Dalla festa di santa Rita da Cascia un messaggio di pace che attraversa i confini del mondo

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A un mese dalla Festa, Cascia si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dell’anno, capace ogni volta di unire fede, emozione e comunità. Il 22 maggio 2026 la Festa di Santa Rita torna a riunire migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo per rendere omaggio a Santa Rita, tra le Sante più amate, simbolo universale di perdono, pace e speranza. Un evento che è insieme spirituale e popolare, ma anche profondamente solidale e benefico, capace di trasformare la devozione in gesti concreti di vicinanza ai più fragili e di rin-novare, anno dopo anno, il suo valore come uno dei momenti più significativi della devozione in-ternazionale.

L’edizione 2026 assume un significato particolarmente rilevante per il forte richiamo al tema della pace, in continuità con il messaggio di santa Rita e con le parole di papa Leone XIV. Entrambi, appartenenti all’Ordine agostiniano, condividono una visione fondata su perdono, riconciliazione e unità. Questo legame si rafforza ulteriormente quest’anno grazie al gemellaggio che ha unito Cascia a Chicago, città natale del Papa, dove è stata accesa la Fiaccola del Perdono e della Pace di Santa Rita. La fiaccola sarà poi benedetta dal Pontefice il 20 maggio in Piazza San Pietro, suggellando un simbolico legame tra comunità e continenti e rafforzando un messaggio universale di pace:

“Nel tempo che stiamo vivendo, attraversato da conflitti e profonde divisioni, il messaggio di Santa Rita risuona con una forza ancora più urgente e necessaria, dichiara Suor Maria Grazia Cossu, madre Badessa del monastero. La sua vita ci insegna che la pace non è un’utopia, ma una scelta concreta che nasce dal perdono, dalla riconciliazione e dal coraggio di amare anche quando è più difficile”. La madre Badessa sottolinea inoltre il valore simbolico della Fiaccola, che quest’anno unisce idealmente Cascia, Chicago e Roma:

“E’ molto più di un segno: è un appello che attraversa i confini e interpella la coscienza di ciascuno. In sintonia con il forte richiamo alla pace di Papa Leone XIV, vogliamo dire con chiarezza che non possiamo abituarci alla guerra, né rassegnarci alla divisione”. Un messaggio che si traduce in un invito concreto: “A Santa Rita affidiamo il grido di pace che sale dai popoli e dalle famiglie, perché si trasformi in gesti di dialogo, accoglienza e fraternità. E’ questo oggi il compito che ci viene consegnato: essere, ciascuno nel proprio quotidiano, costruttori di pace”.

A condividere questo richiamo è anche Padre Joseph L. Farrell, Priore Generale dell’Ordine Agostiniano, che il 21 maggio alle 16,30 presiederà la Santa Messa per la famiglia agostiniana: “E’ per me una gioia partecipare per la prima volta come Priore Generale le celebrazioni in onore di Santa Rita, testimone luminosa di pace e di perdono. In un tempo segnato da tante ferite, sentiamo ancora più urgente l’appello alla pace che viene dalla sua testimonianza e che oggi risuona con forza anche nelle parole di papa Leone XIV. Come famiglia agostiniana ci riconosciamo profondamente in questo invito a costruire relazioni riconciliate, fondate sulla misericordia e sul dialogo. Celebrare Santa Rita significa rinnovare il nostro impegno a essere operatori di pace, nella Chiesa e nel mondo”.

A rafforzare il valore simbolico dell’iniziativa è anche Padre Giustino Casciano, rettore della Ba-silica di Santa Rita da Cascia, che ha accompagnato la Fiaccola fino a Chicago: “Quest’anno la festa di Santa Rita è segnata da un segno particolarmente significativo: la Fiaccola del Perdono e della Pace che ritorna a Cascia dalla città natale del Papa Leone XIV. Un cammino che culminerà il 20 maggio a Roma con la benedizione del Santo Padre. E’ un gesto che unisce idealmente luoghi e comunità diverse, nella speranza che questo messaggio di pace e di perdono, così attuale e necessario, possa raggiungere il cuore di tutti e tradursi in scelte concrete di riconciliazione e fraternità””.

