025 la specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni e alle alunne con disabilità possa essere conseguita attraverso percorsi di formazione attivati da INDIRE, in modalità prevalentemente asincrona. Gli emendamenti in questione estenderebbero la validità di queste modalità di erogazione dei corsi fino al 31 dicembre 2026.
La FISH, pur comprendendo le difficoltà insite nell’apportare cambiamenti tempestivi e radicali a un sistema complesso come quello della formazione degli insegnanti di sostegno, invita i Senatori che hanno presentato gli emendamenti di ritirarli e ad aprire un confronto con la Federazione. La FISH, infatti, ribadisce con forza la necessità di lavorare per la creazione di un sistema scolastico veramente inclusivo, che garantisca una formazione adeguata e di alta qualità ai docenti.
La Federazione sottolinea che la formazione degli insegnanti di sostegno è un pilastro essenziale per assicurare un’istruzione di qualità per tutti e tutte, in grado di rispondere in modo efficace e competente alle esigenze degli studenti e delle studentesse con disabilità.
La FISH continuerà a lavorare per questi obiettivi con l’auspicio che il sistema scolastico evolva presto verso soluzioni che coniughino l’efficienza organizzativa, con l’indispensabile necessità di una formazione adeguata agli insegnanti di sostegno.
Il ‘Back to School’ della San Vincenzo De Paoli: da Nord a Sud, una rete che sostiene bambini e ragazzi
Il ritorno a scuola non è uguale per tutti. Per molte famiglie, settembre è un mese di preoccupazioni, perché mancano gli strumenti di base: uno zaino, un quaderno, un astuccio. La Società di San Vincenzo De Paoli, con i Consigli Centrali e le Conferenze locali diffuse su tutto il territorio nazionale, anche quest’anno ha scelto di trasformare il ‘back to school’ in un’occasione di inclusione e speranza, offrendo a bambini e ragazzi ciò che serve per iniziare l’anno scolastico con dignità e pari opportunità.
A Terni, dal 2016, l’Emporio Bimbi è diventato un punto di riferimento per centinaia di famiglie: 680 nuclei familiari e quasi 1.200 bambini di 37 nazionalità diverse hanno ricevuto zaini, grembiuli, quaderni e tutto il materiale necessario. “I bambini vanno aiutati e hanno diritto a integrarsi nella società e nel mondo scuola – spiega Antonella Catanzani, responsabile del progetto –. Questi strumenti semplici diventano per loro il biglietto d’ingresso per sentirsi parte della comunità”. Accanto ai volontari adulti, operano anche i giovanissimi della “Miniconferenza”: ragazzi che, con il progetto Piccolo x Piccolo = Grande, aiutano i coetanei nei compiti, organizzano raccolte alimentari e attività di integrazione.
Anche a Monza, solo nel 2024 sono state supportate quasi 1.300 famiglie. “Ogni giorno – afferma Claudia Beltrame, membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Centrale di Monza – cerchiamo di dare sostegno alle persone in difficoltà. Proprio in questi giorni, grazie alla collaborazione con la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni di Muggiò, abbiamo consegnato a 300 bambini della scuola primaria zaini e materiale scolastico. Un segnale concreto per iniziare l’anno con entusiasmo e pari opportunità”.
Il Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli oggi sostiene circa 250 famiglie con figli e accompagna bambini e ragazzi dalla nascita all’età adulta, rispondendo alle loro necessità: dalla distribuzione del vestiario al materiale scolastico. Collabora con gli oratori per offrire sostegno ai ragazzi nei centri estivi.
“Il nostro fiore all’occhiello è il doposcuola – racconta Nelly Minardi, Presidente del Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli – un percorso formativo dedicato ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado, a cui partecipano 35 studenti. Due volte alla settimana si fanno i compiti insieme, in un ambiente che favorisce la crescita e la condivisione”.
All’inizio del percorso ogni ragazzo compila una scheda personalizzata, indicando un obiettivo da raggiungere entro la fine dell’anno: diventare più organizzati, acquisire il metodo di studio. Durante l’anno si fermano per riflettere e autovalutarsi, monitorando i propri progressi. A guidarli in questo cammino ci sono una volontaria, uno psicologo e diversi formatori che accompagnano ciascun ragazzo con attenzione e dedizione.
