Tag Archives: Linguaggio
Papa Francesco: la musica genera comunione
Avete visto che la spontaneità dei bambini parla più dei migliori discorsi? Loro sono così, si esprimono come sono. Dobbiamo prenderci cura dei bambini perché sono il futuro, sono la speranza, ma sono anche la testimonianza di spontaneità, di innocenza e di promessa. E sempre per questo Gesù diceva che voleva i bambini vicini… Dobbiamo imparare da questa spontaneità che ci hanno fatto vedere questi. E non venivano per le caramelle (poi si sono accorti che c’erano le caramelle) ma venivano perché gli piaceva venire. Sono così. Non dimentichiamo la lezione che ci hanno dato oggi”.
Papa Francesco ha iniziato in questo modo l’udienza odierna con i partecipanti al IV Incontro Internazionale delle Corali in occasione del 40^ di fondazione del Coro della Diocesi di Roma, ricordando che il canto crea armonia e comunione: “La musica genera armonia raggiungendo tutti, consolando chi soffre, ridonando entusiasmo a chi è scoraggiato e facendo fiorire in ciascuno valori meravigliosi come la bellezza e la poesia, riflesso della luce armoniosa di Dio. L’arte musicale ha infatti un linguaggio universale e immediato, che non necessita di traduzioni, né di tante spiegazioni concettuali”.
La musica può essere apprezzata da tutti, perché aiuta a superare le divisioni: “Possono apprezzarla i semplici e i dotti, cogliendone chi un aspetto chi un altro, con più o meno profondità, ma attingendo tutti dalla stessa ricchezza. Inoltre la musica educa all’ascolto, all’attenzione e allo studio, elevando le emozioni, i sentimenti e i pensieri, portando le persone oltre il vortice della fretta, del rumore e di una visione solo materiale della vita, e aiutandole a contemplare meglio sé stesse e la realtà che le circonda.
Dona così, a chi la coltiva, uno sguardo saggio e pacato, con cui più facilmente si superano divisioni e antagonismi, per essere (proprio come gli strumenti di un’orchestra o le voci di un coro) in accordo, per vigilare sulle stonature e correggere le dissonanze, che sono pure utili per la dinamica delle composizioni, purché integrate in un sapiente tessuto armonico”.
Quindi attraverso l’armonia si giunge alla comunione: “Il canto corale si fa insieme, non da soli. E anche questo ci parla della Chiesa e del mondo in cui viviamo. Il nostro camminare uniti, infatti, si può rappresentare come l’esecuzione di un grande ‘concerto’, nel quale ciascuno partecipa con le proprie capacità e offre il proprio contributo, suonando o cantando la sua ‘parte’, e ritrovando così la propria unicità arricchita dalla sinfonia della comunione.
In un’orchestra od in un coro si instaurano sintonia ed armonia: “In un coro ed in un’orchestra, gli uni hanno bisogno degli altri, e la riuscita dell’esecuzione di tutti è condizionata dall’impegno di ciascuno, dal fatto che ognuno contribuisca al meglio nel suo ruolo, rispettando e ascoltando chi gli sta accanto, senza protagonismi, in sintonia. Proprio come nella Chiesa e nella vita, dove ciascuno è chiamato a fare bene la sua parte a vantaggio dell’intera comunità, perché da tutto il mondo si alzi un canto di lode a Dio”.
Perciò armonia e comunione conducono alla gioia, come esorta sant’Agostino: “Voi siete depositari di un tesoro secolare di arte, di bellezza e di spiritualità. Non lasciate che la mentalità del mondo lo inquini con l’interesse, l’ambizione, la gelosia, le divisioni, cose tutte che, come voi sapete, possono introdursi nella vita di un coro, come di una comunità, rendendoli spazi non gioiosi, ma tristi e pesanti, fino a disgregarli.
Vi farà bene, invece, a tal fine, tenere alto il tenore spirituale della vostra vocazione: con la preghiera e la meditazione della Parola di Dio, partecipando, oltre che con la voce, anche con la mente e con il cuore alle liturgie che animate, e vivendone con entusiasmo i contenuti giorno per giorno, perché la vostra musica sia sempre più elevazione felice del cuore a Dio, che con il suo amore attrae, illumina e trasforma tutto”.
