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Risparmio casa per un Natale di Solidarietà: raccolti € 60.000 per i bambini dell’ospedale Bambin Gesù
In occasione delle festività natalizie, Risparmio Casa ha scelto di sostenere il progetto promosso dalla Fondazione Bambino Gesù ETS dell’Ospedale Bambino Gesù, dedicato all’accoglienza delle famiglie dei piccoli pazienti con maggiori difficoltà economiche. L’iniziativa solidale, attiva per tutto il periodo natalizio dall’8 dicembre 2025 all’11 gennaio 2026, ha permesso di raccogliere oltre 60.000 mila euro grazie alla generosità dei clienti che hanno scelto di donare nei punti vendita di Risparmio Casa.
Il ricavato è stato destinato alle attività di supporto alle difficoltà quotidiane delle famiglie dei bambini in lunga degenza, garantendo un alloggio che permetta loro di rimanere accanto ai propri figli per tutta la durata del percorso di cura.
Il contributo si inserisce nel percorso di Responsabilità Sociale “Doniamo Solidarietà” di Risparmio Casa, che dal 2023 rinnova il proprio impegno accanto alle persone più fragili, dando continuità a progetti dedicati al sostegno delle realtà più vulnerabili. In questo contesto, Risparmio Casa ha scelto di sostenere il programma di accoglienza della Fondazione Bambino Gesù ETS, che supporta ogni anno oltre 4.000 famiglie, offrendo alloggio gratuito in strutture dedicate o convenzionate, pasti, mediazione linguistica e culturale, supporto amministrativo, trasporti e attività scolastiche e ludico-educative per i piccoli pazienti.
Un aiuto concreto che contribuisce ad alleviare le difficoltà organizzative ed economiche legate alle lunghe degenze e permette alle famiglie di concentrarsi esclusivamente sulle cure dei propri cari: “Siamo orgogliosi di aver concluso l’anno con un gesto di solidarietà che racconta la generosità dei nostri clienti e la forza del nostro legame con il territorio – afferma Riccardo Battistelli Brand & Digital Transformation/Innovation Coordinator di Risparmio Casa.
Il sostegno alla Fondazione Bambino Gesù rappresenta una scelta di responsabilità: essere vicini alle famiglie nei momenti più delicati significa contribuire a rendere il loro percorso un po’ meno difficile. E’ stato un anno importante sotto questo profilo: abbiamo affiancato realtà che si occupano di fragilità profonde e che lavorano ogni giorno per offrire nuove possibilità a chi vive momenti complessi. Con questa iniziativa abbiamo voluto dare continuità a un cammino condiviso, che mette al centro le persone e il valore di gesti capaci di generare un impatto reale e concreto”.
“Iniziative come questa rappresentano un sostegno fondamentale per le famiglie che affrontano il difficile percorso della malattia di un figlio lontano da casa – dichiara Tiziano Onesti, Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – Poter contare su una rete di accoglienza solida significa alleviare un peso concreto, permettendo ai genitori di concentrarsi esclusivamente sulle cure e sul benessere dei propri bambini. Ringraziamo Risparmio Casa e tutti i clienti che hanno contribuito con generosità a questo progetto, dimostrando grande attenzione e sensibilità verso i più piccoli e le loro famiglie.”
La campagna a sostegno della Fondazione Bambino Gesù ETS rappresenta l’ultima tappa di un anno particolarmente significativo per il programma di responsabilità sociale “Doniamo Solidarietà” di Risparmio Casa. Nel corso del 2025, grazie all’attiva partecipazione dei clienti, Risparmio Casa ha sostenuto diversi progetti a favore di bambini, famiglie e persone in situazioni di vulnerabilità, dando continuità a un impegno costruito nel tempo.
Tra le iniziative promosse il supporto alla Fondazione Le Stelle di Marisa ETS, a sostegno degli “orfani speciali” attraverso interventi psicologici, educativi, economici e legali, e la partecipazione alla campagna “Aiutaci a scrivere il loro futuro”, promossa dal Consorzio Drug Italia, a favore della Fondazione Giovanni Celeghin, impegnata nella ricerca sui tumori cerebrali e nel supporto alle famiglie dei pazienti.
