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Papa Francesco: la fede non è fondata sulle sicurezze

“Su richiesta della fondazione polacca ‘Sì alla vita’, oggi ho benedetto le campane che portano il nome: ‘La voce dei non nati’. Sono destinate all’Ecuador e all’Ucraina. Per queste nazioni e per tutti siano segno di impegno in favore della difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Che il loro suono annunci al mondo il “Vangelo della vita”, desti le coscienze degli uomini e il ricordo dei non nati. Affido alla vostra preghiera ogni bambino concepito, la cui vita è sacra e inviolabile. Vi benedico di cuore”.

Il presidente delle Acli, Manfredonia, chiede un lavoro che non uccide

“Oggi ricorre la Giornata nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro che, come ogni anno, vuole commemorare coloro che hanno perso la vita o hanno subito infortuni svolgendo la propria attività lavorativa. Una ferita sociale che non trova soluzione, ma purtroppo è sempre in aumento e diventa lacerante ogni volta che si apprendono, come in queste ultime settimane, quotidiani e drammatici aggiornamenti di incidenti avvenuti”.

Con questo messaggio il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, domenica 10 ottobre ha ricordato la giornata dei Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro, sottolineando che la Costituzione Italiana tutela la salute del lavoratore: “Affinché questo diritto sia effettivamente garantito, uno Stato democratico deve consentire a ognuno di svolgere la propria attività lavorativa, tutelandone la salute e assicurandone lo svolgimento nella più totale sicurezza.

Le tragedie a cui stiamo assistendo senza tregua sono intollerabili e devono trovare una fine, rafforzando la cultura della legalità e della prevenzione. Le leggi ci sono e vanno applicate con inflessibilità”.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro agosto sono state 349.449, oltre 27.000 in più (+8,5%) rispetto alle 322.132 dei primi otto mesi dello scorso anno, sintesi di un decremento delle denunce osservato nel trimestre gennaio-marzo (-11%) e di un incremento nel periodo aprile-agosto (+26%) nel confronto tra i due anni.

I dati evidenziano un aumento a livello nazionale degli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (+20,6%, da 38.001 a 45.821 casi), che sono diminuiti del 32% nel primo bimestre di quest’anno e aumentati del 59% nel periodo marzo-agosto (complice il massiccio ricorso allo smart working nello scorso anno, a partire proprio dal mese di marzo), e un incremento del 6,9% (da 284.131 a 303.628) di quelli avvenuti in occasione di lavoro, che sono calati del 10% nel primo trimestre di quest’anno e aumentati del 22% nel periodo aprile-agosto.

Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione delle denunce soltanto nel Nord-Ovest (-3,6%), al contrario delle Isole (+16,5%), del Sud (+14,9%), del Centro (+14,5%) e del Nord-Est (+13,6%). Tra le regioni si registrano decrementi percentuali solo in Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Provincia autonoma di Trento, mentre gli incrementi percentuali più consistenti sono quelli di Basilicata, Molise e Campania.

Partendo da questi dati chiediamo al presidente nazionale delle Acli, Emiliano Manfredonia,di spiegarci perché dopo la pandemia le morti sul lavoro sono continuate a crescere: “Sono continuate a crescere perché ci siamo assolti da molti doveri. Oltre a quello di proteggerci dalla pandemia, uno è quello di rispettare tutte le regole delle norme di sicurezza nei luoghi di lavoro. Poi c’è sempre la solita struttura di chi pensa che il profitto è fondamentale ed aldilà della vita delle persone. Dobbiamo insistere sulla tutela della persona, perché il lavoro è anche vita e bellezza e non può finire in tragedia”.

Quale effetto ha avuto la pandemia sul lavoro?

“La pandemia ha avuto effetti non solo sulle dinamiche occupazionali ma anche sulla composizione stessa del mercato del lavoro e su interi settori produttivi. La pandemia ha impresso una spinta repentina verso l’evoluzione di alcuni settori con una conseguente richiesta di profili professionali nuovi, o comunque ridisegnando la domanda di lavoro rispetto alle diverse professionalità nei diversi settori. E’ quindi necessario agire in ottica previsiva per conoscere i fabbisogni occupazionali del tessuto produttivo e agire sul sistema formativo per preparare, in tempi contenuti, i lavoratori di cui le imprese hanno bisogno”.

E quale lavoro si prospetta dopo la pandemia?

“Dopo la pandemia dobbiamo iniziare a cambiare il paradigma, perché le fragilità del lavoro si sono acuite. Prima c’era chi era più o meno tutelato, ma c’era anche chi non aveva lavoro. Poi, purtroppo, c’erano persone che dovevano entrare nel mondo del lavoro ed hanno avuto molte difficoltà. Dobbiamo lavorare sulle politiche attive, soprattutto alla formazione continua per i lavoratori, e più specifica per chi cerca un lavoro, perché le aziende cercano un lavoro specializzato. Occorre aiutare i giovani ad avere la formazione utile per la ricerca del lavoro”.