“I genitori ci dicono spesso quanto siano felici di vedere i propri figli impegnati e motivati in questo percorso”, afferma Nelly Minardi, Presidente del Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli. “Il doposcuola non è solo un supporto nello studio, ma un vero e proprio percorso educativo che aiuta i ragazzi a crescere, a sviluppare autonomia e a migliorare le proprie capacità personali”, specifica la Presidente Minardi.
In Sicilia, a Vittoria, il Consiglio Centrale ha rivolto particolare attenzione alle necessità dei ragazzi assistiti dalle dieci Conferenze attive sul territorio. Si tratta di 118 alunni tra scuola primaria, secondaria di primo grado e alcuni delle superiori. “Quest’anno – dichiara – l’iniziativa ha avuto un sostegno speciale grazie al Club Lions di Vittoria e alla sua Presidente, Daniela Marchi, che hanno promosso il progetto ‘Lo zaino sospeso’”. L’iniziativa ha permesso di raccogliere e distribuire materiale didattico destinato alle famiglie seguite dalla Società di San Vincenzo De Paoli offrendo un concreto esempio di collaborazione e di unione delle forze al servizio dei più bisognosi.
A Caltagirone, la Conferenza Santa Caterina da Siena – San Giorgio segue durante l’anno 40 famiglie in condizioni di bisogno e accompagna 34 bambini e ragazzi in un percorso di crescita che va oltre la semplice distribuzione di materiale scolastico, garantendo vicinanza e sostegno costante. Un volontariato che diventa così accompagnamento costante e cammino educativo. Come ricorda Mario Sortino, vice Presidente della Conferenza Santa Caterina da Siena – San Giorgio:
“Il nostro impegno va oltre il dono di uno zaino o di un quaderno. Significa camminare accanto alle famiglie, sostenere i bambini nella loro crescita e trasmettere loro fiducia, dignità e speranza. Perché solo offrendo strumenti e vicinanza si può costruire un futuro più giusto e inclusivo”.
Sempre in Sicilia, a Termini Imerese, il Consiglio Centrale ha promosso la seconda edizione del concorso scolastico ‘Educare alla Pace’, dedicato agli studenti delle scuole secondarie di I e II grado. Il concorso prende spunto da Maria Montessori: “Tutti parlano di pace, ma nessuno educa alla pace. (…) Quando si educherà per la cooperazione e la solidarietà, quel giorno si starà educando alla pace”. Un invito a partire dai banchi di scuola per costruire un futuro più solidale e consapevole.
Non solo bambini e ragazzi delle scuole primarie e secondarie: la Società di San Vincenzo De Paoli investe anche sui giovani delle superiori con il progetto nazionale “ScegliAmo Bene”, promosso dal Settore Carcere e Devianza. L’iniziativa prevede laboratori, incontri con esperti e attività pratiche per riflettere sul valore della legalità, sulla responsabilità delle proprie scelte e sull’importanza di un ruolo attivo nella comunità. Gli studenti hanno anche la possibilità di sperimentarsi come volontari, contribuendo direttamente a progetti sociali locali. “Il progetto vuole essere un ponte tra esperienza educativa e impegno civile – spiega Antonella Caldart, Responsabile del Settore Carcere e Devianza – offrendo ai giovani strumenti concreti per costruire un futuro più giusto, solidale e responsabile”. La prima edizione partirà da Brescia e si estenderà progressivamente a livello nazionale, coinvolgendo tutte le scuole superiori presenti nei territori con Conferenze vincenziane.
A Vittorio Veneto già cinque Istituti Superiori prenderanno parte al percorso. “Il progetto arricchirà ulteriormente il sostegno agli studenti – sottolinea Attilio Momi, presidente del Consiglio Centrale di Vittorio Veneto – Società di San Vincenzo De Paoli ODV. Ogni anno supportiamo i ragazzi con il trasporto pubblico, il doposcuola e borse di studio per gli studenti meritevoli in difficoltà economica”.
