Perché nel mondo i cristiani sono sempre più perseguitati?
Nella WWL 2026 (https://www.porteaperteitalia.org/) ancora una volta si registra il più alto livello di persecuzione da quando la World Watch List è pubblicata, confermando l’aumento costante degli ultimi anni. Altro segno visibile del declino della libertà religiosa dei cristiani nel mondo è il fatto che dall’edizione del 2021 si può trovare nella mappa dei primi 50 paesi solo nazioni con un livello molto alto ed estremo di persecuzione e discriminazione, scomparendo quindi il livello alto: “Dal 2020 a oggi, non solo i massacri e i rapimenti, ma le oltre 47.000 chiese, ospedali e scuole cristiane attaccate o chiuse, più di 108.000 case e attività economiche saccheggiate o distrutte, costringono alla fuga famiglie ed intere comunità cristiane, dando vita a esodi inumani e a una ‘Chiesa profuga’ che grida aiuto!”, ha dichiarato durante la presentazione del rapporto, Cristian Nani direttore di Porte Aperte in Italia.
Inoltre ha sottolineato che è in aumento la persecuzione anticristiana (https://youtu.be/Fh0tbXmMCLU?si=T4UCl0uNa0QadCeu): “In 33 anni di ricerca, registriamo un costante aumento della persecuzione anticristiana in termini assoluti! Il 2025 è di nuovo anno record dell’intolleranza… Porte Aperte chiede al governo di promuovere la libertà religiosa come priorità diplomatica, integrandola nei negoziati commerciali; l’alfabetizzazione religiosa dei propri funzionari a vari livelli; la collaborazione con attori religiosi locali, soprattutto in aree sensibili come il Sahel, per garantire equità nella distribuzione degli aiuti, prevenendo discriminazioni”.
Cosa si evidenzia da questo nuovo rapporto?
“Il nostro report World Watch List 2026 mostra il più alto livello di persecuzione anticristiana mai registrato in 33 anni di analisi: oltre 388.000.000 cristiani subiscono almeno un livello alto di persecuzione (1 su 7 nel mondo). Aumentano i cristiani uccisi (+4.849), abusati e le violenze di genere per ragioni legate alla fede. I Paesi con persecuzione ‘estrema’ salgono da 13 a 15, per capirci quelli indicati in rosso nella nostra mappa, con la Corea del Nord ancora al primo posto. L’Africa Subsahariana è l’epicentro globale della violenza anticristiana (con la Nigeria vero scenario di massacri con almeno 3.490 cristiani uccisi), mentre la Siria peggiora di molto a causa dell’impennata di attacchi e instabilità. Cresce inoltre in fenomeno della ‘Chiesa nascosta’, ossia cristiani costretti a vivere la propria fede nella clandestinità da restrizioni governative o sociali”.
Per quale motivo ogni anno aumenta la persecuzione contro i cristiani?
“Le cause ricorrenti emerse nella WWL 2026 sono una governance debole e crollo dello Stato di diritto, che crea zone senza legge dove milizie e gruppi radicali agiscono impunemente; una crescita dell’estremismo religioso, islamista in Africa e Asia, nazionalista in India, autoritario in Medio Oriente; aumento di conflitti armati e colpi di Stato, soprattutto in Africa; una maggior sorveglianza e controllo ideologico in regimi autoritari come in Cina, Iran, Corea del Nord; infine la criminalità organizzata in America Latina colpisce i leader cristiani considerati ostacoli al controllo territoriale”.
Per quale motivo nel continente africano si registra una maggior repressione?
“L’Africa subsahariana concentra i punteggi di violenza più alti al mondo. Tra le cause principali troviamo Stati fragili e falliti: 5 Paesi hanno subito colpi di Stato recenti, altri non applicano la Costituzione; insurrezioni jihadiste diffuse (Boko Haram, ISWAP, Al‑Shabaab, ISGS, JNIM); conflitti etnici e mancanza di sicurezza, con milioni di sfollati; criminalità e corruzione che favoriscono impunità. In molti Stati i cristiani si trovano tra più fronti armati. Il risultato è una ‘metastasi’ di violenza ormai strutturale, che potenziata da agende islamiste radicali, rende le comunità cristiane doppiamente vulnerabili. Chiunque neghi il ‘fattore religioso’ all’analisi sulla destabilizzazione dell’Africa subsahariana, commette un enorme errore di valutazione”.
