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‘VIRGO FIDELIS’ ovvero l’evento misterioso ed unico dell’apostolato di Maria Santissima accolto da san Paolo e seguito anche dalle coppie cristiane presenti presso Basilica/Santuario Madonna della Milicia 

Preliminarmente desidero offrire la storica,  mistica ricostruzione iconica della Madonna della Milicia con cui ha esordito il nostro Parroco Domenica 14 Giugno 2026 alla conclusione dell’anno pastorale in questa Basilica ( cfr. https://www.tuttitaly.com/post/santuario-madonna-della-milicia-altavilla-milicia-pa-siciliaLa storia del Santuario e del Quadro miracoloso della Madonna della Milicia è circondata da mistero e leggenda. Si racconta che la tela fu portata nel Seicento da pirati naufragati in una tempesta, attribuita al dipinto che caricavano. Gettato in mare, il quadro fu inaspettatamente ritrovato da contadini e trasportato fino al luogo in cui i buoi si erano fermati. Qui venne eretta una cappella in onore della Vergine Maria….”.

Ha proseguito evidenziando che ognuno ha il proprio ruolo da svolgere e lo adempie per volontà di Dio. San Paolo ( mio altro nome oltre a Pietro, mio onomastico e compleanno fra 4 giorni, il 29 Giugno) aveva un ruolo da svolgere nel piano di Dio per raggiungere il mondo per Gesù Cristo, e quel ruolo era di apostolo ( questo ha sottolineato il nostro parroco/rettore Mons. Giosuè Lo Bue, insieme nella foto,  nostra attuale guida, nella catechesi  per il nostro gruppo di pastorale familiare presso l’oratorio della Basilica/Santuario della Madonna di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo, affidandoci, altresì, la coniugazione evangelica di alcuni verbi destinati a ‘Noi’ coppie, prima della celebrazione della Santa Messa (cfr.  il mio video https://www.facebook.com/groups/1793231040908299/?multi_permalinks=4600496216848420&hoisted_section_header_type=recently_seen&__tn__=%2CO ).

Era un ambasciatore unico da parte di Dio per il mondo, non per propria ambizione o per decisione umana. 2Timoteo non è solo l’ultima lettera lasciataci da Paolo, ma c’è anche una nota di urgenza e passione che ci saremmo potuti aspettare da un uomo consapevole che presto sarebbe stato giustiziato. Paolo è da ammirare per aver voluto fare per Gesù il massimo che poteva ovunque si trovasse. Se non poteva predicare, allora pregava. Durante il suo secondo viaggio missionario, Paolo tornò a Listra, dove incontrò un giovane che aveva conosciuto Gesù e si era dedicato al servizio al Signore (Atti 16:1-5).

Questo giovane era Timoteo, descritto come il figlio di una donna giudea credente, ma di padre greco.

 Ricordare la fede di uomini fedeli come Timoteo, che amava e serviva Gesù e il Suo popolo, rese Paolo profondamente felice (ripieno di gioia), sua madre e sua nonna lo condussero a Gesù o, comunque, gli insegnarono i fondamenti della fede. Dio vuole usare i genitori e i nonni per trasmettere un’eredità eterna ai loro figli e ai loro nipoti ( questa fu la preghiera che mia moglie Marcella formulò durante la messa, ai fini della loro conversione, preceduta da  quelle delle altre coppie di sposi e di fidanzati che spesso svolgono le funzioni di lettori, cfr. https://iusinitinere.it/ministeri-laicali-e-sacerdozio-comune-riflessioni-a-margine-del-motu-proprio-di-papa-francesco-circa-laccesso-delle-donne-ai-ministeri-del-lettorato-e-dellaccolitato/ ).

Il nostro Sacerdote ha menzionato i nomi degli apostoli per insegnarci l’importanza delle loro funzioni, i cui successori sono i Vescovi (cfr. https://www.holyart.it/blog/santi-e-beati/chi-erano-i-12-apostoli-e-scopri-la-differenza-tra-apostoli-e-discepoli/#Differenza_tra_apostoli_e_discepoli , noi tutti siamo discepoli, le nostre guide pastorali sono anche i Sacerdoti).

