4^ Domenica: Dio è sceso in mezzo agli uomini

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Il brano del Vangelo si collega a quello della scorsa settimana, quando Gesù nella sinagoga di Nazareth affermò categoricamente: ‘Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato’. Tutti erano meravigliati ed adirati per l’affermazione di Gesù, perché la gente, oltre alle parole, si aspettava  di vedere fatti prodigiosi.

I miracoli, però, non sono giuochi per far divertire la gente; il miracolo presuppone sempre uno stato di necessità e una fede profonda; allora, e solo allora, Dio, che è amore, risponde. Gli abitanti di Nazareth avanzano solo pretese, diritti: tu sei di Nazareth, allora ‘medico, cura te stesso’: devi curare e risolvere  i nostri problemi, i problemi e i desideri dei tuoi compaesani; i prodigi devi compierli tra noi e per noi.

I Nazaretani  non riconoscono il primato dell’amore che, come dirà l’apostolo Paolo, porta  sempre ad anteporre i bisogni degli altri ai nostri. Gesù comprende bene il loro pensiero, i loro desideri, la loro logica stupida, gretta ed interessata; ad essa Gesù contrappone invece  la logica della fede e dell’amore: Dio vuole la fede e gli abitanti di Nazareth cercano invece miracoli e segni; Gesù vuole la salvezza di tutti (ebrei e pagani), i Nazaretani cercano solo un Messia a proprio vantaggio.

Gesù,  con calma, spiega la logica di Dio rifacendosi ad episodi biblici: a) c’era carestia in Israele al tempo del profeta Elia, ma questi fu inviato solo ad una vedova in Sarepta di Sidone (tra i pagani);  b) c’erano tanti lebbrosi in Israele, al tempo di Eliseo, ma nessuno fu guarito dal profeta se non Naaman il Siro (la Siria non era la Palestina).

Dio non fa differenza tra il paesano e l’estraneo, il ricco e il povero, il bianco o il nero; Dio guarda il cuore ed opera dove c’è fede vera ed amore sincero. Ricordate nel Vangelo l’episodio della donna pagana che implora la guarigione della figlia:

Gesù finge di non vedere e sentire, i discepoli lo pregano in favore di quella donna e Gesù risponde: non è bene che il pane dei figli venga buttato ai cani; ma quella donna, dalla fede profonda,  risponde: è giusto, Signore, ma i cani hanno diritto almeno alle briciole che cadono sotto la mensa; Gesù premia quella fede e dice: vai, tua figlia è guarita.  

La rivoluzione portata da Cristo Gesù, la rivoluzione cristiana, basata sulla Fede e Amore,  ha una forza trasformante, destinata a permeare i modi di pensare, i criteri di giudizio; essa è chiamata a rinnovare i costumi degli uomini, la loro cultura e costituisce il punto centrale del messaggio profetico di Cristo Gesù. 

Egli è il Profeta, anzi più che Profeta, perché il profeta parla in nome di Dio ed annuncia  quello che Dio vuole venga conosciuto; Gesù è Dio che parla, che chiama, che opera.

Gesù è il Figlio, la Sapienza divina che parla con autorità propria da sbalordire gli ascoltatori. Su Gesù si è posato lo Spirito del Signore: Egli non è un trasmettitore della Parola di Dio, è la Parola di Dio, è la Profezia vivente e perenne, è la Verità eterna.

La profezia ha portato Gesù alla morte ma la grandezza di questa morte non sta nell’essere una morte profetica ma una morte di amore. Per questo Gesù è venuto: per dare la vita per amore dell’uomo. Per coloro che lo hanno crocifisso, Gesù prega: ‘Padre, perdona loro, non  sanno quello che fanno’.   

Profeta è il ‘portavoce di Dio’: come cristiani io, tu, tutti siamo chiamati  a diffondere il messaggio di Cristo; è certamente un messaggio sublime, bellissimo, sconvolgente; ma non è un messaggio popolare perché Gesù non è l’uomo del compromesso, anzi dirà: ‘Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi’, ma non temete, io sarò sempre con voi, non vi lascio orfani. 

Giovanni Battista è l’esempio del profeta cristiano; Gesù di lui dirà: ‘cosa avete visto nel deserto? Una canna agitata dal vento?’ Giovanni non era una canna ma una colonna granitica.  Il cristiano ha la stessa missione di Giovanni Battista! Sembra difficile?  Per questo motivo la domenica ci ritroviamo a Messa, per nutrirci dell’Eucaristia mentre Gesù ci ripete: ‘siete stanchi, affaticati, oppressi, venite a me ed io vi ristorerò’.

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