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Santa Rita da Cascia: per suor Cossu ‘il male si vince con il bene’
“Nel tempo delle guerre e delle divisioni, Santa Rita continua a parlare al cuore dell’umanità con un messaggio semplice e potentissimo: il male si vince solo con il bene. La sua vita ci insegna che il perdono non è debolezza, ma forza; che la pace nasce dalla misericordia, dalla capacità di ricucire le ferite e di restare umani anche nel dolore. Oggi più che mai il mondo ha bisogno dello spirito di Santa Rita”: con queste parole suor Maria Grazia Cossu, Badessa del Monastero Santa Rita da Cascia, ha commentato la conclusione della festa dedicata alla Santa degli impossibili, che anche quest’anno ha portato a Cascia migliaia di pellegrini provenienti dall’Italia e dall’estero.
Per giorni la città si è trasformata in un luogo di fede, preghiera, riconciliazione e speranza, con una straordinaria partecipazione di fedeli: “Le parole ascoltate in questi giorni ci richiamano con forza anche al magistero di papa Leone XIV, che continua a indicare alla Chiesa e al mondo la strada della pace, del dialogo e della dignità di ogni persona. Ho avuto la gioia di incontrarlo personalmente mercoledì 20 maggio in piazza San Pietro, in occasione della benedizione della Fiaccola del Perdono e della Pace. Mi hanno colpito la sua umiltà, la sua familiarità e la sua straordinaria capacità di accoglienza.
Posso davvero ribadire ciò che dissi il giorno della sua elezione: ‘Abbiamo un papa in famiglia’. Mi ha riconosciuta subito, ha salutato con affetto anche i padri agostiniani e la sensazione è stata quella di incontrare una persona di famiglia, pur sapendo di trovarsi davanti alla guida della Chiesa universale. Papa Leone XIV richiama costantemente il mondo alla responsabilità della pace, invitando a costruire ponti anziché muri, a favorire il dialogo e a custodire la dignità di ogni essere umano, soprattutto dei più fragili e di chi soffre a causa delle guerre. Ci ha assicurato la sua preghiera e noi abbiamo assicurato la nostra per lui. In questo sentiamo una profonda sintonia con il messaggio di santa Rita, donna di pace e di riconciliazione, che continua a insegnarci come il bene possa vincere il male”.
A presiedere il solenne pontificale di oggi è stato il card. Stanisław Dziwisz, arcivescovo emerito di Cracovia e storico segretario di san Giovanni Paolo II. Nell’omelia il richiamo alla testimonianza sempre attuale della Santa di Cascia, capace di trasformare la sofferenza in amore e riconciliazione: “Santa Rita continua a parlare ai cuori degli uomini e delle donne del nostro tempo”, ha affermato il cardinale, ricordando come la sua vita, segnata dal dolore, dalla perdita e dalla prova, sia diventata una testimonianza luminosa di fede, speranza e carità. Una santità concreta, ha sottolineato, che non si è lasciata vincere dal male, ma ha saputo rispondere con il bene, facendo del perdono e della pace il centro della propria esistenza.
Richiamando le parole di san Paolo (‘Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male’) il card. Dziwisz ha indicato in Santa Rita un esempio quanto mai attuale per un mondo attraversato da guerre, divisioni e violenze, evidenziando il segreto della sua forza spirituale, consistente nel legame profondo e costante con Cristo: “Ha costruito la casa della sua vita sulla roccia che è Gesù Cristo’, ha ricordato, richiamando il Vangelo della vite e dei tralci. Solo rimanendo uniti a Cristo, ha spiegato, è possibile portare frutti di bene, trasformare il dolore in amore e diventare autentici costruttori di pace”.
Nella parte conclusiva dell’omelia, il card. Dziwisz ha invitato i fedeli a seguire l’esempio della Santa, mettendo Dio al centro della propria vita e contribuendo alla costruzione di una vera ‘civiltà dell’amore’. Un appello accompagnato da una preghiera per la pace nel mondo, in particolare per l’Ucraina e il Medio Oriente, e per il ministero di papa Leone XIV, nel segno di quella spiritualità agostiniana che unisce il pontefice, santa Rita e la comunità religiosa di Cascia.
