La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: guidati dalla stella per onorare Gesù

‘In Oriente abbiamo visto apparire la sua stella e siamo venuti qui per onorarlo’: questo è il versetto biblico scelto per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani di quest’anno, tratto dal vangelo di Matteo al capitolo 2 con i testi affidati al Consiglio delle chiese del Medio Oriente a Beirut,  in Libano, come scrivono i promotori sulla pagina web dedicata del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC):

“Di fronte all’attuale crisi sanitaria internazionale, in una regione del mondo in cui i diritti umani sono sistematicamente calpestati da ingiusti interessi politici ed economici, e che patisce le conseguenze, sul piano umano e materiale, della terribile esplosione che ha devastato Beirut il 4 agosto del 2020, il Gruppo ecumenico locale ha moltiplicato gli sforzi per presentare comunque il frutto delle sessioni di lavoro effettuate da piattaforma online.

Ringraziamo di tutto cuore i membri del Gruppo locale e preghiamo affinché una maggiore unità tra i cristiani in Medio Oriente e nel mondo possa contribuire a una vita più dignitosa, giusta e pacifica per tutti gli uomini e le donne del nostro tempo e dei tempi a venire”.

In Italia la Cei, le Chiese evangeliche e gli Ortodossi hanno sottolineato il significato della frase scelta: “Sin dall’inizio della Sua presenza sulla terra, Cristo apre le porte della fede a tutte le nazioni, invitandole ad adorare il Suo Nome Santissimo e quello del Suo Padre nello Spirito Santo: i popoli non rimangono impassibili davanti a questo grande invito; dopo che hanno visto questa stella straordinaria si mettono in cammino fiducioso, probabilmente senza conoscere ancora con esattezza la loro meta, ma la seguono con perseveranza e costanza perché sanno che essa li condurrà davanti al re dei giudei”.

I Magi iniziano il viaggio perché scoprono una novità: “Non esitano a dare inizio al loro cammino perché sanno che la fine del loro viaggio riserva loro qualcosa di più eccelso di ciò che i loro occhi vedono in questo momento. Superano la logica matematica, seguono una stella che sale da oriente, si nasconde e riappare, si ferma e ricomincia il suo moto, fino a fermarsi del tutto lì dove è apparsa la Luce che illumina tutta la creazione”.

Il messaggio evidenzia la compatibilità tra scienza e fede: “Uomini di scienza, i Re Magi, non esitano ad accettare questo straordinario prodigio e obbediscono alla sua chiamata non contrapponendo la loro scienza alla loro fede.

Sono molto lontani dalle nostre dispute che oppongono scienza e fede, creando due sfere dell’esperienza umana contrapposte o diversificate tra di loro, perché, forse, abbiamo dimenticato che l’una può diventare un valido aiuto e sostegno per l’altra e insieme collaborare per il bene comune. La pandemia che ci ha afflitti ha invece mostrato che la fede e la scienza possono stare insieme e devono lavorare l’una accanto all’altra, offrendo sollievo ai mali spirituali e corporali che ci turbano”.

E’ questo il senso della preghiera: “In questa Settimana, la Chiesa di Cristo invita i suoi figli a pregare per la così tanto desiderata, ma così lacerata nei secoli, unità visibile della Chiesa. Rivolge questo invito sempre inalterato nei momenti felici, nei momenti di guerra, di carestie, di malattie.

Non lo rivolge riferendosi all’uomo, stressato da tante preoccupazioni e dalle tentazioni tramite le quali la nostra epoca cerca di distrarlo, rendendolo indifferente verso le questioni di fede, ma lo rivolge, perlopiù, alle conseguenze che queste distrazioni e tentazioni, in generale, portano, come la paura, l’angoscia, la mancanza di fiducia verso il prossimo, che potenzialmente rischia di diventare la causa della nostra sofferenza.

L’umanità di oggi si richiude in se stessa, cerca di recidere i rapporti con il prossimo e vivere non soltanto in una separatezza fisica, ma in un isolamento spirituale, che fa crescere a dismisura la sua solitudine e la sua sofferenza psicofisica”.

In Italia la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani è dedicata al metropolita Gennadios Zervos per la “fecondità del ministero episcopale ed ecumenico del Metropolita Gennadios, la profondità della Sua riflessione teologica e la Sua amabile e vivace cordialità lasciano un ricordo indelebile nelle Comunità Cristiane in Italia”.

E spiegano la scelta del tema: “Per questa Settimana di preghiera, i cristiani del Medio Oriente hanno scelto il tema della stella sorta ad oriente per più di un motivo. Mentre, in occidente, molti cristiani celebrano solennemente il Natale, per molti cristiani d’oriente, la più antica, e ancora la principale festa, è invece l’Epifania, ossia quando la salvezza di Dio, da Betlemme e dal Giordano, fu rivelata alle nazioni. Questa accentuazione della teofania, cioè della manifestazione è, in un certo senso, il tesoro che i cristiani del Medio Oriente possono offrire ai loro fratelli e sorelle in tutto il mondo”.

I Magi fanno una scelta: “Seguire Cristo è questa nuova strada e, in un mondo effimero e mutevole, i cristiani devono restare saldi e sicuri come le costellazioni e i pianeti che brillano splendenti. Ma come mettere in pratica tutto questo? Porsi a servizio del Vangelo richiede oggi l’impegno a difendere la dignità umana, soprattutto dei più poveri, dei più deboli e degli emarginati.

Richiede alle chiese trasparenza e responsabilità nel porsi in relazione col mondo e gli uni con gli altri. Ciò significa che le chiese devono collaborare per dare sollievo agli afflitti, accogliere gli sfollati, alleviare chi è schiacciato dal peso della vita, e costruire una società giusta e onesta”.

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