La tenerezza della Comunione con le mani giunte – Parte Quarta: “Botte invece dell’Eucarestia?”

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«La nostra perdizione è iniziata quando abbiamo accettato una “coesistenza pacifica” con il male» (Vladimir Konstantinovič Bukovskij).

Chissà per quale motivo, Dio Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della terra e di tutte le cose visibili ed invisibili, sempre sia lodato!, abbia stabilito che fossimo noi a vivere questi tempi tribolati, lo sapremo. Dio non sbaglia e amen.

Tra le diverse categorie umane, che si trovano più o meno equivalentemente a sopportare una serie infinita di oltraggi, esclusa quella a cui appartengo: i docenti. Hanno visto via, via afferrare la cultura dalla lunga mano della burocrazia, strappandola con maggior veemenza, ovunque più si annidasse. Che quasi si doveva trasmettere agli alunni la conoscenza, l’esperienza e l’essenza di sé di nascosto come i ladri. Ce ne sono due a cui non avrei mai voluto appartenere, e non appartengo: quella dei bambini e quella dei sacerdoti.

Lasciamo stare i bambini, non è il luogo, e la croce immensa che essi, i neonati e i non nati, sono costretti, deboli, innocenti e indifesi, a sopportare.

Ma i sacerdoti! Cosa stanno facendo? Avvelenati pian, pianino dal cancro dell’ateismo e del satanismo che governa l’Occidente, satanisti spesso anche pedofili, che in Russia, giusto per attualizzare, incontrerebbero la galera e i lavori forzati, si ritrovano a non saper più:

  • chi siano;
  • cosa debbano fare;
  • come farlo;
  • chi sia Dio;
  • dove mai sia evaporata la Sua Universale Regalità;
  • perché non è più riconosciuta;
  • perché, così addolcita e manomessa, la Sua Parola è ridotta ad una delle tante, che si leggono o si ascoltano nel più totale inquinamento del silenzio esterno ed interiore. Silenzio… che non c’è più.

Tristi e confusi vagano tra rigidi protocolli di Stato, a cui sono costretti ad ubbidire, più e meglio che se fossero quelli monacali medievali, che di frutti ne hanno portati. Ma non costoro.

Fanno quello che possono? Di certo la tempesta rivela sabbia e roccia con grande nitidezza, quando si infrange poi si spegne, sulla costa. E chi non era ben ancorato al Cuore di Gesù e Maria è già stato disarcionato dal cavallo della Verità. In nome di un’obbedienza cieca, che solo a Cristo Re si dovrebbe con onore e successo, sono stati indotti a compiere violenza psicologia e spirituale innanzitutto contro se stessi, invitati e obbligati a tradire e rinnegare la propria coscienza.

Beato tra loro, colui che di fronte a questo diktat, si è trovato e/o si troverà nelle condizioni di dare la vita, anziché ottemperare. Ma la violenza genera violenza, così passare da quella psicologica e spirituale su se stessi a quella fisica sugli altri, può essere un attimo.

È accaduto non molto tempo fa che un sacerdote, già plurinoculato, attore di una serie costante e testimoniabile di abusi liturgici, piuttosto sprezzante del depositum fidei, durante una Messa coram popolo malamente celebrata, dove il Vangelo è stato letto con il tono che si addice alla telecronaca sportiva, si sia spinto all’uso delle mani nei confronti di una fedele, che avrebbe voluto ricevere l’Eucarestia sulla lingua. Quando già teneramente inginocchiata ai piedi dell’altare, con le mani giunte, in attesa di accogliere in sé il Corpus Domini, viene raggiunta dal sacerdote che, assunto il tono del rimprovero, minaccioso tuona: “La Comunione solo sulla mano!“.

La fedele, avvezza al trend, immobile e con le mani giunte, alza lo sguardo. Lo fissa dal basso verso l’alto e con umile padronanza, gli domanda: “La Comunione sulla mano è Volontà di Dio o volontà di Satana?”.