Operare santamente alla scuola di san Massimiliano Kolbe

«Qual era, anzitutto, il progetto ideale di san Massimiliano Kolbe? In termini generali, quello di dare vita a una forza operante nella Chiesa, ossia a un esercito di consacrati all’Immacolata che operassero alla santificazione propria e alla conversione dei peccatori, eretici, scismatici, giudei, e specialmente dei massoni».

Questo il focus del saggio che Padre Stefano Maria Manelli, fondatore nel 1990 dei Frati francescani dell’Immacolata e ministro generale di questo Istituto religioso fino al 2013, dedica al tema dell’operare santamente alla scuola di san Massimiliano Kolbe, sacerdote polacco dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali conosciuto come il “San Francesco del XX secolo”, sull’ultimo numero della rivista internazionale di teologia, storia e spiritualità Miscellanea kolbiana (pp. 11-21).

Altri interessanti approfondimenti presenti sul numero corrente della rivista diretta da Padre Settimio M. Manelli (Amministratore parrocchiale della chiesa di Nostra Signora della Misericordia  a Sanremo), riguardano la battaglia di san Massimiliano contro le sette massoniche (cfr. Padre Paolo M. Siano, San Massimiliano M. Kolbe a la Massoneria, pp. 23-69), la vita ascetica kolbiana (cfr. Padre Maurizio Maria Mazzieri, La via illuminativa in san Massimiliano Kolbe, pp. 71-93) e, infine, la via del perfetto “Cavaliere dell’Immacolata” nella testimonianza, negli scritti e negli esempi di san Massimiliano (cfr. Suor Elisabetta della SS. Trinità, Il Cavaliere dell’Immacolata, Cavaliere della “Vergine fatta Chiesa”, pp. 95-125).

La rivista Miscellanea kolbiana, fondata nel 2024 nella ricorrenza del 130° anniversario della nascita di san Massimiliano (nato a Zduńska Wola l’8 gennaio 1894 e ucciso con un’iniezione letale nel campo di concentramento nazista di Auschwitz il 14 agosto 1941), ha come scopo quello di approfondire e far conoscere sempre meglio la teologia, la storia e la spiritualità del santo martire polacco.

Nella sequela di padre Kolbe, che fu ispirato a fondare nel 1917 la Milizia dell’Immacolata dopo aver visto una processione anticlericale girare per le strade di Roma, anche la nuova rivista vuole contribuire ad offrire una risposta di amore alla verità proprio in questa fase della storia in cui la Chiesa ha più bisogno di essere difesa e sostenuta nella sua santità “senza macchia e senza ruga” (Efesini 5,27). La memoria liturgica di san Massimiliano ricorre il 14 Agosto, giorno del suo martirio.

I collaboratori della rivista, prevalentemente francescani, grazie alla loro formazione teologica e spirituale per lo più ricevuta presso le Pontificie Università di Roma, si propongono di sviluppare, approfondire, presentare o semplicemente riproporre gli elementi portanti e fondamentali della figura di san Massimiliano Kolbe, in tutta la sua completezza, teologica, spirituale, storica, morale e apostolica. Un accento tutto speciale viene posto dalla rivista sull’aspetto che più ha caratterizzato il santo polacco: la sua mariologia fondata sulla Mediazione universale di grazie dell’Immacolata, vissuta tramite il “quarto voto” di consacrazione a Lei. Un quarto voto divenuto oggi Voto Mariano di consacrazione illimitata all’Immacolata.

La rivista è rivolta non solo a teologi e studiosi di francescanesimo o di mariologia, ma a tutti coloro che desiderano approfondire e conoscere la spiritualità e la teologia di san Massimiliano, in particolare la sua speciale devozione e consacrazione all’Immacolata.

Per ulteriori informazioni o per ordinare eventualmente una copia saggio della rivista si può contattare l’Associazione Casa Mariana Editrice: indirizzo postale: Contrada Passaturo snc, 71013 San Giovanni Rotondo (FG); posta elettronica: cm.editrice@gmail.com; tel. 0825/444.415.