Dall’Umbria alla Lombardia, dal Veneto fino alla Sicilia, il filo conduttore delle iniziative della Società di San Vincenzo De Paoli è chiaro: nessun bambino o ragazzo deve sentirsi escluso o privo degli strumenti necessari per crescere. Che si tratti di uno zaino nuovo, di un aiuto nei compiti, di un concorso o di laboratori educativi, ogni gesto diventa un segno concreto di speranza, inclusione e futuro. La Società di San Vincenzo De Paoli invita chiunque voglia unirsi a condividere tempo, risorse o competenze per continuare a costruire insieme una rete di speranza.
(Foto: San Vincenzo De’ Paoli)
Società di San Vincenzo De Paoli ed Ospedale San Gerardo: nasce una nuova rete di aiuto per pazienti e famiglie
“Vogliamo costruire un ponte di aiuto e vicinanza con le famiglie di chi si trova ad affrontare la malattia e il ricovero. Nessuno deve sentirsi abbandonato”: con queste parole Stefano Bellini, Presidente della Società di San Vincenzo De Paoli – Consiglio Centrale di Monza, annuncia la firma della convenzione con l’Ospedale San Gerardo.
L’iniziativa segna un passo importante nella direzione del sostegno concreto a pazienti e famiglie, in particolare nel delicato momento delle dimissioni e durante la degenza ospedaliera: “Ci sono anziani soli, famiglie che arrivano da fuori regione, persone straniere che faticano con la lingua – spiega Bellini –. Noi ci inseriamo proprio dove esiste un disagio, una difficoltà”. Ma è proprio dove sorgono problemi che è più forte la volontà di risolverli.
Così, nove volontari, tra cui medici e infermieri, hanno dato vita a una nuova Conferenza della Società di San Vincenzo De Paoli intitolata a Carlo Acutis, proprio all’interno dell’Ospedale San Gerardo dove il giovane beato, presto santo, morì nel 2006: “Carlo ha vissuto una vita donata agli altri. Noi oggi vogliamo spendere le nostre forze e il nostro tempo garantendo una presenza in ospedale per chi ne avrà bisogno”, dichiara Bellini e aggiunge: “Siamo tornati dove la nostra associazione era attiva già decenni fa, nelle fabbriche e negli ospedali. Oggi riprendiamo quel cammino con gioia”.
Il San Gerardo è il primo ospedale in Brianza ad accogliere una Conferenza al suo interno. ‘L’obiettivo è replicare il modello anche in altre strutture sanitarie del territorio’, spiega il Presidente. L’attività dei volontari sarà svolta in collaborazione con la parrocchia ospedaliera, il personale sanitario e i servizi sociali. Nessun intervento diretto nei reparti, ma una presenza discreta e su segnalazione, per offrire supporto nei momenti di maggiore fragilità.
“Non siamo lì per invadere, ma per accompagnare. Grazie alla rete e alla condivisione di intenti con l’ospedale, saremo accanto a chi si sente solo, a chi è lontano da casa, a chi sta attraversando una malattia”, conclude Stefano Bellini.
Claudia Beltrame, membro dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Centrale di Monza, ha evidenziato il valore della continuità dell’assistenza: “Ci prenderemo cura dei pazienti non solo in ospedale, ma anche al loro rientro a casa, grazie alla rete capillare di volontari presenti nelle conferenze sparse sul territorio.
L’avvio ufficiale dell’iniziativa è stato accompagnato dall’allestimento di un punto informativo all’esterno, dove i volontari della Società di San Vincenzo De Paoli hanno presentato il progetto ai cittadini e ai visitatori.
(Foto: Società San Vincenzo de’ Paoli)
Mamme coraggiose: è nata Kabira
Dalla Federazione Regionale Lombarda della Società di San Vincenzo De Paoli un aiuto alle mamme più vulnerabili. E’ nata la piccola Kabira (nome di fantasia). Della sua mamma, Narjis (il nome è di fantasia, ma il racconto è vero) avevamo parlato nel corso della presentazione del progetto ‘Doti Speranza’, iniziativa promossa dalla Federazione Regionale Lombarda della Società di San Vincenzo De Paoli in collaborazione con Federvita Lombardia e rivolta alle donne in gravidanza che vivono in condizioni di grave vulnerabilità affinché scelgano la vita.
