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Il ddl De Zan verso l’approvazione non senza critiche

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il ddl Zan per il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi legati al sesso, al genere, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, ottenendo 265 voti a favore da parte dell’Aula di Montecitorio, 193 contrari e un solo astenuto. A votare a favore del provvedimento non solo la maggioranza, ma anche cinque deputati di Forza Italia che si sono espressi in dissenso dal loro gruppo.

Liliana Segre: da domani non potrai più andare a scuola

‘Da domani non potrai più andare a scuola’: aveva 8 anni e sedeva a tavola con il papà e i nonni, la bambina Liliana Segre, quando le leggi razziali irruppero nella sua ‘piccola vita’; un destino che la insegue ancora oggi: “Chiesi subito: perché?.. Ricordo gli sguardi mentre cercavano di spiegarmi che eravamo ebrei e per gli ebrei c’erano nuove leggi’.

Rosario Livatino: esempio di santità

Nei giorni scorsi sono ricorsi i 30 anni dalla morte del magistrato Rosario Livatino, ricordato come ‘il giudice ragazzino’: aveva 37 anni quando venne ucciso mentre andava al tribunale di Agrigento con l’automobile personale e senza scorta. Livatino lavorò come magistrato nel periodo detto della ‘mattanza mafiosa’ siciliana: il suo omicidio fu commesso dalla Stidda, un’organizzazione criminale mafiosa che si era formata nella Sicilia meridionale negli anni 80, in contrapposizione a Cosa Nostra, con il fine di ribellarsi al grande potere di quest’ultima.

Papa Francesco: Il Paraclito dà coraggio

Dopo la recita del Regina Coeli si è affacciato dal palazzo apostolico e, impartendo la benedizione, ha salutato i fedeli che si erano radunati aldilà  del transennato di piazza san Pietro, ricordando che da domani si potrà celebrare in Italia le messe con il popolo: “Ma per favore andiamo avanti con le norme e le prescrizioni che ci danno, per custodire la salute di ognuno e del popolo”.

Papa Francesco prega per chi ha fame

Nella messa a Santa Marta stamane papa Francesco ha rinnovato la sua preghiera per le famiglie che iniziano a subire le conseguenze della pandemia del Covid-19. Nella 20^ 20.ma messa in diretta streaming dopo la sospensione, in Italia e altri Paesi, della celebrazione eucaristica con la partecipazione dei fedeli a causa della pandemia di coronavirus il papa ha rivolto il suo pensiero a quanti iniziano a subire le conseguenze economiche di questa crisi sanitaria:

“In questi giorni, in alcune parti del mondo, si sono evidenziate conseguenze della pandemia; una di quelle è la fame. Si incomincia a vedere gente che ha fame, perché non può lavorare, non aveva un lavoro fisso, e per tante circostanze. Incominciamo già a vedere il ‘dopo’, che verrà più tardi ma incomincia adesso. Preghiamo per le famiglie che incominciano a sentire il bisogno a causa della pandemia”.

Nell’omelia, commentando il Vangelo di san Giovanni papa Francesco ha affermato con forza che i sacerdoti e le suore fanno bene a sporcarsi le mani aiutando i poveri e i malati, anche in questo periodo, perché i religiosi e le religiose non devono mai diventare una élite rinchiusa in un servizio religioso staccato dal popolo e devono ricordare di appartenere al popolo e servirlo, sottolineando che i farisei dopo una discussione tornarono a casa propria:

“Dopo la discussione e tutto questo, ognuno tornò alle sue convinzioni. C’è una spaccatura nel popolo: il popolo che segue Gesù lo ascolta e il gruppo dei dottori della Legge che a priori rifiutano Gesù perché non opera secondo la legge, secondo loro. Sono due gruppi di persone. Il popolo che ama Gesù, lo segue e il gruppo degli intellettuali della Legge, i capi di Israele, i capi del popolo”.

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