Siria: l’ Ordine di Malta apre tre cliniche ad Aleppo

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A tre anni dall’inizio della guerra civile in Siria, il Malteser International – l’agenzia di soccorso internazionale del Sovrano Ordine di Malta- sta intensificando gli sforzi nell’ambito dell’assistenza medica ai civili all’interno del paese. Grazie all’impiego di tre nuove cliniche mobili dislocate nei campi profughi nei pressi di Aleppo, nel nord della Siria al confine con la Turchia, circa 50mila siriani potranno ricevere assistenza medica. L’agenzia dell’Ordine di Malta distribuirà inoltre – in collaborazione con la International Blue Crescent e grazie ai finanziamenti del ministero degli Esteri della Germania – 1.500 pacchi di beni alimentari e igienici ai civili ospitati nei campi profughi e a circa 1.500 famiglie sfollate nella zona di Damasco.“Lavorare in Siria rimane molto difficile ma i bisogni umanitari sono enormi” spiega Oliver Hochedez, coordinatore dei soccorsi del Malteser International. “I rifugiati dei campi profughi hanno bisogno di assistenza sanitaria ma la maggior parte delle strutture mediche intorno ad Aleppo sono state distrutte o abbandonate oppure operano ben al di sopra della loro capacità. Con le nostre cliniche, i civili possono accedere a cure mediche immediate, senza dover camminare ore e raggiungere il confine con la Turchia. Questo potrebbe salvare la loro vita” conclude Oliver Hochedez.

A Kilis, in Turchia- a pochi chilometri dal confine siriano- il Malteser International sostiene il nosocomio locale con un ospedale da campo dotato di 28 posti letto e a breve due ambulanze saranno a disposizione del personale medico per poter trasportare tempestivamente i feriti in ospedale.

Dal 2011 ad oggi, quasi un siriano su tre si è visto costretto ad abbandonare la propria casa e oltre 130mila persone sono morte, tra cui 11mila bambini. Il numero dei rifugiati continua a crescere e ad oggi ha superato i due milioni e mezzo. L’agenzia di soccorso internazionale dell’Ordine di Malta fornisce assistenza medica e psicologica all’interno della Siria, in Turchia e in Libano dal luglio 2012.

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