Narjis ha solo vent’anni, ma ha già attraversato l’inferno: fuggita dall’Africa, imprigionata in Libia, è riuscita a raggiungere l’Italia dopo un lungo e pericoloso viaggio. A Lampedusa conosce il padre del suo bambino, che però la abbandona poco dopo. Rimasta sola, trova finalmente qualcuno che la ascolta: i volontari della Società di San Vincenzo De Paoli, l’hanno accompagnata con amore verso la nascita della sua piccola, che era prevista per il 28 maggio. E Kabira non si è fatta attendere…Ora accanto a Narjis è nata una rete che le continuerà a garantire non solo aiuto, ma anche relazioni, fiducia e prospettive di integrazione.
Un sostegno reale, umano e personalizzato: “Il dono di questa nuova vita ci fa gioire e ci commuove allo stesso tempo. È germogliato un fiore tra le rocce, custodiamolo insieme con cura e amore”, afferma Nelly Minardi, Presidente del Consiglio Centrale di Rho Magenta della Società di San Vincenzo De Paoli.
Un momento di gioia condiviso anche da Licia Latino, Presidente della Federazione Regionale Lombarda della Società di San Vincenzo De Paoli: «Siamo contenti di accogliere la nascita di Kabira. Narjis è stata una mamma coraggiosa. Come Federazione, insieme a Federvita Lombardia, continueremo a starle accanto. È giusto che lei e la sua bambina abbiano una vita dignitosa» dichiara la Presidente Latino e aggiunge: «Noi dobbiamo portare speranza a queste madri e ai loro figli, perché non si sentano costrette ad abortire solo per povertà o solitudine».
“Doti Speranza” vuole essere un progetto che agisce proprio nei momenti decisivi, quando una donna – spesso giovane, sola e impaurita – si trova davanti a una scelta difficile. A lei viene offerta la possibilità concreta di affrontare la gravidanza con maggiore serenità, grazie al contributo economico e a un lavoro di accompagnamento su misura, costruito attorno alla sua storia, con rispetto e delicatezza.
L’obiettivo del progetto, presentato lo scorso 6 maggio a Milano, è semplice ma ambizioso: accompagnare le mamme più fragili lungo il percorso della maternità, offrendo ascolto, comprensione e un sostegno economico fino a 3.000 euro. Un gesto concreto, che non è solo assistenza, ma una vera e propria alleanza di fiducia. Un cammino condiviso finalizzato alla fuoriuscita dalla condizione di povertà.
L’iniziativa si rivolge in particolare alle donne incinte che si trovano in situazioni di forte marginalità, anche prive di documenti, presenti sul territorio lombardo. Spesso si tratta di storie segnate dal dolore, da solitudine, da speranze infrante.
Spesso chi vive senza casa, senza lavoro e in forte emarginazione non è a conoscenza dei servizi. A volte, anche se li conosce, ha paura di rivolgersi alle istituzioni per timore che le venga tolto il bambino o perché si trova in condizioni di irregolarità. Ecco che diventa importante una rete di prossimità, che intercetti i bisogni nascosti e porti la carità là dove spesso non arriva nessuno.
Nel segno di una “Chiesain uscita”, “Doti Speranza” rappresenta una risposta concreta e preziosa per tante donne che, nonostante tutto, scelgono di diventare madri. Un piccolo seme, che puòfar sbocciare la vita. Una speranza che si fa dote, per ogni donna che scegliedi non arrendersi.
Società di San Vincenzo De Paoli: vicini alla popolazione del Myanmar colpita dal sisma
La Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV esprime la sua profonda solidarietà alla popolazione del Myanmar, duramente colpita lo scorso 28 marzo dal doppio sisma di magnitudo 7.7 e 6.4. La nostra preghiera accompagna chi soffre per la perdita della propria casa, dei propri affetti e delle proprie certezze.