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Profondamente legata al carisma agostiniano è stata l’omelia pronunciata da p. Joseph Farrell, Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, che ha scelto come parola chiave il verbo evangelico ‘rimanere’, indicandolo come la via per attraversare le prove della vita senza perdere la fede e la speranza. Richiamando il Vangelo della vite e dei tralci, p. Farrell ha ricordato che ‘chi rimane in Cristo porta frutto’ e che proprio questo è stato il segreto della santità di Rita: una donna che, pur segnata dal dolore, dalla perdita e dalla sofferenza, non si è mai allontanata da Gesù:
“Santa Rita ha conosciuto il dubbio, il dolore e la sofferenza, ma è rimasta sempre fedele a Cristo… Con la forza della fede e il dono della sapienza ha saputo trasformare il conflitto in pace e l’odio in riconciliazione. Come un tralcio unito alla vite, ha portato frutti di bene che continuano a parlare al mondo ancora oggi”. Un messaggio particolarmente attuale in un tempo segnato da guerre, divisioni e tensioni internazionali. Per p. Farrell, l’esempio della Santa degli impossibili mostra che solo rimanendo saldamente uniti a Cristo è possibile diventare autentici costruttori di pace:
“Anche noi siamo chiamati a rimanere in Gesù con perseveranza, fede e amore. Senza di Lui non possiamo portare frutti di pace, di fraternità e di speranza”. Nel concludere l’omelia, il priore generale ha affidato alla preghiera di Santa Rita tutti coloro che soffrono e ha invitato a chiedere ‘la grazia di perseverare nella fede e nell’amore’, affinché, come la Santa di Cascia, ciascuno possa diventare nel mondo un segno credibile di pace e riconciliazione.
Dopo essere stata accesa a Chicago, città natale di papa Leone XIV e città scelta per il Gemellaggio di Fede 2026 con Cascia, la Fiaccola del Perdono e della Pace ha ricevuto mercoledì 20 maggio la benedizione del Pontefice durante l’Udienza Generale in Piazza San Pietro. Un gesto dal forte valore simbolico che ha evidenziato il legame speciale tra il Papa agostiniano, Santa Rita e Cascia. La sera di giovedì 21 maggio la Fiaccola è giunta a Cascia accompagnata dalla consueta festa e da una delegazione proveniente anche da Chicago, accolta dal sindaco Mario De Carolis, che ha sottolineato l’importanza di un gemellaggio reso unico dal profondo intreccio spirituale e umano che unisce la città americana, luogo di nascita del pontefice, alla terra di Santa Rita. Un legame confermato anche dal Rettore della Basilica, p. Giustino Casciano, che dopo l’incontro con il papa ha ribadito il profondo affetto di papa Leone XIV per Cascia e la sua devozione verso santa Rita.
Infine la festa di santa Rita si traduce anche in solidarietà attraverso la Fondazione del Monastero per sostenere i fragili. In occasione della Festa prende il via la raccolta fondi per l’Oasi Santa Rita, progetto che sorgerà a Porto Recanati per offrire accoglienza sul mare a persone con disabilità e ai loro caregiver per il diritto alla vacanza. Un luogo inclusivo e accessibile, pensato per promuovere autonomia, dignità e qualità della vita, affinché la vacanza possa diventare davvero un diritto per tutti. Per sostenere il progetto e ricevere il bracciale con incisa la rosa della Santa è possibile visitare il sito festadisantarita.org.
Solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli
La coincidenza della XIII domenica del Tempo Ordinario con la solennità dei Santi Pietro e Paolo consiglia il calendario liturgico a celebrare oggi la solennità dei due Apostoli, che costituiscono con gli altri apostoli le pietre fondamentali sulle quali poggia la Chiesa istituita da Cristo, vera pietra angolare della Chiesa una, santa, cattolica ed apostolica. Chi sono gli apostoli Pietro e Paolo? Sono i veri amici di Cristo Gesù a titolo personale: entrambi hanno bevuto il calice del Signore; all’uno e all’altro Gesù ha cambiato il nome quando li ha invitati a seguirlo.
A Simone Gesù disse: ‘Ti chiamerai Cefa (roccia, pietra) perché su questa Pietra costituirò la mia Chiesa’. A Saulo, al momento del battesimo, fu conferito il nome ‘Paolo’ (piccolo). L’uno e l’altro divennero veri amici di Gesù dopo avere sperimentato l’esperienza amara della miseria umana dalla quale sono stati liberati dallo stesso Cristo Gesù. Pietro sperimentò l’umiliazione di avere rinnegato Gesù davanti ad una cameriera la notte in cui Gesù fu consegnato da Giuda ai suoi nemici. Peccato gravissimo per il quale Pietro pianse amaramente.
Era stato già avvisato da Gesù: ‘Prima che il gallo canta mi avrai rinnegato tre volte’. Giuda, il traditore, andò ad impiccarsi; Pietro uscì fuori, si ricordò delle parole di Gesù, e pianse amaramente invocando il perdono. Dopo la sua risurrezione Cristo Gesù mostrò di apprezzare il pentimento di Pietro e, come gli aveva promesso, gli conferì il mandato: ‘Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle’. La Chiesa di Cristo oggi è la comunità di coloro che condividono la stessa fede di Pietro e degli Apostoli.
La Fede esige sempre la nostra partecipazione razionale che si approfondisce e si purifica attraverso l’amore; Gesù a Pietro pentito per ben tre volte chiede: ‘Simone di Giovanni, mi ami più di costoro?’; dopo la triplice risposta affermativa, Gesù conferisce il mandato: ‘Pasci i miei agnelli, pasci le mie pecorelle’. Pietro dimostrò alla Chiesa e a se stesso il suo amore: come Vescovo di Roma è morto crocifisso, non lontano dal Colle Vaticano, e la sua tomba è il centro simbolico della fede cristiana.
