Papa Francesco invita ad essere coraggiosi come san Giuseppe

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Nell’ultima udienza generale dell’anno nell’aula Paolo VI papa Francesco ha presentato la figura di san Giuseppe, soffermandosi sulle vicende della fuga in Egitto della Sacra Famiglia e riaffermando che il coraggio è virtù da esercitare tutti i giorni:

“Oggi vorrei presentarvi San Giuseppe come migrante perseguitato e coraggioso. Così lo descrive l’Evangelista Matteo… La famiglia di Nazaret ha subito tale umiliazione e sperimentato in prima persona la precarietà, la paura, il dolore di dover lasciare la propria terra. Ancora oggi tanti nostri fratelli e tante nostre sorelle sono costretti a vivere la medesima ingiustizia e sofferenza. La causa è quasi sempre la prepotenza e la violenza dei potenti. Anche per Gesù è accaduto così”.

Il papa ha paragonato Erode al Faraone: “Il piano di Erode richiama quello del Faraone di gettare nel Nilo tutti i figli maschi del popolo d’Israele. E la fuga in Egitto evoca tutta la storia d’Israele a partire da Abramo, che pure vi soggiornò, fino a Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto dai fratelli e poi divenuto ‘capo del paese’; e a Mosè, che liberò il suo popolo dalla schiavitù degli egiziani”.

Inoltre ha sottolineato la personalità di Erode: “La fuga della Santa Famiglia in Egitto salva Gesù, ma purtroppo non impedisce a Erode di compiere la sua strage. Ci troviamo così di fronte a due personalità opposte: da una parte Erode con la sua ferocia e dall’altra parte Giuseppe con la sua premura e il suo coraggio. Erode vuole difendere il proprio potere, la propria ‘pelle’, con una spietata crudeltà, come attestano anche le esecuzioni di una delle sue mogli, di alcuni dei suoi figli e di centinaia di oppositori”.

Però succede anche oggi: “E’ l’uomo che diventa ‘lupo’ per gli altri uomini… Ma non dobbiamo pensare che si vive nella prospettiva di Erode solo se si diventa tiranni, no! In realtà è un atteggiamento in cui possiamo cadere tutti noi, ogni volta che cerchiamo di scacciare le nostre paure con la prepotenza, anche se solo verbale o fatta di piccoli soprusi messi in atto per mortificare chi ci è accanto. Anche noi abbiamo nel cuore la possibilità di essere dei piccoli Erode”.

Invece Giuseppe è coraggioso e virtuoso: “Si possono immaginare le peripezie che dovette affrontare durante il lungo e pericoloso viaggio e le difficoltà che comportò la permanenza in un paese straniero, con un’altra lingua: tante difficoltà. Il suo coraggio emerge anche al momento del ritorno, quando, rassicurato dall’Angelo, supera i comprensibili timori e con Maria e Gesù si stabilisce a Nazaret”.

Ma le virtù non sono ‘esclusive’ dell’eroe, perché: “non si può vivere senza coraggio’: “Il coraggio per affrontare le difficoltà di ogni giorno. In tutti i tempi e in tutte le culture troviamo uomini e donne coraggiosi, che per essere coerenti con il proprio credo hanno superato ogni genere di difficoltà, sopportando ingiustizie, condanne e persino la morte. Il coraggio è sinonimo di fortezza, che insieme alla giustizia, alla prudenza e alla temperanza fa parte del gruppo delle virtù umane, dette cardinali”.

L’invito del papa è quello di imitare san Giuseppe, che si affida alla Provvidenza: “La vita ci riserva sempre delle avversità, questo è vero, e davanti ad esse possiamo anche sentirci minacciati, impauriti, ma non è tirando fuori il peggio di noi, come fa Erode, che possiamo superare certi momenti, bensì comportandoci come Giuseppe che reagisce alla paura con il coraggio di affidarsi alla Provvidenza di Dio”.

Papa Francesco ha concluso l’udienza generale con una preghiera, affermando che la migrazione è uno ‘scandalo’: E’ uno scandalo sociale dell’umanità. San Giuseppe, tu che hai sperimentato la sofferenza di chi deve fuggire tu che sei stato costretto a fuggire per salvare la vita alle persone più care, proteggi tutti coloro che fuggono a causa della guerra, dell’odio, della fame. Sostienili nelle loro difficoltà, rafforzali nella speranza e fa’ che incontrino accoglienza e solidarietà. Guida i loro passi e apri i cuori di coloro che possono aiutarli. Amen”.

(Foto: Santa Sede)

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