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XXIV Domenica del Tempo Ordinario: Gesù, Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivo!
Il brano del Vangelo ci offre la vera dimensione spirituale e sacramentale del Cristo. Essere discepoli del Cristo faceva sognare fama e potere, regno e possibilità di diventare i veri protagonisti dell’era nuova annunziata dai profeti e segnata dalla liberazione della Palestina. Basta pensare ai due discepoli di Emmaus che se ne andavano tristi, dopo la passione e morte di Gesù, perchè le attese sembravano a loro ormai svanite nel nulla. Gesù non vuole nè illudere nè deludere; un giorno lungo il cammino pone ai Dodici una duplice domanda: quale opinione si è formata la gente di Me?; Voi cosa pensate di me?
La prima domanda riguarda l’opinione della gente; la risposta è molteplice tutti pensano che sei un inviato da Dio, un profeta come uno dei più grandi profeti. Alla seconda domanda risponde Pietro a nome di tutti: ‘Tu sei il Cristo, il Messia atteso’ non perciò solo un profeta. Gesù impone severamente ai presenti di non parlare di Lui a nessuno perchè non era ancora il tempo; per adempiere la sua missione era necessario affrontare la violenza dei capi del popolo, morire in croce e poi risorgere.
Dal dialogo tra Gesù e i suoi discepoli emerge la vera immagine messianica di Cristo che aveva spinto gli stessi Apostoli a lasciare tutto per seguirlo. Oggi Gesù potrebbe rivolgere a ciascuno di noi la stessa domanda: Tu chi dici che io sia? o Chi sono Io per te? Ognuno di noi è chiamato a rispondere.
Siamo suoi veri discepoli se in noi c’è umiltà e amore; Gesù ci ricorda che per essere suoi veri discepoli è necessario rinnegare se stessi: ‘chi vorrà salvare la propria vita, la perderà’ la felicità vera la troveremo quando l’amore vero ci sorprende e ci cambia riscoprendo la nostra missione di fratelli tra di noi e di figli di Dio, tanto da invocare Dio dicendo: ‘Padre nostro che sei nei cieli’.
Gesù non è solamente quel Messia dolce, arrendevole, buono con tutti dinanzi al quale i ciechi vedono, i muti parlano, i morti risuscitano e con cinque pani e pochi pesci sfama una moltitudine di 5.000 persone; Egli è il Messia che dà la vita per salvare gli uomini, Egli dovrà morire in croce e risuscitare il terzo giorno per realizzare il regno di Dio: regno di giustizia e di amore.
Egli è il ‘servo sofferente’ che insegna a tutti: ‘Chi vuole essere mio discepolo prenda la croce e mi segua’. Le idee errate portano anche ad un Gesù ‘superstar’, affascinante, grandioso ma sempre uomo in mezzo agli uomini; è necessario invece pensare a Gesù alla maniera di Dio e non secondo gli uomini.
La vera fede prepara il discepolo ad essere un vero discepolo di Cristo risorto perchè vero Dio e vero uomo. Da qui il rimprovero di Gesù a Pietro, che vorrebbe distorglielo dalla sua missione: ‘Vai dietro a me, Satana, tu non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini’. Seguire Cristo è facile se vogliamo vedere Gesù solo quando accarezza i bambini o compie prodigi; è difficile se vogliamo coglierlo in tutta la sua missione salvifica.
E’ difficile ma non impossibile: la prima radicale vittoria che Gesù impone è quella su se stessi: vincere la superbia, l’orgoglio, sconfiggere le false attese perchè trionfi l’amore. Per realizzare il progetto messianico c’è una sola strada: ascoltare Cristo ed innestarsi a Lui con il Battesimo. Questo avvenimento di grazia cancella tutte le divisioni etnico-religiose, le discriminazioni dovute alle diverse condizioni sociali, alla razza, al sesso: ‘Non c’è più giudeo nè greco, nè schiavo nè libero, nè uomo nè donna perchè tutti siamo uno in Cristo Gesù’.
Gesù ha realizzato questa unità con il sacrificio della croce, morendo in croce ‘per radunare insieme nell’unità i suoi figli dispersi’. La vergine Maria, madre di Gesù e nostra, che ha vissuto la fede seguendo il suo Figlio Gesù, aiuti anche noi a camminare sulla strada tracciata da Cristo Gesù amando Dio e i Fratelli.
