Processo Zanchetta: quattro anni e mezzo di carcere per il Vescovo emerito di Orán (Argentina), amico di Papa Francesco

I giudici della II Sezione del Tribunale di prima istanza di Orán, María Laura Toledo Zamora, Raúl Fernando López e Héctor Fabián Fayos, hanno condannato l’amico di Papa Francesco, Mons. Gustavo Oscar Zanchetta per il reato di abuso sessuale semplice continuato e aggravato per essere stato commesso da un ministro di culto religioso riconosciuto religioso a danno degli ex-seminaristi G.F.L.G. e M.C., a quattro anni e mezzo di reclusione effettiva e ne hanno ordinato l’arresto immediato, come richiesto dall’accusa. I giudici hanno anche disposto, una volta passata in giudicato la sentenza, che Zanchetta venga registrato nella Banca Dati Genetici.

La lettura della sentenza.

Il sesto giorno del processo a carico del Vescovo emerito di Orán, Mons. Gustavo Zanchetta: ieri i pm hanno chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione effettiva e arresto immediato. Oggi 4 marzo la sentenza – 4 marzo 2022

Malcontento per la sentenza e per l’inganno nel portare via Zanchetta dal Tribunale

Dopo aver appreso della sentenza con cui l’ex vescovo Gustavo Zanchetta è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione effettiva, i parenti e gli amici delle vittime che si trovavano fuori in attesa del verdetto hanno reagito con rabbia alla sentenza, perché ritengono che la sentenza dovesse essere stata più dura. Ma molto di più è stata la rabbia nell’apprendere che la polizia aveva organizzato un depistaggio per allontanare Zanchetta attraverso un altro settore del tribunale in modo che evitasse di avere contatti con le famiglie delle vittime.

Uno degli ex-seminaristi che ha denunciato Zanchetta, ha comunque ringraziato e mostrato sollievo in un post su Facebook (nostra traduzione italiana dal spagnolo): «Grazie alle persone che ci hanno sostenuto per tanti anni, grazie ai sacerdoti Martín, Gabriel, Juan José che ci hanno creduto. Grazie a un giornalista che era capace di raccontare tutto. Grazie alle nostre famiglie per averci accompagnato nel silenzio. Grazie alla giustizia, possiamo camminare in pace con sollievo. La giustizia ci ha conosciuto e ci ha ascoltato. Grazie ai sacerdoti che ci hanno puntato il dito contro per la loro indifferenza, mi danno vergogna, che il loro Dio li giudichi».

La reazione dei famigliari delle vittime fuori dal Tribunale dopo che Zanchetta è stato condannato a 4 anni e mezzo di carcere (Foto di Javier Corbalan/AP).

“Quante vite ha danneggiato quest’uomo. Quello che ha fatto la polizia è terribile. Oggi tocca a quei giovani, domani potrebbe succedere ai loro figli. Zanchetta ha ancora molto potere. Non possono coprire uno stupratore”, ha urlato la giovane donna. Molti familiari stavano aspettando all’uscita del Tribunale per incontrare Zanchetta dopo la sentenza, ma ciò non è avvenuto poiché la polizia l’ha portato via da un altro settore.

Altri due procedimenti giudiziari a carico di Zanchetta

Ricordiamo che a carico di Zanchetta ci sono in corso ancora altri due procedimenti giudiziari, in riferimento a possibile frode ai danni dello Stato. Il primo è stato aperto 12 anni fa nel tribunale di Berazategui, a seguito di accuse a Quilmes, la diocesi dove Zanchetta ha operato venti anni prima di essere eletto Vescovo di Orán da Papa Francesco. Il secondo è stato avviato a Salta, la provincia dell’Argentina dove si trova la Diocesi di Orán. Anche questo un complotto (la difesa abituale di Zanchetta)?

Antecedente

L’8 luglio 2021, sempre a Salta, il sacerdote Agustín Rosa Torino (caso menzionato nel processo a carico di Zanchetta in riferimento della perizia psicologica) è stato condannato a 12 anni di reclusione per il reato di abuso sessuale gravemente oltraggioso per la durata aggravato dall’essere ministro di culto religioso riconosciuto a danno di Yair Gyurkovitz, 25 anni e Valeria Zarza, 47 anni; e per abuso sessuale semplice aggravato dall’essere ministro di culto religioso riconosciuto, a danno di Jonatan Alustiza, 26 anni. La sentenza è stata emessa dalla IV Sezione del Tribunale di Salta, composta dai giudici Maximiliano Troyano, Norma Vera e Roberto Faustino Lezcano. In quel caso, la Procura aveva chiesto 22 anni di reclusione.