Attraverso la Confederazione Internazionale della Società di San Vincenzo De Paoli stiamo attivando un canale per fare arrivare in sicurezza le donazioni nelle zone colpite. Il Settore Solidarietà e Gemellaggi nel Mondo ha avviato una raccolta fondi che garantirà un sostegno che, come ci insegna il carisma dei nostri fondatori, sarà volto non solo a rispondere alle emergenze immediate, ma anche ad aiutare le famiglie con azioni strutturali e durature, capaci di favorire la ripresa sociale ed economica del territorio.
Non lasciamo sole le popolazioni duramente colpite dal terremoto: dai il tuo contributo e aiuta tante persone a riaccendere la speranza in Myanmar. Per aderire alla campagna clicca qui: https://www.sanvincenzoitalia.it/donations/terremoto-myanmar/
A Milano festeggiati i primi 100 giorni del Fondo Schuster – Case per la gente
A 100 giorni dall’annuncio in Duomo del 15 dicembre 2024, nell’ambito delle iniziative per celebrare i cinquant’anni di Caritas Ambrosiana, è possibile tracciare un primo bilancio sull’avvio del ‘Fondo Schuster – Case per la gente’. Voluto dall’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, il progetto nasce con l’obiettivo di affrontare l’emergenza abitativa, un tema sempre più urgente in una metropoli come Milano, così come in altre zone della Diocesi, dove profondi squilibri e disuguaglianze economiche rendono sempre più difficile garantire il diritto alla casa.
In questa prima fase il lavoro si è sviluppato su due fronti: da un lato, sono state rafforzate le alleanze istituzionali con enti pubblici e privati, che hanno messo a disposizione appartamenti e donato risorse economiche; dall’altro, sono state avviate le prime azioni per rendere operativo il Fondo, offrendo ai primi beneficiari nuove possibilità di alloggio e sostegno economico per il pagamento di utenze, affitti arretrati e altre spese per la casa.
Ad oggi sono stati raccolti oltre € 2.000.000. Per avviare il progetto la Diocesi di Milano, che ha affidato alla Caritas Ambrosiana la gestione del Fondo, ha messo a disposizione un milione di euro di risorse proprie. In questi tre mesi, € 500.000 sono stati donati dalla Fondazione ‘Peppino Vismara’; € 150.000 dagli Enti bilaterali di terziario e turismo (espressione di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza e Filcams Cgil Milano, Fisascat Cisl Milano e Metropolie Uiltucs Lombardia); infine, quasi € 400.000 provengono da contributi di privati.
L’iniziativa è sostenuta anche dalle istituzioni pubbliche: Regione Lombardia, tramite l’Aler Milano, ha messo a disposizione 120 appartamenti nel capoluogo. Di questi, è stato selezionato un primo blocco sperimentale di 15 unità, distribuite in diverse zone della città (5 nel quartiere Mazzini, 5 nel quartiere Forlanini-Crescenzago, 2 a Stadera, 1 a Calvairate, 1 a Molise e 1 a Barona). Il Comune di Milano intende contribuire inizialmente con 12 appartamenti situati in via Ricciarelli, cui seguirà la disponibilità di altri alloggi vuoti; sono in corso i confronti tecnici sulle modalità di collaborazione.
Inoltre, sono state messi a disposizione 15 immobili da parrocchie e cittadini, attualmente soggetti a valutazione tecnica, anche in relazione ai lavori di sistemazione che richiedono. Nel frattempo si stanno definendo, e verranno resi noti ai Centri di ascolto territoriali, i criteri di assegnazione delle abitazioni su cui si deciderà di operare.
Infine, a partire dal 1° gennaio il servizio Siloe e l’area Casa di Caritas Ambrosiana hanno selezionato, tra le segnalazioni e le richieste di supporto inviate dai Centri d’ascolto dell’intera Diocesi, 43 casi, ovvero persone o famiglie in stato di bisogno cui sono state concesse erogazioni monetarie, per un valore complessivo di € 85.000 da utilizzare per affrontare spese connesse all’abitazione (utenze, spese condominiali, arretrati affitto, ristrutturazioni…).
