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A Gesù per Maria: un cammino semplice e profondo per riscoprire la Madre di Dio

In un tempo in cui la fede rischia spesso di ridursi a concetti astratti o a devozioni slegate dalla vita, il libro ‘A Gesù per Maria. Un breve percorso per conoscere e innamorarsi della Madre di Dio’ di Manuel Valenzisi si presenta come una proposta limpida, accessibile e al tempo stesso teologicamente solida per riscoprire il cuore della spiritualità cristiana.

Il titolo dice già l’essenziale: non si va a Maria per fermarsi a Maria, ma per lasciarsi condurre a Cristo. E’ questa la convinzione che attraversa tutte le pagine del libro: il mistero di Gesù non può essere compreso pienamente senza il mistero di Maria, perché Dio stesso ha scelto di venire a noi attraverso di Lei.

Un percorso in tappe, per la preghiera personale e comunitaria. Il volume raccoglie nove meditazioni, nate originariamente come predicazioni e poi trascritte mantenendo uno stile diretto, vivo, vicino al parlato. Questo rende il libro particolarmente adatto sia alla lettura personale, sia all’uso in gruppi di preghiera, comunità religiose, parrocchie, o come novena mariana.

Le tappe proposte accompagnano gradualmente il lettore a entrare nel mistero di Maria: Maria nel mistero di Cristo; Maria, la Prescelta; Giuseppe, lo sposo di Maria; Maria, la Graziata; Maria, la Vergine; Maria, la Madre; Maria, la Mediatrice; Maria, la Presente; La Consacrazione a Gesù per Maria. Ogni meditazione unisce fondamento biblico, riflessione teologica e ricaduta concreta sulla vita spirituale, secondo una convinzione centrale dell’autore: la vita spirituale è il dogma vissuto.

Uno degli aspetti più preziosi del libro è il modo in cui Maria viene presentata: non come una figura lontana e irraggiungibile, ma come Madre profondamente vicina, capace di comprendere la fragilità umana proprio perché totalmente immersa nella grazia. La riflessione sull’Immacolata, sulla verginità, sulla maternità e sulla mediazione di Maria non rimane mai astratta. Ogni pagina invita il lettore a interrogarsi: che cosa cambia nella mia vita se accolgo davvero Maria come Madre? Che cosa significa lasciarsi generare da Lei alla vita del Figlio?

 Il cammino trova il suo punto culminante nella consacrazione a Gesù per Maria, ispirata alla grande tradizione spirituale della Chiesa, in particolare a san Luigi Maria Grignion de Montfort. Non si tratta di un gesto devozionale isolato, ma di una scelta di vita: affidarsi a Maria per appartenere più radicalmente a Cristo.

Per questo il libro include anche due appendici: indicazioni pratiche per la preparazione alla consacrazione; un prezioso testo di Fulton Sheen, che ha ispirato alcune delle meditazioni. Il libro è pensato per chi desidera approfondire la propria relazione con Maria senza separarla da Cristo; per sacerdoti, religiosi e laici impegnati nella catechesi e nella predicazione; per chi cerca un percorso semplice ma non superficiale di crescita spirituale; per chi sente il bisogno di una fede più incarnata, capace di unire verità e vita.

In un linguaggio chiaro, essenziale e profondamente ecclesiale, questo libretto si propone come una guida discreta e sicura per lasciarsi condurre, passo dopo passo, a Gesù per Maria. Disponibile su Amazon: https://amzn.to/4937qMQ

Con p. Messa alla scoperta della devozione mariana di p. Carlo Balić

“La devozione mariana del francescano padre Carlo Balić (1899-1977) si è manifestata non solo nello studio e nelle prestigiose pubblicazioni ma in molti altri modi compresa la fondazione della Pontificia Accademia Mariana. Ha avuto un ruolo non secondario in occasione della proclamazione del dogma di Maria Assunta il 1° novembre 1950 e approfondì tale dottrina soprattutto mediante i congressi mariani internazionali preceduti da quelli ‘mariologici’ con un carattere prettamente scientifico”: da questa descrizione iniziamo un dialogo con fra Pietro Messa, docente di ‘Storia del francescanesimo’ alla Pontificia Università Antonianum di Roma, per farci illustrare la figura di p. Carlo Balić in correlazione alla sua devozione alla Madonna.

