Rallenta la generosità degli italiani: il dono alla prova dell’era post Covid

E’ un trend in leggero rallentamento quello che raffigura l’andamento delle pratiche di dono degli italiani nel 2019: lo studio ‘Noi doniamo – Edizione 2020’, condotto dall’Istituto Italiano della Donazione (IID) e diffuso in occasione del Giorno del Dono, ha analizzato e approfondito la generosità concreta dei cittadini nel 2019, attualizzando la serie storica avviata con l’edizione zero del 2018 e aprendo una finestra anche sulla lettura del 2020 e sull’impatto della pandemia su tali pratiche. IID coordina la campagna nazionale per il Giorno del Dono che coinvolge migliaia di realtà nelle settimane intorno al 4 ottobre, la Giornata istituita per legge e dedicata alla promozione della cultura del dono.

Il Rapporto, che per la prima volta gode del sostegno di UBI Banca che ne sponsorizza l’edizione 2020, mette insieme le fonti più autorevoli, specifiche e complete e ricostruisce, grazie anche a letture e contributi di esperti, lo stato dell’arte della generosità degli italiani e il suo andamento rispetto agli anni precedenti. Le realtà che hanno collaborato alla produzione e alla lettura dei dati sono Assif, BVA Doxa, Caritas Italiana, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, EU Consult Italia, Osservatorio di Pavia, Walden Lab.

Nel 2019 rimane alta la quota di italiani che non praticano alcuna forma di donazione economica, nemmeno in via informale: sono saliti al 55% nel 2019 rispetto al 51% del 2018 secondo BVA Doxa. Diverse fonti convergono sul fatto che sia in diminuzione anche la quota di persone che donano denaro e che si impegnano nel volontariato, mentre è stabile o in lieve aumento il numero di coloro che fanno o sono propensi a fare donazioni biologiche (sangue, organi o tessuti).

Cala nel 2019 di 585.000 unità, passando dal 14,5 al 13,4%, la quota di italiani che donano ad associazioni, secondo i dati dell’indagine Istat ‘Aspetti della vita quotidiana’ che fa parte del sistema delle Indagini multiscopo sulle famiglie. Stesso trend è presentato nel contributo di BVA Doxa che nella sua indagine campionaria quantifica nel 45% il numero degli italiani che hanno complessivamente donato ad associazioni o in modo informale, a fronte del 49% del 2018.

I numeri Istat certificano un lieve calo anche dell’impegno volontario degli italiani nelle associazioni di volontariato: donare tempo e competenze è sempre un’attività che riguarda una quota minoritaria di popolazione, ma cala dal 10,5% del 2018 al 9,8% del 2019 la percentuale di persone che fanno volontariato in associazioni di volontariato passando da una stima di 5.538.000 a 5.174.000 persone.

Se a queste aggiungiamo anche il numero di persone che prestano volontariato in associazioni non di volontariato il numero totale arriva a 6.854.000 persone con un calo totale di 506.000. Le regioni con più volontari fra la popolazione sono ancora il Trentino Alto Adige (21,4%), la Valle D’Aosta (17,2%), e il Veneto 13,9%.

Aumenta invece il numero di italiani che si impegnano specificatamente in associazioni ecologiche, per i diritti civili o la pace sulla scia del forte coinvolgimento dell’opinione pubblica su questi temi negli ultimi anni: sono stati  866.000 nel 2019, 60.000 in più rispetto al 2018. La maggior parte sono giovani donne tra i 14 e i 24 anni.

Più positivi invece i dati relativi alle donazioni biologiche, altra pratica che IID mette ogni anno sotto la lente grazie anche ai contributi di idee e analisi delle istituzioni e delle associazioni che si occupano di tale ambito. Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, nel 2019 sono stati 1.683.470 gli italiani che hanno donato il sangue almeno una volta (+0,04% rispetto al 2018) e il 92% di loro sono iscritti ad associazioni.

Dati positivi, ma che non bastano: l’andamento demografico che presenta un progressivo invecchiamento della popolazione italiana pone delle sfide crescenti e l’aumento dei donatori di sangue, plasma e altri componenti, specialmente donatori giovani, è fondamentale per la tenuta e l’autosufficienza del sistema.

Anche sul fronte della donazione degli organi i numeri sono importanti: il Centro Nazionale Trapianti quantifica in 3.813 i trapianti di organi del 2019 grazie a donazioni di 364 viventi e 1.379 deceduti. Complessivamente sono 6.936.583 gli italiani che hanno espresso la volontà di donare gli organi al Sistema Informativo Trapianti (SIT).

Il Rapporto ‘Noi doniamo – Edizione 2020’ contiene anche l’aggiornamento della storica indagine dell’Istituto Italiano della Donazione sulla raccolta fondi del non profit (giunta alla 18^ edizione) che dipendono anche dalla generosità dei cittadini: nel 2019 sono il 42% del campione totale gli enti non profit che hanno affermato di aver aumentato le raccolte fondi, mentre il 20% ha entrate stabili e il 38% in calo.

L’accesso ai bandi è lo strumento più utilizzato per raccogliere fondi e per il 21% delle organizzazioni è il più efficace. Gli eventi pubblici continuano a rappresentare una fetta importante dell’attività di raccolta fondi: il 13%. Anche per questo c’è preoccupazione rispetto all’andamento delle raccolte per il 2020 che ha visto a causa dell’emergenza sanitaria un forte ridimensionamento delle iniziative.

Sempre secondo l’indagine IID, più della metà delle organizzazioni non profit (52%) prevede un calo delle entrate per il 2020, il 33% un aumento e il 15% una stabilità.

(Foto: Istituto Italiano del Dono)

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