Tutto concorre al bene
In ogni parte del mondo ci sono vite provate in tutti i modi, eliminando quel flebile confine che c’è tra il bene e il male. Guerre, frane, trombe d’aria, terremoti, malattie, all’improvviso tutta la tua vita viene stravolta. Ma anche in Italia possono avvenire degli sconvolgimenti totali, tutto scorre in maniera più o meno normale e poi all’improvviso tutto cambia. E’ successo ad Anna Armentano sposa e madre di 51 anni, di Perugia, che ci racconta la sua vita partendo da quando, molto piccola, diventa orfana.
Sei diventata orfana all’età di 5 anni. Quando tuo padre uccise tua madre: “Sì, sono rimasta orfana di madre a soli 5 anni. Mio padre, in un gesto di follia, ha tolto la vita a mia madre. Sono cresciuta con mia nonna paterna, che da bambina mi portava persino a trovare mio padre in carcere. Quando lui uscì, venne ad abitare con noi. In quella casa, io e mia sorella siamo cresciute legate da un amore profondo, facendoci un po’da mamme a vicenda. Mia nonna non giustificava mai il gesto di mio padre, ma non lo abbandonava mai. Mentre per gli altri era “l’assassino”, per lei era un figlio da amare. Ci ha insegnato che l’amore di una madre non smette mai, anche quando un figlio non è per niente amabile. Ha lasciato la porta di casa aperta, mostrando concretamente che l’amore può perdonare senza annullare la verità”.
Tuo cognato, a cui eri molto legata, si ammalò di Parkinson. Tu hai pregato tanto, ma è peggiorato fino a morire: “Quando mia sorella Rosa si è fidanzata, avevo solo 11 anni. Mio cognato Pasquale, con la sua bontà, è stata la prima figura maschile positiva della mia vita. Mi ha mostrato che gli uomini potevano essere affidabili e buoni. Mi ha accompagnata all’altare ed è stato quasi un padre per me. Ma anche quella luce sembrava spegnersi: Pasquale, a soli 34 anni, si ammalò di Parkinson giovanile. Io, che frequentavo la chiesa sin da bambina, pregai tanto per lui, ma la sua salute peggiorava. Ricordo il giorno in cui, delusa e arrabbiata, gridai al cielo: ‘Dio, se ci sei, sei un Dio ingiusto. E se sei ingiusto, non posso credere in te’. Da quel momento chiusi ogni dialogo con Dio. Era il 2000”.
Il 5 agosto tua figlia Sara muore folgorata: “Mi sono sposata il 18 settembre 1999 con Michele. Nell’estate del 2006, con i nostri figli, partimmo per il mare. La sera del 4 agosto, prima di addormentarsi, Sara mi raccontò una storia: ‘Quando ero piccola piccola, ero in un posto lontano lontano, su una nuvoletta, con la mamma Morena… l’altra mia mamma, buonissima! Più buona di mamma Anna… capelli blu… occhi castani’. ‘E tu lasceresti mamma Anna per andare con mamma Morena?’ le domandai. ‘Sììì’ rispose con due occhi pieni di luce e gioia. Fui travolta da un turbamento profondo.
Il giorno dopo, mentre io e mio marito prendevamo un caffè, Sara appoggiò i piedi su una pedana metallica di un gioco e fu colpita da una scarica elettrica. Morì in un istante. Era una giornata di sole, ma per me si fece buio. Avrei voluto morire anch’io, aveva solo 3 anni e 7 mesi. Il 6 Agosto di quell’ìanno, nella camera ardente, vidi il suo volto sereno, sorridente. La luce che emanava attraversò la mia anima e sentii che Sara non era stata spezzata, ma trasformata. Era viva, viva più che mai.
Durante il viaggio verso Gubbio, mio marito suggerì: ‘E se Sara stesse parlando del velo della Madonna?’ Tre giorni dopo scoprimmo che in Bolivia la Madonna è venerata come ‘Virgen Morena’ e la sua festa è il 5 agosto, il giorno in cui nostra figlia è nata in cielo. Da allora, la nostra fede si è riaccesa. Abbiamo compreso che anche dentro il dolore più buio Dio può accendere una luce, e che la morte non ha l’ultima parola. I nostri cari in cielo vivono, camminano con noi e ci precedono nella gioia. Con questa nuova fede pregai per mio padre, recitando la Novena alla Divina Misericordia per la salvezza della sua anima.
Desideravo anche per lui il paradiso. Tre giorni dopo fu investito da un’auto e morì. Io e mia sorella facemmo celebrare 33 Sante Messe. Al termine, entrambe avemmo lo stesso sogno: un prato verde, Teresa e Domenico, i nostri genitori, insieme mano nella mano, luminosi e sorridenti. Dio si è servito del ‘sì’ di una bambina piccola per salvare un uomo. Ho imparato a guardare anche mia nonna paterna con occhi nuovi. L’avevo giudicata per averci portato in carcere da piccole e per aver accolto suo figlio (nostro padre) a casa con noi, dopo aver scontato la pena. Non ha mai giustificato il gesto di mio padre, ma non lo ha mai abbandonato. Come Dio, ha lasciato sempre la porta del cuore aperta: siamo noi a scegliere se entrarvi”.
Ad un certo punto hai conosciuto i volumi del ‘Libro di Cielo’ di Luisa Piccarreta. Cosa è cambiato nella tua vita?
“La Divina Volontà non l’ho cercata io: è Lei che ha cercato me. Tutto è iniziato per caso: una persona sofferente mi parlò di un gruppo dedicato alla Divina Volontà. Per amore verso di lei, iniziai a leggere i volumi del Libro di Cielo. Non riuscivo a smettere. In tre mesi lessi tutti e 36 i volumi, Le Ore della Passione e Maria nel Regno della Divina Volontà.
La Divina Volontà non aggiunge una nuova rivelazione: approfondisce ciò che la Chiesa ci insegna. Mi ha fatto vedere ciò che il mio cuore aveva sempre intuito: la creazione è un ‘Ti amo’ di Dio alla creatura. Da bambina sentivo che il cielo, il mare, il sole mi dicessero ‘Ti amo’. Ora anch’io posso rispondere con il mio ‘ti amo’ e diventare amore che sale.
Un passo per me molto caro, Volume 11°, Libro di Cielo 17.12.1914, vergato dalla Serva di Dio Luisa Piccarreta: ‘Ed ecco come anche tu puoi formare l’ostia… se manterrai puro il tuo corpo e la tua volontà, essi saranno i veli per potermi consacrare e vivere nascosto in te’. Oggi, ricevendo Gesù nell’Eucaristia, il cielo entra in me ed io nel cielo. Sara non è più lontana, ma dentro di me, come quando la portavo in grembo”.
Una storia molto forte quella di Anna che avrebbe steso chiunque, tanti dolori, il padre che uccise la madre, la morte di una figlia e tanti altri. Invece lei è piena di gioia e ha capito che in tutta la sua vita vi è un grande progetto d’amore di Dio, ora accolto pienamente. Vede tutto con occhi diversi, quelli della Divina Volontà.
(Tratto da L’altroparlante)



