Il sacerdote sobbalza sui suoi piedi. Paonazzo la guarda con rabbia. Non raggiante come chi contempla il Volto di Dio, bensì paonazzo. Fa un passo indietro. Poi uno in avanti, e ancora uno indietro, e un altro in avanti, di lato, dall’altro. Movimenti all’apparenza, non si sa se più somiglianti alla ballata delle Valchirie o a quei balletti improvvisati dai sanitari nei corridoi degli ospedali in tempo di Covid, sulle note di Jerusalemma, così spesso ilarmente demonizzati dal celebre e simpaticissimo Silver Nervuti. Fino a quando, con lo stesso disprezzo con cui si butta un osso irrancidito in bocca a un randagio purulento, il sacerdote lancia l’Ostia nella bocca della poveretta, che per tutto il tempo del teatrino, immobile sulle ginocchia aveva sostato, osservando la scena e il suo sciagurato attore.

Ricevuta l’Ostia, la fedele si alza per tornare al banco, ma il sacerdote, non pago, la spinge con un colpo sulla spalla verso i banchi, che più la sua presenza non poteva sopportare. Solo per Grazia, nessuna caduta a terra si è verificata.

Tornata al banco con l’Ostia ricevuta come fosse un bottino sottratto ai pirati, il sacerdote prosegue la distribuzione ai restanti fedeli, obbedienti come lui agli stessi protocolli di Stato, che La ricevono rigorosamente nel modo che fa tendenza.

Poi, ritornato all’altare con l’agitazione e l’imbarazzo di cui si riveste un traditore che si fingesse il tradito, riprende la Celebrazione, interrompendola qua e là, per pronuncia di frasi come queste: “Cosa ci vengono a fare questi cristiani in chiesa?”. Preghiera dei fedeli… “La Chiesa ha deciso così sulla Comunione: che sia in mano e così deve essere! Basta!”. Preghiamo… E sulle parole: ”La Messa è finita. Andate in pace”, raccattava su la sua borsetta e rabbioso, così si licenziava: “Basta! Io non ci vengo più a celebrare in questa chiesa!”.

Considerazioni

È vero! Siamo in un momento in cui il Regno vieta ai medici di fare i medici e il Sacerdozio vieta ai preti di fare i preti, ma dato che non si può azzerare la responsabilità personale propria dello scandalo, sembra che ci sia ora un certo traffico intorno ad una petizione da consegnare al Vescovo per denunciare gli abusi del sacerdote e che un paio di legali vorrebbero fare luce sulla faccenda, intravedendo nel comportamento del prete più di un reato.

A memoria evangelica si rammenta che sarebbe opportuno che il reo si mettesse d’accordo con la vittima lungo la via, prima di comparire davanti al giudice, per volontà del quale si troverebbe a pagare fino all’ultimo spicciolo della propria dignità.

Inoltre, dovendo considerare, in simili circostanze, soprattutto la sofferenza del Nostro Tenerissimo Redentore così bistrattato e della Sua Santissima Madre, presenti sopra e intorno all’altare, con tutti i santi e con tutti gli angeli che si coprono gli occhi con le ali per non vedere, si ritiene che l’accordo migliore sarebbe che a nessun fedele venga più vietato di ricevere la Comunione secondo la Legge Universale della Chiesa, anziché procedere per le vie legale.

La sofferenza del Redentore rispetto agli oltraggi, sacrilegi e indifferenze con i quali Egli stesso è offeso, sarà materia della prossima tappa, forse l’ultima, di questo focus che considera i fedeli del III millennio in relazione al miracolo eucaristico perpetuo.

Proposta quaresimale

Oggi, 2 marzo 2022, Mercoledì delle Ceneri, quando il tempo sta per scadere, inizia la Quaresima, momento propizio di digiuno, preghiera e penitenza.

