Prof. Masullo: papa Leone XIV invita la Cop30 ad ascoltare il grido della terra
“Auspico che i prossimi vertici internazionali (penso alla trentesima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP30), alla sessione del Comitato per la sicurezza alimentare della FAO e al vertice sull’acqua che l’ONU sta organizzando per il 2026) possano ascoltare il grido della Terra e il grido dei poveri, il grido delle famiglie, dei popoli indigeni, dei migranti involontari, dei credenti di tutto il mondo. Al tempo stesso incoraggio tutti, soprattutto i giovani, i genitori e quanti operano nelle amministrazioni locali e nazionali e nelle istituzioni a dare il loro contributo alla ‘sfida culturale, spirituale ed educativa’, mirando sempre e tenacemente al bene comune. Non c’è spazio per l’indifferenza né per la rassegnazione”: questo appello di papa Leone XIV è risuonato ad inizio ottobre a Castel Gandolfo, dove al Centro Mariapoli dei Focolarini ha incontrato i partecipanti all’incontro ‘Raising Hope’ nel decennale dell’enciclica ‘Laudato sì’.
E la XXX Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite è in programma fino al 27 novembre a Belém, in Brasile, con la partecipazione di 162 Paesi, che affronteranno l’urgenza della crisi climatica e l’insufficienza degli impegni finora messi in campo. COP è acronimo di Conference of the Parties (Conferenza delle Parti) ed è il vertice annuale che riunisce i Paesi aderenti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC), firmata a Rio de Janeiro nel 1992, durante il Summit della Terra, con l’obiettivo di stabilizzare le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera e limitare l’impatto delle attività umane sul clima.
Per comprendere meglio la situazione climatica e le prospettive per il creato abbiamo contattato il prof. Andrea Masullo, autore del libro ‘Il grido silenzioso della terra’, invitando a sconfiggere l’indifferenza, che è “come un tappo che impedisce di sentire il grido della Terra e lo rende silenzioso. Altrettanto fa la paura che ci fa coprire le orecchie per non sentire. Entrambe le cose rendono questo grido silenzioso”. Egli è anche direttore scientifico di Greenaccord, associazione culturale internazionale di ispirazione cristiana, che dal 2003 svolge attività di formazione per giornalisti, stimolando l’impegno di tutti sul tema della salvaguardia della natura.
Cosa si attende da COP 30?
“La COP 30 deve, rianimare le deludenti COP 28 e 29 e affrontare le nuove criticità legate alla crescente tensione internazionale, con il conseguente irrigidimento di alcuni paesi. La marcia indietro degli USA indebolisce enormemente la capacità della Conferenza di produrre la revisione dei Piani Nazionali di riduzione delle emissioni, necessaria per affrontare una crisi climatica che sta dimostrando sul campo un’accelerazione dei fenomeni estremi. E’ ormai praticamente impossibile restare sotto 1,5°C di aumento delle temperature. Bisogna fare il possibile per restare almeno sotto i 2°C, anche se il trend attuale va verso i 3°C e oltre.
In quale modo è possibile ascoltare il grido silenzioso della Terra, come ha chiesto papa Leone XIV?
“Bisogna ascoltare il grido dei poveri che aumenta e abbraccia la Terra intera, già oggi inospitale per gran parte della popolazione mondiale. Imparare a riconoscere con ammirazione e rispetto la bellezza e l’armonia della natura e saper riconoscerne le note stonate: la dispersione di veleni sui campi, il silenzio degli uccelli, la deviazione delle rotte migratorie, solitamente dovute a cementificazione, prosciugamento delle zone umide, desertificazione ed erosione, incendi boschivi. Dove le orecchie non possono percepire quel grido, con la mente e col cuore possiamo imparare a sentirlo. Se diamo voce e braccia alla natura che grida, facciamo un’opera generosa e santa per ogni essere vivente che soffre, inclusi noi esseri umani”.
Esiste un rapporto tra crisi ambientale e crisi sociale?
“C’è un collegamento diretto fra il consumismo che semina l’illusione di una crescita illimitata a cui sempre meno persone possono accedere, e l’insicurezza che aumenta nelle fasce sociali medie, che diviene frustrazione profonda fra i più poveri. La corsa al consumo stimolata dalle imprese con mezzi di persuasione potentissimi, fa sì che le persone si sentano insicure di riuscire a seguire il ritmo crescente di nuovi prodotti e la sostituzione di vecchi modelli. L’insicurezza sociale è divenuta una strategia di mercato, e così il consumismo distrugge contemporaneamente le reti ecologiche e le reti sociali”.
Infatti papa Leone XIV ha invitato alla cura del creato attraverso la giustizia ambientale. Quali sono i passi da intraprendere?
“Innanzitutto, interrompere la depredazione dei Paesi poveri, che detengono la maggior parte delle risorse necessarie ad alimentare il consumismo dei Paesi ricchi, ricevendone inquinamento e scarsi salari. Poi bisogna diffondere fra i giovani la consapevolezza che oggi l’industria bellica è la più fiorente per mantenere i privilegi. E quindi bisogna chiedere a gran forza la riconversione, per un mondo più giusto e pacificato. E lavorare per ridurre l’eccessivo divario di reddito all’interno di ciascun Paese, e a livello globale”.
In quale modo è possibile una convivenza nella casa comune?
“La casa è il luogo in cui la famiglia si riunisce attorno alla mensa. In una famiglia dove c’è chi ha il piatto abbondante e butta via ciò che avanza, accanto a chi ha il piatto quasi vuoto, nascono rancori, rabbia e scoppiano guerre. La convivenza si garantisce solo con un ambiente sano e una condivisione dei suoi frutti, prelevati senza arrecarvi danni”.
Dopo 800 anni il Cantico delle Creature a quale responsabilità personale e collettiva chiama?
“San Francesco, nella sua semplicità, in un’epoca in cui non c’era nessun allarme ambientale, ammirato davanti al Creato, intuisce che non è un insieme di cose belle distribuite qua e là, ma tutto è importante perché ogni cosa ha un senso che viene dal Creatore stesso. Allora lui cerca di capire l’importanza e legge il Vangelo delle Beatitudini. Se Dio dice ‘beati’ i poveri, lui cerca i più poveri fra i poveri, i lebbrosi che nessuno voleva avvicinare, i gigli del campo che hanno il vestito più bello che si possa avere pur essendo tra le più fragili delle creature, gli uccelli del cielo… Questa è una visione olistica del Creato, dove tutto è connesso. E noi uomini abbiamo ricevuto la missione di proteggerlo”.



