Grazie alle campagne solidali realizzate nel corso dell’anno, inclusa l’iniziativa natalizia a favore del progetto di accoglienza della Fondazione Bambino Gesù ETS, è stato possibile raggiungere una raccolta complessiva pari a 182.000 mila euro. Un risultato che racconta la capacità dell’azienda e della sua comunità di mobilitarsi per il bene comune e conferma un impegno che non si esaurisce con la conclusione delle singole iniziative, ma che continua a crescere e a evolvere in progetti di solidarietà sempre più concreti.
Per maggiori informazioni su ‘Doniamo Solidarietà’ e sui progetti sostenuti da Risparmio Casa, è possibile visitare la sezione dedicata sul sito ufficiale dell’azienda: https://www.risparmiocasa.com/doniamo-solidarieta/
La Società di San Vincenzo De Paoli siciliana scende in campo per un match dedicato alle persone in difficoltà
Domenica13 Aprile, nello Stadio comunale ‘Gianni Cosimo’ di Vittoria, ‘La Football San Vincenzo Sicilia’ affronterà la ‘Football Club Vittoria ASD’. Un match amichevole, senza né vincitori e né vinti. Sul campo solo tanta solidarietà che vedrà giocatori professionisti e non sfidarsi per una nobile causa: il ricavato dei biglietti d’ingresso sarà devoluto all’acquisto di biciclette e di occhiali da vista.
Due strumenti diversi che serviranno per aiutare le famiglie del territorio supportate dall’Associazione. “Questa zona è ricca di serre che offrono numerose possibilità di impiego. Molti ragazzi, privi della possibilità di acquistare un mezzo di trasporto, sono costretti a rinunciare al lavoro rimanendo in una condizione di estremo disagio. La bicicletta può ridare speranza a tante persone”, afferma il Presidente del Consiglio Centrale di Vittoria, Rosario Macca. Le serre sorgono in zone periferiche e non sono raggiungibili con mezzi pubblici.
L’iniziativa rappresenta uno dei tanti modi attraverso i quali la San Vincenzo De Paoli mostra attenzione, amore e vicinanza per i bisogni della persona. “Nelle famiglie si vivono situazioni di grande disagio e, anche l’acquisto di un paio di occhiali da vista per i propri figli, può creare difficoltà”, afferma il Presidente Macca.
Il progetto è stato sposato dal Coordinatore regionale, Mario Sortino, e da alcuni Consigli Centrali della Sicilia. Questo ha consentito di fare rete, proprio come insegnava il Beato Federico Ozanam: “Vorrei racchiudere il mondo in una rete di carità”. Un concetto che sta a cuore al Coordinatore della Società di San Vincenzo De Paoli siciliana: “Fare rete è fondamentale per creare un impatto reale e profondo. La solidarietà è un cammino da fare insieme guardando al futuro con speranza. Non può fermarsi a un gesto”.
Racchiudere un’opera di bene in un gesto fine a se stesso, ne danneggerebbe l’essenza che trova fondamento in qualcosa di estremamente nobile, la carità. Una virtù che chiama a consumarsi per l’altro, in ogni sua necessità, affinché insieme si possa costruire la speranza di un domani migliore.
Il gioco diventa così un mezzo per spendersi in un’opera di carità che grazie a un gesto di solidarietà tra più persone ha consentito qualcosa di straordinario: “Nasce una comunità”, afferma Paola Da Ros, Presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV. “Oggi si gioca una sfida molto più importante: quella dell’inclusione, della partecipazione, della fratellanza. Perché lo sport, nella sua essenza più autentica, è un potente veicolo educativo e sociale.
E’ capace di unire le persone ben oltre le differenze culturali, linguistiche o economiche. Una semplice partita a pallone può fare ciò che spesso le parole non riescono a realizzare: abbattere muri, costruire ponti” dichiara la Presidente Da Ros e conclude con un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno lavorato “Con passione e impegno per rendere possibile questo evento”.
L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Vittoria.
In Sicilia la San Vincenzo De Paoli, con 693 soci e quasi sessanta volontari, promuove numerose iniziative a favore delle persone in difficoltà e offre una gamma di servizi come le visite a domicilio, la distribuzione di beni di prima necessità e sostengo morale e spirituale, l’assistenza burocratica e amministrativa.
