Attentato di Damasco: il papa esprime vicinanza

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“Domenica scorsa è stato compiuto un vile attentato terroristico contro la comunità greco-ortodossa nella chiesa di Mar Elias a Damasco. Affidiamo le vittime alla misericordia di Dio ed eleviamo le nostre preghiere per i feriti e i familiari. Ai cristiani del Medio Oriente dico: vi sono vicino! Tutta la Chiesa vi è vicina! Questo tragico avvenimento richiama la profonda fragilità che ancora segna la Siria, dopo anni di conflitti e di instabilità. E’ quindi fondamentale che la comunità internazionale non distolga lo sguardo da questo Paese, ma continui a offrirgli sostegno attraverso gesti di solidarietà e con un rinnovato impegno per la pace e la riconciliazione”.

A conclusione dell’udienza generale di mercoledì scorso papa Francesco Leone XIV, a conclusione dell’udienza generale, ha espresso preoccupazione per la situazione tra Iran e Israele, auspicando che ci si adoperi per seguire ‘la via del dialogo, della diplomazia, della pace’, con l’invito ad ascoltare il profeta Isaia: “Si ascolti questa voce, che viene dall’Altissimo! Si curino le lacerazioni provocate dalle sanguinose azioni degli ultimi giorni. Si respinga ogni logica di prepotenza e di vendetta e si scelga con determinazione la via del dialogo, della diplomazia e della pace”.

Infatti domenica 22 giugno a Damasco è stata compiuta una strage durante una messa celebrata nella chiesa greco-ortodossa di Mar Elias. La chiesa colpita è uno dei luoghi di culto più frequentati della comunità greco-ortodossa di Damasco. E l’attentato rappresenta uno dei più sanguinosi contro un luogo di culto cristiano negli ultimi anni, riaprendo ferite di una comunità che ha già sofferto persecuzioni, emigrazione forzata e isolamento sociale nel contesto della guerra civile iniziata nel 2011.

In una dichiarazione di lunedì 23 giugno, l’Assemblea degli Ordinari cattolici della Terra Santa, con sede a Gerusalemme, ha espresso “profondo sgomento e profonda riprovazione» per quanto accaduto. Non esiste alcuna giustificazione per il massacro di innocenti, tanto meno in un luogo sacro”.

I vescovi cattolici hanno denunciato l’attentato come ‘un crimine contro l’umanità e un peccato davanti a Dio’: “Non esiste alcuna giustificazione (religiosa, morale o razionale) per il massacro di innocenti, tanto meno in uno spazio sacro. Una tale violenza, sotto il pretesto della fede, è una grave perversione di tutto ciò che è sacro. E’ un atto di indicibile malvagità, un crimine contro l’umanità e un peccato davanti a Dio”.

Richiamando il Documento sulla fraternità umana, firmato ad Abu Dhabi nel 2019 l’Assemblea dei vescovi cattolici hanno sottolineato il dovere di protezione dei luoghi di culto: “La protezione dei luoghi di culto (sinagoghe, chiese e moschee) è un dovere garantito dalle religioni, dai valori umani, dalle leggi e dagli accordi internazionali. Ogni tentativo di attaccare i luoghi di culto o di minacciarli con assalti violenti, attentati o distruzioni, è una deviazione dagli insegnamenti delle religioni”.

Questa non è fede: “Condanniamo fermamente questo atto barbarico e rifiutiamo le ideologie che cercano di giustificare la violenza in nome della religione. Estendiamo le nostre più sentite condoglianze al Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente ed esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le comunità cristiane della Siria, che hanno sopportato anni di persecuzioni e sfollamenti e che ora si trovano ad affrontare una nuova paura e insicurezza”.

Ed hanno chiesto ‘misure’ per tutelare la libertà religiosa dei cristiani: “Chiediamo alle autorità siriane di prendere tutte le misure necessarie per garantire la protezione e la libertà dei cristiani in tutto il Paese, affinché possano vivere in sicurezza e contribuire pienamente alla vita della loro patria”.

Per questo Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) ha attivato una raccolta fondi per fornire aiuti di emergenza alle vittime e sostenere le comunità cristiane duramente colpite. Infatti ACS è impegnata da anni in Siria con numerosi progetti a favore delle comunità cristiane di varie confessioni, in particolare con il Patriarcato greco-ortodosso di Antiochia, suo storico partner. La Fondazione supporta la ricostruzione dei luoghi di culto, le attività pastorali e interventi umanitari urgenti, con l’obiettivo di garantire la presenza cristiana in un Paese segnato da anni di conflitto.

In questa drammatica fase, ACS rinnova il proprio appello alle autorità competenti affinché intensifichino gli sforzi per proteggere tutte le comunità religiose in Siria. La Fondazione si unisce inoltre all’invito urgente di Sua Beatitudine il Patriarca Giovanni X a tutelare i luoghi sacri e a porre fine a ogni forma di violenza.

(Foto: Vatican News)

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