Inoltre ricevendo gli ambasciatori non accreditati presso la Santa Sede di Etiopia, Zambia, Tanzania, Burundi, Qatar e Mauritania, papa Francesco ha incentrato la riflessione su famiglia, speranza e pace: “In questa prospettiva, incoraggio i vostri sforzi e quelli dei vostri governi per coltivare il bene comune, proteggere i diritti fondamentali e la dignità di tutti e costruire una cultura di solidarietà fraterna e di cooperazione…
Alla luce di tali sfide, è essenziale intraprendere un dialogo lungimirante, costruttivo e creativo, basato sull’onestà e sull’apertura, per trovare soluzioni condivise e rafforzare i legami che ci uniscono come fratelli e sorelle all’interno della famiglia mondiale. In proposito, dobbiamo anche ricordarci dei nostri obblighi nei confronti delle future generazioni, chiedendoci in che tipo di mondo vogliamo che vivano i nostri bambini e chi verrà dopo di loro”.
Mentre la speranza deve essere al centro dell’azione diplomatica: “Eppure la speranza ci porta a riconoscere il bene presente nel mondo, e ci dà la forza necessaria ad affrontare le sfide dei nostri giorni. Per questo motivo, mi piace pensare a voi, cari Ambasciatori, come a segni di speranza, perchè siete donne e uomini che cercano di costruire ponti tra i popoli, e non muri. Le elevate responsabilità che esercitate ricordano che la ricerca di un terreno comune, la comprensione reciproca e le espressioni concrete di solidarietà sociale sono tutte cose possibili”.
Infine la necessità della pace: “Solo quando mettiamo da parte l’indifferenza e la paura può fiorire un genuino clima di rispetto reciproco, che porti a una durevole concordia. La vostra presenza qui è un segno eloquente della volontà delle Nazioni che rappresentate e della Comunità internazionale nel suo complesso di affrontare le situazioni di ingiustizia, discriminazione, povertà, disuguaglianza che affliggono il nostro mondo e che ostacolano le pacifiche aspirazioni delle generazioni presenti e future. E’ mio auspicio che nell’esercitare il vostro ruolo di diplomatici vi sforzerete sempre di essere costruttori di pace, quelli benedetti dall’Onnipotente”.
(Foto: Santa Sede)
Margherita Cassano, la prima Presidente donna della Corte Suprema di Cassazione, in visita a Rondine
“Riparto dopo la visita a Rondine particolarmente arricchita, perché ho avuto la dimostrazione più autentica di cosa significa scuola nel senso più alto del termine, di cosa significa rispetto dell’altro e della sua dignità. E quali sono i percorsi realmente praticabili per conseguire la pace e il rispetto della democrazia in ogni ordinamento”.
Queste le parole di Margherita Cassano, Presidente della Corte Suprema di Cassazione che ieri ha visitato la Cittadella della Pace e tenuto una lectio magistralis agli studenti del Quarto Anno Rondine e dei giovani internazionali della World House. Un excursus che è partito dalla storia della Costituzione italiana per poi ripercorrere lo sviluppo della legislazione fino ai giorni nostri, con uno sguardo attento ai diritti delle donne, passando per l’evoluzione del linguaggio di genere fino ai momenti cruciali dell’inclusione delle donne nelle cariche dello Stato.
La memoria torna a Rosa Oliva – prima donna ad aver sostenuto un ricorso presso la Corte Costituzionale, per poter accedere al concorso per diventare Prefetto – per giungere oggi al grande risultato raggiunto con la nomina della stessa Margherita Cassano a prima presidente donna della Cassazione.
Grande interesse e acceso dibattito con i giovani di Rondine in merito al linguaggio di genere a alla sua evoluzione, compresa la declinazione delle cariche dello Stato al femminile, scelta non sostenuta in maniera uniforme e che accende spesso il dibattito pubblico. Alla lezione della Presidente Cassano hanno presenziato anche il Prefetto dott.ssa Maddalena De Luca e il Vicario del Questore dott.ssa Angela Lauretta, Gianni fruganti, ex presidente della sezione penale del Tribunale di Arezzo che hanno condiviso l’importanza di riflettere su questi temi assieme ai giovani, in contesti educativi.
