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Rossella Petrellese: innamorata di Dio

Nata a Napoli il 1 Aprile 1972, la sua è una vita di sofferenze con l’unico conforto in Gesù Cristo. Il 18 settembre 1994 muore all’età di 22 anni. Realizza il suo ardente desiderio di ‘andare da Gesù’. Il 28 maggio 2006 Fra Massimiliano Novillo è nominato da mons. Rinaldi  vescovo di Acerra, postulatore causa  Beatificazione e Canonizzazione di Rossella. Il 21 Marzo 2009 è aperto il processo diocesano. Il 24 marzo 2010 le spoglie vengono traslate nella cattedrale. Il 31 marzo 2012 è aperta la fase romana del processo di Beatificazione.

Cammini francescani: lo scorso anno oltre 2000 pellegrini

Nonostante la pandemia, è ancora successo per i cammini francescani; infatti sono 2.072 i camminatori che in pochi mesi hanno raggiunto, nonostante le chiusure dovute al covid-19, la basilica di san Francesco da soli, in gruppo o in compagnia degli amici a quattro zampe. I dati rilevati dalla Statio Peregrinorum, ufficio della basilica di san Francesco (aperto nel 2020 per circa 7 mesi) mostrano come i pellegrini, arrivati ad Assisi lo scorso anno, siano in maggioranza italiani (85%): Milano (4,58%), Roma (3,964%) e Torino (3,75%). Tra gli stranieri al primo posto i tedeschi (24,44%), seguiti dai francesi con il 12,22% e gli svizzeri (7,72%).

Un libro racconta gli ‘squilli’ del papa al pellegrinaggio Macerata-Loreto

Ogni singola persona che in questi 42 anni abbia solo sfiorato l’esperienza del Pellegrinaggio Macerata-Loreto porta impresso nella mente un ricordo unico, particolare. Ma c’è un’immagine che sicuramente abita il cuore di tutte le migliaia e migliaia di pellegrini ed è quel fiume festoso di gente che scorre sulla discesa di Montereale, da cui al sorgere del sole si scorge il Santuario, al canto ‘La strada’ di Claudio Chieffo: “E’ bella la strada per chi cammina, è bella la strada per chi va, è bella la strada che porta a casa e dove ti aspettano già”.

Padre Scalella: Gesù non ci lascia soli

“Il più grande pericolo che possa temere l’umanità, oggi, non è una catastrofe esterna, una catastrofe cosmica, non è né la fame né la peste; al contrario è questa malattia spirituale –la più terribile perché la più direttamente umana fra tutte le calamità– che è la perdita del gusto di vivere”: questo pensiero di Theilard de Chardin apre un piccolo libriccino dell’agostiniano p. Giuseppe Scalella, ‘Colpiti, ma non uccisi’, scritto a forma di diario durante i giorni della pandemia, nato dalle riflessioni con i suoi amici di facebook e della parrocchia di santa Rita di Milano (disponibile in pdf, chiedendolo all’autore).

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