P. Carlo Balić è stato un religioso, teologo e francescano croato, appartenente all’Ordine dei frati minori; fu fondatore della Pontificia accademia mariana internazionale (PAMI), consultore della Congregazione del Sant’Uffizio, rettore del Pontificio ateneo Antonianum, presidente della Commissione scotista internazionale e fondatore della Pontificia accademia mariana internazionale (PAMI). Fece parte anche della Commissione pontificia incaricata alla stesura della Costituzione dogmatica ‘Munificentissimus Deus’ per la proclamazione del dogma dell’Assunta nel 1950; inoltre da quest’anno fu l’organizzatore dei congressi mariologici mariani internazionali e fu promotore dell’ecumenismo in tema mariologico:

“Fedele anche alla tradizione francescana p. Balić, apprezzato dal card. Alfredo Ottaviani, approfondì la partecipazione di Maria all’opera di redenzione del Figlio e pertanto termini che esprimevano tale realtà (quale ad esempio quello di mediatrice) gli erano molto cari”.

A p. Pietro Messa abbiamo chiesto di delinearci brevemente la figura di p. Carlo Balić: “Nato in Croazia nel 1899 divenne frate e dopo gli studi teologici fu inviato a studiare a Lovanio dove approfondì gli studi del pensiero medievale. Al termine trascorse un periodo in Croazia per trasferirsi presso l’attuale Pontifica Università Antonianum, dove rimase fino alla morte sopravvenuta nel 1977”.

Quale è stata l’opera di p. Balić nell’approfondimento del culto mariano?

“Studiò e diffuse i testi francescani medievali inerenti a Maria, soprattutto quelli di Giovanni Duns Scoto. In un clima in cui la teologia era dominata non tanto dal pensiero di san Tommaso d’Aquino ma dal tomismo questa volontà di valorizzare la teologia scotista gli procurò delle incomprensioni. L’esigenza di riferirsi a edizioni attendibili lo costrinse a fare ricerche direttamente sui manoscritti per farne le dovute trascrizioni. Proprio per questo riferimento alle fonti primarie ossia non mediate da interpretazioni spesso erronee la sua autorevolezza aumentò e divenne un riferimento sicura”. 

In quale modo approfondì la partecipazione di Maria all’opera di redenzione di Gesù?

“P. Carlo Balić ebbe sempre come principale riferimento il pensiero e la spiritualità di Giovanni Duns Scoto che sarà beatificato da papa san Giovanni Paolo II nel 1993. E la teologia scotista è fortemente cristocentrica riconoscendo a Gesù il primato; tuttavia non dimentica Maria intimamente unita al figlio”.

Per quale motivo era molto devoto alla Madonna?

“La devozione mariana fu instillata in lui soprattutto dalla tradizione francescana che lungo i secoli diffuse in modo particolare il culto all’Immacolata mediante scritti ma anche opere d’arte, santuari e quant’altro”.

Perché ‘rinunciò’ ad usare la parola corredentrice?

