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Presentata a Palazzo Lombardia ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’

La dispersione scolastica non si combatte soltanto con più didattica, ma con scuole capaci di ascoltare, includere, orientare e dare senso al futuro. È da questa convinzione che prende forma ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero”, il progetto presentato in Regione Lombardia da Rondine Cittadella della Pace, nell’ambito del programma ZeroNeet, promosso da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia con la partecipazione di Intesa Sanpaolo.

L’iniziativa porta nelle scuole lombarde il ‘Metodo Rondine’, un approccio educativo centrato sulla trasformazione creativa del conflitto, sul dialogo e sulla corresponsabilità. L’obiettivo è rafforzare la qualità delle relazioni educative, prevenire il disagio giovanile, intercettare i segnali di demotivazione e contrastare l’abbandono scolastico agendo non sull’emergenza, ma sulle cause profonde della fragilità.

Alla conferenza stampa sono intervenuti Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia, Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo, Simona Tironi, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Lombardia, Greta Corioni, studentessa della 5ª Sezione classico del Liceo Vida di Cremona, Amèlie Rose Cattaneo, Rondinella d’Oro, e Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine Cittadella della Pace.

“Il fenomeno dei NEET ci interroga: dietro ogni ragazzo fermo – ha sottolineato il presidente Fontana – c’è un talento da riattivare. In Lombardia vogliamo intercettare quanto prima i segnali di fragilità e isolamento e, per questo, investiamo in percorsi che uniscano scuola, formazione e lavoro. ‘Sezione Rondine’ porta nelle classi relazioni educative più forti e orientamento vero. Prevenire la dispersione significa dare fiducia, metodo e prospettive concrete. La scuola non deve lasciare indietro nessuno, soprattutto nei momenti di difficoltà. Con ZeroNeet rafforziamo un’alleanza stabile con Fondazione Cariplo e Intesa Sanpaolo. È un patto territoriale che coinvolge istituzioni, comunità educanti e imprese”.

Il cuore del progetto è un’idea precisa: la scuola non è soltanto il luogo dell’istruzione, ma uno spazio decisivo di riconoscimento, crescita e costruzione della persona. In questo quadro, il Metodo Rondine diventa uno strumento concreto per migliorare il clima di classe, sostenere docenti e studenti e rendere più forte l’intera comunità educante. Un metodo riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica.

“Con ‘Sezione Rondine’ – ha evidenziato l’assessore Tironi – portiamo nelle scuole lombarde un metodo che rimette al centro la persona e le relazioni. È qui che si gioca la battaglia contro la dispersione e, a cascata, del rischio di diventare NEET. Regione Lombardia sta rafforzando l’orientamento lungo tutto il percorso scolastico, con attenzione alle transizioni più delicate. Investiamo su formazione dei docenti, tutoraggio e alleanze stabili con famiglie, territorio e terzo settore. Stiamo potenziando i percorsi di istruzione e formazione professionale e i collegamenti con le imprese”.

“Con ZeroNeet – ha chiarito – uniamo risorse e competenze per intercettare i ragazzi che rischiano di uscire dai radar. L’obiettivo è costruire per ciascuno un progetto di vita, non una risposta temporanea all’emergenza. Rondine ci aiuta a trasformare i conflitti in crescita e a ricostruire motivazione e fiducia. È una sfida educativa e sociale che affrontiamo insieme, perché nessun giovane resti indietro”.

Il progetto ha già avviato una diffusione capillare sul territorio regionale, a partire da tre scuole pilota: ISIS Romero di Albino (Bergamo), Scuola Bottega (Brescia) e Liceo Vida (Cremona), dove sono state attivate sei Sezioni Rondine, primo nucleo di una sperimentazione destinata ad allargarsi. La formazione e la coprogettazione sono organizzate e realizzate da Rondine Academy insieme all’Ufficio scuola di Rondine Cittadella della Pace; la formazione dei tutor è progettata e realizzata da Rondine Academy in partnership con Università Cattolica del Sacro Cuore.

Ad oggi, ‘Sezione Rondine. La scuola a dispersione zero’ in Lombardia coinvolge la Città Metropolitana di Milano, 10 Province, 24 scuole, 236 docenti in formazione, 224 docenti già formati, 26 tutor formati, 6 Sezioni Rondine attivate e 111 studenti inseriti nel percorso. Numeri che raccontano non soltanto l’avanzamento del progetto, ma la possibilità concreta di costruire una scuola più vicina, più consapevole e più capace di non perdere nessuno.

