La prof.ssa Mantovani presenta la ‘Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell’Unione europea’

Da alcuni anni la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino ha ideato il corso biennale di laurea specialistica in ‘Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell’Unione europea’, per rispondere alla ‘globalizzazione dell’indifferenza’ con una ‘globalizzazione dei diritti umani’, auspicata da papa Francesco nel messaggio della giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Con tale corso l’Università camerte offre agli studenti nozioni tecnico-operative che consentono di formare un esperto che può svolgere funzioni di coordinamento e di gestione del fenomeno migratorio.

E questo approfondendo sia gli aspetti di competenza  nazionale, sia il buon funzionamento della politica dell’Unione Europea, che presuppone un approccio globale alla migrazione che combini un controllo più efficace delle frontiere esterne dell’Unione Europea, il rafforzamento dell’azione esterna nonché una dimensione interna in linea con i principi e i valori europei.

Alla direttrice del corso biennale, prof.ssa Maria Paola Mantovani, abbiamo chiesto di spiegarci cosa offre agli studenti la laurea specialistica in ‘Gestione dei fenomeni migratori e politiche di integrazione nell’Unione europea’:

“Nel contesto della mondializzazione e della globalizzazione, le migrazioni e l’integrazione degli immigrati e dei loro figli sono diventate una delle questioni cruciali. La mobilità umana, la circolazione di idee e di usanze, e la diversificazione crescente delle società hanno avuto ed hanno degli effetti molto rilevanti sulle legislazioni, sulle politiche pubbliche, sulle esperienze sociali individuali e collettive.

Formare dei futuri esperti sulle questioni delle migrazione e dell’integrazione sotto il profilo giuridico è quanto mai necessario, e questo corso di laurea specialistica di Giurisprudenza di Unicam offre una formazione globale al riguardo, attraverso un approccio multidisciplinare: il percorso affronta un largo spettro di questioni, come le cause ed i differenti tipi di migrazioni, le politiche ed i diritti degli immigrati e dei richiedenti asilo, le politiche d’integrazione (sociale, economica, religiosa), il fenomeno delle appartenenze nazionali, le relazioni interculturali, interreligiose ed interetniche”.

Quali sbocchi professionale offre il corso?

“Le competenze che gli studenti acquisiscono con questa laurea specialistica Unicam li preparano alla carriera nelle organizzazioni, sempre più numerose, pubbliche e private, che si occupano di migrazioni, diritto d’asilo, integrazione, lotta alle discriminazioni: organizzazioni internazionali, ONG, amministrazioni pubbliche a livello locale e nazionale, imprese e mezzi di comunicazione”.

In quale modo la legislazione europea consente di gestire i flussi migratori in modo adeguato?

“In primis, con il trattato di Lisbona sono state gettate le fondamenta per l’edificazione di una nuova base giuridica per promuovere misure di integrazione ed una corretta gestione dei fenomeni migratori. Dopo Lisbona sono state adottate numerose direttive sull’immigrazione, nell’ottica di favorire una politica di gestione di fenomeni migratori condivisa.

Da ultimo, la Commissione Europea ha presentato la Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che affronta le situazioni di crisi e di forza maggiore nel campo della migrazione e dell’asilo nell’ambito del nuovo Patto europeo Asilo e migrazione, il 23 settembre 2020”.

Come proteggere gli sfollati?

“L’anno prossimo sarà il LXX anniversario della Convenzione delle Nazioni Unite sullo statuto dei rifugiati, del ’51, e la sua portata giuridica, politica ed etica supera di molto le parole specifiche ch’essa contiene: giuridica, perché definisce le norme di base su cui basare un’azione regolata da principi, politica, perché è una cornice veramente universale in cui gli Stati possono cooperare e condividere le responsabilità sui rifugiati e sulle cause politico-economiche che li hanno spinti; etica, perché impegna gli Stati aderenti a difendere e proteggere i diritti di persone fra le più vulnerabili e povere al mondo”.

Quali sfide porta il fenomeno migratorio all’Europa?

“Bisogna partire dal fatto che l’essere umano non è una monade, il fenomeno migratorio non può essere riassunto nei dati demografici dei Paesi interessati, nel loro saldo migratorio: ogni essere umano nasce e poi cresce in un contesto culturale, e la sua maniera di vivere e di pensare, le sue convinzioni sono in parte influenzate da questo contesto.

Se le circostanze economiche e socio-politiche lo spingono a migrare in un altro Paese, egli porta comunque con sé tutta una serie di elementi culturali immateriali che avranno delle differenze con quelli del Paese nel quale emigra; la grande sfida che il fenomeno migratorio pone all’Europa è evitare che da queste differenze nascano tensioni, perché, per parafrasare un famoso libro di Huntington, l’obiettivo non è lo scontro di civiltà, ma l’incontro di civiltà, la loro (certo non istantanea, ma comunque amichevole e fraterna) integrazione”

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