Attraverso 84 Conferenze raggruppate in 11Consigli centrali attive sul territorio viene garantita assistenza quotidiana a14.000 persone e a un migliaio di famiglie bisognose presenti in tutte le aree del disagio. “Lavoriamo incessantemente con una serie di iniziative e progetti mirati a contrastare l’esclusione sociale e le diverse forme di marginalità. Il nostro proposito è di stare vicini a chi ha bisogno partecipando attivamente alle loro storie di vita”, racconta Mario Sortino, coordinatore della Società di San Vincenzo De Paoli siciliana.
A Milano un Fondo per la gente
“In questa nostra Milano così attraente e intraprendente è necessario ripetere il grido antico: non ci sono case! Ispirato dalle parole del Beato Cardinal Schuster, in occasione del 50° di Caritas Ambrosiana, voglio rivolgere un appello simile e dare vita a un fondo che si chiamerà Fondo Schuster – Case per la gente”: con queste parole l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha annunciato nel pomeriggio, in Duomo, la costituzione del ‘Fondo Schuster – Case per la gente’, opera-segno promossa dalla Diocesi in occasione del 50° anniversario di costituzione (era il 18 dicembre 1974) di Caritas Ambrosiana.
L’annuncio è stato dato durante l’omelia nella Messa presieduta dall’Arcivescovo, con la partecipazione di oltre mille persone, tra responsabili, operatori, volontari e donatori Caritas, una folta schiera di autorità religiose e civili (incluso il sindaco di Milano, Giuseppe Sala), rappresentanti di realtà imprenditoriali e del terzo settore della città e del territorio diocesano.
Nei mesi scorsi era stato proprio monsignor Delpini, in vista del 50° Caritas, a chiedere di proporre un’opera-segno che coinvolgesse l’intera Diocesi, incentrata su un tema pastorale e sociale di particolare rilevanza. La scelta è caduta su tema dell’abitare, perché il diritto alla casa è principio-base di una buona convivenza civile, ed è fondamento di dignità nei percorsi di sostegno verso l’autonomia che Caritas cerca di costruire con tutti coloro che incontra (famiglie in povertà, minori, senza dimora, anziani, carcerati, stranieri, rom-sinti, ecc).
La Diocesi di Milano ha dunque deliberato di costituire, affidandone la gestione a Caritas, il nuovo ‘Fondo Schuster. Case per la gente’, che avrà una dotazione iniziale di € 1.000.000, derivante da riserve diocesane. In prospettiva, il Fondo Schuster potrà essere alimentato da donazioni monetarie (effettuate da cittadini, imprese, enti privati o pubblici) e dal conferimento di appartamenti (pubblici e privati). Obiettivi e meccanismi di funzionamento del Fondo sono illustrati dal sito internet www.fondoschuster.it.
Il Fondo è stato intitolato al cardinale Ildefonso Schuster, nel 70° anniversario dalla morte (31 agosto 1954), per ricordare una delle attenzioni principali che caratterizzarono il ministero pastorale dell’Arcivescovo del secondo dopoguerra, culminata nel progetto della Domus Ambrosiana. La finalità del nuovo strumento (vedi brochure allegata) saranno tre: effettuare lavori di riqualificazione di immobili, da destinare a famiglie e individui con difficoltà di accesso a soluzioni abitative a prezzo di mercato (a questa finalità saranno destinate il 50% delle risorse del Fondo);
erogare garanzie per i privati che intendono mettere a disposizione i propri appartamenti a prezzi calmierati, perché siano destinati a famiglie o individui con difficoltà di accesso a soluzioni abitative a prezzo di mercato (20% del Fondo); erogare a soggetti in povertà o in difficoltà contributi per le spese legate alla casa, ovvero affitti, bollette, spese condominiali, spese per la riqualificazione energetica (30% del Fondo).
Il Fondo opererà tramite la rete dei Centri di ascolto Caritas (vedi qui il sistema-Caritas), coordinata dal Servizio Siloe, per l’individuazione delle famiglie residenti nel territorio della Diocesi destinatarie degli interventi; la Fondazione San Carlo (promossa da Diocesi e Caritas) si occuperà, insieme ad altri soggetti, di riqualificare e gestire gli appartamenti conferiti al Fondo.