Si propone alle anime di buona volontà, per l’occasione la più adatta, il pio esercizio della meditazione della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo dal libro della Serva di Dio Luisa Piccarreta per riparare, consolare e compassionare Gesù dal deserto fino alla deposizione dalla Croce tra le braccia fiaccate di Maria Addolorata.

Gli interessati possono trovare di seguito nel testo, pubblicato il 9 febbraio 2021 da Stilum Curiae, indicazioni per aderire all’Orologio Vivente: ”Corpo Mistico”, attualmente in vita con una trentina di anime oranti.

Citazioni sulla Passione

“Non vi è esercizio più utile per rendere un’anima santa, che considerare spesso le pene di Gesù Cristo” (San Bonaventura).

”Vale più una sola lagrima sparsa in memoria della Passione di Gesù, che un pellegrinaggio sino a Gerusalemme ed un anno di digiuno in pane ed acqua” (Sant’Agostino).

“Coraggio, Io non vi lascio”, dice l’Agnello di Dio! “Ma è necessario che Io muoia, per la salvezza vostra”.

Vi aspettiamo!

Laudetur Iesus Christus.

Veronica Cireneo

La Serva di Dio Luisa Piccarreta da Gesù chiamata “la piccola figlia della Divina Volontà”.
Gli scritti di Luisa Piccarreta non sono frutto della penna brillante di una scrittrice, ma della sua ubbidienza alla Chiesa, nell’autorità dei suoi confessori, tra questi, Sant’Annibale Maria Di Francia. Non è dunque facile letteratura mistica di chi desidera rendere pubbliche le proprie presunte visioni o rivelazioni soprannaturali; si tratta bensì di una dolorosa testimonianza, di una vita crocifissa per amore, in lunghi anni di letto, vissuti da Luisa come Vittima nella preghiera e nel silenzio, nel nascondimento e nell’ubbidienza. E solo l’ubbidienza è riuscita, con immensa violenza che Luisa ha dovuto fare su se stessa, a farla scrivere. Quindi, i trentasei volumi del suo diario non sono stati scritti dalla cultura, dall’arte di una scrittrice o dal desiderio di far conoscere le proprie rivelazioni o visioni, non da un misticismo falso e pericoloso, ma dalla “Signora Ubbidienza”. I suoi scritti ci mostrano, ci offrono tutto il dolore e l’Amore di Gesù, e con esso il Dono dei doni, il Dono supremo del suo Volere, perché, come è Vita di Dio, così diventi vita dei suoi figli (il Regno di Dio che la Chiesa invoca e al quale si prepara: che la Divina Volontà sia sulla terra quello che è in Cielo); ma tutto questo arriva fino a noi attraverso la vita immolata di Luisa.

L’Orologio Vivente Perpetuo. Le Ore della Passione
Omaggio alla Piccareta e introduzione alle 24 Ore della Passione di N.S.G.C.

Premessa

Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C. [QUI], dettato da Gesù alla Serva di Dio Luisa Piccarreta (Luisa la santa, per i suoi concittadini di Corato), negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo, anche grazie all’azione di diversi sacerdoti che si prodigano per la divulgazione di questa sacrosanta opera. Tra loro ricordiamo Don Pietro Cutuli, Don Leonardo Maria Pompei, Don Pablo Martin Sanguiao, Don Alessandro Minutella, in Italia e molti altri, a noi meno noti, nel mondo.

Non stupisce l’amore dei consacrati nei confronti della persona e delle opere (non ha scritto solo l’Orologio) di Luisa Piccarreta, se si pensa che quando gli abitanti di Corato andavano a San Giovanni Rotondo (distano pochi km l’una città dall’altra) Padre Pio esordiva così: ”Cosa venite a fare da me, se a Corato avete Luisa?”. Lo stesso Papa San Pio X, quando ricevette il manoscritto da Sant’Annibale Maria di Francia, confessore e guida spirituale della Piccarreta, e dopo averlo letto, esclamò :”Date subito alle stampe l’Orologio della Passione e leggetelo in ginocchio, perché è Cristo stesso che parla!”.