“Per p. Carlo Balić, come per altri quale ad esempio il p. Gabriele Allegra, il titolo corredentrice non fu secondario e nelle note di una redazione del primo schema di quello che diverrà il capitolo VIII della Costituzione dogmatica ‘Lumen Gentium’ vi appare. Ma negli schemi successivi non è più presente e anche il titolo di mediatrice da numerosi vescovi fu accolto con fatica perché vi vedevano uno sminuire che Gesù è l’unico mediatore. Significativamente il recente documento inerente al titoli mariani rimanda alla dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede, ‘Dominus Jesus’, che riafferma l’unicità e l’universalità salvifica di Gesù Cristo, firmata dall’allora card. Josep Ratzinger e pubblicamente sostenuta da papa san Giovanni Paolo II il 1° ottobre 2000 in occasione della canonizzazione anche dei martiri uccisi in Cina. Fa riflettere che a 25 anni di distanza, sempre in occasione di un giubileo, si percepisce l’urgenza di riaffermare la centralità di Cristo rinviando al testo al testo del futuro papa Benedetto XVI”.

Per quale motivo diede vita al PAMI?

“Un vero e proprio vulcano di idee e iniziative fu il padre Balić, tutte volte ad approfondire e far conoscere soprattutto la Vergine Maria Immacolata e tra queste non meraviglia che vi fosse pure la Pontificia Accademia Mariana Internazionale che si rese benemerita negli anni soprattutto mediante i convegni mariologici e mariani internazionali”.

“Le glorie di Maria. Tra XIX e XX secolo”: convegno a Roma sulla Madre di Dio e sul grande Papa che proclamò il dogma della Sua Assunzione in cielo

In occasione del 75° Anniversario della proclamazione da parte di Pio XII del dogma dell’Assunzione di Maria al cielo (1950), nonché nel 100° Anniversario dell’apparizione della Vergine alla Venerabile suor Lucia di Fatima a Pontevedra, in Spagna (1925), il “Comitato Papa Pacelli-Associazione Pio XII” e la Fondazione Lepanto hanno organizzato martedì 9 dicembre a Roma, alle ore 17:30 (Sala Conferenze dell’Istituto di Maria SS. Bambina, via Paolo VI, 21), il convegno dal titolo: “Le glorie di Maria. Tra XIX e XX secolo”.

Presieduto dal card. Dominique Mamberti, Cardinale Protodiacono e Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, l’importante iniziativa di studi storici e mariologici vedrà come relatori mons. Edoardo Cerrato (San John Henry Newman, Dottore della Chiesa e la Beata Vergine Maria), il prof. Roberto de Mattei (Pontevedra 10 dicembre 1925: il messaggio della Vergine a Suor Lucia), l’Avv. Emilio Artiglieri, presidente del “Comitato Papa Pacelli-Associazione Pio XII” (Perché il dogma dell’Assunzione?) e Fr. Mario Paolo Maria Padovano O.P. (La Madonna e la nostra vita interiore).

Nell’occasione sarà presentato, alla presenza del curatore dell’ultima edizione italiana (Prefazione di p. Serafino Tognetti, Ed. Fede e Cultura, Verona 2023, pp. 408) Alessandro Gaudino, il libro del teologo domenicano francese Réginald Marie Garrigou-Lagrange (1877-1964), La Madre del Salvatore e la nostra vita interiore (La Mére du Sauveur et notre vie intérieure). In tale volume, pubblicato originariamente in Francia nel 1948 (in prima edizione italiana nel 1954 per le Edizioni Libreria Fiorentina), sono presentati, fra i vari temi, quelli del fondamento teologico e biblico della “mediazione universale di Maria durante la sua vita terrena” e delle “sofferenze di Maria corredentrice” (Parte II – Capitolo secondo).

L’Autore dimostra come la Vergine Maria, subordinatamente al Figlio di Dio, esercita una regalità universale in qualità di madre del Redentore e, in Lui, madre di tutti gli uomini. Il libro spiega quindi le ragioni dell’eminente venerazione che ogni cristiano deve alla Madre Celeste mediante l’esposizione delle grandi dottrine della mariologia nel loro rapporto con la vita interiore: la predestinazione della Vergine Maria alla maternità divina, il tocco unico che la grazia opera in lei, fino allo sviluppo teologico del suo ruolo di corredentrice e mediatrice di tutte le grazie. La sottomissione di Maria alla volontà di Dio è infatti una fonte inesauribile di virtù quali la fede, la speranza e l’umiltà.