“Il Fondo Schuster sta generando grande attenzione su un tema altamente problematico sia a Milano che nei territori della Diocesi – commenta Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana. Sul versante dei contributi a persone e famiglie in difficoltà economica a causa di spese legate alla casa il Fondo offre risorse preziose per rendere ancora più efficace l’aiuto e l’accompagnamento offerti dai Centri d’ascolto territoriali e dal servizio diocesano Siloe. Ma ci stiamo attrezzando al meglio anche su altri versanti, affinché il diritto a un abitare dignitoso sia esigibile non soltanto da chi ha un solido patrimonio e un robusto reddito.
Stiamo stringendo alleanze, con le istituzioni pubbliche e con altri soggetti del mondo imprenditoriale, finanziario e filantropico, affinché gli interventi abbiano senso e durata, e divengano elemento strutturale del nostro agire. Ma soprattutto si qualifichino come stimolo a politiche di settore che evitino la polarizzazione tra città e quartieri per ricchi, e città e quartieri per gli altri ceti sociali. Ci teniamo alla coesione e dunque della sicurezza delle nostre comunità, ma anche alla qualità delle relazioni umane e alla tenuta democratica dei nostri territori”.
Il ‘Fondo Schuster – Case per la gente’ ha l’obiettivo di affrontare il problema dell’emergenza abitativa attraverso tre azioni principali. In primo luogo, si prevede di effettuare lavori di riqualificazione su immobili da destinare a famiglie e individui che incontrano difficoltà nell’accesso a soluzioni abitative a prezzo di mercato, con il 50% delle risorse destinate a questo scopo.
In secondo luogo, il Fondo intende fornire garanzie ai privati che decidono di mettere a disposizione appartamenti a prezzi calmierati, per renderli accessibili a famiglie o individui in difficoltà. A questa finalità verrà destinato il 20% delle risorse. Infine, il Fondo prevede di erogare contributi per supportare le persone in difficoltà economica nelle spese abitative, come affitti, bollette, spese condominiali e interventi di riqualificazione energetica, destinando il 30% delle risorse a queste esigenze.
Per la gestione delle risorse, il Fondo si avvarrà della rete dei Centri di ascolto Caritas, coordinati dal Servizio Siloe, che si occuperanno di individuare le famiglie beneficiarie degli interventi sul territorio della Diocesi. Inoltre, la Fondazione San Carlo, promossa dalla Diocesi e Caritas, collaborerà con altri soggetti per la riqualificazione e la gestione degli appartamenti conferiti al Fondo.
Il Fondo è stato intitolato al card. Ildefonso Schuster nel 70° anniversario dalla sua morte (31 agosto 1954) per ricordare una delle attenzioni principali che caratterizzarono il suo ministero pastorale nel secondo dopoguerra. Tra queste, spicca il progetto della ‘Domus Ambrosiana’, una grande opera di solidarietà che, grazie a una grande raccolta fondi a cui parteciparono anche banchieri e industriali, permise la costruzione di tre quartieri con 239 alloggi a canone accessibile, offrendo agli inquilini anche la possibilità di riscattare la propria abitazione. Obiettivi e meccanismi di funzionamento del Fondo sono illustrati dal sito internet www.fondoschuster.it.
(Foto: Fondo Schuster)
‘Tutti unici, tutti diversi’: il blu della Basilica di Cascia per ‘Dopodinoi’ per persone con autismo
Una luce blu che vuol dire siamo “Tutti unici, tutti diversi”. È quella della Basilica di Santa Rita da Cascia che, per la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo del 2 aprile, torna a riaccendersi per riportare l’attenzione su un disturbo del neurosviluppo sempre più diffuso, in un gesto simbolico che quest’anno si trasforma anche in un’azione concreta, in direzione di un cambiamento culturale verso una reale inclusione La luce blu segna infatti l’avvio della campagna di raccolta fondi per la Festa di Santa Rita del 22 maggio, il cui cuore è Dopodinoi, il primo innovativo progetto di autonomia abitativa, attraverso il cohousing, per persone con disturbi dello spettro autistico in Umbria, a Bastia Umbra (PG).