L’intento dell’iniziativa è però anche educativo e culturale. Volontà dell’Arcivescovo è suscitare una riflessione e una mobilitazione sul tema dell’abitare, in un territorio, quello milanese, in cui il diritto alla casa è avversato da sempre più evidenti squilibri e diseguaglianze (leggi qui), registrati anche dai Centri d’ascolto e dai servizi Caritas. Il Fondo è concepito come occasione per mettere a fuoco le cause della povertà abitativa e per favorire scelte di fede e forme di responsabilità istituzionale e giustizia sociale volte a superarle.
“Il Fondo Schuster non vuole essere solo una raccolta di risorse – ha aggiunto l’Arcivescovo nell’omelia –: vuole essere un messaggio, una provocazione, un invito alle istituzioni e a tutti gli enti e le persone sensibili alla sfida. Comune di Milano e Regione Lombardia hanno già garantito di mettere a disposizione appartamenti da riqualificare. Saranno un primo segno di cui i cittadini sono grati. Ma è solo un segno. Invochiamo una politica, una strategia, un’alleanza perché anche nella nostra città e nelle città della nostra diocesi si diffonda una parola di speranza e di incoraggiamento”.
“L’avvio e la gestione del Fondo sono obiettivi di grande attualità e spessore, e rappresentano il modo migliore per celebrare, in maniera non rituale ma generativa di futuro, i 50 anni di azione Caritas a Milano e in diocesi – osserva Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana -.
Accogliamo con entusiasmo la sfida che la Diocesi e l’Arcivescovo ci pongono, che ci esorta a declinare su nuovi fronti, in risposta alle urgenze sociali che maturano nelle nostre città e comunità, la fedeltà alle radici statutarie (‘testimonianza della carità in vista dello sviluppo integrale dell’uomo’, ‘particolare attenzione agli ultimi’, ‘prevalente funzione pedagogica’) che in mezzo secolo ha sempre contraddistinto Caritas Ambrosiana”.
Per le donazioni
Con carta di credito online www.caritasambrosiana.it In posta: ccp n. 000013576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus, via San Bernardino 4, 20122 Milano (causale: Fondo Schuster – Case per la gente); con bonifico: c/c presso Banca Intesa intestato a Caritas Ambrosiana Onlus, Iban: IT53M0306909606100000000348 (causale: Fondo Schuster – Case per la gente). Le offerte sono detraibili fiscalmente.
(Foto: Arcidiocesi di Milano)
I vescovi siciliani sottolineano le difficoltà dell’autonomia differenziata
Lo scorso 23 gennaio è stato approvato al Senato il testo del disegno di legge sull’autonomia differenziata presentato dal Ministro Calderoli ed ora l’esame del disegno di legge è alla Camera dei deputati. Il disegno di legge costituisce attuazione di quanto disposto all’art. 116, ultimo comma, della Costituzione, ove è prevista la possibilità di conferire alle Regioni ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.
Il nodo centrale della riforma è costituito dalla necessità di assicurare i medesimi livelli qualitativi nella erogazione delle prestazioni essenziali (LEP) in tutto il territorio nazionale. L’autonomia differenziata consiste nella gestione da parte delle Regioni di alcuni settori peculiari, come, ad esempio, quello dell’istruzione, in maniera autonoma, secondo quanto previsto dalla Costituzione.
Secondo quanto previsto dall’art. 119 della Costituzione Italiana, i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci; stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri; dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.
Però questa proposta di legge rischia di avere un ‘impatto disastroso’ sulla Sicilia, come hanno scritto i vescovi delle diocesi siciliane, mettendo a ‘rischio’ l’unità nazionale, nel sottolineare alcune criticità: “Il quadro delineato dall’originario DDL appariva, invero ancora lo è, caratterizzato da un’architettura che tende a creare asimmetrie all’interno di un regionalismo asimmetrico.
Si era espressa una prima forte perplessità sull’art. 3 in ordine alla fonte scelta per la determinazione dei LEP (DPCM) (livelli essenziali delle prestazioni) da parte del Governo, criticità non completamente risolta con il nuovo testo.
Così come era stato criticato il riferimento all’utilizzo della spesa storica per quelle regioni che intendono chiedere maggiore autonomia differenziata. Infatti tale indicatore, oltre ad essere superato, farebbe allargare ancora di più la forbice della disomogeneità territoriale delle regioni italiane. Inoltre sussistevano forti perplessità sulle misure perequative finalizzate a riequilibrare le forti disomogeneità territoriali che sono state parzialmente recepite nel DDl definitivamente approvato dal Senato”.