Padre Réginald Marie Garrigou-Lagrange è considerato uno dei principali neotomisti del XX secolo. Ha insegnato a Roma presso la Pontificia Università Domenicana di San Tommaso d’Aquino, l’Angelicum, dal 1909 al 1960. Qui scrisse la sua opera magnum, Le tre età della vita interiore (Les Trois Ages de la Vie Interieure) nel 1938.

Per ulteriori informazioni sul convegno ecco i recapiti del sodalizio promotore: via Luigi Settembrini 30/4, 00195 Roma – comitatopapapacelli@gmail.com.

Papa Leone XIV: la fecondità della Chiesa dipende dalla Croce

“Cari fratelli e sorelle, oggi abbiamo la gioia e la grazia di celebrare il giubileo della Santa Sede nella memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa. Questa felice coincidenza è fonte di luce e di ispirazione interiore nello Spirito Santo, che ieri, Pentecoste, si è riversato in abbondanza sul popolo di Dio. E in questo clima spirituale noi oggi godiamo una giornata speciale, prima con la meditazione che abbiamo ascoltato e ora, qui, alla Mensa della Parola e dell’Eucaristia. La Parola di Dio in questa celebrazione ci fa comprendere il mistero della Chiesa, e in essa della Santa Sede, alla luce delle due icone bibliche scritte dallo Spirito nella pagina degli Atti degli Apostoli ed in quella del Vangelo di Giovanni”.

Nella memoria liturgica di Maria Madre della Chiesa si celebra oggi il Giubileo della Santa Sede, che culmina con la celebrazione della messa presieduta nella basilica vaticana da papa Leone XIV, che nell’omelia ha ricordato la maternità di Maria che nasce sotto la Croce, la fecondità della Chiesa, la santità di chi la compone: “La maternità di Maria attraverso il mistero della Croce ha fatto un salto impensabile: la madre di Gesù è diventata la nuova Eva, perché il Figlio l’ha associata alla sua morte redentrice, fonte di vita nuova ed eterna per ogni uomo che viene a questo mondo. Il tema della fecondità è ben presente in questa liturgia”.

E dalla maternità nasce la fecondità della Chiesa, come aveva sottolineato il teologo von Balthasar: “La fecondità della Chiesa è la stessa fecondità di Maria; e si realizza nell’esistenza dei suoi membri nella misura in cui essi rivivono, ‘in piccolo’, ciò che ha vissuto la Madre, cioè amano secondo l’amore di Gesù. Tutta la fecondità della Chiesa e della Santa Sede dipende dalla Croce di Cristo. Altrimenti è apparenza, se non peggio”.

Tale fecondità è ‘legata’ alla santità: “Nella Colletta abbiamo chiesto anche che la Chiesa ‘esulti per la santità dei suoi figli’. In effetti, questa fecondità di Maria e della Chiesa è inseparabilmente legata alla sua santità, cioè alla sua conformazione a Cristo. La Santa Sede è santa come lo è la Chiesa, nel suo nucleo originario, nella fibra di cui è intessuta. Così la Sede Apostolica custodisce la santità delle sue radici mentre ne è custodita.

Ma non è meno vero che essa vive anche nella santità di ciascuno dei suoi membri. Perciò il modo migliore di servire la Santa Sede è cercare di essere santi, ciascuno di noi secondo il suo stato di vita e il compito che gli è stato affidato”.

Nessuno è escluso dalla santità, secondo il compito affidato: “Ad esempio, un prete che personalmente sta portando una croce pesante a motivo del suo ministero, e tuttavia ogni giorno va in ufficio e cerca di fare al meglio il suo lavoro con amore e con fede, questo prete partecipa e contribuisce alla fecondità della Chiesa. E così un padre o una madre di famiglia, che a casa vive una situazione difficile, un figlio che dà pensieri, o un genitore malato, e porta avanti il suo lavoro con impegno, quell’uomo e quella donna sono fecondi della fecondità di Maria e della Chiesa”.