Gli avvocati canonisti che hanno accompagnato Zanchetta durante il processo, Javier Belda Iniesta e Francesco de Angelis (Foto di Silvia Noviasky).
Zanchetta con il suo difensore ufficiale, Enzo Giannotti (Foto di Javier Corbalan/AP).

Vescovo argentino difeso dal Papa condannato per abusi
di Almudena Calatrava
Associated Press, 4 marzo 2022

(nostra traduzione dall’inglese)

Un tribunale argentino ha condannato oggi, venerdì 4 marzo 2022 un vescovo cattolico romano a 4 anni e mezzo di carcere per abusi sessuali su due ex-seminaristi. Un duro colpo per Papa Francesco, che aveva difeso Gustavo Zanchetta dopo le accuse iniziali. La condanna nella patria del Papa colpisce la credibilità personale di Francesco, che inizialmente aveva respinto le accuse contro Zanchetta, l’ex Vescovo di Orán e gli aveva creato un lavoro in Vaticano che lo aveva fatto uscire dall’Argentina. Francesco ha difeso la sua gestione del caso, insistendo sul fatto che Zanchetta “si è difeso bene” di fronte alle prime accuse di avere immagini pornografiche sul suo cellulare. Francesco ha anche difeso la decisione di dargli un lavoro in uno degli uffici vaticani più sensibili, la tesoreria che gestisce gli investimenti e i beni della Santa Sede, dicendo che a Zanchetta erano stati prescritti sedute psicologici ogni mese in Spagna e per lui non aveva senso tornare in Argentina tra una sessione e l’altra.

Le autorità locali hanno iniziato a indagare dopo che le accuse sono emerse pubblicamente all’inizio del 2019, quando il quotidiano El Tribuno di Salta ha riportato lamentele sulla condotta di Zanchetta come Vescovo a Orán, a circa 1.600 chilometri a nord-ovest di Buenos Aires. Nel 2016 cinque sacerdoti hanno presentato una formale accusa davanti alle autorità ecclesiastiche contro il vescovo, accusandolo di autoritarismo, cattiva gestione finanziaria e abusi sessuali al Seminario San Giovanni XXIII.

Il Papa aveva ordinato un processo canonico sul caso, anche se i risultati di ciò non sono noti.

Dai commenti del sito Silere non possum: «Sono emerse anche le pressioni messe in atto dall’attuale vescovo di Orán, Mons. Luis Antonio Scozzina, OFM, anche lui amico fidato di Francesco che lo ha anche ordinato quando era Arcivescovo di Buenos Aires, nei confronti di chi aveva denunciato Zanchetta. Da Santa Marta infatti è arrivato un dictat specifico: “Far rientrare la cosa”. Questa volta però Francesco ha fallito e i seminaristi non si sono fatti intimidire. In Argentina, peraltro, già dai primi entusiasmi manifestati in piazza San Pietro nel marzo 2013, avevano fatto notare che quella visione idilliaca non corrispondeva alla reale personalità di Bergoglio».

Conferenza Episcopale Argentina
Comunicazione e Ufficio Stampa
Dichiarazione sulla sentenza ricevuta dal Vescovo emerito di San Ramón de la Nueva Orán, Gustavo Zanchetta
(Nostra traduzione italiana dal spagnolo)

SEGRETARIO GENERALE
Buenos Aires, 4 marzo 2022

Appreso della sentenza del tribunale con cui viene condannato Gustavo Zanchetta, Vescovo emerito della Diocesi di San Ramón de la Nueva Orán, vogliamo esprimere la nostra vicinanza alle vittime ed esprimere una forte e sincera richiesta di perdono a nome di tutta Chiesa.
Questi eventi dolorosi ci rinnovano nel compito impegnato e urgente di sradicare questo tipo di comportamenti abusivi e di continuare a lavorare duramente per l’attuazione delle misure che la Santa Sede ha chiesto alle Diocesi di tutto il mondo nella ricerca della verità e della giustizia.
Chiediamo alla Vergine Maria di consolare l’immenso dolore delle vittime e delle loro famiglie.
+ Oscar V. Ojea
Vescovo di San Isidro
Presidente
Conferenza Episcopale Argentina
+ Alberto G. Bochatey, OSA
Vescovo ausiliare di La Plata
Segretario generale
Conferenza Episcopale Argentina


Abusi sessuali nella Chiesa
Condanna di Gustavo Zanchetta: il dato che rende il caso ancora più scandaloso
Un’analisi della sentenza che ha condannato l’ex Vescovo di Orán
di Sergio Rubin
Clarin, 4 marzo 2022

(Nostra traduzione italiana dal spagnolo)

A due decenni dallo scoppio della piaga mondiale degli abusi sessuali commessi dai membri del clero a seguito di un’indagine del quotidiano americano The Boston Globe e delle misure adottate da tre pontefici per contrastarla, il caso dell’ex Vescovo di Orán Gustavo Zanchetta, che è stato condannato a quattro anni e mezzo di reclusione per aver abusato di seminaristi, ha connotazioni che lo rendono ancora più scandaloso.