“È stato un grande onore per Rondine accogliere la Presidente della Cassazione – afferma il Presidente di Rondine Franco Vaccari – un grande esempio e ispirazione per gli studenti e le studentesse di Rondine. Siamo molto grati alla Presidente per la sua generosità nel condividere la sua storia con i nostri ragazzi e averli stimolati in un prezioso dibattito, un’opportunità unica di arricchimento del bagaglio culturale che custodiranno per tutta la vita”.
Papa Francesco: i linguaggi sono necessari per educare
Papa Francesco continuamente ritorna sul tema educativo ed anche oggi, ricevendo il Presidente e il Board of Trustees della ‘University of Notre Dame’ dell’Indiana, ha ribadito che è la missione fondamentale della Chiesa e di questa università cattolica, fondata dal beato Basil Moreau: “Fin dalla sua fondazione, l’Università di Notre Dame si è dedicata all’incremento della missione della Chiesa di annunciare il Vangelo attraverso la formazione di ogni persona in tutte le sue dimensioni”.
Card. Pizzaballa: pace è il linguaggio per la Terra Santa
Ieri è stato inaugurato il nuovo anno accademico dell’Università Cattolica a Roma con la prolusione del patriarca di Gerusalemme dei Latini, card. Pierbattista Pizzaballa, che ha tracciato alcune proposte per superare l’impasse in Terra Santa, dove dal 7 ottobre oltre alla guerra è avvenuto anche ‘uno spartiacque nel dialogo interreligioso, che non potrà essere più come prima, almeno tra cristiani, musulmani ed ebrei’:
Papa Francesco invita a promuovere una rete di incontro
Ad Assisi con il SAE per diventare abitazione di Dio
Ad Assisi fino a domani è in svolgimento la 59^ sessione estiva di formazione ecumenica, dal titolo ‘Chiese inclusive per donne nuove ed uomini nuovi: Edificati insieme per diventare abitazione di Dio’, che affronta “argomenti importanti per le Chiese, per le nostre comunità grandi e piccole, ma anche per noi, considerati individualmente, perché toccherà temi che ci coinvolgono profondamente anche come uomini e donne che abitano la Terra con tutte le sue contraddizioni, le sue culture, le sue narrazioni”.
Sanremo Cristian Music Festival: Fabrizio Venturi annuncia il regolamento della terza edizione
Per la terza volta, in veste di Direttore Artistico e Conduttore, Fabrizio Venturi ha annunciato la pubblicazione del regolamento della terza edizione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2024, che si svolgerà a Sanremo, dal 7 al 9 febbraio 2024, in concomitanza con il Festival della Canzone Italiana.
Papa Francesco: il pensiero di Pascal è attuale
La ‘comunicazione cordiale’ come si esprime in parrocchia?
‘Parrocchie, tecnologie, cultura digitale’ sono le parole chiave di un articolo che la prof.ssa Alessandra Carenzio, docente di ‘Didattica e Pedagogia speciale’ all’Università Cattolica di Milano, e don Marco Rondonotti, ricercatore al CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media all’Innovazione e alla Tecnologia) dell’Università Cattolica di Milano, hanno pubblicato nel primo numero del 2023 di ‘Dizionario di dottrina sociale della Chiesa. Le cose nuove del XXI secolo’, rivista trimestrale online dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Centro di Ateneo per la dottrina sociale della Chiesa) edita da ‘Vita e Pensiero’.
Mattarella: don Milani un grande educatore
“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”: questa frase della ‘Lettera ai cappellani militari’ ha aperto la marcia per don Milani, nel giorno del suo centesimo compleanno, partita dalla piazzetta di Vicchio e sale fino a Barbiana, passando per il lago Viola.






