Poi il papa si è soffermato sulla ‘maternità’ di Maria verso la Chiesa nascente, secondo la descrizione degli Atti degli Apostoli: “Ci mostra la maternità di Maria verso la Chiesa nascente, una maternità “archetipica”, che rimane attuale in ogni tempo e luogo. E soprattutto essa è sempre frutto del Mistero pasquale, del dono del Signore crocifisso e risorto.

Lo Spirito Santo, che scende con potenza sulla prima comunità, è lo stesso che Gesù ha consegnato col suo ultimo respiro. Questa icona biblica è inseparabile dalla prima: la fecondità della Chiesa è sempre legata alla Grazia sgorgata dal Cuore trafitto di Gesù insieme al sangue e all’acqua, simbolo dei Sacramenti”.

E’ stata Maria, a ‘servizio’ della comunità, a sostenere Pietro nel suo ministero di guidare la Chiesa: “Maria, nel Cenacolo, grazie alla missione materna ricevuta ai piedi della croce, è al servizio della comunità nascente: è la memoria vivente di Gesù, e in quanto tale è, per così dire, il polo d’attrazione che armonizza le differenze e fa sì che la preghiera dei discepoli sia con-corde.

Gli Apostoli, anche in questo testo, sono elencati per nome, e come sempre il primo è Pietro. Ma lui stesso, anzi, lui per primo è sostenuto da Maria nel suo ministero. Analogamente la Madre Chiesa sostiene il ministero dei successori di Pietro con il carisma mariano. La Santa Sede vive in maniera del tutto peculiare la compresenza dei due poli, quello mariano e quello petrino. Ed è quello mariano che assicura la fecondità e la santità di quello petrino, con la sua maternità, dono di Cristo e dello Spirito”.

Prima della celebrazione eucaristica suor Maria Gloria Riva, appartenente all’ordine delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, nella meditazione ha affermato che il passato è un ‘trampolino di lancio’: “L’equilibrio fra passato e futuro è la grande radice della Speranza. Il passato può rappresentare un grande trampolino di lancio per vivere nella giusta tensione il presente. Il passato ci viene incontro con le sue interrogazioni, non per farci soccombere ma per rilanciarci nel Presente, guardando al futuro con grande speranza”.

La meditazione di suor Riva è un invito a ‘correre’ nella parte ‘giusta’: “Noi sappiamo dove dobbiamo correre: la corsa di Giovanni e Pietro verso il sepolcro vuoto di Cristo è l’unica corsa che la Chiesa e il mondo possono percorrere senza timore: è la corsa di chi sa che la speranza risiede nella vera vita, quella eterna. L’eternità ci sta di fronte. Se lavoriamo per orizzonti brevi e mediocri, lavoriamo invano. Occorre lavorare per l’orizzonte grande della vita che non muore. Sperare è affermare la verità che rispetta la vita, dal suo concepimento alla sua fine; che rispetta la dignità di ogni persona”.

Questo è il significato del Giubileo: “Quello di aiutarci a pensare alle cose ultime. Se fede e carità ci sono necessarie per vivere la relazione con Dio e con gli uomini, la speranza ci è necessaria per comprendere il cammino della storia. Dobbiamo armarci di umiltà per scorgere, con gli occhi dello stupore i passi piccoli ma sicuri della speranza”.

Quindi l’eucarestia è il “viatico per questa speranza eterna che annoda meravigliosamente passato, presente e futuro. Sappiamo inoltre che nell’Eucaristia l’unità di tutti gli uomini è significata e prodotta. Tuttavia conoscere questo non basta, occorre crederlo e affermarlo con tutta la propria esistenza di uomini e donne di pace e di unità”.