Le 24 Ore della Passione di N.S.G.C. è anche detto “Il libro degli ultimi tempi”, dal momento che Gesù promette: la salvezza di un’anima per ogni parola, di quel libro, letta per immedesimazione e lo stornamento dei flagelli sulla città in cui si trovi un’anima che mediti quella Passione.

Non sono, questi nostri, i tempi in cui, di gran lunga, necessita l’umanità di tali ausili celesti? Ahinoi, se lo sono! Basta leggere qualche pagina dell’Apocalisse e vederla così sorprendentemente corrispondere a tanti articoli di cronaca, per capire quanto fitte siano le tenebre del mondo in cui viviamo. Tempi convulsi e desolati, in particolare dal marzo 2020 quando la partecipazione alle Messe fu ufficialmente vietata ai fedeli, per quel sinistro anti-cristico e transumano progetto condiviso da Regno e Sacerdozio, che ha fatto della spada di Damocle una realtà tangibile sulla nostra testa. Che sconcerto si è prodotto in molti in quel momento! Sconcerto in diversi casi, ancora insuperato, quello dei pastori compreso che si sono visti improvvisamente costretti a cimentarsi in improvvisati streaming, mentre venivano privati del gregge.

Una cosa dello stesso sapore, accadrebbe a un medico a cui venisse vietato di curare gli ammalati, obbligato a tradire allo stesso tempo il Giuramento di Ippocrate e la sua stessa missione: moderne circoncisioni!

Tanti e vari furono allora i tentativi di aggrapparsi a qualche raro pilastro della fede e dell’apparato religioso, rimasto intatto. E fu proprio in questa circostanza, dove fortissima si fece la necessità della preghiera comunitaria, che per ispirazione, mi adoperai alla formazione di un Orologio Vivente, a cui detti il nome di “Corpo Mistico”, che proposi ad anime generose, con questa premessa: “La desolazione contemporanea in cui siamo straordinariamente immersi, vogliamo unire alla Passione del Nostro Redentore Gesù Cristo, oltraggiato e vilipeso, perché il Suo Corpo Mistico affaticato e stanco, ai piedi della Sua Croce, si ristori e si santifichi Agnus Dei: Miserere Nobis 💔”.

Non fu un caso se fin da subito aderirono in tanti e da allora, quasi ad un anno di esistenza dalla sua nascita, una sessantina di membri si sono avvicendati nel gruppo. Molte grazie ricevute sono state testimoniate dai membri che si sono succeduti e soprattutto unanime è stata la presa d’atto dello sviluppo della fede personale, cosa che non può non accadere, ruminando quotidianamente la Passione. Ci salvammo così, grazie a Dio, dal rischio di perdere la fede, minaccia sempre prossima, in tempo di apostasia…!

Eccoci dunque – per aver conosciuto l’opera, sperimentata personalmente l’efficacia, per gratitudine a Dio per il dono dei mistici e a scopo divulgativo e non esistendone una altrettanto semplificata – ad esporre un’introduzione propedeutica allo scopo di rispondere alle domande frequenti che si fa chiunque venga invitato, o si accinga, a meditare le Ore della Passione.

1. Perché fare le Ore della Passione?
Gesù promette la salvezza di un’anima per ogni parola letta per immedesimazione del libro della Passione da Lui stesso dettato alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, che contiene, a differenza delle altre Passioni, non solo i fatti così come sono avvenuti, ma i pensieri di Gesù, le preghiere che rivolgeva al Padre, i sentimenti, le emozioni, i dolori interiori delle Sue Ultime 24 ore di vita, che vanno dalle ore 17.00 del Giovedì Santo alle ore 16.00 del Venerdì Santo, oltre allo stornamento dei flagelli sulla città in cui si trovi un’anima che mediti quotidianamente le Ore della Passione.

