Numeri ufficiali Covid-19 dell’11 maggio 2021. Cina avrebbe preparato piano per far scoppiare Terza Guerra Mondiale con armi biologiche. Origine del Sars-CoV-2

Il centrodestra chiede lo stop al coprifuoco alle 22.00, serrande alzate nei centri commerciali anche nel fine settimana, via libera alle cerimonie, impianti sportivi attivi. Il Presidente della Repubblica: “Serve prudenza, ma anche coraggio di agire”. In programma domani un incontro governo-Regioni per rivedere i criteri per l’inserimento dei territori nelle diverse fasce di rischio (Fonte SkyTG24).

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I dati Covid-19 ufficiali del Ministero della salute di oggi martedì 11 maggio 2021

Ricoverati con sintomi: 14.937 (-490) (-3,18%) [Occupazione al 24%] [*]
In terapia intensiva: 2.056 (-102) (-4,73%) [con 100 nuovi ingressi del giorno] [**] [Occupazione al 23%]
Deceduti: 123.282 (+251) (+0,20%)
Vaccinati [***] e percentuale sulla platea da vaccinare (aggiornato all’11 maggio 2021 ore 21:07): 7.688.234 (15,14% di una platea di 50.773.718 persone da vaccinare)
Secondo il report online del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 aggiornato alle 17:53 di oggi, sono 24.668.219 le dosi di vaccino contro il Covid-19 somministrate in Italia, l’90% del totale di quelle consegnate, che sono finora 27.402.180: nel dettaglio 17.807.400 Pfizer/BioNTech, 2.583.100 Moderna, 6.668.880 Vaxzevria (AstraZeneca) e 342.800 Janssen (Johnson&Johnson). Sono state vaccinate 13.909.728 donne e 10.758.491 uomini.
[*] Dato molto importante, perché permette di verificare al di là del saldo quante persone sono effettivamente entrate in terapia intensiva nelle ultime 24 ore oggetto della comunicazione.
[**] Persone che hanno completato la vaccinazione (prima e seconda dose; oppure monodose). Vaccinazione in tempo reale: QUI.
[***] La soglia del 30% di occupazione per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche è individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020, oltre la quale sono a rischio le prestazioni sanitarie per le altre patologie. Per area non critica si intendono i posti letto di area medica afferenti alle specialità di malattie infettive, medicina generale e pneumologia.

Il sistema “Tutor” per verificare il “trend” dell’epidemia

Media giornaliera dei decessi: 276 (-).

Tabella con i decessi al giorno, il totale dei decessi e la media giornaliera dei decessi [A cura dello Staff del “Blog dell’Editore”]: QUI.

Il punto della situazione a cura di Lab24

Un breve commento, oggi, in risposta alle molte domande sul “green pass” e più in particolare sulla concessione di questo documento anche a chi ha eseguito un tampone nelle ultime 48 ore. Come abbiamo scritto più volte si tratta a nostro avviso di un azzardo: un po’ come decidere di accelerare con l’auto perché due giorni prima la strada era libera. Una notizia resa nota proprio questa mattina, per quanto priva di valore statistico generale, può aiutare a comprendere meglio: in Friuli Venezia Giulia sono stati individuati due casi di positività (variante sudafricana) tra i cinque membri dell’equipaggio di uno yacht proveniente dalla Croazia. Al momento dell’ingresso in Italia, avendo un tampone negativo eseguito 48 ore prima, in quanto personale viaggiante nessuno è stato messo in quarantena e ci si è limitati, correttamente, alla comunicazione di ingresso al Dipartimento di prevenzione dell’ASU GI (l’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina). Successivamente è stata comunicata la prima positività: i membri dell’equipaggio sono stati posti in isolamento a bordo, in cabine separate. Il 24 aprile, data di fine quarantena, sono stati eseguitivi nuovi test tampone: a questo punto è stata riscontrata la seconda positività su un soggetto che si è poi negativizzato il 5 maggio. La situazione è al momento sotto controllo, perché non sono stati segnalati contatti stretti con persone diverse dai membri dell’equipaggio: ma l’esempio chiarisce bene come il tampone eseguito nelle 48 ore non abbia potuto rilevare il primo caso, che a sua volta ne ha generato un secondo a breve distanza di tempo. Volendo forzare la mano ai numeri possiamo dire che 5 test eseguiti 48 ore prima, tutti con esito negativo, non hanno (in questo singolo caso) impedito che l’infezione si manifestasse nel 40% dei soggetti testati. Si tratta come abbiamo già detto di un esempio del tutto privo di valore statistico generale, che serve solo per meglio comprendere quale sia il rischio potenziale di una simile decisione. Se proprio dobbiamo accelerare, meglio farlo sapendo che la strada davanti a noi è libera nello stesso momento, non due giorni prima (Fonte Lab24.ilsole24ore.com/coronavirus).
La stessa cosa si può dire dei vaccinati: c’è sempre la possibilità che possono contagiarsi.

Francia: “Assemblea nazionale boccia pass sanitario”

L’Assemblea nazionale francese ha votato a sorpresa contro l’articolo sul pass sanitario del progetto di legge governativo sull’uscita progressiva dallo stato di emergenza sanitaria. Il partito Modem di François Bayrou non ha seguito quello del Presidente Emmanuel Macron, La République en Marche, giudicando il testo non abbastanza chiaro (Fonte SkyTG24).