L’iniziativa è un esempio di ‘Durante e Dopo di Noi’, il modello di intervento sociale per preparare i ragazzi con disabilità a un’emancipazione graduale dalla famiglia in vista del ‘Dopo di Noi’, ossia quel momento in cui i genitori non potranno più prendersi cura di loro.
Chi contribuirà al progetto con una donazione minima di € 16 riceverà l’anello della Festa di Santa Rita, inciso con la sua rosa simbolo e la frase ‘Nel giardino di Santa Rita tu sei la rosa prediletta’. E’ già possibile avere maggiori informazioni sul progetto e sostenerlo al link festadisantarita.org, pagina in cui il 2 aprile la Fondazione lancerà ufficialmente la campagna di raccolta fondi completa con tutte le informazioni, inclusi i dettagli sull’anello.
Secondo i dati di ANGSA Umbria, l’autismo coinvolge a livello globale 1 bambino ogni 60 nati, ma le risposte assistenziali pubbliche e private, in Italia, si concentrano sui minori, trascurando gli adulti, che costituiscono invece la maggioranza di coloro che convivono con questo disturbo. Dopo i 18 anni queste persone ‘scompaiono’ dal sistema, così molti finiscono in istituti psichiatrici o RSA, perdendo salute e abilità acquisite.
Il progetto sostenuto della Fondazione va dunque a colmare un vuoto assistenziale. Tanto più che la struttura individuata, come sottolinea ANGSA Umbria, offre una soluzione innovativa attraverso il cohousing, con un modello pilota che garantisce indipendenza e spazi personalizzati, permettendo allo stesso tempo la vita in comunità e il supporto professionale. Inoltre, il villino con giardino che è stato scelto è situato in un contesto tranquillo ma vicino ai servizi, permettendo ai giovani che lo abiteranno di “stare nel mondo” in uno spazio progettato “a misura di persone con autismo”, come ad esempio elementi di domotica, con la consulenza del Politecnico di Torino.
“I giovani adulti con autismo desiderano indipendenza e felicità, come qualunque altro giovane – afferma Madre Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero e Presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia – Noi vogliamo garantire loro questi diritti, non perché fragili ma in quanto esseri umani. Le persone con disabilità intellettiva affrontano sia barriere socio-culturali, radicate nei pregiudizi, sia concrete. Con il nostro progetto ‘Dopodinoi’ intendiamo offrire un supporto economico che avvii un cambiamento culturale per una reale inclusione, riconoscendo la loro diversità come unicità fatta non solo di limiti ma anche di potenzialità da valorizzare. Portiamo così avanti la nostra missione di impatto sulla comunità, al servizio della carità e del bene comune, facendoci portavoci dell’eredità ritiana”.
Secondo la sua missione di contribuire a cambiare lo sguardo sulla disabilità intellettiva, la Fondazione Santa Rita da Cascia ha già sostenuto importanti progetti sul tema, per complessivi € 265.000 a sostegno di oltre 110 persone. A partire dalla stessa ANGSA Umbria, destinando 30mila euro in tre anni al Centro Up di Santa Maria degli Angeli (Assisi), struttura socio-educativa per 30 minori, e donando € 20.000 a ‘La Semente’ di Spello, centro terapeutico-riabilitativo diurno per 18 giovani adulti.
Inoltre, € 45.000, in 3 anni, sono stati destinati alla cooperativa sociale ‘Mio Fratello è Figlio Unico’ di Roma, per sostenere le autonomie lavorative di 5 ragazzi e adulti autistici, impegnati nei lavori di cura della terra, del casale e degli animali. Per l’inclusione attraverso lo sport, sono infine stati destinati € 170.000, per 60 tra bambini, ragazzi e giovani adulti con disabilità intellettiva e autismo, a due realtà d’eccellenza: il Villaggio Lakota di Ammonite (Ravenna), dove l’ippoterapia diventa equitazione integrata e l’Accademia del Remo di Napoli, dove il canottaggio si trasforma in una terapia e uno sport praticato a livello agonistico.



























