La formazione politica di un cattolico: ne parliamo con Fabio Cittadini

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Il beato papa Paolo VI affermava che ‘la politica è la più alta forma di carità’ e papa Francesco al n^ 101dell’esortazione apostolica ‘Evangelii Gaudium’ traccia un quadro ben preciso dell’impegno del cattolico nella società: “Ma la presa di coscienza di questa responsabilità laicale che nasce dal Battesimo e dalla Confermazione non si manifesta nello stesso modo da tutte le parti. In alcuni casi perché non si sono formati per assumere responsabilità importanti, in altri casi per non aver trovato spazio nelle loro Chiese particolari per poter esprimersi ed agire, a causa di un eccessivo clericalismo che li mantiene al margine delle decisioni. Anche se si nota una maggiore partecipazione di molti ai ministeri laicali, questo impegno non si riflette nella penetrazione dei valori cristiani nel mondo sociale, politico ed economico. Si limita molte volte a compiti intraecclesiali senza un reale impegno per l’applicazione del Vangelo alla trasformazione della società”.

Quindi la Chiesa ha sempre considerato l’impegno politico un importante ‘banco di prova’ per il laico cristiano, impegnato ad amministrare il bene pubblico. E per affrontare seriamente l’impegno politico ci sembra una lettura convincente il libro ‘Introduzione alla vita cristiana di un politico’ di Fabio Cittadini, classe 1984 laureato in Scienze ed Istituzioni Politiche e Scienze delle relazioni internazionali ed integrazione europea all’Università Cattolica di Milano; inoltre è studente di Teologia all’Istituto Teologico Marchigiano, aggregato alla Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense, che nell’introduzione ha scritto, rivolgendosi al politico cattolico:

“Caro politico, ti scrivo in quanto fratello in Cristo con il desiderio di mostrarti come grazie al tuo servizio, tremendo ed affascinante allo stesso tempo, puoi dare splendida e luminosa testimonianza della bellezza della vita cristiana. Ti scrivo perché spero, ancora di più e meglio, tu possa convincerti che fare politica e credere in Gesù non siano due realtà separate ma costituiscono un’unica e medesima realtà”.

Partendo da questa affermazione gli abbiamo chiesto di spiegarci perché ha scritto questo libro: “Ho scritto questo libro perché credo che ci possa e ci debba essere un nuovo modo di fare politica. Per lunghi anni in Italia il dibattito, per quanto riguarda la presenza dei cattolici in politica, si è concentrato sui cosiddetti valori non negoziabili. Papa Francesco in un’intervista ad anno del suo pontificato rispondendo ad una domanda ha dichiarato che non esistono valori negoziabili e valori non negoziabili. Un’autentica testimonianza cristiana in politica viene prima di tutto. Con il mio libro ho tentato di far capire proprio questo”.

Un cattolico come deve vivere la laicità?
“E’ paradossale: per un cattolico significa vivere con profonda coerenza la propria fede! E questo perché la fede, quella vera, non è qualcosa di irrazionale, né qualcosa di sovversivo, ma da’ all’umano uno spessore tutto particolare. La fede, quella autentica, sa fare i conti con le contraddizioni e con la concretezza della vita, sa dialogare e cercare con tutti il bene comune senza rinunciare alla propria identità. La fede, infine, sa rispettare l’autonomia propria della Chiesa e l’autonomia propria dello Stato. Si pensa, purtroppo, che la fede sia contraria alla laicità e questo non è vero”.

Per superare l’attuale crisi tu proponi una politica estetica: cosa vuol dire?
“Vuol dire che, dati i tempi in cui viviamo, se non vogliamo che il tessuto sociale sul quale si basa lo Stato si disgreghi totalmente, occorre trovare un fondamento che unisca e coinvolga tutti. Una politica che mette al centro la bellezza verso la quale tutti si sentono attratti e cerca di concretizzarla è una politica che non emargina nessuno, è una politica”.

Quindi un cattolico deve scoprire la bellezza?
“Sì! Deve scoprire e ri-scoprire la bellezza. In particolare per un cattolico concretamente si tratta di scoprire quanto è bello essere discepoli di Cristo, anche e soprattutto per chi fa politica. Un cristiano senza Gesù è nulla. Egli deve nutrirsi di questa bellezza nel corso della sua vita! Solo così sarà capace di parlare più con la sua vita più che con le parole. Parafrasando papa Francesco, abbiamo bisogno, anche nella politica, di cristiani veri e non truccati!”

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