Paolo fu un vero apostolo, definito da Gesù ‘vaso di elezione’. Dopo l’esperienza terribile di essere stato un persecutore accanito contro Gesù e la religione cristiana, Gesù lo folgorò con la sua grazia sulla via di Damasco, dove si recava per imprigionare i seguaci di Cristo; lo liberò da tutti i suoi pregiudizi e con il sacramento del Battesimo lo trasformò radicalmente e ne fece un vero vaso di elezione. Divenne vero messaggero di Dio ed annunciò la Verità al mondo intero.
Dopo la conversione la sua persona e il suo ministero sono divenuti vero servizio al Vangelo di Cristo Gesù. Paolo concluse la sua vita con il martirio a Roma come l’apostolo Pietro. Questi venne crocifisso perché ebreo, Paolo fu decapitato perchè cittadino romano, nel rione di Tre Fontane sulla via Ostiense. Il modello di evangelizzazione di Paolo e le sue lettere ancora oggi attirano a Cristo uomini e donne. Paolo, maestro e dottore, annunciò la salvezza a tutte le genti: ebrei e pagani.
La Chiesa, grazie all’azione dello Spirito santo, rimane nel mondo una immensa forza rinnovatrice; i Padri della Chiesa amavano paragonare i due apostoli Pietro e Paolo a due colonne sulle quali poggia la costruzione visibile della Chiesa. La Liturgia celebra i due Apostoli facendo memoria del loro glorioso martirio; le loro tombe, ancora oggi, riposano. l’una, quella di Pietro sul Colle Vaticano, quella di Paolo sulla via Ostiense.
Con carismi diversi i due Apostoli hanno contribuito ad edificare l’unica Chiesa di Gesù. La Madonna protegga sempre la Chiesa di Gesù e guidi la nostra Chiesa a seguire sempre la Chiesa di Cristo: una, santa, cattolica ed apostolica. Oggi tutti siamo chiamati a confermare la nostra fede e la nostra comunione sotto la guida del romano Pontefice, il papa Leone XIV, vicario di Cristo, successore di Pietro, a cui auspichiamo: ‘stet et pascat in fortitudine tua, Domine’.
Seconda Domenica Tempo Ordinario: la vita come vocazione
La vita dell’uomo sulla terra è un cammino; ciò che soprattutto conta è conoscere e perseguire la meta, il bersaglio: individuarlo e raggiungerlo dà vero significato ala vita. Ciò vale per ciascuno di noi come uomo e come cristiano. Anche Gesù incarnandosi ebbe assai chiara la sua vocazione: l’angelo Gabriele dirà a Maria: il bimbo che nascerà, lo chiamerai Gesù, l’Emanuele (il Dio con noi), Egli sarà il salvatore.
Papa Francesco: impegno a cercare la Verità con il discernimento
Da Palermo santa Rosalia attrae a Cristo
Domenica 4 settembre Palermo ha festeggiato santa Rosalia ed il fondatore della Missione ‘Speranza e Carità’, fratel Biagio Conte aveva invitato nel giorno precedente a ricordarla solennemente: “Santa Rosalia ha tanto contribuito al bene di questa sofferta città di Palermo, lei è anche conforto e protezione per tutti i nostri emigranti palermitani impegnati in varie nazioni del mondo…
Il card. Sandri invita gli armeni a non dimenticare Mechitar
Fino al 15 luglio scorso a Venezia presso il Monastero Abbaziale di San Lazzaro degli Armeni si è svolta l’Assemblea Generale della Congregazione Armena Mechitarista, convocata e presieduta da mons. Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, a cui ha partecipato anche il prefetto del Dicastero Orientale, card. Leonardo Sandri, che in tal modo ha voluto confermare la premura e l’attenzione della Santa Sede per i monaci mechitaristi, custodi e depositari di un patrimonio spirituale e culturale tanto prezioso per l’intero popolo armeno.
Torino si affida a Maria ausiliatrice
Domenica 24 maggio Torino ha festeggiato santa Maria ausiliatrice, di cui san Giovanni Bosco era particolarmente devoto: “Per essere cari a Maria Ausiliatrice, bisogna onorare il Figlio, e vi indico alcuni mezzi per farlo. Per essere a Lei cari bisogna accostarsi con frequenza ai santi sacramenti, ricevere il più sovente possibile la Santa Comunione e non potendo riceverla, fare le comunioni spirituali; poi ascoltare la Santa Messa, fare visite a Gesù Sacramentato: assistere alla benedizione, compiere opere di carità in onore di N.S.J.C, perché al Signore piace che si pratichi la carità”.



























