Ciclone Harry e frana di Niscemi: la Chiesa al fianco delle comunità colpite
Il passaggio del ciclone mediterraneo Harry e il grave evento franoso che ha interessato il territorio di Niscemi hanno prodotto, tra il 19 e il 26 gennaio, una situazione di emergenza diffusa in diverse aree del Sud Italia, con un impatto significativo sulla sicurezza delle persone, sull’abitabilità dei territori e sulla tenuta delle comunità locali. Sicilia, Calabria e Sardegna risultano tra le regioni maggiormente colpite da piogge intense, frane, allagamenti, mareggiate e danni alle infrastrutture.
Particolarmente critica è la situazione di Niscemi, dove la frana che ha interessato il versante ovest del centro abitato ha comportato l’evacuazione di oltre 1.500 persone, costrette a lasciare le proprie abitazioni. Una condizione che, oltre all’emergenza immediata, apre interrogativi e bisogni legati al medio periodo, dall’accompagnamento delle famiglie sfollate alla tenuta dei legami sociali e comunitari.
Fin dalle prime ore dell’emergenza, Caritas Italiana, attraverso il Servizio Emergenze, ha attivato un costante raccordo con le Delegazioni regionali e le Caritas diocesane dei territori coinvolti, garantendo un monitoraggio continuo della situazione e una lettura condivisa dei bisogni emergenti.
La rete Caritas locale ha segnalato criticità diffuse che riguardano non solo i danni materiali ad abitazioni, strutture comunitarie e servizi, ma anche le ricadute sociali ed economiche sugli abitanti, in particolare sulle persone più fragili, sugli anziani e sui nuclei familiari costretti allo sfollamento.
In questo contesto, l’azione di Caritas si concentra sull’ascolto delle comunità colpite, sull’accompagnamento delle Caritas diocesane e sulla costruzione di percorsi di prossimità capaci di andare oltre la sola fase emergenziale. Alla luce del quadro emerso e delle esigenze raccolte sul territorio, Caritas Italiana ha deciso di attivare una raccolta fondi per sostenere gli interventi di emergenza e accompagnare le comunità colpite dal ciclone Harry e dalla frana di Niscemi.
Le risorse raccolte serviranno a supportare le Caritas diocesane coinvolte, a rispondere ai bisogni delle persone più vulnerabili e a contribuire a percorsi di sostegno sociale e comunitario nel medio periodo. Caritas Italiana continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione, in stretto raccordo con la rete territoriale, fornendo aggiornamenti e mantenendo viva l’attenzione sulle comunità ferite da questa emergenza.
Mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della CEI, continuando a restare in contatto con le Chiese locali, ha sottolineato la necessità della cura: “Esprimiamo solidarietà e prossimità, ricordando che la questione ambientale è inscindibile da quella sociale: per avere a cuore la società dobbiamo prenderci a cuore il creato, che non è un semplice scenario, ma il frutto di una interazione tra l’uomo e la natura”.
Anche la diocesi di Roma ha espresso vicinanza concreta alla comunità di Niscemi, duramente colpita dai gravi eventi franosi degli ultimi giorni, che stanno mettendo a dura prova molte famiglie e l’intero territorio. Il card. Baldo Reina, vicario del papa per la diocesi di Roma, ha manifestato profonda solidarietà alla popolazione colpita, assicurando la partecipazione della Chiesa di Roma, ‘chiamata a presiedere nella carità’, ad un impegno condiviso di sostegno e prossimità verso chi sta vivendo ore di grande difficoltà.
E’ stata inoltre attivata una raccolta fondi per sostenere le prime necessità e accompagnare le comunità nel tempo, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Un gesto di carità che diventa segno tangibile di una Chiesa che non resta a guardare, ma si fa prossima nelle ferite dell’umanità e della storia.
Anche la Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV ha espresso grande vicinanza e sincera partecipazione alle popolazioni colpite dal passaggio del ciclone Harry, che ha duramente segnato ampie aree dell’Italia, come ha sottolineato Paola Da Ros, presidente della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli: “La Società di San Vincenzo De Paoli è da sempre vicina a chi sperimenta la fragilità e desidera far giungere alle popolazioni colpite un messaggio di autentica solidarietà. I nostri soci e volontari, presenti in tutte le regioni interessate dal ciclone, si sono attivati fin dalle primissime ore per intercettare i bisogni più urgenti.
Ma il nostro operato non si esaurisce nell’aiuto materiale immediato. Accanto alle persone colpite scegliamo l’ascolto, la prossimità e un accompagnamento che guarda al futuro. Offriamo conforto, sostegno e presenza costante, con l’obiettivo di aiutare ciascuno a ritrovare fiducia e a intraprendere un percorso di uscita dalla condizione di disagio. E’ uno stare accanto che incoraggia e sostiene, senza sostituirsi, ma camminando insieme”.
Inoltre potrebbero essere 1000 le persone disperse in mare durante i giorni del ciclone Harry, secondo l’aggiornamento della Mediterranea Saving Humans, sulla base di nuove testimonianze raccolte da Refugees in Libia e Tunisia, come ha denunciato la presidente Laura Marmorale: “Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito”.
(Foto: Caritas)



























