La prima volta della Santa Sede alla Biennale di Venezia

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Il Vaticano a Venezia. Arte e fede, arte e religione, arte e sacro. La Biennale di Venezia: un modo per la Santa Sede di avvicinarsi al mondo moderno attraverso l’arte, l’arte contemporanea. Per la prima volta, la partecipazione della Santa Sede alla 55° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Il progetto rappresenta non solo una straordinaria volontà, ma risponde a uno degli scopi del Dicastero, ovvero instaurare e incentivare le occasioni di dialogo con un contesto sempre più ampio e diversificato. Il Padiglione preparato per la Santa Sede sarà ispirato al racconto biblico della Genesi. “In Principio” è il titolo scelto dal Card. Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che ha presentato la grande novità ai giornalisti con una conferenza stampa nella Sala Stampa Vaticana. Sono stati scelti gli undici capitoli della Genesi , dedicati al mistero delle origini, all’ingresso del male nella storia ,alla speranza e ai progetti degli uomini dopo la devastazione rappresentata dal diluvio e rappresentati da tre nuclei tematici:la Creazione, la De-Creazione, La Nuova Umanità.

Il tempo della Creazione è stato affidato a Studio Azzurro, che ha fatto dell’immagine immateriale, della luce, dello stimolo sonoro e sensoriale, la base della propria ricerca, attraverso un meditato utilizzo dei nuovi media. Per la De-Creazione le fotografie di Josef Koudelka, scelte e disposte dall’artista in una precisa sequenza dalla straordinaria potenza evocatrice, in cui emergono temi come la distruzione della guerra, l’industria. Il momento della Nuova Umanità invece è affidato a Lawrence Carroll, legato ai materiali di recupero e ai processi di trasfigurazione. In apertura del padiglione, invece, un omaggio alla tradizione artistica vaticana, con un Trittico di Tano Festa ispirato al Michelangelo della Cappella Sistina. Un tentativo, questo, di collegare l’operazione della Biennale a quell’eccezionale rapporto che per secoli ha legato la Chiesa agli artisti e che oggi si tenta di ricucire. Il Cardinal Ravasi, che in questi ultimi anni ha lavorato molto al riavvicinamento della Chiesa alla cultura sperimentale, ha tenuto a precisare che non si tratterà di opere “liturgiche”. Niente a che vedere con gli altari, gli amboni e gli ostensori che continuano ad arredare in modo tradizionale le nostre chiese, ma l’arte contemporanea la farà da protagonista, arte che sta diventando sempre più popolare. “Vogliamo tentare un dialogo autentico, tra la componente religiosa e dall’altra parte, con un’arte che ha una nuova grammatica espressiva”, queste le parole del “ministro della cultura” del Vaticano.

Partecipano quest’anno alla Biennale 88 paesi e il Padiglione della Santa Sede sarà proprio accanto a quello dell’Argentina. Papa Francesco sostiene con benevolenza questo progetto, ma l’idea è nata sotto l’ombra di Benedetto XVI, il quale, dichiara Ravasi nella conferenza stampa: “ amava soprattutto la fotografia come opera d’arte, pronto a dare anche interpretazioni insolite e nuove”. Per Ravasi e per la Santa Sede, quello di Venezia è solo un primo passo. Per il futuro, si tratta di un “ rodaggio”, di un inizio di percorso. Il Padiglione vaticano all’Arsenale di Venezia verrà inaugurato il 31 maggio alle 16.30 e sarà aperto fino al 24 novembre.

Nella Foto: Studio Azzurro

In Principio (e poi), 2013, Bozzetto progettuale, totale dell’opera Videoinstallazione interattiva, cm 530 x 1110 x 1110

Courtesy © Studio Azzurro

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