Il papa riceve il nuovo ambasciatore di Francia

Panoramica di piazza San Pietro
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Dopo un anno intero di “sede vacante” oggi il nuovo ambasciatore francese ha presentato al papa le lettere credenziali Tra i temi trattati Il viaggio apostolico in Francia del 2008, il dibattito sulla bioetica e l’attuale crisi finanziaria. Stanislas Lefebvre de Laboulaye, nato nel 1946, è stato fino al 2008 ambasciatore a Mosca dopo una ricca carriera diplomatica.

Il papa ha fatto riferimento nel suo discorso al dibattito sulla bioetica, in corso in Francia. Soddisfazione per le” conclusioni sagge e piene di umanità, proponendo di rafforzare gli sforzi al fine di accompagnare meglio i malati” del dibattito parlamentae in Francia. Una saggezza che il papa si augura anche perché il carattere inviolabile della vita umana, “possa essere tenuta in considerazione nell’opera di revisione della legge sulla bioetica”.

Il progresso scientifico – osserva – deve essere guidato dal “perseguimento del bene e della dignità inalienabile dell’uomo”. Soffermandosi sul dialogo tra governo francese e la Chiesa, il Papa ricorda, in particolare, l’accordo appena firmato “sul riconoscimento dei diplomi rilasciati dalle Università pontificie e dagli Istituti cattolici”. Nel riferimento alla situazione internazionale e alla crisi finanziaria. L’auspicio del Papa è che le misure previste favoriscano la coesione sociale e la tutela dei cittadini più vulnerabili. Queste difficoltà – aggiunge – sono “fonte di inquietudine e sofferenza per molti”, ma sono anche “un’opportunità per migliorare i meccanismi finanziari” e ridurre forme vecchie e nuove di povertà. “La Santa Sede – afferma poi il Papa – segue con costante preoccupazione le situazioni di conflitti e di violazioni dei diritti umani”. “Non vi è dubbio – spiega – che la comunità internazionale, in cui la Francia gioca un ruolo importante, possa dare un contributo giusto ed efficace nel promuovere la pace e la concordia fra le nazioni e per lo sviluppo di ogni Paese”. Se rispettate nella loro libertà – afferma infine Benedetto XVI – le religioni “favoriscono la conversione del cuore che conduce all’impegno contro la violenza, il terrorismo o la guerra, e alla promozione della giustizia e della pace”.

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