Singularem celebrandi. Cardinale Brandmüller sul divieto delle Messe individuali a San Pietro: usurpazione e violazione della legge, incomprensione e rabbia. Lettera della Segreteria di Stato invalida

Dopo il Cardinale Edmund Burke, un altro Cardinale di curia alza la voce contro la lettera siglata del Sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato, l’Arcivescovo Edgar Peña Parra, che secondo il Cardinale Walter Brandmüller per motivi di forma e contenuto non è vincolante. Lo scrive in un articolo per il quotidiano tedesco online Die Tagespost.

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Riportiamo la traduzione italiano dal tedesco a cura di Marco Tosatti per Stilum Curiae di quanto scritto dal Cardinale Walter Brandmüller su Die Tagespost riguardo alla Nota siglata dal Sostituto della Segreteria di Stato che proibisce le Messe individuali nella Basilica di San Pietro.

Divieto delle Messe individuali a San Pietro: incomprensione e rabbia
di Walter Brandmüller
Die Tagespost, 24 marzo 2021


Un ordine della Segreteria di Stato, divenuto noto anche ai media, decreta che un sacerdote non può più celebrare individualmente la Santa Messa nella Basilica di San Pietro, ma deve partecipare a una concelebrazione. C’è stupore generale, incomprensione e fastidio per questo in Vaticano.

Domande sulla forma e sul contenuto della lettera

Tuttavia, la lettera citata solleva molte domande sulla sua forma e sul suo contenuto. Il fatto che la lettera non abbia né un numero di protocollo né una firma, ma rechi solo il timbro della Segreteria di Stato con le iniziali del sostituto, desta attenzione e persino dubbi. In particolare perché la Segreteria di Stato della Basilica di San Pietro non ha giurisdizione per la Basilica di San Pietro. Piuttosto, questo appartiene al capitolo di San Pietro presieduto dal cardinale arciprete.

È quindi più che strano che i Canonici del Capitolo non siano stati nominati come mittente, ma come destinatari di una lettera il cui oggetto rientra nella giurisdizione del Capitolo, e il nome dell’Arciprete, il Cardinale Gambetti, non sia nemmeno menzionato. In parole povere, si tratta di un caso di usurpazione di autorità o di violazione di diritti da parte di chiunque. Gli ordini riguardanti il servizio divino in San Pietro, invece, sono discusse e decise dal Capitolo.

Il fatto che questo ovviamente non sia accaduto nel caso in questione significa che la suddetta lettera è nulla. Ignora anche il canone 902 del Codex Iuris Canonici, che prevede che “… gli individui (cioè i sacerdoti) sono liberi di celebrare l’Eucaristia individualmente” se non c’è concelebrazione nella stessa chiesa nello stesso momento.

Non vincolante

La lettera della Segreteria di Stato quindi non è vincolante per motivi di forma e di contenuto. Il Cardinale Burke ha già commentato le singole questioni legali da porre in questo caso.

Ora, però, si pone la questione se di tutto questo non doveva essere consapevole anche il Sostituto quando ha messo la sua sigla sotto di esso. Perché, per quale scopo, allora, questa lettera è stata comunque emessa? Si è già detto che si trattava di un “ballon d’essay”, con il quale si dovevano esplorare le reazioni da aspettarsi alle innovazioni previste.

Se questo fosse vero, tuttavia, ci si dovrebbe chiedere molto seriamente se questo potrebbe essere il modo in cui il Potere delle Chiavi dovrebbe essere esercitato nella Chiesa di Gesù Cristo.

A questo punto bisognerebbe anche ricordare con forza che la “plenitudo potestatis” – cioè la pienezza spirituale dei poteri – propria del Primato romano trova i suoi limiti sia nella legge naturale che nella legge morale cristiana. È “plenaria” nella misura in cui non dipende da nessun potere superiore – terreno – ma non è affatto illimitata. Se, quindi, nel nostro caso si intendesse un’ingiunzione che violasse sia il diritto positivo che quello naturale, si dovrebbero indicare con enfasi le conseguenze del mancato rispetto del diritto e della giustizia.

Riguarda anche le preoccupazioni della pastorale

Inoltre, questo caso coinvolge anche legittime preoccupazioni di cura pastorale come la pietà, che devono essere prese in considerazione. La basilica sopra la tomba di Pietro, il principe degli apostoli, e le tombe di molti santi è unica al mondo, centro della Chiesa universale e fin dai tempi più antichi meta di pellegrinaggi di fedeli di tutto il mondo.

Privare i molti pellegrini, specialmente i sacerdoti, che vengono a Roma in gran numero da parti lontane del mondo, dell’opportunità di celebrare la Santa Messa nella casa del Padre, per così dire, sarebbe del tutto ingiustificabile.

Foto di copertina: la celebrazione della Santa Messa secondo la Forma Straordinaria del Rito Romano – celebrata soltanto individualmente – nella Cappella Clementina delle Grotte Vaticane (e permesso solo qui e solo quattro volte al giorno), 22 marzo 2021 (Foto di Edward Pentin/National Catholic Register).

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