La Chiesa festeggia san Massimiliano Maria Kolbe

“Da oggi la Chiesa desidera chiamare “santo” un uomo al quale è stato concesso di adempiere in maniera assolutamente letterale le suddette parole del Redentore. Ecco infatti, verso la fine di luglio del 1941, quando per ordine del capo del campo si fecero mettere in fila i prigionieri destinati a morire di fame, quest’uomo, Massimiliano Maria Kolbe, si presentò spontaneamente, dichiarandosi pronto ad andare alla morte in sostituzione di uno di loro. Questa disponibilità fu accolta, e al padre Massimiliano, dopo oltre due settimane di tormenti a causa della fame, fu infine tolta la vita con un’iniezione mortale, il 14 agosto 1941”.

Così iniziava l’omelia di san Giovanni Paolo II per la canonizzazione di p. Massimiliano Kolbe, celebrata in piazza san Pietro il 10 ottobre 1982, che ‘diede la vita… per il fratello’, ricorrenza che si celebra oggi, nel giorno della sua morte, avvenuta il 14 agosto 1941, mentre recitava la preghiera dell’Ave Maria.

Nell’omelia san Giovanni Paolo II ha ricordato che con quel gesto si rese simile a Gesù: “Dando la sua vita per un fratello, padre Massimiliano, che la Chiesa già sin dal 1971 venera come ‘beato’, in modo particolare si è reso simile a Cristo.

Noi, dunque, che oggi, domenica 10 ottobre, siamo riuniti davanti alla Basilica di san Pietro in Roma, desideriamo esprimere il valore speciale che ha agli occhi di Dio la morte per martirio del padre Massimiliano Kolbe: ‘Preziosa agli occhi del Signore / è la morte dei suoi fedeli’, così abbiamo ripetuto nel Salmo responsoriale.

Veramente è preziosa ed inestimabile! Mediante la morte, che Cristo ha subìto sulla Croce, si è compiuta la redenzione del mondo, poiché questa morte ha il valore dell’amore supremo. Mediante la morte, subìta dal padre Massimiliano Kolbe, un limpido segno di tale amore si è rinnovato nel nostro secolo, che in grado tanto alto e in molteplici modi è minacciato dal peccato e dalla morte”.

Ma quest’imitazione di Gesù fu sempre presente nella sua vita: “A questo definitivo sacrificio Massimiliano si preparò seguendo Cristo sin dai primi anni della sua vita in Polonia. Da quegli anni proviene l’arcano sogno di due corone: una bianca e una rossa, fra le quali il nostro santo non sceglie, ma le accetta entrambe. Sin dagli anni della giovinezza, infatti, lo permeava un grande amore verso Cristo e il desiderio del martirio.

Quest’amore e questo desiderio l’accompagnarono sulla via della vocazione francescana e sacerdotale, alla quale si preparava sia in Polonia che a Roma. Quest’amore e questo desiderio lo seguirono attraverso tutti i luoghi del servizio sacerdotale e francescano in Polonia, ed anche del servizio missionario nel Giappone”.

Ciò avvenne perché si affidò completamente alla Madre di Dio: “L’ispirazione di tutta la sua vita fu l’Immacolata, alla quale affidava il suo amore per Cristo e il suo desiderio di martirio. Nel mistero dell’Immacolata Concezione si svelava davanti agli occhi della sua anima quel mondo meraviglioso e soprannaturale della Grazia di Dio offerta all’uomo.

La fede e le opere di tutta la vita di padre Massimiliano indicano che egli concepiva la sua collaborazione con la Grazia divina come una milizia sotto il segno dell’Immacolata Concezione. La caratteristica mariana è particolarmente espressiva nella vita e nella santità di padre Kolbe. Con questo contrassegno è stato marcato anche tutto il suo apostolato, sia nella patria come nelle missioni. Sia in Polonia come nel Giappone furono centro di quest’apostolato le speciali città dell’Immacolata”.

Spontaneamente p. Kolbe offrì la sua vita per la vita di un altro: “V’era in questa morte, terribile dal punto di vista umano, tutta la definitiva grandezza dell’atto umano e della scelta umana: egli da sé si offrì alla morte per amore. Ed in questa sua morte umana c’era la trasparente testimonianza data a Cristo: la testimonianza data in Cristo alla dignità dell’uomo, alla santità della sua vita e alla forza salvifica della morte, nella quale si manifesta la potenza dell’amore.

