L’Italia si stringe intorno ai familiari delle vittime della Marmolada

Con un tweet papa Francesco ha pregato per le vittime della Marmolada: “#PreghiamoInsieme per le vittime del crollo sul ghiacciaio della #Marmolada, e per le loro famiglie. Le tragedie che stiamo vivendo con il cambiamento climatico ci devono spingere a cercare urgentemente nuove vie rispettose delle persone e della natura”.

Domenica 3 luglio un seracco si è staccato dal ghiacciaio della Marmolada, provocando una grossa valanga che è piombata a valle e sul sentiero. Un minuto di silenzio è stato osservato in apertura della Plenaria al Parlamento europeo per ricordare le vittime del crollo sulla Marmolada e le tre persone rimaste uccise sparatoria in un centro commerciale di Copenaghen:

“Siamo qui riuniti oggi all’indomani di una terribile sparatoria, siamo vicini alle famiglie delle vittime e al popolo danese ed abbiamo visto anche le terribili notizie del crollo di un ghiacciaio in Marmolada. Esprimo le nostre più sincere condoglianze a nome del Parlamento europeo”, ha affermato la presidente del parlamento europeo, Roberta Metsola.

Mentre il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, da Caanzei ha espresso le condoglianze alle famiglie delle vittime e ringraziato la Protezione Civile: “Oggi sono qui a Canazei per rendermi conto in prima persona di quel che è successo, vi assicuro che è molto importante essere venuti. Abbiamo fatto un punto tecnico-operativo con tutti coloro che hanno collaborato alle operazioni di soccorso.

Ma, soprattutto, sono qui per esprimere la più sincera, affettuosa e accorata vicinanza alle famiglie delle vittime, dei dispersi, dei feriti e alle comunità colpite da questa tragedia.

Voglio ringraziare tutti coloro che hanno lavorato in questo giorno e mezzo: la Protezione Civile, i vigili del fuoco, il soccorso alpino, le autorità sanitarie, i volontari tutti, per la loro generosità, la professionalità, il loro coraggio, perché queste operazioni si sono svolte e si svolgono in una situazione di grande pericolo”.

Infine ha ricordato il deterioramento dell’ambiente: “Questo è un dramma che certamente ha dell’imprevedibilità e certamente dipende dal deterioramento dell’ambiente e dalla situazione climatica.  Oggi l’Italia piange le vittime, tutte le italiane e gli italiani si stringono con affetto. Il Governo deve riflettere su quanto accaduto e deve prendere dei provvedimenti, perché quanto è accaduto abbia una probabilità bassissima di succedere o possa addirittura essere evitato”.

Mentre p. Pietro Messa, preside dell’Istituto superiore di Scienze religiose ‘Redemptor Hominis’ della Pontificia Università Antonianum, ha sottolineato che occorre ripartire dalle encicliche di papa Francesco: “Caldo, siccità, guerra e altre emergenze toccano tutti direttamente e giustamente ci si domanda come agire. In casi simili certamente servono risposte immediate che sono come degli antidolorifici ma altrettanto urgente è andare alle radici dei problemi e in questo papa Francesco, soprattutto con le encicliche ‘Laudato sì’ e ‘Fratelli tutti’, è da anni che richiama l’urgenza della custodia del creato nonché dell’educarci a vivere assieme l’unità nella differenza.

Quest’ultimo aspetto a livello ecclesiale è declinato come sinodalità. E come esempio il Pontefice pone il Santo d’Assisi il quale ha cura del creato quale dono del Creatore e similmente si adopera per la pace che consiste in molto più dell’assenza della guerra.

Queste indicazioni hanno bisogno ora non tanto di essere ripetute a iosa, con il rischio di creare una repulsa, ma di essere assimilate, prendere forma, diventare istituzioni di pace ed ecologia integrale. E tale vero e proprio lavoro che richiede onestà intellettuale e l’assenza di pigrizia anche intellettuale è quanto la Pontificia Università Antonianum sta svolgendo da anni e trasmette soprattutto mediante le diverse offerte formative tra cui eccelle l’ecologia integrale.

Questo ed altro propone il programma dell’Anno Accademico 2022-2023 esposto in https://antonianum.eu/it/news/6944/Annuario-accademico-2022-2023”.

Ed in un comunicato congiunto il vescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, e quello di Belluno-Feltre, mons. Renato Marangoni, hanno espresso ai familiari un ‘abbraccio fraterno’: “Il ghiaccio ha spezzato la vita di tante, troppe persone. Alle vittime e ai loro familiari va la nostra vicinanza e il nostro più profondo cordoglio. Di fronte a questa tragedia senza precedenti resta solo la forza dell’abbraccio fraterno, capace di portare un po’ di luce nel buio che tutti, in quest’ora, ci travolge”.

(Foto: Soccorso Alpino Trentino)

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