Per i vescovi siciliani il testo di legge è mancante di un riferimento alla ‘solidarietà sociale’: “In primo luogo manca un esplicito e necessario richiamo all’art. 2 Costituzione italiana fonte del dovere di solidarietà sociale in favore dei soggetti meno abbienti, che costituirebbe un ulteriore e migliore ancoraggio costituzionale anche a garanzia e vincolo nella determinazione dei LEP”.
Mancando questo riferimento alla solidarietà viene meno la sussidiarietà: “Ricordiamo che la differenziazione è da considerarsi come un corollario del principio di sussidiarietà in un processo di razionalizzazione dimensionale delle competenze tra centro e periferia. Se ne deve inferire che la dislocazione differenziata di funzioni legislative in singole Regioni non è affatto un adempimento costituzionalmente necessario, o addirittura un ‘diritto’ di alcune Regioni (o dei loro ‘popoli’).
Deve invece considerarsi come possibilità di adeguamento del quadro dei poteri, ove prevale l’esigenza di una più piena attuazione del principio di sussidiarietà verticale e orizzontale e dopo dei suoi corollari. A tal proposito il novellato testo (Art. 4) richiama l’attenzione sul pericolo di evitare disparità di trattamento sull’intero territorio nazionale, ma è proprio dalle previsioni normative in esso contenute che tale rischio emerge”.
Inoltre qualche articolo della legge presenta qualche perplessità: “Anche gli artt. 5 e 6 presentano ancora delle serie criticità. In particolare si osserva che si procede ad individuare le modalità di finanziamento delle funzioni attribuite attraverso compartecipazioni al gettito di uno o più tributi erariali maturato nel territorio regionale, mentre sarebbe più utile prevedere una distribuzione delle responsabilità fiscali per avere delle politiche finanziate in modo responsabile.
La compartecipazione si collega alla produttività dei territori regionali, con la conseguenza che territori maggiormente produttivi avrebbero introiti maggiori di altre realtà territoriali con una produttività storicamente ridotta e ciò trasformerebbe la differenziazione in diseguaglianza con l’evidente rischio di colpire concretamente la coesione dei territori mettendo in grave pericolo l’unità nazionale”.
Il testo legislativo inoltre riduce i finanziamenti alle regioni, mettendo in crisi la ‘solidarietà’ nazionale: “Infine nell’art 10, dedicato alle misure perequative, non v’è traccia di fondo perequativo di solidarietà nazionale che permetta di riequilibrare le forti disomogeneità territoriali. Fino a che le regioni del meridione (ai fini perequativi vanno integrate le capacità di entrate da economia sommersa delle regioni per avere un dato più affidabile della loro effettiva capacità fiscale) non raggiungono, con un fondo dedicato, almeno la media della capacità fiscale nazionale per abitante non si può affrontare per nessuna regione il tema dell’autonomia differenziata a meno che non si preveda un fondo di solidarietà nazionale vincolato a sanare le disparità delle capacità fiscali territoriali, le cui risorse vengono distribuite con funzioni, sia di compensazione delle risorse attribuite in passato, sia di perequazione. Anche la riduzione del cosiddetto ‘fondo complementare’ da € 4.400.000.000, a poco più di € 700.000.000 rappresenta un ulteriore rischio per le regioni più povere”.
Pe i vescovi da tale disegno di legge la Sicilia è molto penalizzata: “La Sicilia si trova immersa in questo scenario che potrebbe vedere uno Stato ‘arlecchino’ con 20 regioni con profili istituzionali uno diverso dall’altro. Sulle 23 materie ogni regione potrà scegliere quali avocare a sé e quali no. Ricordiamo che secondo degli studi fatti dalla Ragioneria Generale dello Stato, la Sicilia perderà € 1.300.000.000 circa l’anno: un impatto disastroso per una economia già in grande sofferenza”.
Il testo si conclude con la richiesta di attuazione dello statuto: “Quindi, oltre che rilevare ciò che di critico esiste nell’attuale riforma, la classe dirigente politica siciliana dovrebbe chiedere al governo nazionale l’attuazione completa dello statuto e non sprecare le risorse in dotazione, in tal modo sarebbe avviato un percorso di superamento delle criticità portate dalla riforma sull’autonomia differenziata.