Proprio per questo la morte di Massimiliano Kolbe divenne un segno di vittoria. E’ stata questa la vittoria riportata su tutto il sistema del disprezzo e dell’odio verso l’uomo e verso ciò che è divino nell’uomo, vittoria simile a quella che ha riportato il nostro Signore Gesù Cristo sul Calvario”.

Mentre nell’omelia per la sua beatificazione, avvenuta il 17 ottobre 1971, papa san Paolo II ha spiegato il motivo per cui p. Kolbe era beato: “Chi non ricorda l’episodio incomparabile? ‘Sono un sacerdote cattolico’, egli disse offrendo la propria vita alla morte (e quale morte!) per risparmiare alla sopravvivenza uno sconosciuto compagno di sventura, già designato per la cieca vendetta. Fu un momento grande: l’offerta era accettata. Essa nasceva dal cuore allenato al dono di sé, come naturale e spontanea quasi come una conseguenza logica del proprio Sacerdozio.

Non è un Sacerdote un ‘altro Cristo’? Non è stato Cristo Sacerdote la vittima redentrice del genere umano? Quale gloria, quale esempio per noi Sacerdoti ravvisare in questo nuovo Beato un interprete della nostra consacrazione e della nostra missione! Quale ammonimento in quest’ora d’incertezza nella quale la natura umana vorrebbe tal volta far prevalere i suoi diritti sopra la vocazione soprannaturale al dono totale a Cristo in chi è chiamato alla sua sequela!”

Inoltre ha spiegato il suo culto per l’Immacolata Concezione: “Massimiliano Kolbe è stato un apostolo del culto alla Madonna, vista nel suo primo, originario, privilegiato splendore, quello della sua definizione di Lourdes: l’Immacolata Concezione. Impossibile disgiungere il nome, l’attività, la missione del Beato Kolbe da quello di Maria Immacolata. E’ lui che istituì la Milizia dell’Immacolata, qui a Roma, ancora prima d’essere ordinato Sacerdote, il 16 ottobre 1917…

Nessuna competizione. Cristo, nel pensiero del Kolbe, conserva non solo il primo posto, ma l’unico posto necessario e sufficiente, assolutamente parlando, nell’economia della salvezza; né l’amore alla Chiesa e alla sua missione è dimenticato nella concezione dottrinale o nella finalità apostolica del nuovo Beato. Anzi proprio dalla complementarietà subordinata della Madonna, rispetto al disegno cosmologico, antropologico, soteriologico di Cristo, Ella deriva ogni sua prerogativa, ogni sua grandezza”.

San Massimiliano Kolbe: martire del nazismo

San Massimiliano Maria (Rajmund) Kolbe è un sacerdote francescano, martire, il cui emblema è la palma; nasce l’8 gennaio1894 a Zduńska Wola, nella Polonia centrale. Lo stesso giorno viene   battezzato nella chiesa parrocchiale dell’Assunta. La sua famiglia è povera ma, se il primogenito riesce ad andare a scuola, lui studia con un prete e il farmacista del paese. Quando inizia a sentire la vocazione, prega nella chiesa di San Matteo a Pabianice. Qui gli appare la vergine Maria.

La devozione di Massimiliano Kolbe per la Madonna

Nel suo ‘testamento spirituale’, pronunciato a Roma nel 1933, san Massimiliano Kolbe lasciò in eredità ai suoi confratelli la missione di diffondere la devozione all’Immacolata, via per Gesù, ‘fino agli estremi confini della terra’. In occasione della festa di san Massimiliano Maria Kolbe (1894-1941), che ricorre nel giorno precedente la festività dell’Assunzione della Vergine Maria, è importante sottolineare la sua devozione alla Madre di Dio, fino al martirio nel campo di concentramento ad Auschwitz.

Pier Giorgio Frassati: una preghiera per la pace

Giovedì 6 aprile è stato il 120^ compleanno di Pier Giorgio Frassati ed è stato ricordato dall’associazione dedicata al beato torinese attraverso la recita del rosario: “La nostra preghiera sarà un Rosario con Pier Giorgio per tutti i giovani; chiederemo che siano sostenuti e illuminati dalla grazia della castità”.

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