Osservatorio Inclusione Scolastica: al centro continuità didattica e il nuovo PEI informatizzato
Giovedì 2 ottobre si è riunito, alla presenza del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, l’Osservatorio Permanente per l’Inclusione Scolastica, un organismo consultivo che si occupa di monitorare le politiche educative relative all’inclusione degli alunni e delle alunne con disabilità. All’ordine del giorno vi erano diversi temi rilevanti, tra cui le misure da adottare per garantire la continuità didattica agli studenti e alle studentesse con disabilità e la situazione dei percorsi formativi ai sensi dell’articolo 6 e 7 del Decreto 71/2024. Un altro importante tema trattato è stato l’adozione della modalità informatizzata per la redazione dei Piani Educativi Individualizzati (PEI), strumento fondamentale per la personalizzazione dell’offerta formativa e il supporto specifico agli studenti con disabilità.
Alla riunione ha partecipato anche la Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH), che attraverso le proprie rappresentanze all’interno dell’Osservatorio ha presentato alcune criticità, pervenute da molte famiglie, relative all’avvio dell’anno scolastico. Nonostante gli sviluppi positivi derivanti dall’applicazione del Decreto 32/2025, che ha avuto un impatto positivo nel garantire la continuità didattica, restano irrisolte alcune problematiche, in particolare per quanto riguarda l’effettiva implementazione delle misure di supporto agli studenti e alle studentesse con disabilità e alle loro famiglie.
Nel corso del dibattito sono state avanzate diverse proposte operative per affrontare le problematiche emerse, tra cui l’implementazione di un percorso formativo dedicato per gli insegnanti di sostegno e una campagna più capillare di informazione riguardo la redazione dei PEI. Inoltre, per migliorare l’efficacia delle attività dell’Osservatorio, è stato richiesto di recepire ufficialmente il regolamento di funzionamento dell’organismo, di incrementare il numero degli incontri e di creare dei gruppi di lavoro tematici, che permettano di affrontare in modo puntuale e approfondito le problematiche legate all’inclusione scolastica.
Il Ministro Valditara ha espresso il suo impegno a proseguire il lavoro congiunto con tutte le parti coinvolte, per garantire che la scuola sia davvero inclusiva per tutti e tutte.
Inoltre la Legge 112/2016, universalmente nota come ‘Dopo di Noi’, rappresenta un pilastro essenziale nel sistema di welfare italiano, concepito per garantire misure di assistenza, cura e protezione in favore delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare o in previsione del venir meno di esso. L’obiettivo primario è sostenere soluzioni abitative innovative che promuovano la qualità della vita e l’inclusione sociale del disabile.
La vicenda del signor Giuseppe, sfrattato a 91 anni insieme al figlio disabile, una storia recentemente riportata dal Corriere della Sera, squarcia il velo sull’urgenza sociale e le criticità irrisolte della Legge.
Queste storie evidenziano come la promozione dell’autonomia abitativa e del modello di vita indipendente sia strettamente legata alla creazione di percorsi di sostegno all’autonomia (co-housing, gruppi appartamento) e agli investimenti infrastrutturali per l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’installazione di sistemi di teleassistenza.
La transizione al ‘Dopo di Noi’ dovrebbe iniziare, infatti, in modo programmato e graduale già nel periodo ‘Durante Noi’, ma questo percorso è ostacolato da criticità sistemiche come la disomogeneità applicativa tra le diverse Regioni e Ambiti Territoriali e l’incertezza sui servizi. In molte aree, la definizione e la garanzia dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) restano incomplete o assenti, lasciando le famiglie in una situazione di profonda incertezza sui servizi a cui hanno diritto.
“La Legge ‘Dopo di Noi’ è nata per rispondere alla paura di migliaia di famiglie italiane: cosa sarà dei nostri cari con disabilità grave quando non potremo più assisterli?”, sottolinea il presidente della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con Disabilità e Famiglie (FISH) Vincenzo Falabella: “A distanza di anni dalla sua entrata in vigore, pur riconoscendo il valore della norma, dobbiamo denunciare una frattura significativa tra il principio di diritto e la sua effettiva applicazione sul territorio. La storia del signor Giuseppe e di suo figlio ci ricorda che siamo ancora lontani dalla piena attuazione della Legge. Dobbiamo continuare a lavorare per questo obiettivo che è un dovere istituzionale e una promessa di civiltà”.




