La prima è che, appunto, questi abusi sono stati commessi meno di un decennio fa, quando questo problema era già ampiamente sul tavolo. Tuttavia, per Zanchetta non è stato un ostacolo quando si è trattato di andare avanti nel suo comportamento criminale. Il caso dell’allora Arcivescovo di Santa Fe Gabriel Storni -condannato anche lui per aver abusato di seminaristi-, anche se altrettanto grave, era anteriore alla scoperta di questo flagello.

Quello che segue è che Zanchetta non ha avuto remore a tradire la fiducia nientemeno che di Papa Francesco, che nel 2013, pochi mesi dopo essere stato eletto, lo ha nominato alla carica. L’ex Vescovo di Orán si era guadagnato la considerazione dell’allora Cardinale Jorge Bergoglio quando era Presidente della Conferenza Episcopale Argentina e Zanchetta era Segretario esecutivo di una Commissione di quell’organismo.

Quando Zanchetta si è dimesso da ordinario di Orán nel 2017 adducendo problemi di salute, Francesco lo ha nominato ad un incarico amministrativo presso la Santa Sede perché lo riteneva efficiente. Ma quando le denunce divennero importanti, lo mise subito da parte e ordinò l’inizio di un processo canonico. Se ritenuto colpevole, sarà rimesso dallo stato clericale. Inoltre, su richiesta del giudice di Salta, ha disposto l’invio del fascicolo [questo non è corretto: non si tratta del fascicolo canonico, che non è mai stato trasmesso, tanto meno “per disposizione di Papa Francesco”, ma soltanto la memoria difensiva nel procedimento penale canonico che si sta celebrando presso la Congregazione per la Dottrina della Fede e di cui non si sa niente. V.v.B.].

Zanchetta riuscì a farsi consigliare da due importanti avvocati, uno dall’Italia e uno dalla Spagna. Ma fonti giudiziarie affermano che le prove erano convincenti, in particolare alcune foto in cui il vescovo è apparso in situazioni sessuali con seminaristi e che uno di loro [non è stato un seminarista, ma un cancelliere della curia vescovile. V.v.B.], mortificato da questa situazione, le avrebbe prese e alla fine sono state portate come prova alla Nunziatura Apostolica.

Il caso Zanchetta è particolarmente scandaloso anche perché i seminaristi denuncianti inizialmente non hanno avuto sufficiente ricettività da parte di alcuni membri del clero di Salta. Sebbene sia assicurato che l’attuale vescovo di Orano, Carlos Scozzina, abbia colto l’occasione facendo eco alle sue testimonianze, la giustizia ha aperto una causa contro il parroco della cattedrale, Carlos Subelza, per insabbiamento.

Inoltre, i seminaristi denuncianti affermano di essere stati sollecitati a non farlo con l’argomento del “per non nuocere alla Chiesa”, che l’istituzione ha utilizzato in tutto il mondo fino al 2002. Più precisamente, è stato affermato che era necessario “evitare lo scandalo”. Con quello sfortunato criterio – che The Boston Globe ha rivelato – ha trasferito i preti abusivi in destinazioni lontane dove sono tornati a commettere le loro malefatte.

Il caso Zanchetta – se ce ne fosse bisogno – conferma al Papa e alla Chiesa che non sarà facile estirpare il flagello degli abusi clericali. Che le misure che sono state prese e che saranno adottate in futuro sono solo una parte della risposta. Che il cambio di mentalità debba abbracciare tutti i suoi membri. E che gli sforzi dovranno essere raddoppiati per impedire ai predatori sessuali di entrare nei seminari.

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Il sesto giorno del processo a carico del Vescovo emerito di Orán, Mons. Gustavo Zanchetta: ieri i pm hanno chiesto 4 anni e 6 mesi di reclusione effettiva e arresto immediato. Oggi 4 marzo la sentenza – 4 marzo 2022
– Il quinto giorno del processo a carico del Vescovo emerito di Orán, Mons. Gustavo Zanchetta. Le argomentazioni conclusive delle parti in diretta su YouTube il 3 marzo – 26 febbraio 2022
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