In Africa ci sono alcuni Stati particolari (Somalia, Sudan ed Eritrea) dove è in aumento la violenza contro i cattolici: da cosa dipende?
“Ovviamente si tratta di dinamiche diverse a seconda del paese in esame. Premessa importante è che le nostre analisi tengono in considerazione tutti i cristiani, non solo cattolici. In Somalia, sottolineerei tre dinamiche principali: la crescita dell’influenza del gruppo estremista al‑Shabaab, che considera i convertiti alla fede cristiana ‘traditori’ da eliminare; tutte le chiese registrate sono state chiuse o distrutte; la sopravvivenza è possibile solo nella clandestinità totale, a causa della pressione di una società islamica sempre più radicalizzata dalla presenza di gruppi estremisti.
In Sudan, invece è senza dubbio la Guerra civile tra esercito e RSF, il driver principale, visto che entrambi prendono di mira i cristiani. Sono centinaia le chiese distrutte, 9.600.000 gli sfollati, con una impennata della violenza anticristiana notevole.
In Eritrea, invece, siamo di fronte a un regime totalitario per il quale l’indipendenza religiosa equivale al dissenso politico. Assistiamo da tempo alla confisca di proprietà, ad arresti indiscriminati (svariati cristiani sono in carcere per il semplice fatto di essere cristiani), al divieto di esistere delle chiese non riconosciute, in una nazione che non tiene elezioni da 28 anni, ed è in stato di militarizzazione permanente”.
Anche in Medio Oriente c’è la situazione siriana, dove i cattolici si stanno estinguendo: per quale motivo?
“Abbiamo rivisto al ribasso le nostre stime sui cristiani rimasti, circa 300.000, centinaia di migliaia in meno rispetto a dieci anni fa. Oltre agli orribili anni di guerra civile, all’ISIS, al terremoto e all’emergenza umanitaria, la WWL 2026 evidenzia: dalla caduta del regime di Assad (dicembre 2024) e presa del potere da parte di HTS, vi è stato un aumento importante degli attacchi e delle minacce. Quindi è cresciuta la violenza: attentati, chiese distrutte, 27 cristiani uccisi in un anno. Da qui l’imposizione della sharia come base legislativa nella Costituzione provvisoria 2025, accompagnate da pressioni sociali e propaganda islamista, jizya, minacce, sorveglianza. Quindi i cristiani, senza protezione tribale, sono più vulnerabili allo sfollamento”.
Stiamo seguendo gli avvenimenti in Iran: quale è la situazione dei cristiani in Iran?
L’Iran da anni è tra le 10 nazioni in cui si perseguitano di più i cristiani (WWL 2026 è al 10° posto).
Secondo le nostre ricerche, i cristiani vivono una discriminazione e pressione costanti in quasi tutte le sfere della vita (la nostra ricerca analizza le 5 sfere della vita: privata, famiglia, comunità, chiesa, nazione, oltre alla violenza). Il governo considera i convertiti cristiani una ‘minaccia occidentale’, ancor di più dopo il breve conflitto Iran‑Israele dello scorso anno. La sorveglianza è in aumento, con arresti e repressione delle chiese domestiche. Le comunità storiche (armeni e assiri) sono tollerate ma trattate come cittadini di seconda classe”.
Infine per quale motivo in America Latina i cristiani sono minacciati?
“L’America Latina è composta da nazioni fortemente cristiane, eppure vi sono regioni in cui l’intolleranza anticristiana si manifesta in modo lampante. Due le matrici principali: la prima sono i regimi autoritari, come Cuba, Nicaragua, Venezuela, dove il governo reprime ogni dissenso e i leader cristiani vengono spesso perseguitati perché difendono i diritti umani fondamentali o non si allineano politicamente. L’altra causa riguarda la criminalità organizzata, come in Colombia e Messico, dove bande e gruppi armati (cartelli e narcos inclusi) controllano ampi territori e percepiscono i leader cristiani come ostacoli, perché per esempio si impegnano nel sociale sottraendo giovani alle loro file. Rapimenti, omicidi e intimidazioni sono un’arma tipica in Colombia, almeno 36 leader cristiani assassinati e 18 scomparsi nel periodo 2023‑2025”.
(Tratto da Aci Stampa)




