E ciò può avvenire attraverso la Croce: “La croce ancora ci può salvare, nel 2025 esiste ancora la grande salvezza della croce: una croce accolta e offerta. Abbiamo vissuto anni difficili tra scandali e polemiche, ma in questo grande segno possiamo ancora vincere. La grande bellezza perdente che ci salverà. La speranza sorge laddove le lacrime del dolore e del pentimento fecondano l’animo nell’umiltà e nella novità di vita”.

 (Foto: Santa Sede)

Papa Francesco: principio petrino e principio mariano hanno uguale importanza

Oggi papa Francesco ha proseguito nelle udienze programmate, ma con le dovute precauzioni verso una lenta guarigione, come ha detto ai partecipanti al seminario di ‘Etica nella gestione della salute’:

Marco Frisina ricorda Giovanni Paolo II a 42 anni dall’attentato

A 42 anni dall’attentato a san Giovanni Paolo II, sabato 13 maggio (memoria della beata Vergine Maria di Fatima) la diocesi di Macerata ha dedicato un concerto, ‘Totus Tuus’, con 200 coristi delle corali del territorio maceratese (coro ‘San Francesco’ di Macerata, coro ‘San Vincenzo Maria Strambi’ di Macerata, coro ‘Figli della Luce’ di Macerata, corale ‘San Francesco’ di Montelupone, ‘Grace choir’ di Urbisaglia, coro ‘San Francesco’ di Recanati, coro ‘Santa Maria in Monntemorello’ di Recanati, corale ‘G. Bonagiunta’ di San Ginesio, corale ‘P. Giorgi’ di Montecassiano, ‘Pueri Cantores’ di Macerata, coro ‘Santa Maria delle Vergini’ di Macerata, coro ‘Sibilla’ di Macerata), accompagnati da 20 musicisti dell’Orchestra ‘Sinfonietta Gigli’ di Recanati sotto la direzione del consultore del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e rettore della basilica di Santa Cecilia in Trastevere, maestro mons. Marco Frisina, biblista e compositore, proponendo un repertorio di canti liturgici della tradizione popolare, dedicati alla Madre di Dio:

Nasce l’Osservatorio per analizzare e interpretare le apparizioni mariane

“Nella Vergine Maria, la naturale intuizione femminile viene esaltata dalla sua singolarissima unione con Dio nella preghiera. Per questo, leggendo il Vangelo, notiamo che ella sembra qualche volta scomparire, per poi riaffiorare nei momenti cruciali: Maria è aperta alla voce di Dio che guida il suo cuore, che guida i suoi passi là dove c’è bisogno della sua presenza. Presenza silenziosa di madre e di discepola”.

Papa Francesco: la pace è integrale

Alla riunione dei capi di Stato del G7 a Tokjo, dove si sono decise sanzioni contro la Russia, che ha invaso l’Ucraina, con il possibile invio dei F16 all’esercito ucraino, papa Francesco ha inviato al vescovo di Hiroshima, mons. Alexis Mitsuru Shirahama, un messaggio, pregando che sia un summit ‘fruttuoso’:

Papa Francesco: dall’Ungheria un invito a costruire ‘ponti’

Come è caratteristica dopo ogni viaggio apostolico papa Francesco racconta ai fedeli dell’udienza generale le impressioni ricavate attraverso alcune immagini con il ringraziamento al popolo ungherese per l’accoglienza:

‘Dare luce alle stelle’: cortometraggio dedicato all’Annunciazione a Maria da un componimento di mons. Angiuli

La Fondazione di Partecipazione PCE ‘Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae’ comunica che mercoledì 14 e giovedì 15 dicembre alle ore 19.00, presso l’ Auditorium Benedetto XVI – S.S.  275 – Alessano, con ingresso libero, sarà possibile assistere alla visione del cortometraggio ‘Dare luce alle stelle’ ispirato al componimento poetico ‘L’annuncio dell’Angelo a Maria’ di mons. Vito Angiuli.

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