Come ritessere sviluppo ed occupazione?

“Occorre puntare sull’economia sociale e sull’economia della cura, anche per favorire la permanenza al lavoro e la carriera delle donne. Molta nuova occupazione può nascere ed è già cresciuta in settori che vedono protagonista il Terzo settore. Una strategia italiana per l’economia sociale, in particolare, deve guardare all’economia del prendersi cura anche introducendo, analogamente all’economia verde, agevolazioni fiscali per favorire l’implementazione dei servizi e l’occupazione, nonché far emergere (prevedendone una qualificazione) centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore domestico.

Proponiamo, a fianco della realizzazione della rete di protezione sociale e dei livelli essenziali delle prestazioni anche sociali, di prevedere una detrazione (o uno ‘sconto’ al fornitore o una elargizione equivalente per chi non ha reddito) a favore del lavoro sociale di assistenza familiare, o educativo con i minori, con persone non autosufficienti, di prevenzione e promozione della qualità della vita e della salute, dello sport”.

Fra pochi giorno a Taranto si svolgeranno le Settimane sociali dei cattolici sul tema della cura, ‘Il pianeta che speriamo: ambiente, lavoro, futuro’: in quale modo tutto #èconnesso?

“La Chiesa convoca i cattolici per la Settimana Sociale a Taranto, che è il luogo-simbolo, richiamandoci alla contraddizione tra il lavoro ed il rispetto della vita e dell’ambiente, in quanto rispetto vuol dire vivere in un luogo sano. Quindi mai più contraddizione tra lavoro ed ambiente; il lavoro non deve solo trasformare, ma deve curare i nostri territori e comunità. Dal lavoro si crea il valore di un’intera comunità. Da cattolici dobbiamo dare il contributo per rendere migliore l’Italia”.    

Cordoglio e preghiera per la tragedia di domenica scorsa

La Procura di Verbania indaga per omicidio colposo plurimo, lesioni, disastro colposo e attentato alla sicurezza dei trasporti in seguito alla morte di 14 persone, avvenuta domenica scorsa, sulla funivia che da Stresa, sul Lago Maggiore, porta sul monte Mottarone.

Centro Astalli: con pandemia molti tornano a chiedere cibo e aiuti

Nel 2020 il Centro Astalli nelle sue 8 sedi territoriali  è stato al fianco di oltre 17.000 persone, di cui 10.000 a Roma. La richiesta di servizi come la mensa, le docce, i pacchi alimentari, le medicine, è forte in tutti i territori. Nella sola capitale sono stati distribuiti 54.417 pasti. Nel 2020 in Italia sono aumentati gli arrivi (34.000) ma diminuite le richieste d’asilo (28.000).

Non dimenticare Marcinelle

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 64° anniversario della tragedia di Marcinelle, ha inviato un messaggio chiedendo di non dimenticare il sacrificio di chi vi morì:

Centro Astalli: le politiche migratorie restrittive rendono precaria la vita

Nei giorni scorsi papa Francesco ha inviato un messaggio al Centro Astalli per la presentazione del Rapporto annuale 2020: “Voi accogliete con amore fraterno: a tutti sono spiritualmente vicino con la preghiera e l’affetto e li esorto ad avere fiducia e speranza in un mondo di pace, giustizia e di fraternità tra i popoli… Il vostro esempio possa suscitare nella società un rinnovato impegno per una autentica cultura dell’accoglienza e della solidarietà”.

Le chiese si preparano alle celebrazioni con il popolo

Milioni di fedeli e migliaia di parrocchie in tutta Italia si preparano all’attesa riapertura delle messe di lunedì 18 maggio, come previsto dal protocollo firmato da governo e CEI. Stanno così arrivando sul mercato nuove linee di oggettistica sacra e di articoli religiosi, che consentiranno lo svolgimento e la partecipazione in sicurezza alle celebrazioni: mascherine liturgiche, pissidi con il coperchio girevole, pinzette eucaristiche, pannelli trasparenti per il distanziamento dei fedeli, pettorine colorate per i volontari e molto altro ancora: è quanto segnala Devotio, la fiera biennale internazionale per il mondo religioso, la cui prossima edizione si svolgerà a BolognaFiere nel 2021.

Papa Francesco invita ad essere fedele a Dio

In questo martedì dell’Ottava di Pasqua nella celebrazione mattutina da Santa Marta papa Francesco ha pregato per la comunione, perché l’unità è superiore alla divisione, sottolineando che convertirsi è tornare ad essere fedeli: “Preghiamo perché il Signore ci dia la grazia dell’unità fra noi. Che le difficoltà di questo tempo ci facciano scoprire la comunione fra noi, l’unità che sempre è superiore ad ogni divisione”.

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