Inoltre il 21 maggio alle ore 10 saranno presentate le ‘Donne di Rita’, alle quali sarà assegnato il Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026, che dal 1988 dà visibilità e voce a donne che, come la Santa degli impossibili, vivono nella quotidianità valori universali quali pace, dialogo, solidarietà e perdono. Donne di pace, prima di tutto. Donne che hanno scelto il perdono anche quando sembrava impossibile, dimostrando che la pace non è un’idea astratta, ma nasce da gesti concreti, quotidiani, spesso silenziosi. E’ proprio da questi piccoli gesti – un incontro, una parola, una mano tesa – che può prendere forma una riconciliazione capace di cambiare le persone e le comunità.

L’edizione di quest’anno è dedicata a donne che, come Santa Rita, hanno attraversato prove durissime segnate dalla perdita del marito e dei figli. Un dolore profondo che, nelle loro vite, si è trasformato in un cammino di amore, fede e apertura agli altri, diventando testimonianza concreta di speranza per tutta la comunità.

Le figure che incarnano questi valori sono: Fanni Curi, Lucia Di Mauro e Mirna Pompili.

Fanni Curi da Roma ha vissuto la perdita del figlio Luca, morto a soli otto anni dopo una grave malattia. Un dolore che non l’ha chiusa nella sofferenza, ma che ha saputo trasformare in un cammino di fede e amore condiviso, aiutando i senza tetto e i più fragili. Riceve il Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026 per aver trasformato la perdita del fi-glio in un percorso di fede, amore e dedizione agli altri, diventando segno concreto di speranza e rinascita.

Lucia Di Mauro da Napoli, invece dopo l’uccisione del marito, ha scelto di trasformare il dolore in un impegno al fianco dei più fragili. Il suo percorso l’ha portata a incontrare e perdonare uno degli assassini, avviando un cammino di riconciliazione. Ha accompagnato Antonio in un percorso di responsabilità e cambiamento, andandolo a trovare in carcere e sostenendolo nel suo cammino di vita. Riceve il Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026 per aver scelto la via del perdono e della riconciliazione, trasformando una tragedia personale in un impegno concreto per gli altri e in una testimonianza di speranza.

Infine Mirna Pompili da Palestrina ha perso la figlia Camilla in un tragico incidente, affrontando un dolore devastante. Fin da subito ha scelto la via del perdono, avvicinandosi alla persona responsabile con compassione. Riceve il Riconoscimento Internazionale Santa Rita 2026 per aver testimoniato una straordinaria capacità di perdono, trasformando il dolore più grande in un esempio autentico di amore, miseri-cordia e speranza.

Come ogni anno la Festa di Santa Rita si traduce anche in impegno concreto capace di dare forma ai valori della santa. Lo fa attraverso l’azione della Fondazione Santa Rita da Cascia, ente filantropico nato per volontà dello stesso Monastero, che sostiene i più fragili in Italia e nel mondo, con numerosi progetti. Per la Festa 2026, la Fondazione lancia la campagna di raccolta fondi per l’avvio dell’Oasi Santa Rita, progetto del Monastero Santa Rita da Cascia che punta a creare a Porto Recanati, sul mare delle Marche, una struttura ricettiva non profit dedicata all’accoglienza di persone con disabilità e chi se ne prende cura.

Il progetto, sviluppato in più fasi pluriennali, con un investimento stimato di € 2.400.000 per la sola ristrutturazione dell’immobile, vuole dar vita a un luogo innovativo, col quale generare reale cambiamento sociale: dall’assistenza alla promozione di autonomia, partecipazione e qualità della vita, affinché la vacanza diventi un diritto accessibile a tutti. Per sostenere la missione e ricevere in dono lo speciale bracciale della Festa di Santa Rita, si può visitare il sito festadisantarita.org .

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