2. Come sopportare il dolore che questa Passione provoca e risveglia?
Leggendo o ascoltando gli indicibili dolori sofferti da Gesù nelle 24 ore della Sua Passione, non si può non sentirsi afflitti, addolorati, amareggiati, ma tenendo presente la quiete, la pazienza e la calma con cui Egli ha attraversato e sopportato questa Prova, alla lunga si impara ad unire il proprio dolore personale e quotidiano al Suo, sentendosi risollevati, così come si impara a rimanere calmi e sereni durante le nostre prove quotidiane, proprio sull’esempio del Maestro.

3. Perché meditare le Ore della Passione se Gesù è risorto?
Perché non ci sarebbe stata Resurrezione se non ci fosse stata la Passione. La nostra salvezza infatti deriva dal Sangue Preziosissimo di Cristo, quale lavacro delle anime, che si attiva nel Confessionale, a cui giova frequentemente accostarsi, soprattutto quando si sceglie di esercitare una simile pia pratica.

4. Come conciliare il proprio dolore con quello della Passione di Gesù?
Meditare la Passione di Gesù è un’occasione quotidiana di indirizzare il nostro dolore nel Suo, come fosse un cassetto in cui depositarlo (chi non ha dolori e sofferenze?!), sentendolo prima dimezzato, poi evaporato. Se non si dimentica che Egli ha sofferto per salvare le anime, possiamo credere che anche il nostro dolore unito al Suo ed offerto a Lui, possa, come può, giovare alla salvezza delle anime. Nella Sua Onniscienza Dio sa chi si salverà, ma la salvezza degli uomini del nostro tempo è subordinata alla nostra preghiera e al dolore offerto a Dio, come sacrificio ben accetto. Disse, infatti, Maria Santissima a Fatima: “Molte anime si perdono perché non c’è nessuno che preghi e offra sacrifici per loro!”.

5. Che senso ha meditare la Passione di Cristo se è avvenuta oltre 2020 anni fa?
Essendo Dio Eternità, passato, presente e futuro sono in Lui perfettamente corrispondenti, quindi la Sua Nascita, la Sua Passione e la Sua Resurrezione sono sempre attuali. Inoltre, quotidianamente Gesù è oltraggiato, vilipeso, burlato, ferito e ucciso dalla miriade di peccati che gli esseri umani, noi compresi seppur involontariamente, commettono ovunque e ognora sulla faccia della terra. Per questo motivo Gesù si sente molto consolato da chi mediti la Sua Passione, per il fatto che Egli si sente osservato e compassionato come se l’anima che medita si fosse trovata presente nel momento in cui i fatti materiali del Santo Sacrificio si svolgevano. È cosa buona, infatti, immaginare di trovarsi lì, come sotto la Croce durante la Santa Messa e domandarsi cosa avremmo fatto noi per consolarlo dei suoi patimenti, mentre turbe di uomini Lo cercavano per scatenare su di Lui ogni brutalità. È così contento Gesù che le anime ricordino cosa il Maestro ha sofferto per noi, che Grazie speciali saranno riservate a coloro che meditano la Sua Passione.

6. Quest’opera è rivolta ai sacerdoti o ai non consacrati?
Quest’opera della quale si viene a conoscenza non per caso, è una vera e propria chiamata dal Cielo, che giubila ad ogni Fiat! È rivolta ad ogni anima che intenda approfondire i pensieri che albergavano in Gesù nelle ore più tragiche della Sua Gloriosa Vita terrena. Quindi è rivolta ad entrambe le categorie, alle quali è richiesto, e a ciascuno che ne venga a conoscenza, di adoperarsi per la sua massima diffusione. Gesù chiede espressamente a Luisa che ci sia almeno un’anima che mediti le Ore della Passione in ogni comunità sacerdotale e almeno un’anima in ogni città della terra. Ancora meglio, che farlo da soli, sarebbe che gruppi di 24 persone, organizzate tra loro, si dessero l’incarico di meditare ogni giorno un’ora della Passione ciascuno, in modo che per ogni giornata in tutte le 24 ore, Gesù sarebbe incessantemente accompagnato nei Suoi dolori. Per questo motivo sono nati in tutto il mondo questi gruppi di almeno 24 persone che si chiamano: Orologi Viventi (e molti sono perpetui, formati cioè da persone, anche dette “lancette” che una volta conclusa la lettura dell’intera opera, ricominciano daccapo, senza smettere mai per l’intera vita, cosa, anche questa desiderata e comunicata da Gesù a Luisa).