Le fondate superiori preoccupazioni rappresentate, siano intese quale stimolo per reagire agli squilibri strutturali ed economici fortemente presenti nel meridione e che potrebbero portare a colpire in modo grave l’unità nazionale in favore di preoccupanti spinte secessioniste istituzionalizzate”.
‘Liberi di studiare’: aiutare gli studenti delle famiglie vulnerabili
Quasi tre minori su dieci nel nostro Paese sono esposti a condizioni di povertà o esclusione sociale. I dati ISTAT restituiscono una fotografia allarmante per le nuove generazioni: il 13% della popolazione in età scolare abbandona o comunque è a rischio di non completare i cicli dell’obbligo. Povertà educativa e povertà economica si alimentano a vicenda innescando un circolo vizioso difficile da spezzare.
Per le scuole cattoliche è urgente ‘fare coro’
Ieri il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica ed il Dicastero per la Cultura e L’Educazione hanno scritto una lettera rivolta a quanti sono coinvolti nella missione educativa delle scuole cattoliche, in cui si sottolinea la ‘missione’ educativa delle scuole cattoliche:
Papa Francesco invita a pregare Maria
Incontrando i partecipanti al Capitolo generale della Congregazione dei chierici mariani dell’Immacolata Concezione della beata Vergine Maria in occasione del 350^ anniversario della fondazione dell’Istituto, avvenuta a Cracovia nel dicembre 1670, per opera di san Stanislao di Gesù e Maria, papa Francesco ha sottolineato che il fondatore ebbe alcune difficoltà per realizzare quest’opera:
“Sappiamo che non fu un inizio facile, sia per la ricerca di compagni adatti sia per il lungo iter di approvazione, ma San Stanislao non si arrese, confidando nella forza dello Spirito Santo. E proprio per fare tesoro dell’eredità che con la sua tenacia vi ha lasciato, vorrei ricordare con voi tre grandi linee della sua e vostra spiritualità, tutte segnate da una vivace dinamicità ascetica e pastorale: l’amore alla Vergine Maria, la preghiera di suffragio e l’attenzione ai poveri”.
Nel discorso papa Francesco ha sottolineato alcuni aspetti importanti, tra cui il fondamentale è l’amore a Maria: “E’ interessante vedere quello che san Stanislao insegna circa la devozione mariana: dice che il principale culto a Maria Immacolata è l’imitazione della sua vita evangelica. Questo è importante, perché la vera devozione alla Madre del Signore si nutre e cresce con l’ascolto e la meditazione della Parola di Dio: Maria è la Donna del Vangelo”.
L’altro aspetto sottolineato dal papa riguarda la preghiera di suffragio, che “che caratterizza la dimensione escatologica della vostra congregazione. San Stanislao, però, inserisce in questo sguardo sull’orizzonte ultimo la preghiera particolare per due grandi gruppi di poveri del suo tempo: i soldati caduti in battaglia e i morti di peste.
Oggi ci vuole per i soldati: stanno cadendo dappertutto! Pensiamo che nel XVII secolo circa il 60% della popolazione europea fu sterminata dalle epidemie e dalle guerre! Bisognava pregare allora per le anime dei defunti e per il conforto delle famiglie e delle comunità, segnate dal dolore e dal lutto per la perdita dei loro cari”.
E la terza caratteristica riguarda una particolare attenzione ai poveri ed ai sacerdoti: “E il terzo tratto che vorrei rimarcare è l’attenzione ai poveri, in particolare a supporto dei parroci. I Chierici Mariani contribuivano così a rispondere ad alcuni seri problemi del tempo: l’affievolimento della fede, specialmente tra le classi più umili, la carenza di vocazioni sacerdotali e religiose, lo stato di miseria di gran parte della popolazione”.
Queste tre caratteristiche sono fondamentali per una congregazione: “Ed è importante per voi ‘raccoglierne il testimone’, continuando a rispondere creativamente alle sfide che anche la nostra epoca presenta. Non scoraggiatevi se incontrate opposizioni o difficoltà.