Bernini: “Prima si riapre, prima si libera lavoro”

“Il senso della mozione che Forza Italia ha presentato insieme alla Lega al Senato è uno solo: dare certezze a migliaia di imprenditori e lavoratori ancora nel limbo dell’apertura a metà. Dobbiamo far prevalere la logica, al netto di un quadro epidemiologico in miglioramento e che comunque non ci deve far abbassare la guardia. Aprire i ristoranti anche al chiuso e anche di sera, consentire l’attività dei centri commerciali nei fine settimana, anticipare la stagione dei parchi permanenti, dare semaforo verde anche all’industria delle cerimonie sono i nostri obiettivi. Massima sicurezza, massimi controlli, ma basta incertezze. Prima riapriamo, prima liberiamo economia e lavoro. Non è una questione di bandierine, ma di buonsenso”. Lo dichiara il Presidente dei senatori di Forza Italia, Anna Maria Bernini (Fonte SkyTG24).

Meloni: su chiusure Draghi più rigido di Conte

“Sulle chiusure Draghi è più rigido di Conte. L’anno scorso riaprì tutto il 18 maggio, ristoranti all’aperto e al chiuso, il coprifuoco non c’era e quelle riaperture non comportarono un nuovo aumento dei contagi perché con la stagione estiva è più difficile il contagio”. Lo ha detto la leader di FdI Giorgia Meloni a Porta a Porta (Fonte SkyTG24).

Lunedì 27 maggio cabina di regia su riaperture

Si svolgerà lunedì 17 maggio, a quanto si apprende da fonti di governo, la Cabina di regia tra le forze di maggioranza e il premier Mario Draghi per discutere delle riaperture.

“Truth is the daughter, not of authority but time”
[La verità è figlia, non dell’autorità ma del tempo]
(Francis Bacon)

Covid, è l’arma della Cina per la Terza Guerra Mondiale? Il dossier segreto
La Cina avrebbe preparato un piano per far scoppiare la Terza Guerra Mondiale con armi biologiche, come un virus, per mettere in ginocchio i sistemi sanitari dei Paesi nemici
Quifinanza.it, 9 maggio 2021


Un documento ottenuto dai servizi segreti americani e riportato da varie testate internazionali, tra cui The Australian e il Daily Mail, mostrerebbe che gli scienziati cinesi si sarebbero preparati negli ultimi 6 anni a combattere la Terza Guerra Mondiale con armi biologiche. Nel dossier si leggerebbe che queste sarebbe le “armi determinanti per la vittoria”, sottolineando le condizioni perfette per liberarle nell’ambiente e gli effetti che potrebbero avere sui Paesi nemici.

Pechino avrebbe dunque iniziato a considerare il potenziale militare dei coronavirus come quello della Sars già dal 2015, e il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta riprendendo in considerazione la possibilità che quello responsabile della pandemia di Covid-19 possa essere scappato da un laboratorio in Cina.

Covid, il piano della Cina per la Terza Guerra Mondiale: cosa è emerso

Il documento degli scienziati dell’Esercito Popolare di Liberazione sinico parlerebbe di manipolazioni genetiche dei virus con tecniche “mai viste prime” e una guerra mondiale combattuta sul piano delle tecnologie genetiche. La nuova bomba atomica sarebbe dunque un’arma biologica, da diffondere a precise condizioni climatiche e meteorologiche.

Queste sarebbero, per gli esperti cinesi, la notte o un cielo particolarmente nuvoloso, con venti stabili verso una direzione, in modo da far viaggiare le particelle di aerosol verso una meta precisa. Da evitare il sole, che potrebbe danneggiare il patogeno prescelto, ma anche la pioggia e la neve che potrebbero assorbire i droplet.

Un attacco simile verso una o più nazione nemiche, si leggerebbe ancora nel dossier, porterebbe a un immediato picco del numero di pazienti che necessitano di essere ricoverati in ospedali, con un collasso in breve periodo della tenuta dei nosocomi e distruggendo i sistemi sanitari nemici.

Covid, il piano della Cina per la Terza Guerra Mondiale: i nuovi dubbi

Lo scenario da film di guerra corrisponderebbe a quello che è effettivamente successo a partire da dicembre 2019, con l’inizio delle infezioni a Wuhan, dove si trova un laboratorio di virologia ad alta sicurezza. Nonostante gli studiosi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ritengano improbabile che il Sars-Cov-2 possa essere stato liberato per errore proprio in quel centro di ricerca, il nuovo documento cinese fa sorgere nuovi dubbi sulla natura del coronavirus e sulle intenzioni della Cina.

I membri del team dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che indagano sulle origini del coronavirus COVID-19 arrivano in auto all’Istituto di virologia di Wuhan il 3 febbraio 2021 (Foto di Hector Retamal/AFP via Getty Images).

Covid 19. Perché tutti gli indizi portano a un’origine in laboratorio, a Wuhan

Marco Tosatti ha pubblicato su Stilum Curiae, nella sua traduzione italiana dall’inglese, un articolo di Nicholas Wade, apparso sul Bulletin of Atomic Scientists che compie un’accurata analisi delle evidenze sulle origini del Covid-19: “Anche in assenza di prove inconfutabili (che la Cina ovviamente si guarda bene dal fornire…) tutto fa pensare a un’origine non naturale del virus” [QUI].

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Foto di copertina: Una foto del 20 maggio 2020 dell’Istituto di virologia di Wuhan a Wuhan, dove è stata condotta la ricerca sui coronavirus dei pipistrelli (Foto di Kyodo News tramite Getty Images).

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