Il Papa al Patriarca Bartolomeo: la nostra sfida comune di far arrivare l’amore di Dio all’umanità distratto

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“La parola e l’abbraccio di pace presero il posto del silenzio secolare- racconta don Fortino -Nel 1965 Roma e Costantinopoli tolsero di mezzo il ricordo delle antiche scomuniche del 1054. Poi nel 1967 qui a Roma si è celebrato l’anno della fede, nel XIX centenario del martirio di Pietro e Paolo. Il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli inviò una delegazione composta da due metropoliti, un archimandrita e un diacono. In quello stesso anno, a luglio, Paolo VI si recò dal Patriarca Atenagora I che gli restituì la visita in ottobre. 
Nell’aprile 1969, morto il cardinale Bea l’anno prima, il cardinale Willebrands divenne presidente dell’allora Segretariato per l’unione dei cristiani. Per la festa di sant’Andrea del 1969 egli pensò di fare la sua prima visita, proprio nella veste di presidente del Segretariato, al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Quelle grandi circostanze, tra il 1967 e il 1969, si misero dunque naturalmente in collegamento, ma non erano state coordinate. Hanno dato origine ad una nuova testimonianza di fraternità ecclesiale tra Roma e Costantinopoli.”

Preghiera, incontro personale e conversazioni, sono le caratteristiche di questi incontri di comunione. “È una comunione profonda e reale, sebbene ancora imperfetta- ha scritto Papa Benedetto XVI nel messaggio per Sant’ Andrea di questo 2012- che si fonda non su ragioni umane di cortesia e di convenienza, ma sulla fede comune nel Signore Gesù Cristo, il cui Vangelo di salvezza ci è pervenuto grazie alla predicazione e alla testimonianza degli apostoli, suggellato dal sangue del martirio.” Un cammino compiuto attraverso dichiarazioni comuni in cui, dice il Papa “abbiamo compiuto tanti progressi” e “anche se la strada da percorrere può sembrare ancora lunga e difficile, la nostra intenzione di proseguire in questa direzione resta immutata”.

Il pensiero è alla giornata romana della celebrazione dei 50 anni dell’apertura del Concilio Vaticano II, l’apertura dell’ Anno della Fede: “Conservo vivi ricordi- scrive il Papa al Patriarca – della sua visita a Roma in quella circostanza, durante la quale abbiamo avuto l’opportunità di rinnovare i vincoli della nostra sincera e autentica amicizia. Questa amicizia sincera che è nata tra di noi, con una grande visione comune delle responsabilità alle quali siamo chiamati come cristiani e come pastori del gregge che Dio ci ha affidato, è motivo di grande speranza affinché si sviluppi una collaborazione sempre più intensa, nel compito urgente di rendere, con rinnovato vigore, testimonianza del messaggio evangelico al mondo contemporaneo.”

E poi il Sinodo sulla nuova evangelizzazione, cui il Patriarcato ha partecipato con un delegato fraterno, perchè “la sfida più urgente, sulla quale ci siamo sempre trovati in totale accordo con Vostra Santità, è oggi quella di come far giungere l’annuncio dell’amore misericordioso di Dio all’uomo del nostro tempo, così spesso distratto, più o meno incapace di una riflessione profonda sul senso stesso della sua esistenza, preso come tale a partire da progetti e da utopie che non possono che deluderlo. La Chiesa non ha altro messaggio oltre al «Vangelo di Dio» (Rm 1, 1) e non ha altro metodo oltre all’annuncio apostolico, sostenuto e garantito dalla testimonianza di santità della vita dei pastori e del popolo di Dio. Il Signore Gesù ci ha detto che «la messe è molta» (Lc 10, 2), e non possiamo accettare che vada perduta a causa delle nostre debolezze e delle nostre divisioni.” Annuncio, testimonianza e preghiera, dice il Papa che conclude il suo messaggio ricordando che “la piena comunione alla quale aspiriamo, è un dono che viene da Dio.”

 

A guidare la delegazione vaticana il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, insieme al  vescovo Brian Farrell, segretario del dicastero, e  monsignor Andrea Palmieri, sottosegretario. A Istanbul, si è unito alla delegazione il nunzio apostolico in Turchia, l’arcivescovo Antonio Lucibello. La delegazione della Santa Sede ha preso parte alla solenne divina liturgia presieduta da Sua Santità Bartolomeo i nella chiesa patriarcale del Fanar, e ha avuto un incontro con il Patriarca e conversazioni con la commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa cattolica. Il Messaggio del Papa è stato letto alla conclusione della divina liturgia. Koch ha incontrato i rappresentanti della comunità cattolica locale e il comitato ecumenico del Vicariato apostolico della Chiesa cattolica d’Istanbul.

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