Pensate alle grandi prove che ha affrontato la vostra famiglia religiosa nei secoli, ad esempio quanto all’inizio del Novecento si è ridotta ad un solo membro! Con l’aiuto di Dio vi siete ripresi, fino a trovarvi oggi ad essere circa cinquecento religiosi, presenti in 19 Paesi”.
E non ha dimenticato di citare il beato Matulaitis: “Ricordiamo, in questo contesto, la figura del beato Giorgio Matulaitis (1871-1927), chierico mariano, sacerdote, vescovo e Nunzio Apostolico in Lituania, uno dei protagonisti della vostra rinascita.
Egli seppe ridare vitalità alla comunità aggiornandone le Costituzioni e promuovendone l’opera senza paura, fino a dover agire in clandestinità e a rischiare l’arresto, senza mai rinunciare a promuovere tra i religiosi e tra i fedeli la carità e l’unità”.
E’ un invito a non perdere la propria vocazione di missione profetica: “Lo avete fatto in tempi recenti ponendo tra le vostre priorità pastorali l’apertura ai laici, la tutela della vita dal concepimento alla morte, l’attenzione agli ultimi e il sostegno alle famiglie in difficoltà; questo è molto importante: oggi la famiglia è sempre in pericolo…
Sono scelte che trovano riscontro ad esempio nel centro di naprotecnologia e di aiuto alla famiglia che avete attivato presso il Santuario di Licheń, in Polonia; e nelle nuove aree di missione a cui vi siete aperti in Asia e in Africa”.
L’incontro è stato concluso con la ripresa di tre titoli mariologici di san Giovanni Paolo II, quando li ha incontrati nel 1993: “Maria ‘Sede della Sapienza’, perché sia ferma e solida la vostra testimonianza evangelica; Maria ‘Consolatrice degli afflitti’, perché gli uomini del nostro tempo trovino in voi amore e comprensione, e siano attratti a Dio dalla vostra carità e dal vostro servizio disinteressato; e, terzo, Maria ‘Madre di Misericordia’, perché siate ricchi di compassione materna per le anime redente dal sangue di Cristo e a voi affidate”.
Mentre ad un gruppo di imprenditori messicani il papa ha ricordato chi è un imprenditore ‘cattolico’: “…per essere segno della presenza di Dio nel mondo dell’economia e del lavoro, deve curare il rapporto con il Signore. Il capitale più importante che possiamo avere è il capitale spirituale.
Quando il Signore tocca il nostro cuore, allarghiamo lo sguardo e siamo capaci di vedere chi è nel bisogno, di prenderci cura del creato; siamo capaci di mettere al primo posto il bene comune, il ‘noi’ di una famiglia, di mettere da parte la logica mondana dell’ ‘io’, il successo, il predominio, il denaro, escludendo gli altri”.
(Foto: Santa Sede)
Papa Francesco all’AVSI: gli ospedali aperti frutto della fantasia della carità
E’ una popolazione che vive sofferenze da 12 anni quella siriana, per il sanguinoso conflitto che ha provocato un ‘numero imprecisato di morti e feriti e distruzioni di interi quartieri e villaggi’ e infrastrutture, tra cui quelle ospedaliere, ha ricordato papa Francesco, incontrando i partecipanti all’iniziativa ‘Ospedali Aperti’ in Siria della Fondazione Avsi, insieme al nunzio apostolico, card. Mario Zenari:
Presidente della Repubblica: occorre il senso di responsabilità
Come annunciato a Codogno il 2 giugno scorso, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nei giorni scorsi ha insignito dell’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l’emergenza del coronavirus. I riconoscimenti, attribuiti ai singoli, simbolicamente rappresentano l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali.
Lega del Filo d’Oro: il coronavirus e l’isolamento assoluto delle persone sordocieche
“Se questo è per tutti noi un momento molto difficile, potete immaginare quanto sia ancora più duro per le persone che non vedono e non sentono, per le quali il contatto è la principale via di comunicazione con il mondo e con gli altri. Stiamo lottando. I nostri cinque Centri Residenziali sono attivi, mentre l’emergenza sanitaria e i relativi decreti governativi ci hanno costretti a diminuire drasticamente le attività offerte dai Servizi Territoriali e a chiudere i Centri Diurni: cerchiamo comunque di continuare ad essere un riferimento per chi vive a casa propria e di dare supporto a distanza alle famiglie”.
























