Santuario di san Gabriele: la famiglia tenda di Dio

Condividi su...

Fino al 22 agosto al Santuario di san Gabriele è in corso la 35^ Tendopoli sul tema ‘La famiglia, tenda di Dio’ con molti ospiti, tra cui il vescovo di Ancona, card. Edoardo Menichelli, la giornalista Costanza Miriano, l’attrice Beatrice Fazi, lo psichiatra Alessandro Meluzzi e l’esperto di cooperazione fra i popoli Massimo Toschi, che stimolano i giovani nella riflessione sulla famiglia.

Il tema è stato scelto per far riflettere i giovani sulla bellezza e il valore della famiglia e sui pericoli, come ha affermato padre Francesco Cordeschi, ideatore ed anima della Tendopoli: “Ai giovani la Tendopoli vuole offrire strumenti adatti per essere in una società caratterizzata dalla molteplicità di messaggi e dalla grande offerta dei beni di consumo, persone capaci di scelte responsabili che hanno il coraggio di affermare come scriveva Giustino nelle sue apologie ai potenti del suo tempo: ‘Voi imperatori, moltiplicate le leggi sulla famiglia, ma esse si rivelano inefficaci per arrestare la dissoluzione: venite a vedere le nostre famiglie e vi convincerete che i cristiani sono i vostri migliori atleti nella riforma della società e non i vostri nemici’.

La XXXV Tendopoli vi dona uno sguardo nuovo, sulle molte tende dell’amore che Dio ha preparato per voi. Non date credito, come dice papa Francesco a ‘chi disprezza e maltratta la famiglia’ essa è il capolavoro di Dio. La Tendopoli ragazzi vi aspetta, è una giovane famiglia dove piantare la vostra tenda”. Si può seguire la Tendopoli on line sul sito www.tendopoli.it e sui canali social facebook (Tendopoli di San Gabriele Onlus) e twitter (@Tendopoli_IT), digitando gli hashtag ufficiali: #accendilasperanza #Tendopoli2015.

Secondo gli organizzatori: “La famiglia non nasce dalla volontà dell’uomo ma si colloca nella ricerca appassionata di Dio che cerca la felicità dell’uomo, che desidera unirsi, sposarsi con lui. Fare alleanza. Ecco la famiglia: una alleanza non tra due persone ma tra Dio e due persone”. Durante la preparazione p. Francesco Cordeschi ha spiegato il tema agli animatori:

“Due persone amate e volute da Dio vengono chiamate dall’Amore a rispondere con amore. Come Dio chiede al popolo di costruirgli una tenda, Dio chiede all’uomo e alla donna , che ancor prima che fossero concepiti nel seno della madre Dio li aveva scelti, di formare la famiglia.

Nella famiglia tenda, scusatemi per l’esempio, l’uomo è la struttura metallica, la donna è il telo, Dio è dentro nell’amore che li unisce ed è fuori nell’amore che li copre, Dio è dentro e fuori la famiglia come era nella tenda. Dio è il contenuto e il contenente della famiglia. Voglio spiegare meglio con altre parole il concetto: Dio amore abita dentro l’uomo da quando Gesù si è incarnato, l’uomo e la donna sono due tende abitate dall’amore.

Ma è lo stesso Dio che da fuori le chiama a stare insieme. Quindi Dio riempie la copia del suo amore. Ecco perché Dio è il contenente e il contenuto… Marito e moglie nel piano di Dio si amano come Cristo ama la Chiesa, come afferma san Paolo nella Lettera agli Efesini 5. Che vuol dire questo? Certo vuol dire che i due coniugi devono amarsi così tanto e bene come Cristo sposo ha amato la sua Chiesa. Ma vuol dire anche che i due sposi che si amano tanto e bene sono il sacramento, il segno visibile di quell’amore che c’è tra Cristo e la Chiesa, sua sposa.

L’amore sponsale è importante, è luogo primario dove Dio si manifesta e rivela. Senza questo luogo Dio manca di un modo importantissimo per manifestarsi. Il matrimonio non è un fatto privato dei due sposi. E’ un dono di Dio, è una vocazione, cioè una chiamata a mettere a disposizione di Dio il proprio amore. Non ci si sposa, quindi, per sé o per i figli che verranno, ci si sposa principalmente per Dio, per mettere a disposizione la propria vita a due perché Dio vi comunichi il suo amore e attraverso questo amore si arrivi alla salvezza.

Il matrimonio è, così il prolungamento e la specificazione della vocazione battesimale: vivere per rendere la propria vita di coppia un luogo rivelativo di Dio; è sacramento di salvezza per gli sposi e per gli altri”. E per l’occasione ogni sera si recita la preghiera della tendopoli: “Nel deserto della mia vita, Signore, hai voluto piantare la Tua tenda. Grazie!.. Grazie perché dilati la mia terra, perché fai germogliare il chicco della tua Parola, perché fai scaturire l’acqua viva dalla roccia della mia vita, perché rendi fertili i miei giorni.

L’anima mia Ti magnifica, Signore, perché hai guardato la povertà della mia casa abitandola con la tenda del tuo amore. Aiutami a caricarmi sempre della Tua Tenda, a spostarmi ogni giorno ascoltando solo la Tua voce, a fare spazio ai fratelli che cercano riparo, a non attaccarmi ai recinti dell’uomo, ma a cercare sempre lo spazio che Tu prepari per me. Se mi fermo aiutami, se sbaglio correggimi, se sono stanco aspettami, se mi aggiusto rompimi.

Plasma la mia creta, io mi affido a Te, fai di me quello che ti pare. Quando mi sento solo, in balìa del vento e della tempesta, con la mia tenda a brandelli ripetimi: spera nel Signore, sii forte!”.

151.11.48.50