Papa Francesco: ‘Il denaro deve servire’

Papa Francesco ha incontrato il Comitato del Consiglio d’Europa Moneyval durante la visita in Vaticano ed ha  ribadito l’impegno della Santa Sede per la trasparenza finanziaria, ringraziandoli per il loro servizio ‘a tutela di una finanza pulita, nell’ambito della quale ai ‘mercanti’ è impedito di speculare in quel sacro tempio che è l’umanità, secondo il disegno d’amore del Creatore’.

A proposito di tale visita Carmelo Barbagallo, presidente dell’Authotiry finanziaria vaticana (Aif) nei giorni scorsi aveva affermato: “La visita, che durerà all’incirca due settimane, era in realtà prevista per il mese di aprile, ma è stata rinviata a causa dell’emergenza sanitaria. L’AIF farà da capofila per la delegazione vaticana. Sono passati diversi anni dal primo incontro ufficiale con la Santa Sede e lo SCV, avvenuto nel 2012.

In questo arco di tempo, Moneyval ha monitorato a distanza i tanti progressi compiuti dalla giurisdizione ai fini del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. La prossima visita riveste particolare importanza. Dal suo esito potrà dipendere come la giurisdizione sarà percepita dai mercati finanziari.

L’assessment di Moneyval è ad ampio raggio: riguarderà sia il complessivo impianto normativo in materia, sia la sua effettiva implementazione. E’ cruciale arrivare preparati, far emergere i molteplici progressi compiuti nel sistema dei controlli e le premesse oggi poste per un loro stabile consolidamento”.

Il rapporto 2019 ha riportato i principali risultati ottenuti nel corso dell’anno. Oltre alle ispezioni allo Ior l’Aif ha registrato 64 segnalazioni di attività sospette ed ha trasmesso 15 rapporti al promotore di giustizia. Nel 2018 erano state rilevate 56 segnalazioni all’Aif, rispetto alle 150 dell’anno precedente, e 11 rapporti erano stati inoltrati alla magistratura.

Durante l’incontro il papa ha ringraziato il Comitato per il lavoro contro il riciclaggio, sottolineando la necessità di ripensare il rapporto con il denaro: “Infatti, in certi casi pare che si sia accettato il predominio del denaro sull’uomo. Talora, pur di accumulare ricchezza, non si bada alla sua provenienza, alle attività più o meno lecite che l’abbiano originata e alle logiche di sfruttamento che possono soggiacervi.

Così, accade che in alcuni ambiti si tocchino soldi e ci si sporchi le mani di sangue, del sangue dei fratelli. O, ancora, può succedere che risorse finanziarie vengano destinate a seminare il terrore, per affermare l’egemonia del più forte, del più prepotente, di chi senza scrupoli sacrifica la vita del fratello per affermare il proprio potere”.

Ed ha richiamato il discorso di san Paolo VI sul disarmo per la costituzione di un fondo mondiale per sovvenire alla necessità dei poveri, recentemente ribadita anche nell’enciclica ‘Fratres omnes’ al n^ 262: “Ho ripreso tale proposta nell’Enciclica Fratelli tutti’, chiedendo che, piuttosto di investire sulla paura, sulla minaccia nucleare, chimica o biologica, si usino tali risorse ‘per eliminare finalmente la fame e per lo sviluppo dei Paesi più poveri, così che i loro abitanti non ricorrano a soluzioni violente o ingannevoli e non siano costretti ad abbandonare i loro Paesi per cercare una vita più dignitosa’”.

Anche il Magistero sociale della Chiesa, attraverso l’enciclica ‘Quadragesimo anno’ di papa Pio XI, ha condannato il neoliberismo: “Il Magistero sociale della Chiesa ha sottolineato l’erroneità del ‘dogma’ neoliberista secondo cui l’ordine economico e l’ordine morale sarebbero così disparati ed estranei l’uno all’altro, che il primo in nessun modo dipenderebbe dal secondo…

Le politiche di antiriciclaggio e di contrasto al terrorismo costituiscono uno strumento per monitorare i flussi finanziari, consentendo di intervenire laddove emergano tali attività irregolari o, addirittura, criminali”.

Inoltre ha ricordato l’episodio la cacciata dei mercanti dal tempio da parte di Gesù: “Quando, infatti, l’economia perde il suo volto umano, non ci si serve del denaro, ma si serve il denaro. E’ questa una forma di idolatria contro cui siamo chiamati a reagire, riproponendo l’ordine razionale delle cose che riconduce al bene comune, secondo il quale ‘il denaro deve servire e non governare!’”.

Ha concluso l’incontro ricordando le misure di trasparenza contro il riciclaggio intrapreso dalla Santa Sede: “Il 1° giugno scorso è stato promulgato un Motu Proprio per una più efficace gestione delle risorse e per favorire la trasparenza, il controllo e la concorrenza nelle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici.

Il 19 agosto scorso, una ordinanza del Presidente del Governatorato ha sottoposto le Organizzazioni di volontariato e le Persone Giuridiche dello Stato della Città del Vaticano all’obbligo di segnalazione di attività sospette all’Autorità di Informazione Finanziaria”.

(Foto: Santa Sede)