Seconda domenica di Quaresima: Questi è mio Figlio, l’amato; ascoltatelo
E’ iniziata la Quaresima. Tempo forte, che conduce alla Pasqua di risurrezione; non è un itinerario da scoprire, è un cammino da percorrere, passo dopo passo, perché l’uomo è oggetto dell’azione misericordiosa di Dio Padre. Aiutati dalla Parola di Dio, non bastano solo i quaranta giorni che vanno dal ‘mercoledì della ceneri al giovedì santo’, ma sono necessari il pentimento dei peccati e il servizio: una vita nuova caratterizzata dall’amore verso Dio e verso i fratelli; è necessario riscoprire il nostro Battesimo, che ci ha costituiti figli di Dio, e vivere da veri figli di Dio.
E’ Natale: il Verbo si fece carne!
Il Natale è la prima festa dell’anno liturgico alla quale ci siamo preparati con le quattro domeniche di ‘Avvento’. Questo Natale 2022 trova purtroppo oggi l’umanità in grande apprensione, in una situazione dove ogni giorno si distrugge, si uccide, si muore, dove una furia incontrollata si è abbattuta su uomini e cose e non risparmia piccoli e grandi. Eppure Gesù è venuto ad annunciare la pace: ‘Gloria a Dio, cantarono gli angeli, nell’alto dei cieli e pace agli uomini amati dal Signore’.
2^ domenica di Avvento: Gesù è il Salvatore! Convertitevi!
E’ la seconda tappa del nostro cammino verso Cristo Gesù che viene. Vero protagonista oggi è Giovanni Battista, l’uomo di cui Gesù ebbe a dire: ‘Tra i nati di donna non c’è uomo simile a Lui’. Giovanni fa eco al profeta Isaia che aveva profetizzato: ‘Spunterà un germoglio dalla radice di Iesse e su di lui si poserà lo spirito del Signore; Egli giudicherà con giustizia i poveri’.
Papa Francesco: la missione nasce dallo stare con Gesù
Lunedì 28 novembre papa Francesco ha incontrato i membri del Pontificio Collegio Pio Latino Americano, sottolineando che ‘il clericalismo è una forma di mondanità, è una delle peggiori perversioni’. Infatti nel discorso ‘a braccio’ papa Francesco ha ribadito che è necessario “stare con i poveri, con i migranti, con i malati, con i più piccoli e dimenticati della società, per condividere con loro la vita ed annunciare l’amore incondizionato di Dio”.
Avvento: 2^ Domenica con primo protagonista Giovanni Battista
La seconda domenica di Avvento trova protagonista nella Liturgia la persona di Giovanni Battista, il battistrada del Messia, colui che è chiamato a preparare “nel deserto la via del Signore; concepito sei mesi prima di Gesù, proveniente da una famiglia sacerdotale, fu santificato dallo Spirito Santo quando ancora era nel seno materno. Figura storica assai rilevante.
XXIV domenica: Gesù e la sua missione
Il brano del vangelo ci offre la vera dimensione spirituale e sacramentale del Cristo. La visione profetica del Messia era degenerata nei capi del popolo e in quanti aspettavano l’avvento del Salvatore. Essere discepoli di Cristo faceva sognare fame di potere, regno, possibilità di diventare i veri protagonisti dell’era nuova annunziata dai profeti e segnata dalla liberazione della Palestina, dalla conquista materiale, dalla restaurazione dell’età aurea del popolo ebreo.
Il prof. Falanga: Crocifisso annuncio di salvezza
“Nel titolo di questo lavoro si parla di ‘croce’. Impiegheremo il lessema, pur nella distinzione che va posta tra ‘croce’ e ‘crocefisso’ (o ‘crocifisso’), per indicare le due dimensioni, che sono, peraltro, in ambito cristiano, tra loro strettamente collegate. A tal punto che, in alcune parti del Nuovo Testamento e in alcuni settori, non solo della Patristica, i termini appaiono interscambiabili. Ma, nonostante questa constatazione, riteniamo si debba mantenere la distinzione, oggettivamente valida. Quindi, quando si parla di ‘croce’, s’intende il segno iconograficamente espresso, mentre ci si riferisce con il ‘crocefisso’ al corpus appeso alla croce”.





