‘Sezione Rondine’ non si configura come un’attività aggiuntiva o episodica, ma come un percorso che entra in modo strutturale nella vita della scuola. Il progetto prevede infatti la formazione dei docenti dei Consigli di classe al Metodo Rondine, la preparazione di tutor capaci di agire come facilitatori relazionali, la co-progettazione del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) attraverso il Percorso Ulisse – che integra orientamento, educazione civica e formazione scuola-lavoro – e l’attivazione di pratiche educative e laboratoriali in grado di connettere competenze cognitive, trasversali e socio-emotive.

La finalità è chiara: individuare in anticipo i segnali di disagio, isolamento e rischio di abbandono, aiutando ogni studente e ogni studentessa a sentirsi riconosciuto, sostenuto e protagonista del proprio cammino. In questa visione, apprendimento e relazione non sono due piani separati: il successo scolastico passa anche dal benessere, dal senso di appartenenza e dalla qualità dei legami che si costruiscono in classe.

“I 150.000 Neet presenti oggi in Lombardia – ha commentato il presidente Azzone – rappresentano una sfida che riguarda il futuro sociale, economico e civile della nostra regione. Per questo abbiamo scelto di lavorare insieme in una partnership fondata su un obiettivo condiviso: ridurre il fenomeno, fino ad azzerarlo. Accanto al recupero dei ragazzi che oggi sono fuori dai percorsi di studio e lavoro, è decisiva la prevenzione, perché evitare che nuovi giovani restino indietro è la forma più efficace di intervento.

In questo quadro, il modello Rondine ci offre una prospettiva concreta e innovativa: mettere al centro la persona, riconoscerne l’unicità e costruire risposte formative più adatte ai cambiamenti della società e del mercato del lavoro. La scuola e i processi educativi non possono restare gli stessi di vent’anni fa, mentre tutto intorno cambia profondamente. Questa sperimentazione potrà diventare un’esperienza da scalare e rafforzare”.

“Questa sperimentazione – ha spiegato il presidente Vaccari – nasce da un incontro, dal coraggio di mettersi in ascolto e dalla volontà di costruire insieme qualcosa di concreto per i giovani. La Sezione Rondine è, prima di tutto, questo: persone e istituzioni diverse che si riconoscono in un obiettivo comune e decidono di lavorare nella stessa direzione. Oggi sappiamo che il processo educativo ha bisogno di essere ripensato in profondità, perché non possiamo continuare a rispondere con gli strumenti di ieri alle fragilità e alle domande di oggi.

Vogliamo raggiungere risultati concreti, certo, ma vogliamo farlo creando un habitat della fiducia, perché è nella fiducia, anche quando è ferita, che si trova la forza per ripartire e generare cambiamento. Per questo il grazie oggi va a tutti coloro che stanno rendendo possibile questo percorso: istituzioni, dirigenti scolastici, mondo della scuola e giovani, che sono il cuore di questa sfida”.

All’incontro con la stampa sono intervenute anche Greta Corioni, studentessa della 5^ sezione classico del Liceo Vida di Cremona e Amèlie Rose Cattaneo, Rondinella d’Oro, in quanto ha frequentato lo scorso anno il borgo Rondine vicino ad Arezzo.

Regione Lombardia e Rondine Cittadella della Pace insieme per educare alla pace e combattere la dispersione scolastica

Regione Lombardia e l’Associazione Rondine Cittadella della Pace hanno firmato il Protocollo d’Intesa per la promozione del Metodo Rondine per la trasformazione creativa delle tensioni all’interno del sistema di istruzione e formazione lombardo. L’accordo nasce con l’obiettivo di contrastare la dispersione scolastica, rafforzare l’inclusione e il successo formativo degli studenti e prevenire tutte quelle le situazioni che spingono i giovani a diventare inattivi, promuovere il dialogo, la cittadinanza attiva e digitale, e prevenire fenomeni di bullismo e violenza nelle scuole.

Sottoscritto dall’Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, Simona Tironi, e dal fondatore e presidente dell’Associazione Rondine, Franco Vaccari, il Protocollo prevede una collaborazione pluriennale per integrare nei percorsi educativi regionali un approccio innovativo alla gestione del disagio, basato su relazioni trasformative e non violente, come ha sottolineato l’assessore Simona Tironi:

“Credo profondamente nella scuola come luogo in cui si costruisce il futuro, non solo in termini di conoscenze, ma soprattutto di relazioni umane, rispetto e crescita personale. Questo protocollo rappresenta un passo concreto per offrire ai nostri giovani strumenti nuovi e profondi per affrontare e trasformare i conflitti, sviluppare empatia, senso civico e consapevolezza ed evitare il fenomeno dei Neet. E’’ un impegno forte verso un’educazione che non lascia indietro nessuno e che formale nuoce generazioni che saranno chiamate a guidare lo sviluppo sociale economico e produttivo del nostro paese responsabili e pronti a contribuire a una società più equa, inclusiva e pacifica”.