7. Qual è il momento e il luogo migliore per meditare un’Ora della Passione?
Sarebbe bene meditare la propria Ora nel momento in cui l’avvenimento che meditiamo è accaduto, ma spesso, per motivi di lavoro o di riposo, non potendo fermarsi a leggere o ad ascoltare il capitoletto che ci viene di volta in volta assegnato, va bene anche meditarla in qualunque momento della giornata. È ottimo qualunque luogo, aperto o chiuso, meglio se silenzioso e riservato, che ci permetta e stimoli la massima intimità e concentrazione.

8. È utile tenere a mente la Passione di Cristo durante il giorno? E come fare?
Sì, è molto utile evitare che la meditazione inizi e si concluda col concludersi della lettura quotidiana. Per far sì che ciò che abbiamo letto e meditato operi dentro di noi, è bene scegliere una frase che ci ha colpito durante la lettura di ogni giorno e ripensarla spesso alla luce dei fatti quotidiani. Quella frase non mancherà di illuminare gli eventi della nostra vita, fornendo un taglio soprannaturale anche a ciò che ritenessimo apparentemente una sciocchezza. È utile, per chi lo desideri, tenere appeso ad una parete l’indice delle Ore e degli avvenimenti della Passione, per rammentare quello che succedeva a Gesù alle 16.00, alle 20.00 o alla mezzanotte. Lo scorrere dell’orologio domestico acquisterebbe davvero un valore più alto del consueto tic-tac.

9. Cosa si intende per Fiat, parola spesso usata da Luisa?
Si intende vivere ogni gesto, pensiero, passo e respiro alla presenza di Gesù. Fare ed essere tutto ciò che sarebbe o farebbe Gesù in ogni nostro momento. Significa vivere la Divina Volontà, offrendo a Gesù il nostro corpo per lasciarlo ancora libero di operare sulla faccia della terra, anche per risarcirLo del Corpo che Gli abbiamo sottratto, uccidendolo.

Fatevi diffusori di questa magnifica opera, come Gesù ha espressamente chiesto a Luisa con le testuali parole: ”Diffondete questa Passione, quanto più potete”, motivo per il quale stiamo scrivendo, e abbracciate di tutto cuore personalmente, questa pia pratica, ottimo nutrimento per la vita spirituale, per la maggior Gloria di Dio, per salvezza delle anime e propria. E buona meditazione a tutti.

Adveniat Regnun Tuum
Fiat Voluntas Tua
Agnus Dei, Miserere Nobis

Veronica Cireneo

Fondatrice nel marzo 2020, in occasione della chiusura delle chiese, dell’Orologio Vivente Perpetuo: ”Corpo Mistico”, tuttora in essere. Chi fosse interessato ad unirsi a questo Orologio o ad ottenere istruzioni per formarne uno nuovo, può scriver all’indirizzo Email [QUI]. Rendiamo grazie, per grazie, a Dio. Pax et bonum.

Articoli precedenti
La tenerezza della Comunione con le mani giunte – Parte Prima: “Com’era, come sta diventando e la Comunione Spirituale” – 24 settembre 2021
– La tenerezza della Comunione con le mani giunte – Parte Seconda: “È volontà di Dio” – 2 febbraio 2022
La tenerezza della Comunione con le mani giunte – Parte Terza: “Materialità e Preghiera” – 17 febbraio 2022

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