Il Metodo Rondine apprezzato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della sua visita a Rondine lo scorso 6 giugno, validato da importanti università italiane e riconosciuto a livello nazionale e internazionale è stato promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito tramite il protocollo d’intesa per favorire, crescita personale, l’educazione alla pace, alla legalità, alla convivenza e allo sviluppo sostenibile tramite il suo approccio relazionale al conflitto unico.

L’obiettivo è rigenerare i legami sociali negli ambienti in cui si vive, si studia e si lavora, promuovendo una cultura collaborativa tra pubblico, privato e Terzo Settore, capace di prevenire nuove forme di disagio e povertà educativa, come ha affermato Franco Vaccari: “In un mondo segnato da nuove fragilità e crescenti tensioni sociali, è urgente dotare i giovani di strumenti concreti per gestire i conflitti in modo costruttivo.

Siamo davvero grati alla Regione Lombardia per questo accordo che apre un percorso lungimirante e ci vede uniti nell’impegno condiviso di portare nel territorio un’innovazione educativa sperimentata da oltre 20 anni a Rondine. L’obiettivo: formare giovani cittadini consapevoli, capaci di abitare in conflitto e diventare protagonisti del cambiamento”.

Tra le iniziative previste dal Protocollo: l’introduzione delle ‘Sezioni Rondine’ nelle scuole lombarde; l’estensione del progetto ‘Quarto Anno Rondine’, che permette di frequentare la classe quarta nel borgo di Rondine in Toscana all’interno di un percorso educativo e formativo internazionale e interculturale che sviluppa una consapevolezza critica, lavora sulla trasformazione del conflitto e rafforza la tua crescita emotiva e relazionale, e la promozione di eventi come YouTopic Fest, il festival internazionale sul tema del conflitto che si svolge ogni a giugno nella Cittadella della Pace di Arezzo e che quest’anno ha visto la presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Inoltre, particolare attenzione sarà riservata al sostegno dell’attivismo civico giovanile e allo sviluppo delle idee progettuali dei ragazzi, accompagnandoli verso una partecipazione consapevole alla vita delle comunità locali. Attraverso azioni di formazione professionalizzante, incubazione sociale e sostegno al protagonismo giovanile, il progetto mira a rafforzare coesione e sviluppo sostenibile, trasformando il potenziale dei giovani in motore di cambiamento sociale.

Un ulteriore elemento innovativo è l’applicazione del Metodo Rondine anche nei contesti organizzativi e aziendali, pubblici e privati. Le imprese saranno coinvolte in percorsi volti a rigenerare le relazioni interne, affrontare i conflitti latenti e sviluppare modelli di welfare generativo. In tal modo, il conflitto non sarà più visto come un ostacolo, ma come una leva per generare benessere e opportunità di crescita, anche economica.

La collaborazione promuove infine la diffusione delle migliori pratiche di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, in coerenza con gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030, costruendo alleanze trasversali per il bene comune e valorizzando le esperienze positive già in atto sul territorio lombardo. Regione Lombardia e Rondine condividono l’impegno a costruire una società più giusta, inclusiva e pacifica, dove il conflitto non venga evitato o represso, ma trasformato in una risorsa per la crescita della persona e della comunità.

(Foto: Rondine Cittadella della Pace)

Save the Children: in aumento la povertà in Italia

“Negli ultimi 10 anni, in Italia il tasso di minori in povertà assoluta è quasi triplicato, raggiungendo il picco del 14,2% (quasi 1.400.000 minori). Per scongiurare il rischio che la povertà materiale delle famiglie porti all’abbandono precoce degli studi, è necessario sostenere i percorsi educativi dei bambini, delle bambine e degli adolescenti; ancora di più se si considera l’impatto dell’inflazione e del carovita sui nuclei familiari.

Durante il coronavirus la preparazione scolastica è peggiorata

Le vacanze natalizie sono terminate, ma non tutti gli studenti sono potuti ritornare nelle aule, come emerge dall’indagine ‘I giovani ai tempi del Coronavirus’, condotta da IPSOS per ‘Save the Children’, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per difendere i bambini a rischio e garantire loro un futuro, su un campione di adolescenti tra i 14 e i 18 anni, che sono stati intervistati per comprendere le loro opinioni, stati d’animo e aspettative.

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